Scempio sui monti di S. Pellegrino:

Percorsi, itinerari, escursioni cicloturismo e MTB in Valle Brembana

Moderatore: IW2LBR

Messaggiodi ezio » giovedì 9 ottobre 2003, 1:30

In primo luogo complimenti !..........al moderatore ed all'amministratore del forum, questa lunga discussione conferma la potenzialità di questo strumento.

Purtroppo (e forse per questo non dovrei intervenire) non ho ancora avuto la possibilità di leggere attentamente i vari scritti e poter esprimere la mia idea sul soggetto in discussione. I mio intervento vorrebbe, dopo aver fatto i sopra citati complimenti, lasciare solo un piccolo pensiero: ritengo che "sia l'uomo ad aver bisogno della montagna" e non viceversa. La convivenza può esistere e deve esistere fortunatamente, probabilmente il confine tra degrado e salvaguardia è più labile di quanto si possa pensare.
Mi ritengo poi, un tecnico e non penso di essere in grado di dare un giudizio socio politico ambientale, in merito alla questione. Banalmente nel muovermi in questo settore, cerco sempre di avere l'umiltà di mantenere e manutentare ciò che la montagna ci pono innanzi (fabbricati o paesaggi che siano), e ho soggezione nel muovermi e nel lasciare a chi seguira un paesaggio ......................
Avatar utente
ezio
 
Messaggi: 108
Iscritto il: mercoledì 15 gennaio 2003, 16:22

Messaggiodi giuseppeyy » venerdì 10 ottobre 2003, 5:42

Francesca: la definizione "strada forestale" o "strada agro-silvo-pastorale" serve sostanzialmente a consentire di fare un uso privato della strada impedendone l'accesso veicolare ai non proprietari e non residenti (legge regionale) ed a risparmiare su omologazioni, collaudi ed assicurazioni. La differenza di carreggiata tra una "strada forestale" ed una comune "strada" non bitumata non e' tale da ridurre drasticamente l'impatto ambientale dato dalla sua realizzazione. Questo significa che se si ritiene che la realizzazione di una qualunque "strada forestale" non si possa mai considerare come un "crimine" (morale, si intente, perche' giuridicamente e' tutto in regola), allora la realizzazione delle strade in genere deve sempre essere considerata accettabile (non "crimine"), senza distinguere caso per caso. Io credo invece che occorra distinguere caso per caso, sia per le strade forestali che per le altre. Se in generale non approvo la realizzazione di nuove strade (ed in particolare delle strade forestali, che non hanno nemmeno utilizzabilta' pubblica), come ho gia' scritto ritengo che in questo caso la contestuale distruzione della antica mulattiera rappresenti una importante aggravante. E' grave per il pregio della mulattiera in oggetto, indipendentemente dalla sua eventuale unicita', ma e' ancora piu' grave perche' secondo quanto ha affermato e ribadito Ol Gogis (sua affermazione, che non sono in grado di giudicare), non sembrano essercene ancora molte altre nel pur vasto territorio del comune di San Pellegrino, nel quale un tempo erano certamente assai piu' numerose.

IW2NGG : non ho ricevuto nessun messaggio. Lascio anche il mio n. di telefono di ufficio: 0261866327
giuseppeyy
 
Messaggi: 1
Iscritto il: mercoledì 7 dicembre 2005, 17:36

Messaggiodi cllocate » sabato 11 ottobre 2003, 3:55

Vorrei fare alcune riflessioni con voi e con Stefano sulla storia della valle, perchè se è vero che i popoli che rinnegano la propria storia hanno vita breve è quindi con il proprio passato che bisogna confrontarsi.

Premesso che la mia estrazione scout e qualche decennio passato sulle orobie mi hanno permesso di arrivare con un certo anticipo su temi di conservazione dell'ambiente. Visto che della vita all'aria aperta e del rispetto della natura ne avevamo fatto una filosofia di vita. Cosa c'entra tutto questo? C'entra per quello che andremo a dire.

