Disperso sul Pizzo del Diavolo

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Disperso sul Pizzo del Diavolo

Messaggiodi cllocate » mercoledì 4 luglio 2007, 9:11

da L'Eco di Bergamo

Disperso da tre giorni, l'auto a Carona
Escursionista di 47 anni era partito domenica per il pizzo del Diavolo. In campo il Soccorso alpino

PEDRENGO Era partito domenica mattina per un'escursione sul pizzo del Diavolo, ma non è più tornato a casa. Così per cercare Giuseppe Bonomi, 47 anni, di Pedrengo, ieri pomeriggio sono entrate in azione le squadre del Soccorso alpino: i soccorritori, dopo aver trovato parcheggiata a Carona l'auto del quarantasettenne, si sono avviati verso il pizzo del Diavolo alla ricerca di qualche traccia utile. Le operazioni si sono protratte fino alle 23 di ieri sera, ma non hanno avuto esito: riprenderanno questa mattina alle 7.

L'allarme è scattato ieri pomeriggio verso le 17, dopo che dall'azienda di prodotti di bellezza di Pandino (Cremona), dove l'uomo lavora come responsabile di un reparto, hanno contattato i familiari per chiedere informazioni: Giuseppe Bonomi, infatti, per due giorni non si era presentato al lavoro e non aveva preannunciato la sua assenza. «Siamo stati contattati dall'azienda per cui mio fratello lavora – ha spiegato ieri il fratello maggiore di Giuseppe Bonomi, Valeriano, che è il vicecomandante della polizia locale di Pedrengo – e ci hanno comunicato che sia lunedì che martedì Giuseppe non si era presentato e che non si era fatto sentire per giustificare l'assenza».

I familiari a quel punto si sono attivati per cercare di chiarire dove fosse Giuseppe, che abita da solo in via San Francesco 8 a Pedrengo. La fidanzata, sapendo che il compagno domenica mattina era andato in escursione sul pizzo del Diavolo, non ha esitato a contattare il Soccorso alpino: subito la centrale operativa della VI Delegazione orobica ha fatto partire le squadre della Valle Brembana. I soccorritori, che si sono avvalsi anche della collaborazione dei carabinieri di Branzi e Piazza Brembana, si sono recati a Carona, dove l'uomo era partito per l'escursione: lì è stata trovata la sua autovettura, una Mercedes station wagon, che era parcheggiata, con le portiere chiuse, sul ciglio di una strada.

Le squadre di ricerca hanno poi proseguito sui sentieri che portano verso il pizzo del Diavolo, ma il buio e la pioggia hanno reso molto difficili le operazioni, che si sono concluse definitivamente verso le 23. Oggi alle 7 tutte le squadre del Soccorso che fanno capo alla VI Delegazione orobica riprenderanno le ricerche. Un contributo utile a rintracciare l'escursionista potrebbe arrivare anche da eventuali testimoni che domenica o nei giorni successivi potrebbero averlo incontrato lungo uno dei sentieri della zona.
Giuseppe Bonomi da alcuni anni vive da solo in un appartamento al secondo piano di un condominio in via San Francesco: appassionato di montagna, era partito domenica mattina presto per raggiungere Carona in macchina e da lì partire a piedi per raggiungere pizzo del Diavolo. «Camminare in montagna - spiega sempre il fratello - è la sua passione e Giuseppe non è di certo uno sprovveduto.

Sabato sera era stato a casa di nostra madre e le aveva fatto sapere il programma per domenica. Non eravamo preoccupati fino a oggi pomeriggio (ieri per chi legge, ndr), quando è arrivata la telefonata dell'azienda». «Le ricerche del Soccorso alpino - aggiunge Valeriano Bonomi - sono scattate subito e in poco tempo è stata ritrovata la sua macchina: era integra, chiusa a chiave ed era stata parcheggiata pronta per il ritorno a casa. Probabilmente il telefono cellulare lo ha dimenticato nell'abitacolo, perché in casa non lo abbiamo trovato».

