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Meteorologia delle Alpi e Prealpi Orobie a cura di Orobie Meteo

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Messaggiodi Lele93 » martedì 9 luglio 2013, 22:37

Piccola Era Glaciale più vicina?

La tesi sostenuta da un ricercatore russo 25 Commenti » Commenta Leggi anche: La prossima Era Glaciale? In ritardo per colpa delle emissioni di CO2 Il ciclo di 300 anni degli inverni rigidissimi Mini Era Glaciale anche in meno di 100 anni, più volte nel passato Quanto più vicini alla prossima era glaciale? Diminuzione dell'attività solare alla base di un'inversione dell'andamento del clima: la tesi che nega il riscaldamento sostenuto dalla maggior parte degli studiosi. La diminuzione progressiva dell'attività solare sarebbe all'origine di un'epoca di raffreddamento che sarebbe già alle porte. Il professor Abdussamatof ha illustrato le sue teorie, da cui si deduce che l'attività solare si avvierebbe verso un nuovo "Minimo di Maunder"

La notizia può sembrare di quelle "bomba" e fa un po' sensazione che sia uscita dopo una fra le ondate di gelo più potenti degli ultimi decenni che abbia colpito l'Europa: in realtà il gelo di questo scorcio invernale non c'entra nulla con la possibilità che il nostro Pianeta si stia avviando verso una mini glaciazione, ipotesi suggestiva che smentirebbe tutte le tesi prevalenti di un crescente riscaldamento globale per i prossimi 100 anni! Il tema glaciazione stuzzica molto la curiosità in quanto, secondo gli studi portati avanti, tutto questo processo avrebbe inizio già nel 2014 e non chissà fra quanti secoli. Il picco di questa piccola glaciazione sarebbe previsto nel 2055, con un margine d'errore in eccesso o in difetto stimato attorno agli 11 anni.

A sostenere questo scenario così apparentemente inverosimile è un astrofisico di nazionalità russa, Habibullo Ismailovich Abdussamatov, che si occupa (in qualità di supervisore) del progetto Astrometria della sezione russa della Stazione Spaziale Internazionale. Inoltre è il capo del laboratorio di ricerca spaziale presso la San Pietroburgo Pulkovo Observatory della Accademia Russa delle Scienze. Va detto che questo ricercatore fa parte della cosiddetta categoria minoritaria degli scettici sul riscaldamento globale (coloro che negano il Global Warming Antropogenico): egli sostiene che i dati crescenti del riscaldamento globale negli ultimi decenni derivano non tanto dalla emissione di gas serra nell'atmosfera, ma quanto piuttosto da un livello insolitamente alto di radiazione solare cresciuta costantemente per quasi tutto lo scorso secolo.

La glaciazione a cui staremmo andando incontro sarebbe quindi causata dal comportamento del Sole: non è un mistero che il ciclo 24 che stiamo vivendo sia decisamente più debole rispetto ai precedenti. Questo calo dell'attività solare non sarebbe una semplice parentesi, in quanto vari studi (tra cui quello portato avanti dal fautore di questa possibile glaciazione) indicherebbero una serie di cicli undecennali del sole sempre più deboli, con un minimo d'attività atteso attorno al 2042. Non è possibile avvertire subito gli effetti di una diminuzione della radiazione solare, perché la Terra (e soprattutto gli Oceani che occupano la maggior parte della superficie) ha una sua inerzia termica e pertanto le variazioni avvengono con un certo ritardo rispetto all'input del sole (e dei tanti altri parametri che incidono sui cambiamenti del clima terrestre).

La previsione di un calo ulteriore dell'attività solare e di cicli sempre più deboli dipenderebbe dalla periodica diminuzione (che avviene in media ogni 200 anni) dell'irradianza solare totale (TSI), la quale non è altro l'energia complessiva che la Terra riceve dal Sole e che costituisce il motore principale per gli scambi energetici alla base dell'andamento climatico. Una diminuzione costante di quest'energia non potrebbe che condurre verso un raffreddamento. Sulla base dei dati dello studio di Abdussamatov, che possiamo apprezzare nella linea blu del grafico, si sarebbe già registrato un leggero calo dell'irradianza solare totale a partire dalla metà degli anni '90, ma questa flessione sarebbe destinata ad accentuarsi nei prossimi decenni, proprio per l'effetto a catena dell'ulteriore notevole calo (in parte già avvenuto) complessivo dell'attività della nostra Stella.

