Permettetemi un commento forse un po' polemico sull'articolo: chissà perchè per molte associazioni amanti della montagna gli impianti sciistici abbandonati sono da considerarsi uno 'scempio', mentre tutto quanto costruito nel '14-'18 per metà delle Alpi con lo scopo di ammazzare gente (e ci sono riusciti bene, considerando che sono state copate un milione di persone solo in Italia), al giorno d'oggi sono considerate straordinarie testimonianze turistiche.
Giusto per capire a cosa mi riferisco, andatevi a vedere i resti delle trincee sui ghiacciai dell'Adamello, sono delle discariche a cielo aperto. Capisco il ricordo dei morti, ma sempre discariche sono...
La verità è che gli impianti a fune sono forse l'esempio di intervento sulla montagna meno impattante in assoluto, mentre quello che di solito fa danno sono le grandi costruzioni in cemento: quelle si sono devastanti e soprattutto non recuperabili! Una seggiovia nel bene o nel male la si smonta senza grossi problemi (in Val Brembana l'hanno fatto con gli skilift dismessi), un palazzone di n-mila piani sarà destinato al 99.9% a rimanere a marcire nei secoli imperituri.
Saranno poi contenti in Val Seriana, dove Gromo Colere e Lizzola sono state citate come località semi-abbandonate quando invece sono discretamente frequentate, nè più nè meno di quasi tutte le altre stazioni della Lombardia (giganti del Tonale, Bormio e Livigno a parte). Se poi parliamo di innevamento, Colere è quasi sempre una delle più nevose non delle sole Orobie, ma d'Italia!Per ora ad esempio siamo a 400 cm di neve
