Avremo giornate serene con intense gelate notturne fino alla notte su Martedì prossimo poi in giornata inizierà probabilmente ad aumentare la nuvolosità da sud-est per l'arrivo di CALDI venti sciroccali pilotati da un minimo in risalita verso il nord-Italia dalla giornata di Mercoledì.


Quindi potremmo avere precipitazioni nei 2-3 giorni seguenti(14-16 GENNAIO) che, stante il repentino aumento della temperature in quota saranno nevose solo a quote medie su prealpi con rischio iniziale di gelicidio a bassa quota a causa delle temperature basse al suolo ma miti in quota(precipitazioni che partono quindi liquide per lo strato d'aria con temperature positive alle alte quote e che gelano al suolo per le temperature negative o a 0°). E' un evento comunque raro e molto pericoloso per la circolazione stradale quindi a questo punto speriamo di non confermarlo!.
Se confermato questo tipo di circolazione con risalita di venti sciroccali così intensi le precipitazioni nevose saranno pressochè impossibili a bassa quota perchè nonostante arriveremo da temperature gelide al suolo, non ci sarà nessuna irruzione fredda e quindi la colonna d'aria risulterà compromessa alle quote medie che nei prossimi giorni registreranno temperature positive al suolo nelle ore più calde.
Successivamente(16-20 GENNAIO) l'Italia potrebbe ritrovarsi nella terra di mezzo con l'atlantico(T) che proverà a spingere da ovest, mentre un'alta pressione a carattere freddo dovrebbe formarsi nell'europa dell'est riportando in quelle aree valori termici negativi. In questa fase potrebbe tornare la stabilità nel nostro paese con temperature notturne nuovamente in calo anche se non si può escludere l'inserimento delle correnti atlantiche con rapide perturbazioni e in questo caso la quota neve andrebbe meglio valutata.

Nel lungo termine(TERZA DECADE), con affidabilità per ora scarsa, si intravedono nuovamente segnali prettamente invernali con il vortice polare che potrebbe nuovamente splittare in due e inviare correnti nuovamente fredde verso l'Europa centrale, con ingressi perturbati dal rodano e conseguenti ciclogenesi fredde nevose.