L'irradianza solare in picchiata nei prossimi anni (la linea blu tratteggiata), la cosiddetta periodicità bicentenaria. Tutto deriverebbe da una fase di estrema debolezza dell'attività solare. L'attività solare dal 1600 ad oggi: si può notare come mai vi è stato un periodo di forte attività solare come quello avuto negli ultimi decenni. Secondo la tesi dello studio ora si andrebbe verso un minimo solare molto forte, paragonabile a quello di Maunder fra il 1600 ed il 1700.

Per finire qualche nostra breve considerazione: lo scenario tracciato da Habibullo Ismailovich Abdussamatov non è quindi così fantasioso, in quanto perlomeno si basa su fenomeni solari già parzialmente in atto. Certo, è tutto da vedere se il Sole, confermando per ipotesi la diminuzione della sua attività nei prossimi decenni, possa essere in grado da solo di scatenare cambiamenti così importanti e tali da innescare questa piccola glaciazione. Probabilmente si tratta di un'ipotesi estremistica, come sono forse altrettanto estreme le tesi catastrofistiche di aumenti sconsiderati di 5-6 gradi della temperatura del Pianeta entro la fine del secolo. A proposito di Riscaldamento Globale, attualmente abbiamo osservato una frenata, ma è tutto ancora da stabilire se questa frenata sia l'inizio di un'inversione o solo l'effetto di una serie di altri fattori, fra cui la Niña nel Pacifico.

Sarà altresì interessante capire se questa tendenza alla diminuzione dell'attività solare, con conseguente minore energia e quindi raffreddamento climatico, possa risultare davvero in grado di prevalere o almeno pareggiare l'opposta e conclamata tendenza al riscaldamento (basata su altri fattori di tipo antropogenico, emissione di gas serra) e questo forse non è poi da escludere totalmente. Una cosa che si può dire, senza temere di cadere in errore, è che al momento il Sole non sta certo lavorando a favore del riscaldamento globale del nostro Pianeta ed è la prima volta che questo accade dopo vari decenni, ma solo nei prossimi anni si potrà forse iniziare davvero a capire quanta importanza effettiva abbia la nostra Stella sul sistema climatico.

Che ne dite? Commenti?
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Re: P.E.G. Piccola Era Glaciale

Messaggiodi Lino70 » sabato 13 luglio 2013, 12:17

Lele93 ha scritto:Piccola Era Glaciale più vicina?
Che ne dite? Commenti?

beh, cè poco da commentare difronte alle scoperte scientifiche... sicuramente è una tesi che pure io la sto seguendo ed appoggiando, con un minimo solare che il clou arriverà nei prox. anni, il nostro pianeta è costretto a perdere gradi della superficie terrestre alla stratosfera, anche con il riscaldamento globale che probabilmente attenuerà questa perdità, la debolezza della materia prima (il sole) non sarebbe in grado di riscaldare normalmente il pianeta, la piccola era glaciale potrebbe essere l'effetto della minor forza solare e dei gradi persi durante questa fase solare!! ora: io non sono uno scienziato, ma facendo 2 calcoli, si parla di una probabile era glaciale xchè probabilmente porterà ad avere gli inverni più freddi che dureranno di più e le estati meno calde che dureranno di meno, magari un lasso di autunno e primavera più dinamici, questo logicamente è tutto da valutare, ma se ora si hanno 3 mesi x stagioni, qui si potrebbero avere 5 mesi d'inverno (2 gelidi) 3+3 mesi tra autunno ed primavera e solo 1 di piena estate, questa è una possibile conseguenza sulle stagioni future, logicamente ci si arriverà pian piano, al 2040 cè ancora parecchia strada da percorrere, le tesi sono tante, le conferme poche!! a_45

altri pareri???
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Re: P.E.G. Piccola Era Glaciale

Messaggiodi Lele93 » sabato 13 luglio 2013, 14:40

Ovviamente se così fosse le conseguenze sull'agricoltura immagino che sarebbero pesanti. E credo che la popolazione mondiale diminuirebbe, o almeno smetterebbe di crescere in maniera incontrollata. Se davvero l'estate durasse solo un mese penso che le conseguenze sociali sarebbero molto gravi.
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Re: P.E.G. Piccola Era Glaciale

Messaggiodi Lino70 » sabato 13 luglio 2013, 15:50

Lele93 ha scritto:Ovviamente se così fosse le conseguenze sull'agricoltura immagino che sarebbero pesanti. E credo che la popolazione mondiale diminuirebbe, o almeno smetterebbe di crescere in maniera incontrollata. Se davvero l'estate durasse solo un mese penso che le conseguenze sociali sarebbero molto gravi.

