I Procioni

Le numerose specie di animali selvatici nelle Alpi Prealpi Orobie e specificatamente in Valle Brembana

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Re: Orso in Valle Brembana - Alpi e Prealpi Orobie

Messaggiodi Subiot » giovedì 29 agosto 2013, 10:47

IL PROCIONE, DETTO ANCHE "ORSETTO LAVATORE"
Visto che di orsi si parla e che la Val Brembana non è cosi distante dalla Gera d'Adda....

Dal sito del Corriere del 29 Agosto 2013

Un paese assediato da 100 procioni
Danni alle antenne e alle tubature
«Danni anche alle antenne tv». Un centinaio di esemplari a Fara Gera d'Adda



Sparisce il segnale tv? Sono stati i procioni. Il tubo dell'acqua comincia a perdere? Ancora i procioni. Si sentono degli strani rumori nel sottotetto, le galline nel pollaio vengono sgozzate? Sempre colpa dei procioni. Ci sono paesi dove gli abitanti hanno problemi con i topi o le zanzare. Fara Gera d'Adda è l'unico della Bergamasca ad avere i guai che di solito capitano giusto alle cittadine rurali del Nordamerica. Quelle, cioè, che da sempre convivono con il simpatico orsetto con la mascherina nera, che si muove soprattutto di notte, mangia di tutto e si riproduce come un forsennato: anche due volte l'anno e fino a cinque cuccioli per volta. E che di solito vive tra Stati Uniti e Canada. Tranne nei casi in cui qualcuno si fa venire la bella pensata di liberarne una coppia nei campi bergamaschi.
Nel 2003 il censimento del Parco dell'Adda Nord non ne aveva rilevato nessuno. Oggi a Fara, dove una decina d'anni fa qualcuno deve appunto aver lasciato libera una coppia di questi animali sulle rive del fiume, vivono e prosperano tra i settanta e i cento esemplari. Assediano il paese suddivisi in tre colonie sparse tra la diga di Sant'Anna a nord e la zona della Lanca a sud. «È un problema che ormai ci trasciniamo da qualche anno - commenta il sindaco Valerio Piazzalunga -. Ogni tanto ci sono cittadini che li segnalano. E gli operatori della piattaforma ecologica raccontano che se li ritrovano nei cassoni della spazzatura a mangiare gli avanzi, e devono metterli in fuga prima di poter scaricare nuovi rifiuti. Noi non possiamo intervenire, perché si tratta di animali classificati come pericolosi, e quindi serve l'intervento di personale specializzato. Ora temiamo che possano anche diffondersi nella zona tra l'Adda, il canale e l'ex Linificio, ormai dismesso».

Dall'epoca del primo intervento i procioni hanno ripreso a riprodursi. Del resto ormai a Fara si trovano come a casa loro. Un pò di tempo fa avevano preso l'abitudine, ogni sera alle 18, di fare una passeggiata sui cornicioni tra via Longobardica e piazza Roma, diretti agli alberi da frutto di un giardino vicino. E con la stessa puntualità numerose persone si radunavano sotto la casa a guardarli e fotografarli, mentre i ragazzini lanciavano loro del cibo. Tanto che il padrone di casa, infuriato perché in questo modo si incoraggiavano gli animali a tornare, aveva messo il cartello «Si prega di non dare da mangiare ai procioni». Sempre nella stessa zona del paese diversi esemplari, più intraprendenti, entrano nelle canne fumarie arrivando ai solai delle case.
«Un giorno ci siamo trovati con l'acqua in casa e abbiamo scoperto che veniva da una tubatura che era stata rosicchiata dai procioni - racconta Alfredo Dondossola del negozio di elettrodomestici di piazza Roma -. La settimana scorsa i televisori che tenevamo accesi hanno perso il segnale tutti insieme. E anche in questo caso è stata colpa di un procione che aveva mangiucchiato il cavo dell'antenna. Si era poi rifugiato nel sottotetto e abbiamo dovuto chiamare i vigili del fuoco per cercare di recuperarlo. Dispiace, perché sono anche animali carini, ma bisogna fare qualcosa».

