Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Segnalazioni e ricerche storiche in Valle Brembana..

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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi gexgpp » venerdì 19 novembre 2010, 17:12

BENE mi fà piacere che la discussione si animi ... appena riesco ad organizzarmi mi prometto di riassumere i dati finora noti dal punto di vista archeologico e storico (molto pochi ma molto interessanti a mio parere) da usare come punto di partenza per eventuali spunti crono-tipologici di confronto....ovviamente ogni confronto osservazione e chiarimento e sempre ben accettato! intanto inserisco una breve descizione del ponte della Poltrasca a santo Omobono in Valle Imagna (non molto distante dalle valle Brembana) e molto interessante

Il ponte della Poltrasca in Valle Imagna (Bg)
Il singolare manufatto si trova poco distante dalla attuale strada statale, nascosto dalla vegetazione, sul versante destro della Valle Imagna in provincia di Bergamo nel Comune di Sant’ Omobono fraz. Mazzoleni in val Casino a quota 485 metri

La costruzione è di età indecifrabile e stravolge la concezione tradizionale dei ponti : ai suoi costruttori infatti sembra fosse sconosciuta la nozione della volta e dell’arco. Si tratta di un ponte a forma di terrapieno a due luci e unica pila centrale la cui struttura portante è costituita da grossi blocchi rozzamente squadrati su cui poggia una travata composta da grandi massi collocati trasversalmente sulle spalle e sulla pila. Una leggenda popolare tramandata oralmente narra che la costruzione del ponte sia opera del Diavolo. Secondo il racconto il Demonio avrebbe scaraventato dall’alto del monte Resegone alcuni macigni che cadendo gli uni sopra gli altri avrebbero creato il passaggio sul torrente . Come in molti casi la fantasia popolare tende ad interpretare fatti misteriosi in chiave soprannate. La datazione del ponte rimane ad oggi problematica vista la mancanza di documenti storici che lo menzionino. Di sicuro fu più volte rimaneggiato il piano di calpestio come testimoniano chiaramente le pietre più piccole e squadrate accuratamente Molto interessante è il toponimo Poltrasca. Si tratta di un termine composto da due termini : Palta voce mediterranea che indica o zone umide fangosee il suffisso –asca indicatore di un ceppo ligure di origine preromana . Un’ attendibile significato del termine potrebbe essere quello di Poltrasca= “area umida-fangosa” .

La sua collocazione sul versante orografico destro della valle lo colloca su un’antica direttrice menzionata in documenti basso medioevali (dal XIV secolo) che univa la piana di Almenno San Salvatore, sede di una curtes di età longobarda ed importante sbocco verso al pianura, con il passo del Paglio e le miniere della Valsassina,attraverso i centri di Strozza, Amagno, Bedulita,Frontale e Brumano tutti toponimi di epoca medievale o più antichi . Sicuramente questo itinerari, che si snoda lontano dal corso del fiume Imagna e lungo il versante meno scosceso e più assolato della valle, risulta frequentata in epoca pre-romana sia come via di transumanza sia come via di collegamento tra il centro di Clanezzo (loc. Belvedere) sede di un importante insediamento e le aree di estrazione mineraria della Valsassina e del lecchese. Testimonianza di un frequentazione di tale percorso si ha nei ritrovamenti all’interno delle numerose grotte che caratterizzano la valle e databili tra la media età del Bronzo e la I età del Ferro.
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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi pendughet » domenica 21 novembre 2010, 13:47

La storia dell'arco a tutto sesto è antichissima.
Risale quanto meno al 1400 a.c. in Mesopotamia.
Una struttura che richiama un'idea dia arco a tutto sesto si può rindurre al tetto di capanne fatta con rami di alberi curvati per donare refrigerio al solleone.
Successivamente la volta a atutto sesto , che poi è la stessa cosa, venne utilizzata per grotte o magazzini scavati nel sottosuolo. Vedi le grotte di Tozeur e Matmata in Tunisia .
I greci non amarono questa forma architettonica.
I loro templi e le abitazioni furono tutto a pianta quadrata con angoli retti.
Chi valorizzò l'arco a tutto seto furono i romani che lo usarono addirittura come segno di regalità e di perfezione.
Vedi gli archi di trionfo, oppure nell'ingegneria civile, vedi gli acquedotti e i ponti oppure come impostazioni architettoniche per ambienti ludici, vedi le arene e il colosseo.
L'arco pieno ebbe una apoteosi con il cristianesimo.
Pontifex= pontefice, colui che costruisce i ponti.
L'arte romanica ne fa il pricipe delle figure architettoniche assieme alla volta.
Il catino absidale le racchiude felicemente.
Il catino absidale che raffigura il Cristo benedicente è la perfezione nell'infinito oltre a rappresentare il cielo di oriente :
LA LUCE. -
Qui si potrebbe iniziare un discorso che ci porterebbe lontano cominciando dal Paradiso di Dante -.