èh... la storia ci insegna: le "vere" ere glaciali avvenute in passato hanno sempre modificato il territorio sul quale si viveva... questa è una conseguenza di logica soprattutto x le regioni di latitudine molto più a nord di noi, le nostre 4 stagioni è normale che muteranno come scenari, più freddo = meno caldo... cmq visto che si tratta di una possibile piccola era glaciale gli effetti saranno sicuramente minori e meno devastanti, ed oltretutto non cè nessuna certezza ad oggi che arrivi... piccoli segnali dal sole ci sono ok, ma x il resto è tutto in stand-by!! a_45
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Re: P.E.G. Piccola Era Glaciale

Messaggiodi IK2ILW » domenica 14 luglio 2013, 9:09

OT: Questo è quanto emerso al Covegno del centro meteo lombardo ieri sera a Oltre il Colle... Intanto in tre anni la media primaverile si è abbassata di 2.9°!!

Da l'ECO DI BERGAMO DI OGGI: Dietro-front, più fresche le estati.
Se ne è discusso al 3° convegno del Centro meteo lombardo che gestisce 47 stazioni in Bergamasca
La raccolta dei dati conferma: onde di calore meno incisive, siamo tornati al clima degli Anni ’90

Oltre il Colle
«Che tempo che fa»: no, non ci riferiamo alla nota trasmissione televisiva, ma al terzo convegno promosso dall’associazione Ultracolleme dal Centro meteo lombardo - che raduna studiosi e appassionati di meteorologia -, che si è svolto ieri a Oltre il Colle e che a distanza di sette anni dall’ultimo ha fatto il punto sulla situazione climatica lombarda e bergamasca. Tra gli elementi che delineano il trend degli ultimi anni, la sensibile diminuzione della temperatura primaverile e gli episodi estremi che si registrano in primavera e autunno.
Insomma «le stagioni non sono come una volta» e «non esistono più le mezze stagioni» non sono solo modi di dire per intavolare una conversazione sul tempo, ma descrivono una realtà. A discuterne dal punto di vista scientifico con dati alla mano, il meteorologo Massimo Mazzoleni e Bruno Grillini, esperto di modelli e statistiche meteo. Sempre più fresco «Innanzitutto la lunga fase di riscaldamento che si è registrata a partire dagli Anni ’90 si è andata progressivamente spegnendo – spiega Mazzoleni –; così dopo la stabilizzazione, pare che si vada verso una diminuzione lenta e impercettibile,ma misurabile». I dati che confermano questa nuova tendenza sono legati alla minore incisività delle onde di calore estivo: «Per esempio nel 2011 e 2012 le onde di calore si sono verificate soprattutto in agosto. L’aumento che si era registrato durante tutti i mesi estivi ha subito una decisa frenata». Dal confronto dei dati riferiti ai mesi di marzo, aprile, maggio degli ultimi tre anni, Grillini ha rilevato una diminuzione nel 2013 di 2,9 gradi rispetto al 2012 e addirittura di 3,9 gradi rispetto al 2011.
I dati confrontati si riferiscono alla stazione posta a Capanna 2000 (a 2.000 metri di altitudine), ma la stessa tendenza si è verificata ad Olmo al Brembo (400 metri) e Zambla (1.200). Buone notizie per l’area delle Orobie dove dal 2007 a oggi la piovosità è stabile e il riscaldamento in diminuzione e la nevicate non mancano: sull’Arera a 2.000 metri dal 31 agosto 2012 al 24 maggio sono stati garantiti nove mesi di neve.
L’incremento della temperatura di due gradi (rilevata a giugno) ogni dieci anni, è ridotto a 1,6 gradi: si può dire quindi che le estati sono e saranno meno calde. «Quest’anno l’anticiclone subtropicale latita e se non subentra a fine luglio o inizio agosto, non si avrà molto caldo» aggiunge Mazzoleni, quindi un’estate più fresca che ricorda quelle del passato: «Negli Anni ’70 e ’80 quando in estate andavo dallo zio in montagna, a quota 1.200 metri, era consuetudine accendere la stufa».
Le irregolarità Rispetto alle mezze stagioni si notano variazioni estreme: per esempio, il picco di calore nell’aprile del 2010, in cui si è raggiunto la massima temperatura del periodo estivo, e i 40 centimetri di neve al 28 ottobre in Valtellina: «Questi fenomeni sembrano sempre più frequenti, ma manca la possibilità di valutare il fenomeno su un arco di tempo di 50 anni» spiega Maurizio Andreozzi, tra i promotori del convegno, «non meteorologo, ma appassionato» che gestisce la centralina meteo posizionata a Zambla Alta. Tra gli eventi sempre meno rari, le grandinate come quella che non più tardi di ieri mattina si è abbattuta nel Bresciano e la violenta pioggia nel Mantovano e Cremonese che ha causato danni e disagi.
Sul modo in cui si raccontano questi eventi, Mazzoleni avanza una critica: «Spesso il grande interesse manifestato delle persone per il meteo è veicolato dai media in modo non corretto, perché si mira alla spettacolarizzazione, dando risalto a eventi estremi».
La conseguenza è anche il proliferare di siti amatoriali dove le previsioni sono compiute da non professionisti.
I meteoappassionati Andreozzi fa parte dell’esercito di oltre 350 volontari del Centro meteo lombardo, che «gestiscono » la rete delle stazioni per la raccolta dei dati meteo. In Bergamasca sono 47 dislocate su quasi tutto il territorio, «meno coperta è la fascia dell’alta pianura dal confine con Milano fino all’estremo opposto. La questione non è solo di quantità di stazioni – specifica Mazzoleni –, ma di come vengono gestite: necessitano infatti di manutenzione».
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Re: P.E.G. Piccola Era Glaciale

