In questo autunno che non si convince ad abbandonare del tutto l'estate, la neve e il ghiaccio sono relegati sulle cime più alte delle nostre Orobie.
Tuttavia questo consente avvicinamenti più lunghi su sentieri ancora ben puliti e spinge ad esplorare angoli poco conosciuti delle nostre montagne.
La parete Nord del Pietra Quadra, chiusa tra la cima vera e propria e l'antecima Ovest, è lunga quasi un chilometro. A differenza di molte pareti orobiche è costituita prevalentemente da verrucano, una roccia solida, con un buon grip. In questo fa compagnia al Pizzo del Becco e, come abbiamo scoperto, anche allo Spondone.
Tuttavia la parete risulta difficile da osservare, perché incombe sulla valle sopra Trabuchello, in un punto in cui è stretta e angusta e la parete risulta arretrata rispetto all'osservatore. Forse per questo sulla Nord del Pietra Quadra esistono poche vie, o quantomeno poche vie sono documentate. Noi sapevamo dell'esistenza di una via dei Callegari e di un canalone che ne attraversa il lato sinistro, uscendo nei pressi dell'antecima ovest. Ma eravamo molto curiosi di darci un'occhiata diretta e ravvicinata. Ecco perchè sabato, lasciata la macchina alle baite di Mezzeno, sopra Roncobello, armati di materiale vario (picca, ramponi, qualche chiodo, due spezzoni di corda, qualche protezione veloce) ci siamo avviati verso il passo di Mezzeno e il passo Tonale, con l'idea di scendere in Valle Scura, aggirare lo Spondone, e arrivare al cospetto della Nord.
Da lì in poi le idee erano abbastanza fumose (ecco perché tanto materiale) e in poche parole si potevano riassumere nel trovare una via che ci riportasse alla cima del Pietra Quadra e da lì, lungo il vallone dei Tre Pizzi, di nuovo all'auto. Alla fine abbiamo individuato un canalino che, anche nelle condizioni di neve attuali non certo ottimali, si è rivelato non difficile e divertente, e ci ha portato sulla cresta, circa 100 metri più a ovest della vetta del Pietra Quadra.Come immaginavamo la parete presenta tante possibili linee, sia estive che invernali. Probabilmente tante sono state salite e non sono note. In ogni caso c'è ancora spazio per un pò di avventura spicciola sulle nostre montagne. Quella da noi seguita, un canalino di circa 200 m con pendenze modeste e qualche breve salto roccioso (max 40°, PD+ nelle condizioni attuali) era sabato la via più sicura, perchè la neve, sotto una crosta non portante molto spessa, era inconsistente e non adesa alla roccia.
Riporto qualche foto:
Al passo di Mezzeno
Guardando verso il Corte, il Farno e il superiore dei Laghi Gemelli.

