Discussione generale fabbricati rurali in Valle Brembana

News, cronaca, curiosità e proposte nei singoli comuni della Valle Brembana in provincia di Bergamo.

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Messaggiodi ezio » martedì 18 febbraio 2003, 14:35

Un benvenuto a cllocate!
Hai perfettamente ragione, meglio dei ruderi "originali" piuttosto che una fortificazione in cemento con tanto di recinzione metallica. Anche sul fatto di frequentare 2 o 3 volte l'anno questi fabbricati sono in accordo con te, sono "luoghi" da vivere il più spesso possibile, magari anche solo per qualche ora!
Non è nemmeno corretto innalzare recinzioni che poi vanno a chiudere sentieri, di contro però la gente che transita dovrebbe rispettare semplici regole di educazione. Evitando di lasciare rifiuti sparsi, utilizzare legna, ect ect..

Ciao e grazie del tuo intervento!
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Messaggiodi cllocate » martedì 18 febbraio 2003, 20:04

ciao a ezio e a tutti
sono perfettamente d'accordo sull'educazione di chi frequenta la valle e la natura in generale, personalmente potrei dire fin dove possibile di averne fatto una filosofia di vita.Anche perchè a nulla servono le leggi e i divieti se non accompagnati da una educazione al rispetto della natura.personalmente ho seguito una ristrutturazione in valle volendo in futuro potremmo scambiarci qualche idea su questo.ciao a tutti
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Messaggiodi Franco » mercoledì 19 febbraio 2003, 1:56

Buon giorno a tutti gli utenti.
Ho letto con interesse la discussione che sta nascendo e la ritengo molto interessante e di sicuro interesse per tutti.
Sono particolarmente interessato al discorso che è scaturito in relazione alle recinzioni che chiudono i sentieri.
Essendo un fruitore di tali vie di comunicazione che utilizzo in bicicletta ritengo riprovevole che qualcuno si permetta di sbarrare i percorsi che sono sempre stati utilizzati.
Recentemente ho avuto occasione di recuperare un antico sentiero nel Comune di Zogno e vi posso assicurare che non è sempre facile far capire che quanto stiamo facendo e solo RIPRISTINARE quello che già esisteva.
Alcuni proprietari, asserendo giustificazioni puerili, ritengono che quello che non è da anni utilizzato possa essere inglobato nella proprietà.
Fortuna per noi non è così.
Ritengo pertanto che il modo migliore per far si che tutto questo non accada è che i nostri sentieri siano sempre in buone condizioni e che siano "usati" sia dai pedoni che dai ciclisti nel rispetto delle norme minime di educazione

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Messaggiodi ezio » mercoledì 19 febbraio 2003, 19:38

In primo luogo…….. grazie, grazie a tutti, per la partecipazione, sono molto contento che questo argomento sia seguito da diverse persone!

Ho deciso di aprire un argomento nuovo, a parte, specificatamente dedicato all’aspetto architettonico del recupero dei fabbricati rurale montani. Questo, non per dedicare uno spazio solo agli addetti ai lavori (anzi), ma solamente per fare “ordine” e permettere una lettura più rapida degli argomenti.
In questa sezione invece, mi piace, che la discussione sia di tipo generica per far scaturire argomenti nuovi.
Il problema dei sentieri è un aspetto molto discusso e reale (vedi anche altro forum specifico).
Da un lato bisogna conservare e mantenere accessibile questa viabilità che è parte integrante della storia dei luoghi montani, dall’altro lato, c’è sempre il rovescio della medaglia: laddove il fruitore non è educato crea danni quali l’abbandono dei rifiuti, il danno alla flora e fauna, agli stessi fabbricati rurali, orti giardini e altro (basta un passante su cento, che sia maleducato, per provocare danni che convincono nel chiudere sentieri di passaggio su lotti privati).

La ragione sta sempre dalla parte della buona educazione e del rispetto, non tanto della proprietà privata ma dell’ambiente montano in generale.

Un grazie va a chi, come Franco, si prodiga al recupero di questi sentieri. Tutti noi, turisti, sportivi, appassionati di montagna, proprietari di fondi rustici e non per ultimi amministratori, dovremmo capire che il sentiero è il mezzo per poter ammirare e godere le bellezze delle nostre valli, in pratica altro non è che la finetra sui nostri paesaggi.

