In memoria dei caduti civili e militari in Germania

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In memoria dei caduti civili e militari in Germania

Messaggiodi pendughet » venerdì 25 giugno 2010, 19:03

L'Eco di Bg sta pubblicando lunghi elenchi di nomi di bergamaschi, civili e militari che un acuto ricercatore ha trovato negli archivi di stato.
Due considerazioni:
La prima è la più importante.
Dietro ad ogni nome c'è una vicenda famigliare di sofferenza e di speranza.
Eventi della Storia del 900 che sono passati sradicando coscienze , ideologie devastanti che hanno scavato incolmabili trincee anche tra la nostra gente.
Storicamente ci si chiede come mai così tanti italiani e bergamaschi sono stati internati in Germania o nei territori occupati. Tutti dopo l'otto settembre, molti militari o presunti tali presi prigionieri dall'alleato tedesco, all'improvviso diventato nemico, altri invece presi in ostaggio perchè lavoratori dell'organizzazione Todt e dopo l'armistizio di Cassibile trattenuti contro voglia per lavorare negli stabilimenti bellici tedeschi. Le famiglie in Italia che da mesi trepidavano aggrappate agli scarni comunicati radio o della Croce rossa.

Nomi di località d'Europa sconosciute, regioni o città della Iugoslavia. di isole greche, dell'Albania o di conosciute città di mare italiane.

La guerra ama la geografia.

Internato; costretto all'interno di un ambiente o territorio non proprio, con gente non della propria gente, che parlano una lingua sconosciuta, dove il pensiero di casa propria tortura la mente del prigioniero più delle privazioni .
Senza futuro, perchè trattato da traditore, solo con il ricordo della propria valle, della sua casa, della sua gente ma soprattutto dei suoi Cari.
Questo è l'internato, questa è la nostalgia dei suoi pensieri che lentamente rodono i suoi sentimenti , giorno dopo giorno , mese dopo mese.

La guerra non finisce più.
Dopo il 1943 arriva arriva il 1944, con la solita speranza, un pò meno forte, perchè il corpo si piaga, l'alimentazione poverissima scatena malattie mai provate, neanche dolorose perchè il dolore è un lusso.

Appartiene ai liberi e gli internati non sono liberi.

Così, fino alla fine, consunto nel corpo ma sempre con il lumicino della sua Terra, di casa sua e la tortura dei suoi sogni.
Quando il lumicino tende a spegnersi l'internato sa che non tornerà più.

La realtà si trasforma , per un attimo si rivede di nuovo a casa sua, con suo Padre e sua Madre attorno alla tavolata con la polenta, con il muggito delle mucche e le galline sotto il tavolo.

Il sole sta declinando dietro il prato.
Il bosco in ombra nasconde l'orizzonte .


Ma le stelle non sorgono più, nè compare la luna.

Una fredda e sconosciuta terra accoglie le sue ossa.

Scarni resti, ma ognuno è presente nella memoria di chi ama ed è amato.
E oggi ancora si emoziona a questi nomi.

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Re: In memoria dei caduti civili e militari in Germania

Messaggiodi Rugetor » sabato 26 giugno 2010, 9:11

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Re: In memoria dei caduti civili e militari in Germania

Messaggiodi pendughet » lunedì 28 giugno 2010, 12:19

Il secondo pensiero che traspare da questi elenchi è più tecnico.
Gli archivi possono essere visti con molti occhi, diverse sfaccettature, i documenti sono consultati e interpretati in modi e momenti diversi.
Il documento, di per sè, dice quello che sta scritto nè più nè meno. A volte freddo e pigro riporta lunghi elenchi di persone che, come nel nostro caso, richiamano nomi, fatti e date di decesso nei più nascosti angoli d'Europa.
Altri invece , più oscuri , in un italiano malfermo o incomprensibile, trattano di fatti accaduti nel remoto . Spesso noiosi sono difficili da "incasellare" nella Storia generale perchè si riferiscono alla microstoria della comunità.

La consultazione fatta con metodo, attaverso una giusta interpretazione, fa parlare il documento.
Quest'ultimo deve essere poi confortato da risultanze ad incrocio con altri reperti e tutti seguono una storia generale alla quale appartengono.
Tutto deve essere incasellato nel tempo, sul territorio, nell'ambiente e nei fatti che ne sono causa ed effetto.
Ultima considerazione.
Gli archivi , alcuni mal tenuti, altri più ordinati, ospitati in ambienti non idonei, sono comunque spesso sottoutilizzati .
L'Archivio, anche del più sperduto paese della Val Brembana, se in ordine , è una miniera infinita di gratificazioni.
Per godere di questi frutti oltre ad avere una discreta conoscenza delle principali linee storiche , occorre armarsi di tanta pazienza e amore verso il passato della propria comunità ben sapendo che il passato non è mai dimenticato perchè serve a disegnare il presente ma a volte la noia causata dalla scarsa comprensione documentale può portare a dire che la Storia ha cessato di spiegare il presente .
Invece è il contrario. Siamo noi che non sapendo leggere la Storia diciamo che la Storia non serve.
Saluti
Pendughet
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Re: In memoria dei caduti civili e militari in Germania

Messaggiodi marioff » giovedì 30 dicembre 2010, 18:25

Leggendo le tue parole ho ricordato la canzone "La riva bianca, la riva nera" che ricoppio qui sotto che dimostra com'è sufficiente poco per rendere nemici mortali due vicini di casa.
Grazie per le tue parole.

1971, Sciorilli-Testa, Ed.Mascotte/Bmg Ricordi





La scheda
Il testo

Signor Capitano si fermi qui
Sono tanto stanco mi fermo,sì
Attento sparano, si butti giù
Sto attento ma riparti anche tu.
Dimmi un po' soldato di dove sei.
Sono di un paese vicino a lei
però sul fiume passa la frontiera
la riva bianca
la riva nera
e sopra al ponte vedo una bandiera
ma non è quella che c'è dentro al mio cuor
Tu allora soldato non sei dei miei
Ho un'altra divisa lo sa anche lei
No, non lo so perchè non vedo più
mi han colpito e forse sei stato tu
Signor capitano che ci vuoi far
questa qui è la guerra e non può cambiar...
Sulla collina canta la mitraglia
l'erba verde
diventa paglia
e lungo il fiume continua la battaglia
ma per noi due
è già finita ormai...
Signor capitano devo andar
Vengo anch'io con te non mi puoi lasciar
No, non tilascerò
Io lo so già
starò vicino a te per l'eternità...
.........................................
.........................................
Tutto è finito tace la frontiera
la riva bianca
la riva nera
mentre una donna piange nella sera
e chiama un nome mai risponderà...
Signor Capitano si fermi qui..
Sono tanto stanco mi fermo qui...
marioff
 
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