Ma dai !!! Questo è l'intervento di Bremboski ripreso dalla discussione dello scorso anno sulla seggiovia di San Simone. Comunque sicuramente non ti sarà sfuggito che quel tipo di cannoni a gas sono presenti sul tratto di strada dopo Valleve prima del ponte per la sicurezza stradale.
Si', ero a conoscenza dei cannoni sulla strada dopo Valleve, ma infatti io facevo riferimento alla totale assenza degli stessi sulle piste da sci (non sulle strade), per lo meno laddove mancano i paravalanghe.
"Grazie per la chiamata in causa. Ovviamente è stato fatto tutto e anche di più: non si apre una pista di nessun genere, nemmeno di fondo, SENZA l'autorizzazioen PREVENTIVA del SERVIZIO VALANGHE competente per zona (Bormio, nel nostro caso). I documenti sono in regola senza ombra di dubbio: e infatti, in caso di forti nevicate (ma mi pare che il pericolo, per ora, sia lontano...) ci sono prescrizioni ben precise. Il servizio Valanghe ha prescritto anche una variante immediata a destra del tracciato della seggiovia (salendo) che consente la piena sicurezza degli sciatori in caso di sovraccarico di neve.
Non mi convince per niente il fatto che il passaggio a destra della seggiovia consenta la piena sicurezza. Quando parlavo della possibilita' di un cannone a gas tra l'arrivo della seggiovia e la cima Siltri, era proprio per scaricare artificialmente i sovraccarichi notevoli che solitamente (tranne l'anno scorso per mancanza di nevicate significative.....) vanno a formarsi proprio sotto la cima del Siltri proprio sopra la pista che si diparte a destra del tracciato della seggiovia (salendo). Li' vedrei obbligatoria la presenza per lo meno di paravalanghe se non e' possibile quella dei cannoni a gas. Lo dice uno che ha fatto parecchie volte in scialpinistica la cima del Siltri (dal lato opposto, quello di Mezzoldo, restando anche in discesa sul lato opposto!) e che, negli anni di forti nevicate, ha visto dalla cima parecchie volte valanghe depositate proprio in quel tratto che allora era solo un fuoripista alternativo alla discesa del vecchio skilift del Forcella Rossa. Guarda caso l'arrivo del vecchio skilift era sovrastato da un'area disseminata di tanti piccoli paletti che facevano da paravalanghe e quel pendio, a mio podesto parere, era quasi meno pericoloso di quello di cui parlo io..... sempre da non tecnico del servizio Valanghe....ma la prudenza non e' mai troppa....
Gli altri tracciati, in questo caso, sarebbero chiusi temporaneamente. Come succede ovunque sulle Alpi. E' chiaro che carte e documenti sono a disposizione degli organi competenti: Ustif, Regione Lombardia, Forze di Polizia, Provincia (competente per i controlli sulla sicurezza), Corpo Forestale dello Stato, Parco delle Orobie, Anef (assiciazione degli impiantisti: organo di autogoverno e autodisciplina). Inoltre: i sistemi di autocontrollo interni (Capo Servizio, Soccorso Alpino, Akja) sono costantemente collegati tra loro in caso di possibile pericolo. Uno dei tanti può anche sbagliare: ma tutti assieme diventa quasi impossibile. E infine: se sbagliassero gli altri, non sbaglieremmo certo noi, perchè in caso di eventuale pericolo per forte nevicata si chiude PROVVISORIAMENTE e TEMPORANEMENTE quell'impianto fino a che tutto torna ad essere messo in sicurezza. Alternative non ce ne sono."
..mmm...quel "quasi" del "quasi impossibile" mi ha fatto correre un brivido nella schiena, a prescindere dalla sicura buona volonta' di chi si ripromette di chiudere temporaneamente... si tratterebbe comunque di un'iniziativa cautelativa presa dai singoli e non resa obbligatoria dagli organi competenti citati....mmmmmmm..... sempre meno convincente.... cosi' a naso..... poi se mi sbaglio meglio cosi' per tutti.....mmmmmm......