Rampone perduto, chi lo ritrova?

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Re: rampone perduto, chi lo ritrova?

Messaggiodi kenny » venerdì 9 maggio 2008, 10:25

già! a_14

Non so di dove tu sia ma tieni presente che se passi a Milano periodicamente ho visto al Longoni (gruppo cisalfa) di Cinisello dei ramponi Camp con attacco tradizionale (quindi non quelli moderni con attacco rapido che però ti obbligano a cambiare pure le scarpe) sui 50€ (che era davero poco).

Ora però non so se ci sia ancora questa offerta.

per il rampone perduto magari un giorno lo troverà qualcuno che, vista l'età dell'atrezzo, si chiederà se sia stato uno dei compagni di avventura di un Bonatti o giù di li... a_2 (ne sarei persin fiero).

ciao!
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Re: rampone perduto, chi lo ritrova?

Messaggiodi Matu'87 » venerdì 9 maggio 2008, 11:00

Un consiglio comprati i grivel! sono i migliori!
Come San Bernardo, fa’ di me un pellegrino della montagna ,fa ch'io cammini, ch'io salga, dalle vette, verso di te.
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Re: Rampone perduto, chi lo ritrova?

Messaggiodi albcares » domenica 18 maggio 2008, 11:55

non so se i grivel sono i migliori, probabilmente bisognerebbe avere dei riscontri "un po'" scientifici sulle condizioni di impiego.
Personalmente mi tengo i miei grivel con i laccetti, che - inshallah - passerò al figlio e poi deciderà lui...
il dibattito è interessante dal punto di vista generale per almeno due-tre motivi:
1. il senso dell'escursionismo, messo in relazione con il senso del marketing del materiale tecnico.
2. il senso della conservazione della memoria, del recupero del passato, del non "lasciare andare" ma al contrario di farsi carico di quello che si è (stati) e si è fatto - e dei suoi effetti - e anche di quanto si è subito, dei suoi effetti e delle strategie di fronteggiamento (coping) messe in atto.
3. il senso degli obbiettivi che ci si dà; la relazione tra gli strumenti e i fini; il precisare - discorso che può essere così sottile - quali sono mezzi = sostituibili; quali i fini = non discutibili, rispetto alla libera determinazione delle persone.

Quanta roba! tutto per un rampone!

MA ho avuto spesso la prova che "la parola trasforma la realtà". Quindi mi permetto di citare, almeno, l'indice degli argomenti in gioco - fermo restando che il (mio) scopo è di trovare notizie sul rampone camp perduto sulle cascate del Serio.

Buona domenica
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Re: Rampone perduto, chi lo ritrova?

Messaggiodi albcares » sabato 24 maggio 2008, 9:20

ritorno un momento sul tema del senso - sul tema della ricerca del senso - perchè mi pare emergano (nelle discussioni tra amici di treno) questioni interessanti.
- il camminare / il camminare in montagna: essere-sul-pianeta e spostarsi con i propri mezzi; certo, con ausili vari: ramponi-piccozza; imbrago, corda e moschettoni, ecc.; completamente avvolti in una dimensione di tempo polivalente - atmosferico, cronologico; interiore - determinato da meccanismi cosmici quali la rivoluzione terrestre (stagioni), la rotazione (giorno-notte); gli spostamenti di masse d'aria e le variazioni di pressione, di poche decine di millibar. Tutto questo può rappresentare "di per sè" un utile esercizio per ritornare in contatto con la cifra biologica della nostra esistenza, quella che è alla base di ogni realizzazione sovrastrutturale come il ruolo sociale, la realizzazione professionale, le sfide formative.
- il darsi degli obbiettivi e l'accettare - e il fronteggiare - il rischio: fissare una meta, pianificare l'escursione, iniziare a realizzarla e poi, magari, essere costretti a rinunciarvi per uno di quegli eventi accidentali che possono accadere, come scivolare e perdere un rampone; oppure proporsi di cercare il rampone e... non trovarlo; tali occasioni (ce ne sono ovviamente di assai più serie e critiche ) ci interrogano su un senso che comincia a oltrepassare la fisiologia dell'esistenza: introducono un tema finalistico che ha a che fare con la volontà, con le scelte. Anche questo orizzonte è dinamico, in un senso più interno, e ci pone tra le altre la questione dell'adattamento all'ambiente, dell'adattamento non tanto AI nostri sentimenti, ma DEI nostri sentimenti alle circostanze oggettive.
- il potere della parola; la parola trasforma la realtà nel senso almeno che trasforma la nostra realtà interna; attraverso il "dialogo", lo scambio di idee, che è in prima battuta il fluire del racconto di sè - di parti di noi che pensiamo "dicibili", di parti di avventure che ci sono capitate, di parti di eventi che ci hanno colpito - attraverso lo scambio di idee esponiamo noi stessi e ci rendiamo disponibili (poco o tanto). Rendiamo il nostro terreno permeabile agli altri; contribuiamo a creare le condizioni per permettere un cambiamento. Quale? non possiamo saperlo: possiamo soltanto accettare di cambiare, oppure negarci a questo.

