Feste e Sagre residenti e ristoratori in rivolta

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Feste e Sagre residenti e ristoratori in rivolta

Messaggiodi IW2LBR il Sab 23 Giu, 2007 11:52 am

Tratto dal L'Eco di Bergamo del 23 Giugno 2007

Feste d'estate, c'è chi dice basta

Tempi duri per sagre e locali. Residenti e ristoratori insorgono: rumori a tarda notte e incassi in calo

Tempi duri per sagre di paese e feste in piazza, che con l'arrivo della bella stagione vanno moltiplicandosi su tutto il territorio provinciale. Se da un lato animano le serate estive di tanti bergamaschi, dall'altro non mancano di suscitare vivaci proteste.

Così a Mozzo il parroco don Davide Rota è stato addirittura condannato per disturbo della quiete pubblica, a conclusione di una lunga querelle con una famiglia del paese infastidita dagli schiamazzi provenienti dalla festa parrocchiale. Mentre a Pedrengo l'amministrazione comunale, sfiancata dalle lamentele di residenti e negozianti – troppo rumore e incassi in calo – ha deciso di ridurre i giorni di festa nell'area a ridosso di parco Frizzoni.

Versano lacrime amare anche i titolari di bar, ristoranti e pizzerie di Zogno , che si dicono costretti a fronteggiare, nel periodo estivo, un calo degli affari compreso tra il 20 e il 50 per cento. Tutta colpa – sostengono – di sagre e feste popolari che impazzano da giugno a settembre, sottraendo clienti ai locali. La protesta è finita in Comune, dove è stata protocollata una petizione che porta in calce 41 firme di altrettanti ristoratori e baristi (quasi la totalità, visto che in tutto se ne contano 48). «Vorremmo far presente che i giorni di festa sul territorio di Zogno nel periodo che va dal primo giugno al 31 settembre sono ben 78 – si legge nella petizione – e che i fine settimana sono 19, di cui soltanto 5 senza feste». Fatti due conti, ristoratori e baristi zognesi hanno scoperto di poter lavorare «solo nei giorni di inizio settimana, nei quali peraltro le persone restano tradizionalmente a casa», oppure quando piove e la gente deve rinunciare alle cene all'aperto.

«Questa è concorrenza sleale – dicono i 41 –, l'amministrazione comunale ci metta un freno». Troppe le feste en plein air che si trasformano in occasioni per mangiare e bere a prezzi contenuti: dalle sagre alle feste di partito, dagli happening sportivi alle manifestazioni a tema. «Una volta c'erano solo le feste patronali e poco più – osservano i commercianti – ora le iniziative crescono di anno in anno e noi siamo sempre più in difficoltà». Una situazione comune ad altri paesi. «A San Pellegrino questa estate i giorni di festa saranno 30, a Sedrina ne abbiamo contati una quindicina».

Nella petizione i firmatari invitano l'amministrazione comunale, la Comunità montana Valle Brembana e le associazioni che rappresentano commercianti ed artigiani a «riflettere sul problema che ogni anno si aggrava sempre più». «Noi non siamo contro le feste – sostiene Jonny Vitali, titolare di una pizzeria d'asporto e tra i promotori della raccolta di firme –. Sappiamo che molte hanno intenti benefici e che c'è tanto impegno per l'organizzazione di questi eventi. Ma sono troppi e di fatto ci impediscono di lavorare per l'intera estate».

La situazione sarebbe critica nelle nove frazioni di Zogno dove ristoranti e bar fanno affidamento sul periodo stagionale e se restano senza clienti non hanno alternative alla chiusura. «Il calo occupazionale è inevitabile. D'altronde non abbiamo scelta, per sopperire al calo di incassi dobbiamo lasciare a casa il personale», spiega Vitali.

Ieri il sindaco Angelo Capelli ha incontrato una rappresentanza dei commercianti zognesi. «Il problema c'è – ammette il primo cittadino – ma queste feste sono un'occasione di aggregazione per il paese che conta un gran numero di associazioni desiderose di darsi da fare».

Capelli ha convocato per il prossimo quattro luglio il Gruppo di lavoro per il commercio cui andrà ad aggiungersi una delegazione composta da tre sottoscrittori della petizione. «Istituiremo un tavolo di confronto per discutere proposte di revisione e aggiornamento del regolamento che disciplina sagre e feste popolari» promette il sindaco, il quale ha annunciato l'intenzione di trovare una soluzione che non scontenti nessuno: «Arrivare ad apportare modifiche affinché associazioni, gruppi sportivi e parrocchie possano continuare ad esercitare la loro funzione aggregativa e di promozione delle realtà locali e al tempo stesso i commercianti zognesi abbiano la possibilità di svolgere dignitosamente le loro attività di servizio bar e ristorazione».

Camilla Bianchi
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Messaggiodi eleunamme il Lun 25 Giu, 2007 2:50 pm

Non hanno tutti i torti, direi.
Sicuramente sagre e feste sono piacevoli per chi vi partecipa ma sono spesso un incubo per chi deve sopportarle sotto casa.
Sempre e tutti gli anni e magari arriva ad odiarle!
Le considera una imposizione e una limitazione della propria libertà e magari del proprio sonno.
Sono un po' anacronistiche direi e contaminate da una noia tremenda. Infatti hanno perso di tipicità locale e quella vena di folclore e tradizione che avevano nel secolo scorso anzi millennio.

Ridurle? Cambiarle, dandogli una connotazione culturale? Meno caciarona?
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Messaggiodi fantasia il Mar 26 Giu, 2007 7:20 pm

ma forse sono anche un modo per attirare gente che altrimenti non si farebbe vedere...........
quanto al rumore, non sono avvenimenti di tutte le sere, almeno non ho visto in valle un luogo dove tutte le sere ci sia qualcosa.
al di la del fatto che davanti a casa mia c'è uno strabenedetto oratorio che dalla fine della scuola a tutto luglio si ricicla come centro estivo con tanto di canzoncine e animatori a manetta e quindi di rumore credo di intendermene, un paese senza niente è proprio morto e in valle rispetto a qualche anno fa c'è proprio poco.
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