di chiara.crotti » giovedì 16 aprile 2009, 9:47
Se erano nella neve allora è difficile dire con certezza che siano di orso, il sole e il caldo allagano le impronte degli animali e fanno assumere un aspetto rotondo, le impronte dell'orso, anche se allargate e rovinate dal sole hanno un aspetto piuttosto singolare,il cuscinetto plantare è leggermente più infossato e al contatto con la neve si possono ancora sentire(non sempre, dipende da quanto è rovinata l'impronta) i cuscinetti digitali. Grazie lo stesso!
Mi preme molto questo argomento: qualche giorno fa ho scritto che l'orso non è antropofago e aggredisce solo se provocato, vi voglio far leggere uno dei pochi casi in cui l'orso ha attaccato l'uomo nel 1880 per dimostrare che questi animali non aggrediscono casualmente ma solo se PROVOCATI!vorrei cercare di togliere la paura di tanti escursionisti o abitanti dei paesi montani.... lo so è un'utopia!!
Da più giorni erasi notato un orso il quale avventuravasi nelle campagne soprastanti Colico, pascendosi di castagne e di granturco. Fu deciso di dargli la caccia, e si formò una compagnia di 17 individui. Costoro scovarono, inseguirono, ed anche ferirono, la feroce bestia, ma non avevano potuto ucciderla. Gli stenti, il freddo, la fame, fecero tornare a casa i più, ma sei de’ cacciatori si ostinarono all’impresa. Ma che vitaccia! Il tempo uggioso, tetro, piovoso, ed anche le nevicate, furono causa che perdessero le tracce dell’amico, ma essi saldi, e riuscirono a scoprire ancora qua e colà le larghe orme ed anche vestigia di sangue. Ma robusti e coraggiosi, anzi fin temerarii, sprezzando fatiche, fame, pericoli, ebbero l’incredibile ardimento di valicare il Legnone, papà dei monti Lombardi, per erte che spaventano il viaggiatore anche d’estate. Fate conto come dovevano essere il terreno gelido e più duro del marmo, e coperto si sdrucciolevole neve. Dopo sei giorni finalmente rividero proprio l’orso sopra Fraina (territorio di Premana) in postazione scoscesissima. I cacciatori si appostarono, si avvicinarono carpon carpone, ed uno sparò due colpi. Urlò la belva, forse tocca dalle palle, e, come usano gli orsi, si lasciò andare a precipizio per la dirupata china. In fondo a questa era uno de’ sei uomini. Ingannato dalla nebbia, egli si mosse per accostarsi al posto preciso onde aveva sentito il rumore, ed ecco il feroce animale drizzarglisi contro in piedi, colle zanne protese. Costui però non arretra d’un passo, spiana il fucile e due volte preme il grilletto. Fatalità! Le capsule, impregnate di umidità, non prendono fuoco. Che deve fare il meschino? Trovatasi in un piccolo ripiano sopra un’alta balza, e l’unico sbocco era occupato dal nemico. Si sdraiò per terra, poiché l’orso di preferenza si avventa con le zampe anteriori levate, ma si vide perduto. E infatti la fiera adirata gli fu immediatamente sopra e l’addentò furibonda per una gamba presso la coscia.
Questo pezzo è tratto da "orsi e lupi, storie di bestie feroci in Valsassina, Valvarrone e dintorni" di Aldo Oriani che saluto e ringrazio per la sua disponibilità!
Vi avviso di una nuova segnalazione (arnia rovesciata) in territorio di Roncobello ma è dubbiosa, non sono stati trovati chiari segni di presenza dell'orso, quindi non sarei convinta al 100% del suo passaggio! Chiara