Messaggiodi Lino70 » domenica 14 luglio 2013, 10:46

complimenti a quelli del CML che hanno organizzato il 3°convegno sulla meteorologia... a_2 a_2 molto presto anche orobiemeteo farà la sua 1^ "serata meteo"...
...che dire: l'argomento calza perfettamente con i possibili mutamenti climatici verso la cosidetta PEG (piccola era glaciale) anche se x ora sono solo piccoli indici che lasciano presagire a questo possibile cambiamento, ma si sa, le grandi cose arrivano x scala un po' alla volta, continueremo a monitorare innanzi tutto il sole che è l'elemento principale che condizionerà questa possibile fase... a_45
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Re: P.E.G. Piccola Era Glaciale

Messaggiodi Lino70 » mercoledì 6 agosto 2014, 11:12

sembrerebbe un paradosso... ma invece secondo alcuni scienziati geofisici... a_19 a_19

Martedì, 5 agosto 2014 - 15:04:00 E' in arrivo una nuova era glaciale: durerà fino al 2095

La teoria del geofisico Victor Manuel Velasco Herrera dell’università del Messico è da brividi (in tutti i sensi): il riscaldamento globale avrebbe già dato vita a una nuova era glaciale che potrebbe durare 80 anni. La teoria choc. Il riscaldamento globale potrebbe essere la causa dell’avvio di una nuova era glaciale, uno stravolgimento del pianeta che, stando a diversi modelli previsionali, sarebbe già iniziato e potrebbe proseguire per 80 anni. La principale causa dell’inizio dell’era glaciale sarebbe da ricercarsi, almeno secondo gli ultimi studi, nel rallentamento della Corrente del Golfo piuttosto che sua una diminuzione dell’intensità dell’irraggiamento solare. A sostenerlo è il geofisico Victor Manuel Velasco Herrera dell’università del Messico, secondo il quale una serie di variazioni eterogenee provocheranno fluttuazioni delle temperature globali verso un clima molto freddo. Il global warming sta provocando un inesorabile e sempre più irreversibile processo di scioglimento dei ghiacci polari che a sua volta sta portando a un progressivo rallentamento della corrente del Golfo, fondamentale perchè nel suo movimento tra il golfo del Messico e la Gran Bretagna, attraversando l’oceano Atlantico, ha un importante effetto mitigatore sul clima dell’Europa. Se lo scioglimento dei ghiacciai dovesse aumentare ancora, l’eccessivo rallentamento della corrente del Golfo potrebbe portare a una netta riduzione delle temperature registrate in Europa, un vero e proprio avvio di era glaciale che potrebbe perpetrarsi per otto decenni. Sarebbe infatti il primo passo di un nuovo equilibrio in una srta di reazione a catena circolare. Il rallentamento della corrente del Golfo farebbe diminuire le temperature avviando una nuova era glaciale che porterebbe, poco alla volta, al riaccrescimento dei ghiacchiai ai poli. Un fenomeno che, peraltro, sarebbe già avvenuto in passato quando enormi masse di ghiaccio si sciolsero, 11.000 anni fa, nella penisola del Labrador, dando avvio a un’era glaciale durata ben mille anni. Chiaramente al momento quella di un’era glaciale ‘europea’ rimane solo un’ipotesi basata su modelli previsionali, che però indicano come avvio del periodo dei ghiacci proprio l’anno in corso.

