la trascrizione del testo latino inciso sulla lastra della fontana del Fraggio ci viene fornita sempre da don Nicola Ghilardi a pag. 56 del suo prezioso lavoro sulla Chiesa di Pizzino e i suoi Oratori: "Mensis augusti 1582 - S. Carolus Card. Archiepisc. - pertransiens benefaciendo - huic fonti benedixit. - ex actis visitationis. - P. Franciscus Biava Salv. posuit". la facile traduzione letterale suona così: "Nel mese di agosto 1582 San Carlo Cardinal Arcivescovo passando e facendo del bene benedisse questa fonte. dagli Atti della Visita. prete Francesco Biava Salvioni pose [la lapide]". Alcune osservazioni - non tutte dello stesso peso -vengono spontanee e possono aiutare a inquadrare meglio la lapide. 1 innanzitutto l'ultima riga è di cattiva lettura: dovrebbe essere esatta la trascrizione di don Ghilardi ma, almeno stando alla foto, rimane qualche incertezza. 2 Se veritiero il riferimento agli Atti sarebbe di estrema importanza perché rappresenterebbe l'unica conferma al secondo passaggio personale del Cardinal Borromeo in Valle Taleggio. E' infatti nella tradizione che dopo la sua visita pastorale del 1566 (18-19-20 ottobre) il santo Cardinale sia tornato in valle una seconda volta. Contrariamente al primo di cui abbiamo i verbali della visita e gli ordini impartiti di questo passaggio però - se c'è stato - non abbiamo testimonianze scritte conservate (né negli Archivi parrocchiali né in archivio arcivescovile di Milano) e gli storici propendono più per la visita di un vicario in rappresentanza del Santo salito in Valsassina ma, forse, non nelle valli laterali. Se non fosse stato bruciato dai nazifascisti, l'archivio parrocchiale di Pizzino avrebbe probabilmente potuto sciogliere questo dubbio. 3. si può aggiungere, a titolo di curiosità, che in valle quella del Fraggio non è l'unica fonte dedicata a san Carlo: ce ne sono almeno altre tre che si vantano di averlo dissetato! 4. concordo con la singolarità della fontana di Salzana. che dal Locatelli Giuseppe al paragrafo 239 dei suoi "Cenni...." viene descritta così: "ed al fianco sinistro della Chiesa vedesi una diliziosa fontana portando l’acqua in un corno di rame in un piccolo avello, dal quale poi discende nella vasca di pietra quadrata". Locatelli a proposito dello stemma, che secondo lui è quello più simile all'antico stemma unitario della Valle e l'unico rimasto di quel genere, a suo luogo dice:
"Stemma Gentilizio della Valle.
....Parliamo ora dello Stemma ossia insegna della Valle medesima: Questi è un elisse verticale contornato da diversi arabeschi forse a capriccio; nell’interno di esso il campo d’argento, con tre striscie o zone che che partono dalla sommità destra obliquamente, ed a proporzionata giusta distanza termi[na]no alla Sinistra al piede del Elisse medesimo, elle sono colorite in azurro, e sopra l’ornato del contorno vedesi una celata di ferro con il suo pennacchio. Questa simbolica figura dinota la posizione della Valle, e le tre Zone dinotano i principali Fiumi che entro di essa nascono e scorrono. Questa stessa insegna usasi da ambidue i Comuni, e così quella Famiglia che si presume originaria di Taleggio, o almeno delle più antiche ed immemorabili, porta il suo segno o stemma parziale di figura similmente elittica, dividendola per metà orizontalmente, lasciando nella parte inferiore il campo bianco, o giallo, colle tre indicate striscie celesti, e nel restante semielisse, ossia ovato superiore scolpito il Segno parziale della Famiglia come vedrassi in apresso. §. 152.
arrigo arrigoni





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