È d'accordo, all'estremità opposta del paese, anche il titolare della tenuta agricola che ospita il ristorante «La lanca»: «In una notte mi sono trovato sbranate otto galline e un gallo, e lo stesso era capitato in precedenza al mio vicino della Pora Cà - racconta il signor Marcello -. Non può essere stata una volpe, perché sono entrati dalla finestrella sotto il tetto del pollaio: le volpi non si arrampicano, i procioni sì. Lo dimostra anche quello che è successo con le gallinelle cinesi, che vanno a dormire sugli alberi. E anche quelle hanno avuto problemi con quegli animali. Tra qui e Cassano i procioni sono tanti, ogni tanto se ne trovano alcuni investiti dalle auto». Un piano per intervenire c'è, costa 30.000 euro e potrebbe essere approvato entro l'inverno: «Lo abbiamo sottoposto alla Regione, alla Forestale e all'Istituto nazionale fauna selvatica - spiega Giuliana De Filippis, responsabile dell'ufficio risorse naturali del Parco Adda Nord -. Consiste nella distribuzione di trappole del tipo "life trap" per catturare gli animali senza ferirli. I procioni verranno poi sterilizzati per evitare ulteriori riproduzioni, e poi saranno portati in centri specializzati. Non so se il problema così sarà risolto, ma di certo limitato».

Dall'epoca del primo intervento i procioni hanno ripreso a riprodursi. Del resto ormai a Fara si trovano come a casa loro. Un pò di tempo fa avevano preso l'abitudine, ogni sera alle 18, di fare una passeggiata sui cornicioni tra via Longobardica e piazza Roma, diretti agli alberi da frutto di un giardino vicino. E con la stessa puntualità numerose persone si radunavano sotto la casa a guardarli e fotografarli, mentre i ragazzini lanciavano loro del cibo. Tanto che il padrone di casa, infuriato perché in questo modo si incoraggiavano gli animali a tornare, aveva messo il cartello «Si prega di non dare da mangiare ai procioni». Sempre nella stessa zona del paese diversi esemplari, più intraprendenti, entrano nelle canne fumarie arrivando ai solai delle case.
«Un giorno ci siamo trovati con l'acqua in casa e abbiamo scoperto che veniva da una tubatura che era stata rosicchiata dai procioni - racconta Alfredo Dondossola del negozio di elettrodomestici di piazza Roma -. La settimana scorsa i televisori che tenevamo accesi hanno perso il segnale tutti insieme. E anche in questo caso è stata colpa di un procione che aveva mangiucchiato il cavo dell'antenna. Si era poi rifugiato nel sottotetto e abbiamo dovuto chiamare i vigili del fuoco per cercare di recuperarlo. Dispiace, perché sono anche animali carini, ma bisogna fare qualcosa».

È d'accordo, all'estremità opposta del paese, anche il titolare della tenuta agricola che ospita il ristorante «La lanca»: «In una notte mi sono trovato sbranate otto galline e un gallo, e lo stesso era capitato in precedenza al mio vicino della Pora Cà - racconta il signor Marcello -. Non può essere stata una volpe, perché sono entrati dalla finestrella sotto il tetto del pollaio: le volpi non si arrampicano, i procioni sì. Lo dimostra anche quello che è successo con le gallinelle cinesi, che vanno a dormire sugli alberi. E anche quelle hanno avuto problemi con quegli animali. Tra qui e Cassano i procioni sono tanti, ogni tanto se ne trovano alcuni investiti dalle auto». Un piano per intervenire c'è, costa 30.000 euro e potrebbe essere approvato entro l'inverno: «Lo abbiamo sottoposto alla Regione, alla Forestale e all'Istituto nazionale fauna selvatica - spiega Giuliana De Filippis, responsabile dell'ufficio risorse naturali del Parco Adda Nord -. Consiste nella distribuzione di trappole del tipo "life trap" per catturare gli animali senza ferirli. I procioni verranno poi sterilizzati per evitare ulteriori riproduzioni, e poi saranno portati in centri specializzati. Non so se il problema così sarà risolto, ma di certo limitato».


Se non li fermano subito a_9 a_9 a_9 questi fanno piu danni di JJ5 e compagnia cantante ....
GIU' LE MANI DALL'ORSO..
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Re: Orso in Valle Brembana - Alpi e Prealpi Orobie

Messaggiodi pluto » venerdì 30 agosto 2013, 10:46

Subiot ha scritto:Se non li fermano subito a_9 a_9 a_9 questi fanno piu danni di JJ5 e compagnia cantante ....

Sono così carini, simpatici, sono tanto amabili gli orsacchiotti dalla maschera bianca e nera, quelli che lavano nell'acqua il cibo prima di mangiarlo..

