servente ha scritto:la questione sono i negozi senza pos e nella situazione attuale non credo che il pos sia quell'investimento che possa far correre l'economia brembana. che "colpe" possiamo dare al piccolo negoziante che magari guadagna NETTI 10/15.000 euro all'anno e non mette il pos per non spendere 2 o 3000 euro all'anno del suo già esiguo guadagno?
per quanto riguarda gli scontrini non c'è bisogno di andare fin nei rifugi, si può stare anche in centro a milano o magari sulla riviera romagnola
Il senso dell'intervento precedente è però chiaro e diverso rispetto a quanto qui sopra scritto. Cioè: dal momento che esistono questi sistemi vessatori" verso chi fornisce servizi a pagamento, è necessario che le associazioni di categoria, i consorzi vari e l'organizzazione tecnica del territorio (compresi enti publici e società di servizio alle imprese) si adoperino per calmierare questo sistema.
Così come sono nati i "negozi di vicinato" per salvaguardare il minimo vitale delle piccole comunità, spesso in paesi di gronda, anche con l'aiuto di enti locali, è bene pensare a sistemi "sussidiari", strutturati per tutta una categoria omogenea (esempio: commercianti delle zone di montagna, esercenti stagionali rifugisti, eccetera) ai quali fornire agevolazioni concrete, con riduzione di quote di spesa SU TUTTO iniziando dalle transazioni tramite Pos, per passare alla nettezza urbana, all'energia elettrica, al gas, ai trasporti e via dicendo.
Se un commerciante, un esercente, un artigiano riesce a fare economia in modo decoroso, rimane a fare il suo lavoro. A noi par che sia questa la strada per far vivere le piccole comunità, le economie di nicchia.