Le chiese romaniche sono tutte rivolte ad oriente, il sole sorge esattamente sull'asse est-ovest ai due equinozi, e la cattedrale romanica cerca la luce marcando il buio del suo interno.
La luce è tanto più viva quanto più chi la cerca è al buio .
Per il fedele, che totamente in ombra, prega in una chiesa romanica e guarda verso il catino abisdale vede oltre al Creatore, la luce del giorno che rischiara l'altare con effetti di forte suggestione.
Siamo partiti dall'arco e siamo arrivati alla luce. Giocando con le parole esiste anche la luce dell'arco o del ponte e il pontifex che ci fa da traghettatore.
Ma questa è un'altra storia.
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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi pendughet » domenica 21 novembre 2010, 14:27

Alcune cose mi hanno incuriosito osservando benen le foto del ponte del Cappello.
La figura di testa umana scolpita alla base destra orografica dell'arcata del ponte, quasi demoniaca, richiama un esorcismo contro i pericoli di chi attraversa un ponte e nello stesso tempo fare paura quasi uno scherzo. Generalmente sui ponti si raffigura San Giovanni Nepomuceno, il sacerdote boemo martirizzato per annegamento. Molto presente su tutti i ponti di torrenti di montagna. Generalmente con in mano un crocefisso che guarda verso i passanti.
MA questa figurea demonica ha ben poco da vedere.
Tra l'altro se osservate è poco sopra la linea di massima piena del fiume quindi non sempre visibile.
Ma soprattutto in un punto dell'arcata del ponte fuori dalla vista.

Molto intrigante questa storia.
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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi gexgpp » lunedì 22 novembre 2010, 19:16

Un interessenta accenno a possibili presenze tardoantiche e altomedievali in alta valle Brembana che potrebbero dare luogo a chiarimeti circa questo periodo in una zona poco nota da ritrovamenti archeologici-sono gli scavi eseguti all’interno della chiesa parrocchiale di Santa Margherita di Isola di Fondra a seguito di lavori di ripavimentazione nel febbraio del 1999 che hanno evidenziato alcune strutture murarie pertinenti a due edifici di differente cronologia e funzione e numerose tombe. Fase tardoantica–altomedioevale . Una struttura muraria in scisti locali uniti a malta grossolana dallo spessore di circa un metro di larghezza. In sede di scavo si è ipotizzata una originaria pianta rettangolare e in relazione alla tecnica muraria potrebbe appartenere ad un primo nucleo insediativo (forse una torre) che sfruttava il dosso naturale su cui poggia l’attuale chiesa.

Fase medievale ; le murature della chiesa più antica sono conservate a livello di fondazione composte da pietra locale unita con malta di calce sono inglobate nelle pareti della attuale chiesa settecentesca. E’ stato possibile ricostruire la pianta originale ad unica navata, orientata Sud-Ovest –Nord-Est con presbiterio che insisteva al disotto dell’attuale cappella dedicata al Santo nome di Maria con accesso verso valle. Durante i saggi di scavo sono emerse anche sei sepolture connesse ad un’area cimiteriale esterna alla chiesa ed orientate parallelamente all’asse dell’antica chiesa. Sono in cassa litica, formate da pietre poste di taglio, con copertura in pietra calcarea locale . la forma delle sepolture è la tipica pianta antropoide, con caratteristico restringimento in corrispondenza della testa e degli arti inferiori, tipologia molto diffusa in area bergamasca e dell’Italia settentrionale dal VI d.C: fino al XV secolo.

fonte Notizia della soprintendanza archeologica della Lombardia anno 1999.
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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi abramo77 » sabato 22 gennaio 2011, 19:07

ciao a tutti gli indiana jones brembani! a_19 a_19 a_19
appena ho saputo dell'esistenza dei muraglioni sono andato a vederli.giornata pessima con acqua e nebbia, certo che sonoi proprio strani, ho vagato un pò nel boschi vicini per vedere se cera dell'altro, la mia preoccupazione e essendo una zona poco nota quello che potrebbe celarsi nascosto tra i rovi (e di rovi c'è ne sono ne porto il segno) potrebbe andare perso o distrutto anche involontariamente , tipo la strada costruita, magari scavando qualcosa poteva essere trovato speriamo di no.
comunque mi aggiungo anch'io e appena posso , col sole tornerò a farci un giro magari ci scappa un'altra grotta pure!
la verita é la fuori
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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi gexgpp » domenica 13 febbraio 2011, 12:19

segnalo, per chi non sia ancora riusciuto a visitarla, la mostra "storia nella roccia. Incisioni rupestri a Carona " allestita negli ambianti del Museo Archeologico di Bergamo e composta da pannelli didattici sulle incisioni e le prime interessanti analisi e scoperte di questo angolo delle alpi orobiche ai piendi del Diavolo e alle sorgenti del Brembo. in oltre ho saputo della pubblicazione di un articolo a cura di Fossati,Casini, Motta proprio sulle incisioni in Quaderni Brambani 9 . Solitamente il sito http://www.culturabrembana.com/ riporta i pdf dei quaderni ma per ora non sono ancora stati pubblicanti gli articoli dell'utimo volume. sapete dove è possibile recuperarli?
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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi Brembanus » domenica 13 febbraio 2011, 15:29

Quaderni Brembani 9, annuario del Centro Storico Culturale Valle Brembana "Felice Riceputi", è reperibile in quasi tutte le cartolerie o edicole della Valle Brembana, oppure a Bergamo nella Libreria Rossi.
Si può richiedere anche mandando una mail all'indirizzo del Centro Storico: info@culturabrembana.com
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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi IW2LBR » domenica 13 febbraio 2011, 16:20

Pubblicato file .pdf (5 mb) QUADERNI BREMBANI 9 - Anno 2010/ 2011
Bollettino del Centro Storico Culturale Valle Brembana “Felice Riceputi


http://www.culturabrembana.com/quaderni.html
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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi gexgpp » domenica 13 febbraio 2011, 18:00

perfetto grazie mille
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