Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Segnalazioni e ricerche storiche in Valle Brembana..

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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi Iaia » lunedì 14 febbraio 2011, 18:51

gexgpp ha scritto:...ps tanto per mettere carne sul fuoco ...ricordo che esistono massi incisi anche a mezzoldo vicino alla chiesa parocchiale e spesso sono usati anche nelle strutture in pietra dei Barec.....non a caso in siti frequentati da pastori o posti lungo percorsi di transumanza...


Nei pressi della chiesa parrocchiale? non ricordo tali massi.
Ho sentito di molte incisioni a croce fatte per "bonificare" incisioni più antiche pagane, (mi pare le cosiddette foppelle) NO, non foppelle, Coppelle!
Chiedo scusa per le dichiarazioni semplicistiche e ringrazio per avervi potuti leggere.
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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi andrea.brembilla » lunedì 14 febbraio 2011, 21:39

A monte di Mezzoldo, in zona Passo Budria-Azzaredo, sono state rinvenute alcune di queste incisioni, che ricordano il ben più importante e pubblicizzato caso di Carona.
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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi Iaia » lunedì 14 febbraio 2011, 21:57

Nel frattempo ho fatto ricerche e pare che ci siano massi incisi sul lato nord della chiesa parrocchiale di Mezzoldo. Andrò a controllare. Non so quando, ma ci andrò.
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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi Brembanus » martedì 15 febbraio 2011, 15:57

Circa i massi incisi sulla rupe posta sopra la chiesa di Mezzoldo, consiglio di leggere il libro "Mezzoldo in Valle Lulmi" edito dal Comune nel 2006.
In tale libro sono indicate come plausibili alla pag. 20 e sembrano invece escluse alla pag. 109, dove sono attribuite a conseguenze di lavori eseguiti nel sec. XVII. Diverso è il discorso sulle coppelle della zona del passo della Porta e di Azzaredo, a cui sono stati dedicati articoli sull'Annuario del Cai Alta Valle Brembana.
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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi gexgpp » giovedì 17 febbraio 2011, 12:35

una prima e sommara notizia sulle incisioni di Mezzoldo è possibiile averla nell' artciolo: Poggiani Keller, Liborio, Pacchieni, Mezzoldo. Massi inicsi, in Notiziario della Soprintendenza Archeologica della Lombardia,2000, p. 75. Quando al volume su Mezzoldo ringrazio per la segnalazione visto con lo conoscevo e mi attiverò per recuperalo.
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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi Brembanus » giovedì 5 luglio 2012, 14:33

Domenica 8 luglio Il Centro Storico Culturale Valle Brembana in collaborazione con il Comune di Carona e il Museo Archeologico di Bergamo organizza una visita guidata alle incisioni rupestri della Val Camisana. Accompagnerà i visitatori l’archeologa Giovanna Bellandi che negli anni scorsi ha partecipato alle campagne di studio condotte sul sito archeologico situato alla falde del Monte Aga, nella zona tra il rifugio Longo e il Rifugio Calvi, sopra Carona, in Alta Valle Brembana.

Gli studi, effettuati da esperti del settore, hanno messo in luce il susseguirsi di incisioni di varia natura, figure, simboli grafici, iscrizioni, databili tra la metà del primo millennio a. C e l’età contemporanea. Di particolare interesse è risultata la scoperta di una serie di iscrizioni che fanno di questo parco archeologico un monumento unico e di grande rilievo. Si tratta di alcune serie di parole in alfabeto leponzio (o di Lugano) databili al III secolo a.C. che costituiscono la prima fonte scritta della storia della Valle Brembana e una delle prime della provincia di Bergamo. La visita è aperta a tutti: il ritrovo è fissato per le ore 9.00 di domenica al Rifugio Longo da dove l’area delle incisioni è raggiungibile in un’ora. La visita si concluderà alle 11.30.
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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi claudio valce » martedì 18 ottobre 2016, 17:48

Da bergamo.corriere.it

in Val Camisana

Il calco della storia: così Carona salva le incisioni rupestri

Realizzato il «negativo» della Tavola dell’Aga. Dall’impronta sarà tratta la copia che potrà essere ammirata in paese senza salire a 2.248 metri di altitudine

