Cinghiale Valle Brembana - Alpi e Prealpi Orobie

Le numerose specie di animali selvatici nelle Alpi Prealpi Orobie e specificatamente in Valle Brembana

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Re: Cinghiale Valle Brembana - Alpi e Prealpi Orobie

Messaggiodi Subiot » mercoledì 12 dicembre 2012, 20:41

Mercoledi' 12.12.2012 Giornata campale

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Ubiale Clanezzo 12.12.2012 :altri 4 capi. E fanno 40 !! a_21 a_21
Anche se il "bottino" di caccia è di "soli" 4 capi la giornata di oggi può essere definita campale a_19 a_19
I 3 cani di cui si è servita la squadra oggi hanno iniziato a battere cinghiali alle 10,30 ed ahanno finito alle 16.00 letteralmente stremati Il Dake Lapo ha perso la voce, mentre lo spinone incrociato maremmano Bepo quando è arrivato alla macchina è crollato a terra esausto Cecchini di giornata sono Capelli Sergio di Ubiale Clanezzo, Danilo Mazzoleni di Locatello, Subiot e un ospite Sanpellegrinese di cui non ricordo il nome Anche oggi padelle a go go a_39 a_39 a_39
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Re: Cinghiale Valle Brembana - Alpi e Prealpi Orobie

Messaggiodi nick84 » giovedì 13 dicembre 2012, 12:08

che nevoso ho già messo via il fucile da un bel pò causa neve.....
cmq complimenti
nk
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Basta ai cinghiali e a chi ha interesse a non farli sparire

Messaggiodi IW2LBR » martedì 18 dicembre 2012, 6:03

da L'Eco di Bergamo - Laura Arnoldi

Basta ai cinghiali e a chi ha interesse a non farli sparire

Agricoltori e ambientalisti uniti per chiedere alla Provincia di trovare una soluzione radicale al problema dei cinghiali: Coldiretti, Confagricoltura e Wwf hanno sottoscritto ieri un protocollo presentato in Via Tasso. «L'obiettivo è chiaro – spiega Mario Zamboni, presidente del Comitato Wwf Bergamo –: chiediamo di convocare un tavolo di confronto». A rimarcare la gravità del problema, i rappresentanti delle associazioni di categoria coinvolte dal Wwf. «Per la prima volta – sottolinea Alberto Brivio, presidente della Coldiretti Bergamo – gli agricoltori sono al fianco degli ambientalisti per affrontare la questione dei cinghiali che riguarda non solo i terreni agricoli, ma la salvaguardia generale dell'ambiente». Emanuele Medolago Albani di Confagricoltura Bergamo evidenzia che «la soluzione è inderogabile, dopo anni in cui il problema si è acuito. L'appello è alle istituzioni che fino ad ora hanno adottato soluzioni dimostratesi inefficaci». La preoccupazione non tocca solo l'aspetto economico, perché l'attività agricola ha un ruolo importante nella tutela dei territori, che va a beneficio di tutti: «Il cinghiale – aggiunge Brivio – è soprattutto diffuso nella fascia collinare e prealpina, dove maggiore è l'incidenza della fuga della popolazione dal territorio, che se abbandonato vive il degrado».

Vigne e prati devastati
I danni all'agricoltura (il cui risarcimento è definito «insignificante» dagli agricoltori) non sono solo diretti con la distruzione delle colture: più gravi e duraturi quelli a lungo termine come accade per le vigne o per i prati destinati allo sfalcio, da cui si ricava fieno per gli animali. A farne le spese non solo gli agricoltori professionisti: molti coltivatori «amatoriali» vedono distrutto il frutto delle proprie fatiche senza nemmeno poter presentare domanda di risarcimento.

«Scelte scellerate»
Altrettanto gravi e irreversibili i danni causati alla fauna e alla vegetazione naturale. «Il cinghiale – spiega Enzo Mauri, direttore della Riserva naturale di Valpredina – non è un animale selvatico, è un ibridato immesso nell'ambiente dall'uomo in maniera scellerata. La sua presenza causa la sparizione, per esempio, di una specie protetta come il moscardino, piccolo roditore, o del gambero di fiume, che vive anche nelle pozze in cui il cinghiale ama rotolarsi». A sostenere le affermazioni di Mauri i dati raccolti all'interno dell'Oasi di Valpredina, mentre altre indicazioni si possono trarre dalla Carta delle vocazioni faunistiche della Provincia di Bergamo, che contiene lo «Studio per la sostenibilità della popolazione di cinghiali presente sul territorio bergamasco».

Le proposte
Numerose e articolate le proposte formulate nelle quattro pagine del documento. «Innanzitutto – sottolinea Mauri – si chiede di avere a disposizione dati certi e trasparenti, da pubblicare sul sito della Provincia» che dovrebbe, recita il documento, «disporre di una pianificazione a livello provinciale che definisca le aree di caccia e le densità sostenibili che potrebbero essere anche uguale a zero». A questo proposito Medolago Albani evidenzia come attualmente «le norme non vengano rispettate e i piani di abbattimento non eseguiti». Si arriva dunque al tema centrale della caccia, anche se le associazioni firmatarie del protocollo non vogliono polemizzare e alzare i toni. Nel documento però emerge chiaramente la responsabilità del mondo venatorio, che non sembra voler giungere a una soluzione radicale: «In alcuni territori – puntualizza Mauri – ridurre il numero o eradicare l'ungulato significa rinunciare al divertimento dei cacciatori, che definiscono la propria attività sport, hobby o passione». I termini della faccenda si chiariscono ulteriormente: ecosistema, tutela dell'ambiente, attività agricola, che costituisce il lavoro di molte persone, contrapposte agli interessi di chi pratica uno sport o hobby.