Un paio di mesi fa uno è stato avvistato a Levate su un palo della luce e hanno chiesto alle Cornelle se fosse il loro.. a_111 a_111 non lo sapevano che giù li alla bassa c'è pieno? a_39 .... e sono stati avvistati anche alla Trucca...ma va a finire che anche questi saranno protetti o inventeranno qualche intervento pro-euro...
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Re: Orso in Valle Brembana - Alpi e Prealpi Orobie

Messaggiodi Subiot » venerdì 30 agosto 2013, 15:58

L'eradicazione TOTALE della specie non dovrebbe essere un problema in quanto trattasi di specie ALLOCTONA !! a_6 a_6
Di sicuro l'ISPRA, e tutti gli organismi competenti in materia, saranno favorevoli a questo provvedimento ... a_11 a_11
Poi come al solito bisognerà vedere come la pensano gli amici di "bambi"...... a_40 a_40
C'è da scommetere che faranno ricorso a tutti i mezzi per stoppare un provvedimento in tal senso .. a_34 a_34
Vedasi le problematiche emerse a Genova con lo Scoiattolo Grigio Nordamericano .... a_12 a_12
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Re: Orso in Valle Brembana - Alpi e Prealpi Orobie

Messaggiodi pluto » venerdì 30 agosto 2013, 17:03

Subiot ha scritto:L'eradicazione TOTALE della specie non dovrebbe essere un problema

bene, perchè da quello che si legge già parlavano di "vasectomia o legatura delle tube" a_111 a_111 a_39 a_39 ....tat per butà vià un po de solc...
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Re: Orso in Valle Brembana - Alpi e Prealpi Orobie

Messaggiodi Subiot » sabato 31 agosto 2013, 21:43

«Procioni dannosi, vanno catturati»
L'etologo Mainardi: «L'immissione di animali estranei a una zona creano alterazioni degli equilibri ambientali»


Nessuno può accusarlo di non amare gli animali: fin da quando era ragazzo ha dedicato la sua vita a studiare le loro abitudini e i loro comportamenti. E a conoscere le loro esigenze. Per questo quando Danilo Mainardi, professore di Ecologia comportamentale all'Università «Cà Foscari» di Venezia e da decenni volto noto della tv a fianco di Piero Angela, dice che i procioni di Fara Gera d'Adda non devono proliferare, sa quello che dice. Il professore ha seguito con interesse in questi giorni la vicenda delle tre colonie di orsetti lavatori moltiplicatesi negli ultimi dieci anni nel paese in riva all'Adda, fino a raggiungere i cento esemplari. Che stanno cominciando a causare qualche disagio agli abitanti e che stanno spingendo le autorità a preparare un piano di ridurne il numero.
«Dico subito due cose - chiarisce Mainardi -: che i procioni vanno eliminati dalla zona di Fara, ma che sarà molto difficile debellarli»
Non è una prospettiva rassicurante.
«Lo dico sulla base di ciò che è successo in passato. Sebbene i procioni siano animali tipici del Nord America, ci sono zone dell'Europa in cui si sono diffusi a causa di qualcuno che li ha immessi nell'ambiente. Per esempio attorno a Berlino esistono colonie sempre più numerose a partire dal 1940. E i tentativi di estirparli non sono serviti a niente».

Estirparli perché?
«Tutte le specie alloctone, cioè che sono estranee all'ambiente nel quale vengono immesse, causano problemi. Perché, che siano specie animali o vegetali, vanno ad alterare un equilibrio naturale creatosi nel corso dei secoli. Sono animali che nel loro ambiente hanno dei nemici naturali che ne regolano naturalmente il numero. I procioni in America hanno linci e gufi che predano i cuccioli. Da noi non hanno nessuno, si possono moltiplicare a dismisura e possono attaccare ogni specie che trovano senza che nessuno attacchi loro. I procioni, poi, sono onnivori e non si fermano davanti a niente. Del resto negli ultimi anni abbiamo assistito ai disastri provocati dall'immissione nel nostro ambiente delle nutrie, dei pesci siluro e anche dei visoni».