L'assenza del quarantasettenne dall'abitazione di Pedrengo non ha destato sospetti nemmeno nei vicini di casa, i quali vedendo le tapparelle abbassate avevano pensato che il quarantasettenne si fosse assentato per motivi di lavoro, come era avvenuto altre volte in passato.
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Messaggiodi cllocate » mercoledì 4 luglio 2007, 22:10

Triste epilogo della vicenda, da L'Eco di Bergamo :

Trovato morto l'alpinista di Pedrengo
scomparso sul Pizzo del Diavolo


Si sono spente attorno a mezzogiorno le speranze di trovare in vita Giuseppe Bonomi, il quarantasettenne di Pedrengo, partito domenica mattina per un'escursione sul pizzo del Diavolo, sopra Carona, e mai tornato a casa. Il corpo senza vita dell'alpinista è stato infatti localizzato alle 12 da una squadra del soccorso alpino sul Monte Diavolino, nella zona della Valle del Salto a circa 2500 metri di quota. Poco dopo, la salma è stata recuperata dall'elisoccorso che ha provveduto a trasportarla alla camera mortuaria del cimitero di Carona, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Secondo una prima ipotesi, è probabile che Bonomi domenica stesse percorrendo la via del ritorno a causa del maltempo, ma sia scivolato precipitando nel vuoto per circa 200 metri.
Sul corpo sono infatti presenti vistosi segni e fratture. Sarà in ogni caso l'autopsia ha stabilire le esatte cause del decesso. Per cercare Giuseppe Bonomi, martedì erano entrate in azione le squadre del Soccorso alpino: i soccorritori, avevano trovato parcheggiata a Carona l'auto del quarantasettenne. Ieri le ricerche il pizzo del Diavolo si erano protratte fino alle 23, ma senza esito. L'allarme sulla scomparsa era scattato dopo che dall'azienda di prodotti di bellezza di Pandino (Cremona), dove l'uomo lavora come responsabile di un reparto, avevano contattato i familiari per chiedere informazioni. Giuseppe Bonomi, infatti, per due giorni non si era presentato al lavoro e non aveva preannunciato la sua assenza. La fidanzata, sapendo che il compagno domenica mattina era andato in escursione sul pizzo del Diavolo, non aveva esitato a contattare il Soccorso alpino.
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Messaggiodi cllocate » giovedì 5 luglio 2007, 9:22

da l'Eco di Bergamo

Disperso da tre giorni: il corpo in un dirupo
Sul monte Diavolino la salma dell'escursionista di Pedrengo, morto sul colpo dopo un volo di 150 metri

CARONA È stato trovato ieri mattina il corpo senza vita di Giuseppe Bonomi, l'escursionista di 46 anni di Pedrengo che domenica scorsa si era incamminato da Carona verso il pizzo del Diavolo e che la sera non aveva più fatto rientro a casa. Le ultime speranze di incontrarlo sano e salvo su qualche sentiero della zona si sono arenate sul versante Nord-orientale del monte Diavolino, nella zona della Valle del Salto, ad un'altitudine di circa 2.500 metri: lì, verso le 11,45, lo hanno avvistato con un binocolo gli operatori del Soccorso alpino, impegnati da martedì pomeriggio nelle faticose ricerche. Il corpo, che si trovava in fondo ad una parete rocciosa, è stato recuperato con un verricello dal personale dell'elisoccorso del 118 ed è stato trasportato con il velivolo al cimitero di Carona.

Le ricerche del quarantaseienne erano partite nel tardo pomeriggio di martedì: a far scattare l'allarme era stata una telefonata dei datori di lavoro di Giuseppe Bonomi (commercialista, era responsabile di un reparto in una multinazionale di materiale idraulico a Pandino, in provincia di Cremona) che avevano contattato i familiari per chiedere informazioni. L'uomo, infatti, per due giorni non si era presentato al lavoro e non aveva preannunciato la sua assenza. Nessuno, prima della telefonata della ditta, si era insospettito: il commercialista, infatti, abitava da solo in un condominio di via San Francesco 8, a Pedrengo, e a volte si allontanava da casa per motivi di lavoro. Come capita spesso a chi vive da solo ed è molto impegnato per lavoro, dunque, non aveva contatti quotidiani con i familiari.

A segnalare al Soccorso alpino la possibilità che il commercialista potesse essersi perso sul pizzo del Diavolo è stata la fidanzata, che era al corrente dell'escursione programmata per domenica da Bonomi. Delle ricerche si sono occupati gli operatori della VI Delegazione orobica del Soccorso alpino che martedì sera, dopo aver trovato la Mercedes station wagon del quarantaseienne parcheggiata a Carona, si sono incamminati verso il pizzo del Diavolo per cercare tracce dell'escursionista.

Le operazioni sono state interrotte verso le 23 di martedì a causa della scarsa visibilità e della pioggia e sono riprese ieri mattina alle 7: una trentina di volontari provenienti da tutte le stazioni appartenenti alla VI Delegazione orobica del Soccorso alpino hanno passato al setaccio la zona del pizzo del Diavolo, che nel corso della mattinata è stata sorvolata più volte anche dall'elisoccorso del 118. Per coordinare i vari interventi e assicurare una perlustrazione capillare della montagna, martedì sera, è stata allestita una base operativa al rifugio Calvi, dove tre operatori si sono tenuti in stretto contatto radio con le varie squadre di soccorso. Alle operazioni hanno preso parte anche alcuni familiari del commercialista, che hanno voluto contribuire in prima persona alle ricerche nella speranza di ritrovare il quarantaseienne sano e salvo.

La svolta è arrivata poco dopo le 11,30 quando i soccorritori, osservando la montagna con un binocolo, hanno notato il corpo dell'uomo riverso su un pendio roccioso: il cadavere era sul versante Nord-orientale del monte Diavolino, nella Valle del Salto, in una zona piuttosto impervia. Dopo aver individuato il corpo, i soccorritori hanno chiesto l'intervento dell'elisoccorso del 118: il personale dell'elicottero ha recuperato la salma con un verricello e l'ha trasportata al cimitero di Carona, a disposizione dei carabinieri di Branzi, anche loro impegnati nelle ricerche, e della Procura di Bergamo. Dai primi accertamenti medici effettuati sul corpo dell'escursionista, il decesso risalirebbe a domenica: l'uomo sarebbe precipitato per circa 150 metri lungo una parete rocciosa, morendo sul colpo.

Una delle ipotesi al vaglio degli esperti che hanno condotto le ricerche è che l'uomo, trovandosi in difficoltà a causa della nebbia, abbia cercato di ritornare a valle: proprio la scarsa visibilità che lo aveva portato a tornare sui suoi passi, però, gli avrebbe anche impedito di imboccare il sentiero giusto per tornare a valle. L'uomo avrebbe così raggiunto una cresta, al termine della quale c'era il pericoloso dirupo da cui l'escursionista è precipitato.

Giuseppe Bonomi lascia la madre, i due fratelli (lui era il più giovane) e la compagna. Proprio alla madre sabato sera aveva fatto visita e l'aveva messa al corrente dell'escursione in programma per il giorno successivo. Domenica mattina, poi, al volante della sua Mercedes station wagon, il commercialista aveva raggiunto Carona: dopo aver lasciato l'auto sul ciglio di una strada, si è incamminato alla volta del pizzo del Diavolo. Da quel momento nessuno ha più avuto sue notizie.

Appassionato di montagna, Giuseppe Bonomi quando aveva un po' di tempo libero andava spesso in escursione: secondo chi lo ha conosciuto da vicino, sapeva quali sono i pericoli della montagna e si muoveva sempre con molta prudenza sui sentieri che percorreva. Oltre alle escursioni, una delle attività che lo vedevano impegnato di più al di fuori del lavoro era il volontariato: partecipava infatti alle attività dell'Unione italiana per la lotta alla distrofia muscolare, nella sede cittadina del Monterosso.

Emanuele Biava
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