Quando si scavalca il Selletta, la Val Camisana offre la sua testata, sotto l’alta e austera cima dell’Aga e la potenza del Diavolo di Tenda, enorme distesa a terrazzi di origine glaciale, forre profonde, torbiere, corsi d’acqua selvaggia. Avanziamo pochi minuti e arriviamo alla grande roccia delle rocce, che ci appare oggi come allora e come nel 2005 quando Felice Riceputi, al quale è intitolato l’autorevole Centro Storico Culturale Valle Brembana, segnalò la scoperta di incisioni rupestri al Museo Archeologico: centinaia di segni la cui rilevanza, con il proseguire degli studi, ha raggiunto una risonanza internazionale. Siamo in uno degli scenari più formidabili e primordiali delle Prealpi la cui complessità è un vero giacimento geomorfologico e anche geopoetico, che ha attratto l’uomo di allora stimolandolo a trovare un linguaggio visivo che potesse restare. Molti sono i massi istoriati; le incisioni si mescolano su un arco di circa mille anni, come racconta Stefania Casini, direttrice del Museo Archeologico di Bergamo che qui, a piedi, è salita ormai decine di volte per dirigere la campagna di scavi in corso da 10 anni: «Tante sono le iscrizioni celtiche e la loro lettura è difficile, anche se ormai ne abbiamo identificate oltre 100. È un monumento unico per l’epigrafia pre romana, probabilmente il punto focale di un piccolo santuario all’aperto in una montagna impervia, perché è chiaro a chiunque venga sino a qui che questo luogo ha qualcosa di speciale, qualcosa che attrae noi come le persone di un tempo». Raffigurati troviamo messaggi che fanno parlare la storia in un flusso capace di allungare la vita di tanti esseri umani vissuti qui nella stagione estiva e che li lega indissolubilmente a noi. Sono incisioni che si mescolano a incisioni più recenti e su un arco di circa mille anni: «In più di un’iscrizione viene citato il dio celtico Pennino, protettore delle vette e dei passi. È la prima testimonianza pittorica del genere e siamo di fronte a qualcosa di unico al mondo».

Dopo tante difficoltà, questa estate è stato raggiunto un obbiettivo chiave per rendere visibile a tutti cosa svelano queste incisioni. La madre di tutte le rocce, chiamata «Camisana 1», ventotto metri quadrati di arenaria argillosa, diventerà la Tavola dell’Aga e così, prima di arrivare qui a 2248 metri di altezza, potremo ammirarne un calco a Carona, dal 2017. Grazie al decisivo e notevole impegno economico del piccolo comune brembano si è proceduto a realizzare il calco «negativo» del masso e quando, nel 2017, avremo anche il «positivo» l’operazione sarà arrivata a una svolta. Considerando gli sprechi di risorse per forme di economia montana non più sostenibile e da ripensare, come è per gli indebitatissimi impianti di risalita di tutta la Lombardia (debiti che ricadono anche su comuni come Carona: sono decine di milioni di euro solo per quelli della nostra regione) foraggiati dalle tasse dei cittadini, è ormai da anni che dal mondo della cultura e delle associazioni si chiede di riflettere seriamente. Per avere un turismo più sostenibile, diffuso nel tempo e nello spazio, porterebbe alla fruizione del territorio e dei suoi tesori — «Camisana 1» ad esempio — come parte di una catena virtuosa per la montagna, anche in termini di ricadute occupazionali permanenti. Marco, Festim, Elmar della Ambracore Restauri hanno portato a termine un intervento delicato, molto specializzato: ogni giorno, per tre settimane, il posto di lavoro lo hanno raggiunto seguendo per ore i sentieri, come chi quassù e a piedi, tiene alto il nome del Museo Archeologico. Tutto ciò, per riconsiderare i parametri della cultura e delle forme possibili di turismo poco impattante, ma tanto istruttivo e gratificante.
di Davide Sapienza
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Re: Archeologia nelle Valli Orobiche e antichi percorsi

Messaggiodi andrea.brembilla » mercoledì 19 ottobre 2016, 9:21

Ottimo davvero! Bravi! a_2 a_2 a_2
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