Grazie a tutti!
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Messaggiodi ol gogis » giovedì 20 febbraio 2003, 3:33

Ciao a tutti
Non per fare l’avvocato del diavolo, ma preferire un rudere disabitato ad un edificio ristrutturato mi sembra esagerato. Quest’ultimo deve proprio essere un pugno nell’occhio per suggerire questa scelta.
Fuori discussione la recinzione in muratura e rete metallica: questa in montagna proprio NO!
Ricordo che prima il tetto, poi le mura e di quella costruzione rimarrà soltanto un mucchio di pietre.Per questo e perché comunque anche se per poco tempo all’anno quel pezzo di montagna sarà vivo e curato, sono disposto a chiudere un occhio di fronte ad un intervento un po’ troppo “personalizzato”.
Premetto che sono un camperista itinerante, per cui sono allergico a sostare nello stesso posto e di conseguenza non amo troppo le costruzioni, ma ripeto l’importante è tenere vivo l’ambiente.
Condivido invece appieno la nota sull’educazione: deve essere filosofia di vita e va applicata ovunque.
Dovessi cambiare stile di vita e decidere di fermarmi, conto su di voi e sui futuri interessati alla discussione per avere utili suggerimenti.
SALUTONI.
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Messaggiodi cllocate » lunedì 24 febbraio 2003, 2:54

ciao a tutti
Allora mettiamo un pò di ordine diciamo che non ci piacciono le recinzioni in cemento e rete metallica che proibiscano l'accesso a sentieri soprattutto se comunali e censiti sulle cartine diverso il discorso delle proprieta private.
Sono sicuramente favorevole a ristrutturazioni di rustici cadenti peraltro anch'io posseggo uno di quei mucchi di pietre e sicuramente dalle tue parole ol gogis per quelli come te e come me non servirebbero neanche molte leggi per essere certi di un lavoro rispettoso dell'ambiente e di chi lo frequenta.
Ma quello a cui mi sono arreso ormai è che non sempre è cosi scontato che chi ristruttura ami la natura.A volte cercano solo un rifugio...... dove continuare le liti condominiali che hanno in città.

ciao
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Messaggiodi ezio » lunedì 24 febbraio 2003, 6:29

.......A volte cercano solo un rifugio...... dove continuare le liti condominiali che hanno in città.


Hai ragione......., ma il nostro compito è quello di far capire alle persone che: recuperare un fabbricato rurale delle nostre valli vuol dire anche recuperare la storia, la cultura e le tradizioni della ns terra, se alcune persone non amano la natura, è necessario che rispettino la cultura storica dei luoghi in cui vengono a "rifugiarsi", in tal senso è importante che ci sia una salvaguardia "costruttiva" del patrimonio rurale anche tramite una legislazione specifica e attenta.



Scritto Da - Ezio on 24 Febbraio 2003 00:07:01
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Messaggiodi ol gogis » lunedì 3 marzo 2003, 23:57

Trovo molto interessante l’osservazione di Valentino che fa nel forum ”energia alternativa”.
Energia del futuro (ormai attuale) inserita in edifici ristrutturati.
Certo un “pannello solare” non rientra nell’architettura del passato, ma l’esigenza di chi ci abita e l’effetto non nocivo sull’ambiente credo vada a vantaggio di tutti.
SALUTONI
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Messaggiodi ezio » martedì 4 marzo 2003, 3:36

interessante lo spunto........complimenti........la mia idea sul tema:
la voglia sarebbe di dire NO! Niente pannelli per garantire la tipologia architettonica e il carattere dei fabbricati, ma ...come al solito, la ragione o per meglio dire la realta, dovrebbe pensare di collocare questi pannelli in modo razionale e non troppo "sfacciato". Non è però semplice, causa problemi di orientamento e superfici necessarie all'impianto.
Se sono disposto a vedere qualche pannello solare (ben posizionato) non sono però disposto a vedere le parabole satellitari! Queste no! In baita ...in fondo si và per altri scopi...molto più interessanti e distensivi......


ciao Ezio
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