Questo significa che gli abitanti di Fara devono imparare a convivere con i procioni?
«Non sono animali pericolosi per l'uomo: se lo vedono tendono a scappare. Del resto in America i problemi sono in genere limitati al fatto che vanno a frugare nella spazzatura in cerca di avanzi di cibo. Reagiscono con violenza solo per autodifesa nei casi in cui si ritrovano messi all'angolo. Al massimo chi alleva pollame potrà trovarsi ad avere dei problemi, come del resto mi sembra sia già successo».

Cosa si può fare per diminuire il numero dei procioni?
«Questa è una questione che lascio agli assessori e alla Forestale. Però voglio sottolineare che questo è l'ennesimo caso in cui problemi legati agli animali nascono da persone che li prendono con troppa leggerezza e quando se ne stufano li liberano nei campi, proprio come chi va in vacanza lascia il cane in autostrada. Ed è uno dei tanti casi in cui gli italiani dimostrano di non avere alcuna educazione ambientale» ....
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Re: Orso in Valle Brembana - Alpi e Prealpi Orobie

Messaggiodi Lemine » lunedì 28 ottobre 2013, 19:06

Subiot ha scritto:«Procioni dannosi, vanno catturati»
L'etologo Mainardi: «L'immissione di animali estranei a una zona creano alterazioni degli equilibri ambientali»


Nessuno può accusarlo di non amare gli animali: fin da quando era ragazzo ha dedicato la sua vita a studiare le loro abitudini e i loro comportamenti. E a conoscere le loro esigenze. Per questo quando Danilo Mainardi, professore di Ecologia comportamentale all'Università «Cà Foscari» di Venezia e da decenni volto noto della tv a fianco di Piero Angela, dice che i procioni di Fara Gera d'Adda non devono proliferare, sa quello che dice. Il professore ha seguito con interesse in questi giorni la vicenda delle tre colonie di orsetti lavatori moltiplicatesi negli ultimi dieci anni nel paese in riva all'Adda, fino a raggiungere i cento esemplari. Che stanno cominciando a causare qualche disagio agli abitanti e che stanno spingendo le autorità a preparare un piano di ridurne il numero.
«Dico subito due cose - chiarisce Mainardi -: che i procioni vanno eliminati dalla zona di Fara, ma che sarà molto difficile debellarli»
Non è una prospettiva rassicurante.
«Lo dico sulla base di ciò che è successo in passato. Sebbene i procioni siano animali tipici del Nord America, ci sono zone dell'Europa in cui si sono diffusi a causa di qualcuno che li ha immessi nell'ambiente. Per esempio attorno a Berlino esistono colonie sempre più numerose a partire dal 1940. E i tentativi di estirparli non sono serviti a niente».

Estirparli perché?
«Tutte le specie alloctone, cioè che sono estranee all'ambiente nel quale vengono immesse, causano problemi. Perché, che siano specie animali o vegetali, vanno ad alterare un equilibrio naturale creatosi nel corso dei secoli. Sono animali che nel loro ambiente hanno dei nemici naturali che ne regolano naturalmente il numero. I procioni in America hanno linci e gufi che predano i cuccioli. Da noi non hanno nessuno, si possono moltiplicare a dismisura e possono attaccare ogni specie che trovano senza che nessuno attacchi loro. I procioni, poi, sono onnivori e non si fermano davanti a niente. Del resto negli ultimi anni abbiamo assistito ai disastri provocati dall'immissione nel nostro ambiente delle nutrie, dei pesci siluro e anche dei visoni».

Questo significa che gli abitanti di Fara devono imparare a convivere con i procioni?
«Non sono animali pericolosi per l'uomo: se lo vedono tendono a scappare. Del resto in America i problemi sono in genere limitati al fatto che vanno a frugare nella spazzatura in cerca di avanzi di cibo. Reagiscono con violenza solo per autodifesa nei casi in cui si ritrovano messi all'angolo. Al massimo chi alleva pollame potrà trovarsi ad avere dei problemi, come del resto mi sembra sia già successo».

Cosa si può fare per diminuire il numero dei procioni?
«Questa è una questione che lascio agli assessori e alla Forestale. Però voglio sottolineare che questo è l'ennesimo caso in cui problemi legati agli animali nascono da persone che li prendono con troppa leggerezza e quando se ne stufano li liberano nei campi, proprio come chi va in vacanza lascia il cane in autostrada. Ed è uno dei tanti casi in cui gli italiani dimostrano di non avere alcuna educazione ambientale» ....


Concordo, ma non sarà facile...un po' come uccidere gazze e cornacchie in quanto nocive
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