Vi sono ancora dubbi sulla veridicità dell'accaduto in quanto lo stesso protagonista pare abbia negato di essere stato aggredito dall'orso. Comunque la riporto anche per potere seguire bene gli sviluppi con voi:
http://www.ilcapoluogo.com/News/La-Vall ... tore-70209
Scanno: orso marsicano aggredisce pastore
Wwf: «incongruenze del racconto. L'orso è un valore non una minaccia»
Sulmona, 16 nov 2011 - Sfiorata la tragedia l'altro ieri sulle montagne di Chiarano a cavallo tra Scanno e l'Altopiano delle Cinquemiglia. Un orso dopo essersi avvicinato a uno stazzo si è scagliato contro uno dei pastori che custodivano il gregge, costringendolo a ripararsi dentro l'ovile. A nulla sono serviti i petardi sparati dagli altri pastori giunti nel frattempo in soccorso del loro amico rimasto barricato dentro al ricovero montano in attesa che l'orso andasse via. A mettere in fuga il plantigrado sono stati i cani di guardia al gregge che dopo averlo circondato lo hanno obbligato a ripiegare in un'altra zona. Un episodio che ha fatto aumentare la preoccupazione tra la popolazione per la presenza del plantigrado in uno dei luoghi molto frequentati da turisti e villeggianti. Poco distante dallo stazzo c'é un'area attrezzata gestita dal corpo forestale dello Stato.
Nunzio Marcelli, presidente Arpo, ribadisce la necessità da parte dei pastori di avere un colloquio con gli enti istituzionali per approntare una politica in difesa dell'orso che sia a tutela anche delle persone che vivono la montagna ed i suoi paesi. «Oggi le scelte in tema di protezione dei selvatici - spiega Marcelli - mirano più ad aggiudicarsi fondi europei che non a garantire la continuità di questo sistema. Tanto che la proposta di incontro che gli allevatori tradizionali hanno fatto già da più di un anno, al Prefetto, agli Enti Parco, alla Forestale, non è stata nemmeno presa in considerazione. Si preferisce dar da mangiare ad orsi e lupi carne acquistata sul mercato, come se fossimo davvero in uno zoo a cielo aperto. Non vogliamo continuare a spendere soldi pubblici- continua - per sostenere un sistema di alimentazione artificiale e un apparato burocratico munito di fuoristrada che non garantisce la sicurezza delle persone, né la sopravvivenza di chi su queste montagne è sempre stato e continua a voler fare la pastorizia in modo tradizionale».
WWF: «L’ORSO E’ UN VALORE, NON UNA MINACCIA» - In riferimento alla grave notizia di un presunto attacco da parte di un orso marsicano ai danni di un pastore abruzzese, il WWF rileva «incongruenze del racconto rispetto ai fatti conosciuti dalle autorità competenti e dichiara un rischio di procurato allarme che non aiuta la convivenza tra l’uomo e questi animali, simbolo dell’Appennino di cui rimangono oggi appena 50 individui e che proprio la gente del posto dovrebbe voler tutelare perché rappresenta un valore irrinunciabile per le stesse attività umane».
«Quanto dichiarato dal signor Nunzio Marcelli è di una gravità assoluta - ha dichiarato Massimiliano Rocco, responsabile per il WWF Italia del progetto Life Arctos - Il suo racconto infatti differisce dai fatti conosciuti dalle autorità competenti e può costituire un procurato allarme, proprio nel momento in cui sta prendendo avvio la nuova fase del progetto Life Arctos per lo sviluppo di azioni di coesistenza tra i grandi predatori, come orsi e lupi, e le attività agro-silvo-pastorali» . «Al contrario di quanto affermato dal signor Marcelli, gli orsi non sono alimentati artificialmente da nessuno nel contesto del Parco, e anzi le autorità competenti quali il Corpo Forestale dello Stato, il Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise e i partner del progetto Life Arctos, stanno contrastando qualsiasi alimentazione artificiale di questi animali, che possa indurli a un comportamento diverso da quello abituale - continua Rocco del WWF Italia - In nessun caso in questi anni si è registrato un simile comportamento aggressivo degli orsi nei riguardi dell’uomo, anche in contesti ambientali diversi o in prossimità di centri abitati. E’ vero invece che in molti casi gli orsi sono stati circondati o rincorsi dalla gente curiosa che voleva fotografarli e filmarli».
«Ci viene da chiederci come mai simili dichiarazioni vengano fatte proprio oggi, pochi giorni dopo i primi incontri tematici tra i partner del progetto Life Arctos e gli allevatori abruzzesi di ovini, caprini e bovini, per definire insieme quali possano essere le migliori strategie per facilitare la convivenza dell’uomo con i grandi predatori che popolano l’Italia. Ci auguriamo che le autorità competenti facciano tutte le debite verifiche per appurare ciò che realmente è accaduto e se del caso procedano a norma di legge» conclude Massimiliano Rocco del WWF Italia.

l'hai trappolato??