Non vi siete chiesti perchè di contrario alla strada di Sussia non ci sia nessuno oltre che a Stefano? Io credo di essermi fatto un'idea. Tra l'altro non riesco mai a darmi una collocazione esatta all'interno della valle, non sono residenrte ma sono 45 anni che trascorro gran parte del mio tempo libero e non al Grumo frazione di SG Bianco. Ho provato e visto i disagi dati dall'isolamento, non quello per scelta. Ho visto generazioni intere abbandonare le frazioni nella speranza di strade che non arrivavano. Qui non è solo un problema di soccorso è un disagio fatto di inverni gelidi passati su e giu per mulattiere innevate, per lavoro per scuola per tutto, nell'attesa di una strada. Non con lo zaino in spalla per passatempo con gli Asolo ai piedi. Ho visto gente chiudere le stalle e raggiungere i figli in pianura perchè non sempre la terza età è una stagione facile.
E credo che molti che leggono questo forum non giovanissimi, possano dirmi se mi sbaglio. Potremmo parlare facendone i nomi di tutti quelli che lavoravano in miniera avevano una stalla da governare e avevano 1 ora a piedi raggiungere qualsiasi forma di comodità! Ammesso che il veterinario e tutto il resto rientri in questa categoria.

Cosa c'entra tutto questo? Centra Centra.
Perche chi viene in Valle 2 volte l'anno può sembrare tutto ovvio scontato. Non c'è niente di scontato quando le cose le vivi sulla tua pelle e non perchè le leggi le leggi sull'annuario del CAI. E' inutile venire in valle parlare con il Gioanì con il Menech e andare casa pensando di avere capito la Valle e disquisire sulle civiltà degli altri, non avete portato a casa un caz..., è gia bello se avete portato a casa i vostri rifiuti.

Torniamo alle strade. In tutti quelli che hanno vissuto questo c'è il desiderio di avere la possibilità di risistemare le proprie case quelle dei propri genitori il più delle volte in economia con grossi sacrifici. Non sono un ingenuo imbecille in mano all'impresario di turno pronto ad approfittare degli spazi che gli vengono aperti. E' su questo se mai che dobbiamo lavorare, sul fatto che i comuni controllino che le concessioni (quando ci sono) vengano realizzate secondo i progetti originali. Sfalcio per passione!!!! per tenere pulito qualche migliaio di metri di prato tutti gli anni, tengo pulito i miei boschi non ho mai messo un palo o un pezzo di rete in nessun posto. Mi affligge pensare che domani qualcuno mi possa rimproverare per questo, perchè ci deve venire il biobosco, la bioriserva ,la bionatura. L'unica cosa bella di bio che ho visto è stata la parodia di Bertolino sul Bioarchitetto.

continua....

Ciao a tutti e bio notte
Avatar utente
cllocate
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: sabato 11 gennaio 2003, 6:32
Località: Grumo

Messaggiodi carlo l. » domenica 12 ottobre 2003, 12:54

Ti posso assicurare che Stefano non è il solo a pensarla così, io sono con lui, e siamo in tanti qui a s. pellegrino t.

Scritto Da - carlo l. on 12 Ottobre 2003 07:00:59
carlo l.
 
Messaggi: 2
Iscritto il: mercoledì 11 dicembre 2002, 18:03

Messaggiodi cllocate » domenica 12 ottobre 2003, 21:15

Non sò se Carlo ha letto tutta la discussione che comincia ad essere lunga, all'inizio avevo detto di essere d'accordo con Stefano in linea di principio. Detto questo facevo alcuni distinguo e una riflessione sul perchè questa opera, all'interno del forum non mi è sembrata particolarmente osteggiata se non da Stefano. Direi che quantomeno è tollerata.

ciao a tutti
Avatar utente
cllocate
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: sabato 11 gennaio 2003, 6:32
Località: Grumo

Messaggiodi giuseppeyy » lunedì 13 ottobre 2003, 4:22

Cllocate, la denigrazione ("bio...", "...non avete portato a casa un caz..., è gia bello se avete portato a casa i vostri rifiuti...", ecc...) non credo possa essere utile a granche'. Le invettive richiamano solo altre invettive e non realizzano nulla.

E' possibile (ed auspicabile) che tra qualche anno (o prima, se possibile) qualcuno ti rimproveri di aver impoverito il bosco che tieni "pulito", indipendenemente dalle qualita' comiche di Bertolino, di Beppe Grillo o di altri.