Da centrometeoitaliano.it
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Re: P.E.G. Piccola Era Glaciale

Messaggiodi meteopedro » mercoledì 6 agosto 2014, 11:35

Poss70 ha scritto:sembrerebbe un paradosso... ma invece secondo alcuni scienziati geofisici... a_19 a_19
Martedì, 5 agosto 2014 - 15:04:00 E' in arrivo una nuova era glaciale: durerà fino al 2095
La teoria del geofisico Victor Manuel Velasco Herrera dell’università del Messico è da brividi (in tutti i sensi): il riscaldamento globale avrebbe già dato vita a una nuova era glaciale che potrebbe durare 80 anni. La teoria choc. Il riscaldamento globale potrebbe essere la causa dell’avvio di una nuova era glaciale, uno stravolgimento del pianeta che, stando a diversi modelli previsionali, sarebbe già iniziato e potrebbe proseguire per 80 anni. La principale causa dell’inizio dell’era glaciale sarebbe da ricercarsi, almeno secondo gli ultimi studi, nel rallentamento della Corrente del Golfo piuttosto che sua una diminuzione dell’intensità dell’irraggiamento solare. A sostenerlo è il geofisico Victor Manuel Velasco Herrera dell’università del Messico, secondo il quale una serie di variazioni eterogenee provocheranno fluttuazioni delle temperature globali verso un clima molto freddo. Il global warming sta provocando un inesorabile e sempre più irreversibile processo di scioglimento dei ghiacci polari che a sua volta sta portando a un progressivo rallentamento della corrente del Golfo, fondamentale perchè nel suo movimento tra il golfo del Messico e la Gran Bretagna, attraversando l’oceano Atlantico, ha un importante effetto mitigatore sul clima dell’Europa. Se lo scioglimento dei ghiacciai dovesse aumentare ancora, l’eccessivo rallentamento della corrente del Golfo potrebbe portare a una netta riduzione delle temperature registrate in Europa, un vero e proprio avvio di era glaciale che potrebbe perpetrarsi per otto decenni. Sarebbe infatti il primo passo di un nuovo equilibrio in una srta di reazione a catena circolare. Il rallentamento della corrente del Golfo farebbe diminuire le temperature avviando una nuova era glaciale che porterebbe, poco alla volta, al riaccrescimento dei ghiacchiai ai poli. Un fenomeno che, peraltro, sarebbe già avvenuto in passato quando enormi masse di ghiaccio si sciolsero, 11.000 anni fa, nella penisola del Labrador, dando avvio a un’era glaciale durata ben mille anni. Chiaramente al momento quella di un’era glaciale ‘europea’ rimane solo un’ipotesi basata su modelli previsionali, che però indicano come avvio del periodo dei ghiacci proprio l’anno in corso.
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come sempre ogni anno lo "SCIENSCIATO" a_39 a_39 di turno,lancia i suoi strali,per il numeroso popolo dei "METEOBOCCALONI",figuriamoci non riusciamo a fare le previsioni x 3 giorni,e questo si inventa una "SCEMENZA" del genere a_39 a_34 a_19 a_21 a_111 a_111 a_111
mi sorge un dubbio,ma questo tipo,con che cosa fa la colazione,di sicuro usa roba "PESANTE"
e gli effetti collaterali si vedono,e come a_39 a_39 a_39 a_39
a_111 a_111 a_111 a_111 a_111 a_111 a_111 a_111 a_111 a_111
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Re: P.E.G. Piccola Era Glaciale