E ciò può accadere «perché – precisa Mauri – la Provincia anche nelle soluzioni che ha fino ad ora individuato, si è sempre confrontata solo con il mondo venatorio» che dovrebbe assumersi qualche responsabilità in più in caso di mancato rispetto dei piani di abbattimento. Nel protocollo si prevede di attribuire «il risarcimento dei danni causati nell'area o nel settore di caccia al cinghiale, che non abbia raggiunto almeno il 90% di prelievo, totalmente a carico dell'Ambito di riferimento». Per rispondere all'urgenza di contenimento in aree invase, come la zona dei Colli di San Fermo, si propone battute a braccata con l'utilizzo di un numero adeguato di squadre. Ora la palla passa nel campo della Provincia.
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Re: Cinghiale Valle Brembana - Alpi e Prealpi Orobie

Messaggiodi Subiot » mercoledì 19 dicembre 2012, 7:57

Ieri, su 'Eco di Bergamo, si è avuta l'apoteosi dell'ipocrisia in merito alla presenza del cinghiale in Provincia di Bergamo.
Meglio non commenatre, per ora, e dedicarsi ad una sana giornata di caccia al cinghiale....
A sera il report dell'uscita odierna
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Re: Cinghiale Valle Brembana - Alpi e Prealpi Orobie

Messaggiodi Subiot » giovedì 20 dicembre 2012, 16:21

La provincia dice che ci sono 2200 cinghiali in bergamasca. Le squadre ne hanno abbattuti sino ad oggi 500. Ne rimangono in giro 1700. Sarà... a_12 a_12 a_12 Intanto la squadra brembana ha fatto tre battute a vuote nelle ultime tre uscite. Dopo la nevicata sembra che i cinghiali si siano letteralmente volatilizzati

Anche ieri cappotto !! a_11 a_11 a_11 a_14
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Re: Cinghiale Valle Brembana - Alpi e Prealpi Orobie

Messaggiodi Subiot » lunedì 24 dicembre 2012, 11:01

Strozza 22_12_2012

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Giornata fruttuosa quella del 22 Dicembre
Altri 6 capi incarnierati
E fanno 46 .....
Cecchini di giornata sono :
Ruggeri Pierantonio con due centri a_19 a_19 a_19
Sonzogni Pierangelo
Rodeschini Enzo
Facheris Narciso
Pesenti Giovanni Claudio
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Re: Cinghiale Valle Brembana - Alpi e Prealpi Orobie

Messaggiodi Subiot » lunedì 24 dicembre 2012, 11:04

Sedrina 23.12.2012

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Altro "cappotto" . Ormai la stagione volge al termine e i "rimanenti 1700 cinghiali" si sono fatti furbi e sono difficili da trovare
Qui parte del gruppo (i postaioli alti) in zona Canto Alto la mattina di ieri 23.12 prima di iniziare la disposizione in battuta ..
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Re: Cinghiale Valle Brembana - Alpi e Prealpi Orobie

Messaggiodi Subiot » giovedì 3 gennaio 2013, 22:32

La stagione di caccia è terminata il 30 dicembre con l'ennesimo cappotto di fine stagione.
Nelle ultime uscite preso un solo animale in zona Colle Moscarino, nei boschi a cavallo fra Val Brembilla e Val Imagna.
In totale sono 47 i conghiali cacciati dalla squadra che sommati ai 17 prelevati durante la stagione estiva di controllo fanno un bottino di 64 capi. Bottino di tutto rispetto ...
Sulla composizione della popolazione cacciata (suddivisione in classe d'età) posterò qualcosa più avanti, quando si analizzeranno a tavolino tutte le mandibole e si riuscirà a stabilire con esattezza l'età di ogni singolo animale.
Per ora basti dire che dei 47 animali cacciati 13 sono stati abbattuti nel complesso forestale del Canto Alto, mentre gli altri 34 sono stati cacciati nel complesso forestale Monte Ubione-Monte Corna Marcia

A fine stagione penso sia d'obbligo un omaggio ai protagonisti indiscussi della stagione, ovvero i cani di cui si è servita la squadra
Senza di loro i 52 componenti la squadra con il cavolo che avrebbero portato casa qualcosa ... a_35
Ve li presento ....

Questo sotto è indiscutibilmente il migliore!
Bepo è di origini dubbie, pare sia un incrocio fra uno spinone e un maremmano, ciò non toglie che abbia grandissime doti di scovatore e insegutore
Il lavoro di questo cane è lento e infallibile
Ha 7 anni d'età ed è condotto dal capo squadra Pesenti Giovanni Claudio di Brembilla
Questo cane non ha mai inseguito una specie non bersaglio.

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Re: Cinghiale Valle Brembana - Alpi e Prealpi Orobie

Messaggiodi Subiot » giovedì 3 gennaio 2013, 22:36

Questo è il mio dake (alpenlandische dachsbrake)
Ha 5 anni d'età ed è alla sua seconda stagione piena di caccia al cinghiale. Un piccolo/grande cane le cui doti principali sono: rientra sempre sul padrone ed effettua pochissimi inseguimenti (sempre di breve durata) su specie non bersaglio. Non ho mai perso 5 minuti a cercarlo nel bosco. RIENTRA SEMPRE !! L'accoppiata Bepo - Lapo ha sempre prodotto risultati positivi: pare che i due cani si completino a vicenda quando lavorano in coppia. Il primo ci mette la potenza, il secondo ci mette la sagacia e la scaltrezza

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