Non sono daccordo con la tua affermazione secondo la quale e' sufficiente che "...i comuni controllino che le concessioni (quando ci sono) vengano realizzate secondo i progetti originali...". I comuni non devono solo curarsi della coerenza realizzativa con i progetti autorizzati, devono innanzi tutto autorizzare (o non autorizzare) in modo responsabile. E non e' (secondo la mia opinione) cio' che e' accaduto per la strada di Sussia.

Una persona che ritengo amica e che ha meno di 40 anni ha trascorso qualche anno della sua infanzia sulle montagne orobiche, andando a scuola in inverno a piedi nella neve (sui sentieri) e portando con se un ciocco di legno per la stufa dell'aula in cui studiava (come faceva ognuno dei suoi compagni). Non ho dubbi sul fatto che oggi non sarebbe comunque affatto lieto della trasformazione in strade dei sentieri che percorreva. Sono altresi' convinto che conosci anche tu persone che indipendentemente dalla propria storia, oggi, dopo aver ottenuto la strada per raggiungere la propria baita, hanno acquistato un bel "gippone" col quale scorazzano su e giu nei fine settimana, scendendo a valle anche solo con la scusa di andare a prendere le sigarette. E' a questo che serve la "memoria storica"?

Siccome ormai non mi pare sia piu' in discussione il fatto che la strada per Sussia non e' funzionale al mantenimento di una popolazione residente nella frazione, mi chiedo il perche' andare fuori tema parlando di vecchi minatori o di vecchie tristi storie di emigrazione. Nei tempi dei quali parli tu la gente lasciava i monti bergamaschi per andare a lavorare all'estero, oggi invece nelle valli c'e' gente che arriva da altri continenti per trovarvi lavoro.

Parliamo di oggi e del futuro?
E magari di cosa fare oggi per il futuro (senza pero' andare fuori tema)?

Bau notte anche a te. :)
giuseppeyy
 
Messaggi: 1
Iscritto il: mercoledì 7 dicembre 2005, 17:36

Messaggiodi cllocate » lunedì 13 ottobre 2003, 5:58

Concordo sulle invettive,ma l'affermazione era fondata sul tempo trascorso a raccogliere rifiuti lasciati da altri in giro per la Valle in tempi non sospetti.Oggi (per fortuna )mi sembra che ogni tanto vi siano iniziative che operano in tal senso.
Credo che comunque una deantropizzazione parziale dei boschi sia in atto in modo spontaneo,nel senso che da tempo una gran parte sono abbandonati a se stessi.
Ci sono parecchie contrade raggiunte da strade che dove si è avuto l'accortezza di tenere i tracciati fuori dalla frazione hanno mantenuto un aspetto decente,consentendo interventi di sistemazione.
Penso che il problema del gippone sia comunque come sempre relativo alla testa di chi ci sta sopra.
Per citarti un esempio l'unico fuoristrada che mi ha infastidito quest'estate era parcheggiato fuori dal rif. Gherardi. Per arrivare al rifugio è stata realizzata una traccia che probabilmente è servita sia per la realizzazione del serbatoio di acqua antincendio sia per fini agrosilvo pastorali.Ma i due solchi lasciati nel prato dal termine della strada al rifugio sono veramente uno scempio.Forse da strutture che penso del CAI un poco di sensibilità in più non guasterebbe.
Il tema dei vecchi minatori e di tutto il resto non è poi cosi peregrino per parlare del futuro della Valle perchè è attraverso il passato che si può rivalutare la Valle creando anche opportunità per i residenti e per chi viene da fuori.Non possiamo rinnegare o dimenticare cosa è stata la Valle e poi arrivare con grandi progetti preconfezionati ma alla fine irrealizzabili.

ciao a tutti
Avatar utente
cllocate
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: sabato 11 gennaio 2003, 6:32
Località: Grumo

Messaggiodi Franco » martedì 14 ottobre 2003, 0:05

Purtroppo per motivi di salute sono costretto a lasciare il forum per circa 10 giorni.
Fiducioso che tutto prosegua anche in mia assenza auguro a tutti buone discussioni che, appena mi sarà possibile, leggerò molto volentieri.

Good Bike by Franco

http://www.salvibikestore.com
La bicicletta, un mondo su due ruote.
Avatar utente
Franco
 
Messaggi: 77
Iscritto il: martedì 28 gennaio 2003, 0:43

Precedente

Torna a Cicloturismo e Mountain Bike in Valle Brembana

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti