Valanghe: parliamone un po'

Meteorologia delle Alpi e Prealpi Orobie a cura di Orobie Meteo

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Valanghe: parliamone un po'

Messaggiodi orobie » lunedì 14 gennaio 2008, 18:11

Le valanghe stanno facendo scalpore, per fortuna non sulle Orobie. Visto che però in quota c'è molta neve, e altra ne arriverà, propongo di seguito una breve "scheda tecnica" sulle valanghe. Poche nozioni ma utili.

Ovviamente, le valanghe riguardano non solo gli scialpinisti, ma anche - e direi soprattutto - chi scia in fuoripista usando gli impianti per salire, perchè non ha modo di valutare la neve in salita e, spesso, si lascia "prendere" dall'entusiasmo, sottovalutando i pericoli.
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Valanghe_Istruzioni per l’uso
Un famoso detto alpino recita: “La valanga cade dove è già caduta, dove non è mai caduta e dove non cadrà mai più”. Come dire che le valanghe sono difficilmente prevedibili, sorprendendo non di rado anche gli esperti. Cerchiamo quindi di conoscerle un po’ meglio, tenendo conto che le valanghe che più interessano gli scialpinisti sono quelle a lastroni, cioè costituite da grandi lastre (o strati) di neve compatta.

Fattori di formazione
I principali fattori che concorrono alla formazione delle valanghe sono, in pratica, gli stessi che occorre considerare in sede di prevenzione. La causa prima delle valanghe è costituita dalle precipitazioni nevose, la cui entità comporta un graduale aumento del pericolo. Bastano già 50 centimetri di neve fresca per avere un generale pericolo. A volte, però, più che la neve conta il vento, definito "il fabbricante di valanghe": in presenza di vento, sono già sufficienti 10 - 20 centimetri di neve fresca per creare una situazione di concreto pericolo in conche, avvallamenti e canaloni. Un altro fattore rilevante è la temperatura: se rimane costantemente bassa (come nei versanti nord) il pericolo di valanga si prolunga anche per mesi. Se la temperatura cresce gradualmente, la neve può assestarsi e consolidarsi. Viceversa, se la temperatura si alza rapidamente, si ha un altrettanto rapido aumento del pericolo. Importante anche la pendenza dei pendii: più è alta, più cresce il pericolo.

Prevenzione
Una corretta prevenzione dovrebbe partire fin dall'inizio della stagione invernale, con la regolare consultazione del bollettino nivometeorologico al sito http://www.arpalombardia.it/meteo/. Una volta iniziata l'escursione, è importante guardarsi costantemente attorno, in modo da avere sempre nuovi elementi di analisi: spessore della neve, cornici, erosione dei costoni, valanghe già cadute, vento, orario della giornata etc. L'esatto itinerario cercherà di sfruttare al meglio le caratteristiche del terreno: saranno preferiti dossi o costoni, boschetti, zone accidentate o terrazzate etc. Tutti gli scialpinisti devono essere dotati del cosiddetto ARVA, ovvero Apparecchio di Ricerca in Valanga, senza che questo li spinga, però, a rischiare di più.

Scende la valanga!
Cosa si può fare se si è coinvolti nella caduta di una valanga? Se possibile, tentare una fuga laterale in diagonale, cercando di portarsi presso i margini della valanga, sfruttando protezioni naturali quali alberi, roccioni. Se la fuga non riesce, liberarsi dei bastoncini e degli sci, per evitare di rimanere imprigionati. Tentare quindi di "nuotare" nella massa nevosa, eseguendo movimenti simili al nuoto, tenendo chiusa la bocca. Quando la neve si è quasi assestata e fermata, cercare di tenere le braccia protese davanti al viso e in posizione fetale, in modo da crearsi una importantissima "camera d'aria". Evitare di sprecare l'aria con continue grida, ma chiamare solo di tanto in tanto. Si può anche tentare di aprirsi una via di uscita, scavando con le mani, non senza aver verificato in quale direzione sia "l'alto" (ad esempio facendo scendere della saliva dalla bocca).

I sopravvissuti
Cosa devono fare i compagni di un travolto da valanga? Disponendo di un telefono cellulare, si deve ovviamente allertare il soccorso alpino. Si deve quindi iniziare a perlustrare attentamente la superficie nevosa a valle del punto di scomparsa, alla ricerca di oggetti o parti sporgenti: spesso le vittime si trovano a non più di 1 - 2 metri di profondità. Contemporaneamente, iniziare la ricerca con l'ARVA.

Se il superstite fosse uno solo, e anche se non è stato possibile allertare il soccorso alpino con il cellulare, egli dovrebbe proseguire nella ricerca per almeno due ore, scendendo a valle solo quando non ci saranno più ragionevoli speranze di un ritrovamento. E' già accaduto, infatti, che un travolto sia morto nonostante un suo sci sporgesse dalla neve: i suoi compagni si erano subito precipitati a valle, senza nemmeno guardarsi attorno. Se il travolto viene recuperato entro 15 minuti, le probabilità di sopravvivenza superano il 90 per cento. Oltre tale termine, le possibilità di sopravvivenza scendono in modo drammatico a poco più del 10 per cento.

Il testo è una sintesi, forzatamente semplificata, di una scheda tecnica redatto in collaborazione con il Dott. Giovanni Peretti, direttore del Centro Nivologico Regionale della ARPA Lombardia, con sede a Bormio.
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Re: Valanghe: parliamone un po'

Messaggiodi Skiador » lunedì 14 gennaio 2008, 20:28

...tenendo sempre conto che il telefono cellulare non e' assolutamente un mezzo su cui appoggiarsi nel caso di emergenza: molte zone in montagna, soprattutto sulle Orobie, sono ancora scoperte. La cosa migliore sarebbe sempre avere con se' anche una radio ricetrasmittente.
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Re: Valanghe: parliamone un po'

Messaggiodi orobie » lunedì 14 gennaio 2008, 20:34

Skiador ha scritto:...tenendo sempre conto che il telefono cellulare non e' assolutamente un mezzo su cui appoggiarsi nel caso di emergenza: molte zone in montagna, soprattutto sulle Orobie, sono ancora scoperte. La cosa migliore sarebbe sempre avere con se' anche una radio ricetrasmittente.

Esatto...
bisognerebbe comportarsi come se il cellulare non esistesse. A volte, invece, il cellulare può portare a rischiare di più, in estate come in inverno: "Tanto, se capita qualcosa, chiamo il Soccorso Alpino col cellulare".

Questioni etiche e morali a parte, il cellulare potrebbe non funzionare proprio quando ce ne sarebbe più bisogno: valle non coperta dal segnale, batterie scaricate dal freddo, telefono rotto nella caduta etc.
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Re: Valanghe: parliamone un po'

Messaggiodi cllocate » lunedì 14 gennaio 2008, 21:55

Direi per chi volesse avvicinarsi allo scialpinismo o al freeride in genere di farlo attraverso persone qualificate, vedi corsi e maestri o guide tanto per avere un pò di quelle nozioni che un giorno potrebbero salvarvi la vita.

Portare sempre con sè dopo avere imparato ad usarli ARVA, pala e sonda.

Su pendii a rischio transitare molto distanziati in modo di evitare di venire tutti travolti dalla stessa slavina.
Pianificare al meglio o affidarsi a persone che conoscono i versanti e le esposizioni nella scelta degli itinerari.
Come già detto i tempi di intervento per poter sperare di ritrovare ancora in vita persone sepolte dalla neve devono essere molto rapidi e spesso possono essere gli stessi compagni di gita a salvare i sepolti dalla neve.

Diciamo che questo è un settore in cui il fai da tè non è consigliato.
E comunque come diceva qualcuno puoi essere anche un grande conoscitore di neve e cristalli ma questo la slavina non lo sa.

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Re: Valanghe: parliamone un po'

Messaggiodi Skiador » lunedì 14 gennaio 2008, 23:01

Un'altra cosa buona prima di qualsiasi gita scialpinistica sarebbe consultare il bollettino nivo-meteorologico, ad esempio sul sito dell'Arpa gia' citato sopra:

http://www.arpalombardia.it/meteo/bollettini/bolniv.htm

che, per chi non puo' consultarlo via internet perche' magari e' in vacanza senza avere dietro il computer, puo' sempre essere letto alla pagina 520 del televideo di RaiTre, mi raccomando solo di Raitre!

Io dopo tanti anni di scialpinismo mi sono dato una regola: non mi azzardo a fare nulla di particolare (se non gitarelle su pista o ex-piste o boschi modello torcola vaga-soliva) quando il bollettino segna piu' di 2 come indice di pericolosita', anche con il quale si devono comunque e sempre adottare tutte le precauzioni sopra citate. Su pendenze particolarmente elevate mi e' capitato di assistere a piccole slavine persino quando l'indice segnava 1, a dimostrazione del fatto che possono sempre intervenire fattori fortemente legati a condizioni locali che vanno al di la' delle condizioni piu' generali indicate dai bollettini che "ragionano" per macro-aree.
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Re: Valanghe: parliamone un po'

Messaggiodi Skiador » lunedì 14 gennaio 2008, 23:21

Di seguito anche il consiglio di un vero esperto, il re dello sci estremo:

http://www.corriere.it/cronache/08_genn ... c667.shtml
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Re: Valanghe: parliamone un po'

Messaggiodi Skiador » lunedì 14 gennaio 2008, 23:48

SONDAGGIO GRADIMENTO BOLLETTINO NIVOMETEOROLOGICO

Chi abbia gia' fatto uso del bolletino nel passato e volesse contribuire a migliorarne il servizio, puo' compilare il seguente sondaggio lanciato da AINEVA (Associazione Interregionale Neve e Valanghe):

http://www.aineva.it/bolletti/bollettino5_ok.html

...anonimo e velocissimo da compilare.
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Re: Valanghe: parliamone un po'

Messaggiodi Skiador » martedì 15 gennaio 2008, 0:16

Ecco un video di uno sciatore francese a Verbier (regno del fuoripista in Svizzera) che provoca una valanga in presenza di pericolo 3 (attuale indice sulle Orobie, in ulteriore innalzamento a seguito delle imminenti precipitazioni):

http://youtube.com/watch?v=6qVwIuznFW0

Giusto per farsi un'idea....
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Re: Valanghe: parliamone un po'

Messaggiodi orobie » martedì 15 gennaio 2008, 0:30

Dal sito di Lizzola, un filmato del distacco programmato di una valanga con i cannoni a gas che usano a Lizzola: impressionante: http://www.lizzolasci.it/filmati/Valang ... ornia2.wmv
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