I danni del Cinghiale in Val Brembana

Le numerose specie di animali selvatici nelle Alpi Prealpi Orobie e specificatamente in Valle Brembana

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Re: I danni del Cinghiale in Val Brembana

Messaggiodi Subiot » domenica 10 febbraio 2013, 23:36

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Re: I danni del Cinghiale in Val Brembana

Messaggiodi Subiot » domenica 10 febbraio 2013, 23:37

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Re: I danni del Cinghiale in Val Brembana

Messaggiodi Subiot » domenica 10 febbraio 2013, 23:37

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Re: I danni del Cinghiale in Val Brembana

Messaggiodi Subiot » domenica 10 febbraio 2013, 23:38

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Re: I danni del Cinghiale in Val Brembana

Messaggiodi Subiot » domenica 10 febbraio 2013, 23:38

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Valsesia, trovati cinghiali radioattivi

Messaggiodi IW2LBR » giovedì 7 marzo 2013, 23:20

Valsesia, trovati cinghiali radioattivi

Allarme radioattivo in Valsesia (Vercelli), dove sono state trovate tracce di cesio 137 (oltre la soglia prevista dal regolamenti in caso di incidente nucleare) nella lingua e nel diaframma di 27 cinghiali abbattuti nel 2012 e nel 2013 del comprensorio alpino. I campioni erano stati prelevati per degli esami sulla sulla trichinellosi, una malattia parassitaria che colpisce prevalentemente suini e cinghiali, e sono stati sottoposti anche a un test di screening per la ricerca del cesio 137, così come previsti da una Raccomandazione della Commissione Europea (2003/274/CE). Il cesio 137 è un isotopo radioattivo rilasciato, tra l’altro, nel 1986 dalla centrale di Chernobyl. Il Ministero della Salute ha immediatamente attivato il Comando dei Carabinieri del Nas e del Noe. La prima riunione urgente di coordinamento è prevista domani mattina.
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Cesio 137, i cinghiali contaminati, nessun allarme in Lombar

Messaggiodi IW2LBR » venerdì 8 marzo 2013, 19:18

da L'Eco di Bergamo

Cesio 137, i cinghiali contaminati, nessun allarme in Lombardia

In attesa di ricevere informazioni più particolareggiate riguardo alla contaminazione da cesio 137 che è stata rilevata in alcuni cinghiali abbattuti in Piemonte, posso affermare che, sentiti gli uffici del servizio veterinario regionale, nessun livello anormale di radioattività è stato fino ad oggi rilevato nei monitoraggi che periodicamente vengono effettuati su tutto il territorio lombardo, e che sono stati intensificati senza esito dopo l'incidente di Fukushima». Lo ha sottolineato venerdì 8 marzo Giuseppe Elias, assessore all'Agricoltura di Regione Lombardia alla luce della scoperta in Valsesia, alta provincia di Vercelli, di 27 cinghiali con tracce di contaminazione da Cesio 137 ritrovate nella lingua e nel diaframma, come reso noto dalle prime analisi effettuate. «L'episodio del Piemonte - ha aggiunto ancora l'assessore Elias - ci spinge comunque a non abbassare la guardia rispetto al tema del controllo e della sicurezza del territorio e degli alimenti, assicurata quotidianamente dagli esperti regionali». Il comprensorio della Valsesia, dove sono stati trovati i cinghiali contenenti il Cesio 137, fa parte di una delle zone più colpite dalla ricaduta del materiale radioattivo dovuto all'incidente di Chernobyl. Lo si deduce dalla mappa stilata dopo il disastro dall'Unscear, il comitato scientifico Onu sugli effetti della radiazione atomica.

Secondo le rilevazioni le zone più colpite, anche se le stime hanno sempre parlato di livelli di Cesio non preoccupanti, sono proprio le Alpi nord occidentali, il nord Est, soprattutto il Friuli Venezia Giulia, e una parte dell'Appennino centrale, in corrispondenza di Umbria e Lazio. «A determinare l'andamento irregolare del fallout sono state le condizioni atmosferiche del periodo - spiega Fabrizio Bianchi dell'Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr -, l'unione dell'effetto di venti, inversioni termiche e precipitazioni ha portato all'accumulo del Cesio in certe zone e in altre no». Per quanto riguarda la quantità di radiazioni ricadute, un rapporto dell'allora Cee ha escluso dosi preoccupanti, mettendo comunque il nostro Paese al terzo posto dietro Grecia e Germania. Dal documento risultò che le dosi effettive medie assorbite nel primo anno dopo Chernobyl e da un neonato erano di 420 sieverts in Grecia, 230 in Germania e 160 in Italia, di poco superiori a quelle dovute alla radiazione di fondo già presente nel nostro paese.