Cercare un rampone perso due mesi prima può essere una sfida burlesca, o anche un modo per celare a se stessi, prima di tutto, altre ragioni o s-ragioni. Condividere il percorso può essere accettare di fare dei passi "insieme" - verso dove, non lo si può sapere, proprio come è incerto, ancora, tutto il progetto. La perdita è in-cancellabile: è avvenuta. Il proponimento di ri-trovare ciò che è stato perduto allude al "trovamento" di una cosa diversa; non sarà più quello là, il rampone: sarà arrugginito, logorato. O forse non si troverà. Comunque si sarà andati avanti, accettando di poter cambiare.
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Re: Rampone perduto, chi lo ritrova?

Messaggiodi albcares » martedì 3 giugno 2008, 9:19

Aggiungo una precisazione a quanto scritto la settimana scorsa.
Le parole cambiano la realtà - cambiano anche chi le dice (la persona stessa eventualmente come parte della realtà).
Le parole infatti svelano più delle intenzioni del parlante. Parlando, ci esponiamo. Ci mettiamo in mostra. Ci mettiamo a di-sposizione: anche se non vogliamo. Anche se non diciamo tutto (che cos'è poi "tutto"?), quanto diciamo è sufficiente. Ci fa capire, ci lascia capire.
Spesso il problema è del "ricevente", chiamiamolo così, che fra-intende. Capisce "male" nel senso che capisce quello che vuole capire. La parte più difficile è mantenere la serenità di giudizio; ha senso cercare un rampone? Quale senso? All'inizio sembrava una cosa così ovvia - andando avanti mi si affacciano alla mente innumerevoli questioni. Dubito che saprò risolverle "per via teorica". A un certo punto, malgrado le informazioni siano incomplete, la vita porta a decidere, induce a decidere, obbliga a decidere.
Se fossimo nel regno delle fiabe, uno gnomo lo troverebbe, lo luciderebbe e spargerebbe la voce che in val Seriana c'è un oggetto strano e magico, e tutti accorrerebbero per vederlo.
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Re: Rampone perduto, chi lo ritrova?

Messaggiodi cllocate » giovedì 5 giugno 2008, 22:33

Molto interessante, consiglierei una lettura attenta di quanto scritto da albcares perchè molto interessante,
quando come OFc siamo andati "alla ricerca del ponte perduto"
comunicazioni-varie-f77/alla-ricerca-del-ponte-perduto-t1918.html
era nato tutto da una foto senza didascalia da lì ne è nato un percorso bellissimo condiviso da molti, esso stesso meta prima ancora dell'individuazione del luogo dove sorgeva il ponte.


a_18
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Re: Rampone perduto, chi lo ritrova?

Messaggiodi albcares » martedì 10 giugno 2008, 9:16

Ragazzi, che emozione! la ricerca del ponte mi ha proprio colpito.
Conoscenza del territorio, internità nel tessuto socio-culturale e produttivo. Competenze specifiche; determinazione, tenacia, organizzazione.
Ma chi siete, la NASA?!
E colpisce una cosa, che cito qui giusto perchè mi sento un po' in confidenza: il forum è stato un elemento promotore di organizzazione - certo, si capisce che si è fatto tanto soprattutto con incontri personali e scambi verbali. Ma salta fuori comunque il ruolo di sintesi dello strumento comunicativo.
Questo elemento è in (piacevole) controtendenza rispetto alle mie osservazioni di un anno e più, su vari forum e blog lombardi che frequento. Mi vien da pensare: allora non è il mezzo, sono proprio le persone! ... e non so se esserne contento...

Giustamente, il rampone: è caduto che c'era la neve; "a cinquanta metri dalla lapide del Bonera (che allora si vedeva!), dal sentiero 305, alla fine, invece di prendere a sinistra, bisogna prendere a destra... cento metri dopo c'è il pilone della teleferica per il vettovagliamento del rifugio..."
Non sono mai stato in quei posti. Non so da che parte cominciare (beh, non proprio!). Non so che cosa troverò. Ma del resto, come dice Harrison Ford, chi lo sa?
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Re: Rampone perduto, chi lo ritrova?

Messaggiodi albcares » venerdì 13 giugno 2008, 22:22

(questo messaggio è stato cancellato - niente di importante, comunque!)
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