Alcune brevi considerazioni fatte apposta per essere smentiti (nessun metodo scientifico, ma impressioni di primo acchito.. le ricostruzioni "serie" e con metodo scientifico le lasciamo giustamente fare agli storici):
- sono stati recuperati un
moschetto M91 e una mitraglia che alle prime indagini pare un
moschetto automatico MAB38, di fabbricazione Beretta. Entrambe le armi sembrano quindi di fabbricazione italiana.
- i due reperti non hanno numero di matricola.
- il nascondiglio non era proprio in un posto sperduto, semmai abbandonato; ciò fa pensare una immediata correlazione con i proprietari terrieri e delle baite della Valle Asinina; ciò potrebbe avvalorare l'ipotesi che le armi siano di partigiani dell'86.ma Brigata Garibaldi, che erano in zona.
- il moschetto ha una parte del legno rimasto che sta marcendo, mentre sulla canna è ancora integro in quanto sporgeva da terra (vedere le fotografie di
daveverdell). La domanda é: possibile che dopo 70 anni stia marcendo solo ora? Emerge l'ipotesi che le armi non fossero lì dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ma siano state trasportate in quel nascondiglio dopo.
Tutto questo per stimolare l'eventuale discussione.
PS. i Carabinieri di San Giovanni Bianco hanno consegnato le armi al loro ufficio preposto al comando di Bergamo. La sorte dei ritrovamenti è incerta, noi però ci siamo già adoperati il più possibile perché, dopo le verifiche del caso, le armi tornino in Val Brembana a disposizione di musei o associazioni (in quanto di alto valore storico locale). Tuttavia non è scontato che ce le riconsegnino.