«L'ipotesi Chernobyl per i cinghiali è plausibile, anche se va confermata - afferma Bianchi -, il Cesio ha un tempo di dimezzamento di 30 anni, e se i cinghiali in cui è stato trovato sono particolarmente vecchi potrebbero avere 20 anni, quindi con tutto il tempo di far accumulare l'elemento nei tessuti. Certo, è difficile però spiegare perchè sono stati trovati valori così alti solo ora».
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Re: I danni del Cinghiale in Val Brembana

Messaggiodi elio.biava » giovedì 9 maggio 2013, 22:46

daRuralpini
Inforegioni/Flagello cinghiali (Bg)


(07.04.13) Rimbalza da Como a Bergamo (per non dire di Alessandria, Gorizia e decine di altre provincie italiane?) l'allarme cinghiali che sta assumento aspetti mai visti in precedenza. Troppi e troppo gravi i danni all'agricoltura e al territorio montano

J'accuse. In valle Seriana. Alpeggi distrutti dai cinghiali
Giancarlo Moioli, da 30 anni perito agrario della Comunità Montana Valle Seriana, sostiene che i danni dei cinghiali ai pascoli hanno superato il livello di guardia e punta il dito contro la lobby dei cinghialai e i politic che la sostiene
di Giancarlo Moioli
Qui siamo disperati! Mai come quest'anno i cinghiali stanno devastando gli alpeggi della zona del Monte Farno, comprendendo tutti gli alpeggi di proprietà o in gestione alla comunità montana Valle Seriana che si affacciano sul lago di Endine.
Noi non sappiamo più cosa dire agli affittuari dei nostri alpeggi (oltre ad aver scontato quanto concordato di canone) ed a tutti gli altri allevatori, disperati, che sono impotenti di fronte a questo flagello.
Altrettanto impotenti paiono le organizzazioni sindacali di categoria (Coldiretti, Confagricoltura) che oltre a compilare denunce danni inviate regolarmente in Provincia non sanno più che dire.
Vogliamo aspettare che qualche scrofa in allattamento attacchi il figlio di qualche onorevole o persona "importante" per intervenire efficacemente? Fin'ora qualche cane sventrato è capitato, qualche inseguimento non andato a buon fine pure ma ricordiamo che è un animale pericoloso, soprattutto quando allatta.
In allegato c'è tutto lo sforzo del collega p.a. Orler Fabio ove si evidenziano fotografie, relazioni ecc., mandate alle varie amministrazioni passate e presenti.
Confidiamo nell'aiuto dell'opinione pubblica e delle persone di buona volontà perché cosi' è impossibile fare zootecnica e gestire prati e prati-pascoli; e poi vanno a bastonare per violazioni al vincolo idrogeologico chi smuove una carretta di terra.
Roba da matti. In un momento di gravissima crisi economica nella quale tutti, sono concordi nel ritenere che una più oculata e attenta gestione del territorio (agricolo, forestale e sotto il profilo alimentare e turistico) ci può dare un sostanzioso aiuto per incrementare il negativo PIL, come è possibile che si proceda in questa direzione stando semplicemente a guardare?
E come è possibile che proprietà pubbliche (nelle quali l'Ente ci ha investito notevoli risorse per sistemare viabilità, pozze di abbeverata, cascinali e quant'altro, ma il discorso vale anche per quelle private) cosi' significative possano essere devastate creando un danno, ovviamente collettivo?
Siamo cosi' ricchi ed opulenti per poterci permettere tale devastazione del territorio?
So bene che questo mio sfogo provocherà dissapori e critiche ma, premetto, non sono un nemico dei cacciatori, anzi, ne stimo moltissimi e lo ripeto da anni. E gli anni sono ben 36 di servizio per il territorio e penso di conoscere bene criticità e punti di forza.
È mai possibile catturare e sparare solo ai maschi? Sono le femmine che partoriscono!
E' ora di fare qualcosa di serio e smetterla di essere ridicoli solo perché la lobby dei cinghialai è ben protetta dagli enti competenti in materia di caccia!
Così non si può più andare avanti!
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Quest'autunno, senza volere ho ascoltato "spavalderie" di due avventori al bar...capendo poi che erano dei cacciatori come quelli dell'articolo...concludevano dicendo "töt somat…ci siam divertiti dai!".
Leggendo la frase "È mai possibile catturare e sparare solo ai maschi? " mi è tornato in mente il racconto di un cacciatore pentito conosciuto all'Isola d'Elba. Diceva "abbiamo iniziato anni fà mettendo dentro alcune coppie del cingiale euro-asiatico, più grosso e redditizio di quello toscano...ci si divertiva, uccidevamo solo i maschi e ora siamo qui disperati che non si riesce più a disfarsene. Anche i vigneti nessuno li vuole più coltivare perchè è sempre più difficile recintarli e proteggerli"
Tutto il mondo è paese e gli sbagli si ripetono. a_11 Ci stiamo cascando anche qui da noi !? a_34
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"tra i monti Alben e Regaduro nel canalone i suoi compagni lo trasportarono per sentieri scoscesi tra boschi e pascoli fino a Sottochiesa, adagiato su una rozza scala a pioli ricoperta di fronde"
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Re: I danni del Cinghiale in Val Brembana

Messaggiodi TARCI » venerdì 10 maggio 2013, 8:23

e si Elio
concordo che anche i nostri cacciatori ci sono cascati.....
personalmente credo che si è trattato l'inserimento dei cinghiali, come quello di qualsiasi altro animale per uso venatorio, con la differenza che finchè si trattava di fagiani o altri volatili, non vi erano evidenze di preoccupazioni, ma i cinghiali sono ben altra cosa. E certo non concordo neanche con le teorie ultraecologiste che pensano di lasciar fare alla natura e che accettano culturalmente la presenza di animali indipendentemente dalla loro specie e numero. Quindi così come sono contrario alla reintroduzione senza verifica, sono contrario alla conservazione senza controllo... per cui abbiamo boschi con cinghiali e fiumi con aironi, a danno probabilmente di altre specie e della conservazione del territorio. Tutto sommato il ragionamento (motivato) fatto dagli svizzeri contro la presenza dell'orso (vedasi quanto riportato da Valanga nella sezione orso in valle) non è poi così strampalato......
ciao
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