Messaggiodi meteopedro » mercoledì 6 agosto 2014, 11:38

siori e siori ecco a voi fresca fresca la "METEOBUFALA" a_39 a_39 a_39 a_39 a_39

"Nuova era glaciale": come riconoscere una bufala climatica di Veronica Caciagli


Eccola, è arrivata: puntuale come le previsioni sulla fine del mondo, anche quest’inverno abbiamo la bufala della nuova era glaciale in arrivo. Questa volta, a decretarne l’inizio sarebbe un professore messicano, Victor Manuel Velasco Herrera. Riconoscere notizie infondate sul clima non è un esercizio banale, purtroppo, perchè richiederebbe una serie importante di nozioni, conoscenze e argomentazioni, che chiaramente solo uno scienziato di pari livello può possedere. Ecco come riconoscere una bufala sul clima, con l'aiuto del Manuale Antibufala dell'Italian Climate Network,
1. Sulla pericolosità delle bufale sul clima Come scrive Ugo Bardi nel suo blog: “
E' impressionante anche notare quanto sia facile creare una realtà completamente alternativa che non è mai esistita… Se lavoriamo nella comunicazione della scienza del clima, potremmo essere tentati dall'uso di questi metodi. Ma non ci dobbiamo nemmeno pensare. Virtualizzare la realtà creando delle leggende è una forma di magia nera; una cosa nella quale è meglio non essere coinvolti. Ma, almeno, dovremmo sapere che tipo di trucchi e stratagemmi abbiamo di fronte. Inoltre, dovremmo ricordare che la realtà fisica, alla fine, vince sempre.”
Ed è esattamente così: mentre nelle scienze sociali è giusto (e a volte, come in politica, doveroso) dare spazio alle opinioni più disparate, nella comunicazione scientifica, e in particolare nella comunicazione della scienza del clima, non è così. Diffondere notizie non fondate non è solo fuorviante per il lettore, è pericoloso: il lettore è portato a credere che ci sia la stessa probabilità o grado di conoscenza riguardo a scienza del clima e bufale climatiche. Questo, sommato al “Familiarity Backfire Effect”, ovvero il “Ritorno di Fiamma di Temi Familiari” (vedi il Manuale Antibufala), contribuisce a creare confusione, mentre è necessario avere le idee chiare per innescare il taglio delle emissioni di CO2 e altri gas serra di cui abbiamo bisogno.
2. Una questione di fonti
Sull'avvento della nuova era glaciale: è semplicemente falso, mentre è vero il contrario. La comunità scientifica è concorde sul trend di aumento della temperatura, su cui vi è certezza perchè sono dati misurati. Gli scenari futuri prevedono un aumento di temperatura media globale fino a +6° gradi centigradi entro il 2100 se non riusciremo a tagliare le emissioni di gas serra.
Inoltre, la scienza del clima, come anche le altre scienze, avanza tramite studi e pubblicazioni su riviste scientifiche. Per essere pubblicato su una di queste riviste, lo studio è rivisto da almeno 2 altri scienziati di pari livello: è questo il cosiddetto “peer-to-peer review”, la revisione tra pari, che garantisce la qualità dell’indagine scientifica. L’ultimo rapporto IPCC, l'Intergovernamental Panel on Climate Change, conferma l'aumento in corso: adesso siamo a circa +0,80°C. Questo documento è il più completo e aggiornato studio sulle basi della scienza e della fisica riguardo ai cambiamenti climatici, con 209 autori, 50 revisori scientifici di 39 Paesi, con la collaborazione di altri 600 contributor.
Herrera è su Wikipedia: è una stupenda enciclopedia online (e per inciso vi consiglio di mantenerla viva con una donazione) ma non è una rivista scientifica. Il fatto che Herrera sia su Wikipedia indica semplicemente che per uno scienziato conviene essere un negazionista: sono pochissimi nel panorama scientifico, e in quanto mosche bianche diventano subito famosi. Ciò non significa che siano automaticamente attendibili.
3. Da quando gira la notizia? Google it!
Bastano qualche click per scoprire che Herrera abbia teorizzato la sua previsione dal 2008, con inizio dopo 2 anni: saremmo quindi dunque da 4 anni nella nuova era glaciale? E perché allora non solo non ce ne siamo accorti, ma oltretutto nessuno scienziato, e nemmeno un negazionista, ha ripreso questa teoria?
4. La nuova era glaciale…
L'Artico si sta sciogliendo, la temperatura media globale è in aumento: queste non sono le condizioni per ipotizzare una nuova era glaciale! (per una trattazione scientifica più approfondita del tema, si veda Skeptical Science). Anche Climalteranti aveva trattato l’argomento, dopo l’ennesimo allarme di inizio di una nuova era glaciale… dopo una nevicata!
5. Sulla serietà dei cambiamenti climatici
I cambiamenti climatici sono la più grave minaccia alla società umana, ha già causato migliaia di morti e ingenti danni, anche in Italia come si è visto dal recente aumento di fenomeni atmosferici estremi, come in Sardegna. E’ ora di smettere di trattare questo argomento come un vezzo degli ambientalisti, o come un’opinione: adesso che abbiamo bisogno di una rivoluzione epocale e veloce del nostro sistema energetico per passare alle fonti pulite, le bufale climatiche sono una “forma di magia nera”, che non possiamo permetterci più.
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