di cllocate il Mar 02 Gen, 2007 9:28 am
da L'Eco di Bergamo di oggi:
Uranio a Novazza, gli anni della protesta in un libro
VALGOGLIO Un nervo scoperto anche dopo trent'anni. Così scoperto che ha fatto sobbalzare gli antichi protagonisti non appena è stato sfiorato. Stiamo parlando della miniera di uranio a Novazza di Valgoglio: alla fine degli anni Settanta, la decisione dell'Agip di estrarre il minerale in galleria diede il «la» a una mobilitazione ampia e agguerrita che portò ad abbandonare ogni volontà di andare a scavare. Qualche mese fa la sola richiesta di effettuare ricerche in quest'area avanzata da una società australiana (la Metex) alla Regione Lombardia ha riacceso tensioni e timori evidentemente mai sopiti.
Anche in questo caso, e stavolta in maniera molto più rapida rispetto a trent'anni orsono, sull'uranio di Novazza è stata posta una pietra, probabilmente definitiva. Ma non si sa mai...Così i protagonisti delle battaglie di allora hanno pensato bene di andare a «ripescare» la documentazione messa a punto con precisione e passione per illustrare non solo i danni ma anche la non convenienza dell'estrazione di questo elemento e del nucleare in Italia.
Carla Leonardi, in prima fila nel vecchio Coordinamento democratico dell'alta Valle Seriana, ha dunque assemblato il materiale di un archivio «qua e là malridotto ma pressoché integro, che si è rivelato, per certi versi sorprendentemente, come uno scrigno del tesoro, con il tipico profumo che le cose possono acquistare a distanza». E ha curato una pubblicazione dal titolo che non lascia spazio a dubbi: «Uranio di Novazza. Lasciamolo nel sottosuolo». Nel libretto di un centinaio di pagine (Editrice Velar, costo 8 euro) le foto delle manifestazioni di allora, che mobilitarono per un quinquennio, dal 1978 al 1983, l'intera vallata del Serio, dei manifesti e volantini distribuiti, ma anche i documenti, gli articoli, gli studi di specialisti del settore.
Ma l'agile libro non è un semplice tuffo nella memoria. L'obiettivo dichiarato è «fornire un punto fermo sulla questione dell'uranio italiano, per escludere future dannose retromarce».