di IW2LBR » giovedì 3 novembre 2011, 7:28
da L'Eco di Bergamo
Aquila colpita da fucilata - Salva, ma scatta l'indagine
L'hanno notata domenica sera nelle vicinanze di Capizzone: non era in grado di risollevarsi in volo e, come spesso accade agli animali in difficoltà, si era fatta più ardita, avvicinandosi all'abitato in cerca di cibo. Ad accorgersi dell'aquila reale sono stati i proprietari di un pollaio in cui si era infilata, che subito hanno allertato la polizia provinciale. Gli agenti del nucleo ittico-venatorio hanno provveduto a recuperarla e, valutato che le sue condizioni non consentivano la liberazione, a trasportarla al Cras del Wwf, in Valpredina. Qui gli esami veterinari hanno permesso di scoprire la presenza di due pallini di calibro medio-grande, l'uno nell'addome, l'altro nell'ala sinistra dell'animale, che presentava una scheggiatura dell'osso. La ferita, che risalirebbe ad almeno una settimana fa, non ha provocato per fortuna all'uccello, di circa quattro anni, danni vitali: gli esperti del Centro di Valpredina sono fiduciosi sulle possibilità di recupero. Sarà però necessario un lungo iter di farmaci e fisioterapia, non facile da sopportare per una regina dei cieli.
Intanto, la polizia provinciale è al lavoro per raccogliere elementi che consentano di risalire ai responsabili del ferimento: sparare agli esemplari di questa specie, classificata come «particolarmente protetta», è infatti un reato penale, e il colpevole, se identificato, verrà denunciato all'autorità giudiziaria. «Ancora una volta le azioni vigliacche di un singolo mettono a repentaglio la possibilità di conservazione della popolazione di aquile presenti nel nostro territorio che, ricordiamo, conta soltanto poche coppie nidificanti – sottolineano da Valpredina –. Dall'inizio della stagione venatoria, sono una quarantina i rapaci con ferite da sparo arrivati dalle province di Bergamo, Brescia e Lecco». L'assessore alla Polizia provinciale Fausto Carrara, nel ringraziare «gli agenti sempre impegnati nel recupero di questi animali», definisce il ferimento «un gesto vile», ma evidenzia pure un dato positivo: «Negli ultimi anni, la popolazione di aquile nella nostra provincia è in crescita, segno di ottime condizioni ambientali». Un precedente risale al 2006, nella zona del Monte Farno: un'aquila era stata resa cieca da alcuni pallini da caccia.