Il ritorno in valle di Yuri

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Il ritorno in valle di Yuri

Messaggiodi elio.biava » giovedì 22 giugno 2017, 20:35

Il "nostro" Yuri ne ha combinata ancora una, dall'Etna al Passo Stelvio. Stretto di Messina a nuoto, in continuo, solo pause...sfinito, spompato, gli occhi fuori dalle orbite...ma ce l'ha fatta anche stavolta!!! Nativo di Zogno, discendente sanpellegrinese...da anni lancia sfide nel ciclismo, non agli altri, ma solo a se stesso ed alla sua fantasia. La prima con un'amico: Zogno - Roma no stop. L'anno successivo Parigi-Zogno ( con valico notturno del Gran S.Bernardo sotto il diluvio ). Nel 2016 Barcellona-Zogno ed ora un "Garibaldi" al contrario.
Che grande lo Yuri!!! a_2 a_2 a_2 (inutile dire che lui va al lavoro a Bergamo in bici e tutti i giorni mastica almeno 100km). a_14

L’ultima impresa di Yuri Giupponi, Dall’Etna allo Stelvio in bici, no stop
In cento ore il 25enne di Zogno ha coperto oltre 1.500 chilometri, compreso l’attarversamento a nuoto dello stretto di Messina.


Cento ore no stop per coprire oltre 1.500 chilometri a spasso per l’Italia: dall’Etna allo Stelvio con in mezzo lo stretto di Messina, passato a nuoto. È l’impresa di Yuri Giupponi, 25 anni, bergamasco di Zogno, che ha concluso la sua nuova straordinaria impresa: Etna-Stelvio Race Across Italia. «Un’impresa agli occhi e alle gambe dei più impossibile, non per Yuri che ama definirsi un «matto della bicicletta» e in passato si era reso protagonista di altre simili avventure: la Zogno-Roma del 2014 (33 ore no stop in bicicletta e 650 km), la Parigi-Bergamo del 2015 (43 ore no stop e 932 km) e la Barcellona-Bergamo del 2016 (51 ore no stop e 1.120 km)» scrive il sito Bici Tv, che ripercorre l’impresa del nostro. «La partenza era avvenuta domenica 18 giugno alle ore 4 del mattino dal Rifugio Sapienza in cima al Monte Etna in modo da poter arrivare allo Stretto di Messina entro le 8,30 dove ha poi affrontato la traversata a nuoto di circa 3,5 km da Messina a Villa San Giovanni (Reggio Calabria). Una volta arrivato in Calabria, Giupponi è ripartito in bicicletta percorrendo 200 chilometri lungo la costa Tirrenica per poi attraversare la Piana di Sibari e giungere sulla corsa Ionica. Procedendo in direzione Bari è andato poi ad affrontare la costa Adriatica fino a Ravenna, quindi la pianura Padana per portarsi verso Brescia, risalire il lago d’Iseo, la Valle Camonica, quindi Edolo, Aprica, Bormio e il gran finale in cima allo Stelvio» . Una squadra lo ha affiancato nella sua impresa: Andrea Fustinoni, Alessandro Gotti, Giovanni Ferrari, Demetrio Ricci, Lionello Rocca e Angelo Gualdi.
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"tra i monti Alben e Regaduro nel canalone i suoi compagni lo trasportarono per sentieri scoscesi tra boschi e pascoli fino a Sottochiesa, adagiato su una rozza scala a pioli ricoperta di fronde"
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