Miniere di uranio

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Messaggiodi trevbg » mercoledì 27 settembre 2006, 13:58

E' mia opinione personale che le stragi (silenziose) dei combustibili fossili in cento anni siano state usperiori a quelle che potrebbero essere quelle del nucleare... è solo un'opinione, non ho dati


D'accordissimo, se pensi a quanti morti ha fatto il nucleare civile nel mondo e lo confronti con quanti ne ha fatti (e ne fa) lo smog dovuto alla combustione di carbone e petrolio, non c'e' paragone!

Però è anche vero quello che diceva clocate: le riserve di uranio, con le tecnologie attuali, dureranno 40-50 anni, circa lo stesso tempo di petrolio e gas naturale. Per il carbone siamo sui 200 anni.

Leggila in un altro modo: se domani TUTTI passassimo al solo nucleare, tempo 5 anni non sapremmo più cosa utilizzare come combustibile.

Servono tecnologie nuove, ma al momento tutte al di là da venirE!

Unica soluzione? Consumare meno, produrre meglio con quello che si ha, sia esso fossile, rinnovabile o nucleare. Nessun paese nel futuro potrà prescindere dal miglior mix possibile di fonti, non ci sono cazzi! Ognuna ha i suoi pregi e i suoi difetti; messe insieme sono il meno peggio...
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Messaggiodi Mzzdelta » mercoledì 27 settembre 2006, 23:32

Al momento una soluzione al petrolio c'è, l'idrogeno, ma sembra quasi che non sia considerata visti i miliardi di euro che i governi di tutto il mondo si intascano dietro al suo businnes. Questo potrebbe già essere un primo passo per quanto riguarda la ricerca di fonti alternative.
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Messaggiodi IW2LBR » giovedì 28 settembre 2006, 0:33

tratto da: http://unimondo.oneworld.net:80/article ... 691/1/4317

Legambiente: allarme uranio in Lombardia

Allarme uranio in Lombardia: la società mineraria australiana Metex Resources ha annunciato di aver fatto domanda per la concessione di estrazione di uranio in una zona di 300 ettari a Novazza (a Valgoglio, provincia di Bergamo), in Val Seriana a 85 chilometri a nord est di Milano. La denuncia arriva da Legambiente, messa a conoscenza del progetto da un comunicato della stessa società mineraria, diffuso alla stampa australiana all’inizio della settimana. “E’ scandaloso che i cittadini non siano ancora stati informati di questo progetto – commenta Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente - che la Regione conosce, poiché le è già stata girata la domanda dal ministero per il parere di legge. Sarebbe stato doveroso che la comunicazione arrivasse a tutti noi anche per vie diverse dalla stampa australiana”. La Regione Lombardia attraverso un portavoce ha riferito che la giunta sta valutando il progetto per esprimere il proprio parere. Legambiente è contraria a questa concessione indirà un’assemblea in Val Seriana entro la prossima settimana.

La Metex dice di aver presentato una domanda per assicurarsi il 100% della sfruttamento della miniera di uranio di Novazza. Il Novazza Uranium Project, questo il nome, riguarda 870.000 tonnellate di materiale da estrarre per ricavare 1.300 tonnellate di ossido di uranio, per un valore totale in situ di circa 120 milioni di euro. L’inizio del lavoro sul campo sarebbe previsto per la primavera del 2007, dopo una fase di informatizzazione dei dati esistenti. I progetti per esplorare la zona sono bastati per far crescere questa settimana il titolo Metex dell'11%.

“Della miniera di uranio a Novazza, dopo la scoperta nel dopoguerra – spiega Andrea Poggio, presidente di Legambiente Lombardia - si è parlato molto negli anni Settanta, all'epoca dei piani nucleari, poi abbandonati, del governo italiano. Se se ne torna a parlare ora, nonostante la relativa povertà del giacimento, è solo per motivi speculativi: tra il 2000 e il 2005 il prezzo internazionale dell'uranio è quasi triplicato”. La richiesta globale di uranio è infatti cresciuta con 28 nuovi reattori in costruzione oltre ai 442 esistenti i prezzi dell'uranio sono quasi raddoppiati negli ultimi 12 mesi> a 52 dollari la libbra.

L’uranio non si commercializza infatti nei “mercati aperti”, come si fa per le altre materie prime, ma venditori e compratori contrattano privatamente e l’aumento di prezzo è determinato in buona parte dall'ingresso di speculatori nel mercato e dalle aspettative di crescita del consumo nei mercati asiatici.. Secondo Legambiente il progetto presenta due pericoli principali: il rischio di una contaminazione radioattiva della valle attraverso la pioggia e le sorgenti montane, il pericolo di diffusione del gas radioattivo radon che si sprigiona durante i lavori di estrazione mineraria.

"Non intendiamo provare ad andare lì lasciando un grosso impatto nella regione, faremo tutto con discrezione" - ha affermato Ian Walker, capo della Metex Resources. "Questo progetto è importante: è una fonte esistente di uranio localizzata relativamente vicino a una delle regioni europee più industrializzate" - ha aggiunto. “L’estrazione dell’uranio comporta forti pericoli sanitari per i lavoratori e forti pericoli ambientali – replica Della Seta. I principali danni sanitari sono causati dal radon, un gas radioattivo, prodotto dal decadimento dell'uranio, ma la presenza di elementi radioattivi nel minerale sono in grado di contaminare l'ambiente anche a chilometri di distanza. Inoltre – conclude il presidente di Legambiente – non vorremmo che questo insensato progetto fosse visto da qualcuno come una premessa per tornare al nucleare”.
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Messaggiodi trevbg » giovedì 28 settembre 2006, 8:34

Solito errore: l'idrogeno NON è una fonte di energia, è un vettore di energia, ne più ne meno che l'energia elettrica.

Per produrre idrogeno serve energia, che venga dal petrolio, dal nucleare o dalle rinnovabili non ha importanza, ma comunque è necessaria. Di idrogeno non ci sono giacimenti e quindi non è prelevabile da nessuna parte...

Il problema quindi resta. Casomai con l'idrogeno, prodotto in modo efficiente, si potrebbe risolvere il problema dei mezzi di trasporto che alimentati con questo gas non inquinerebbero 'direttamente'. Rimane il fatto che per fare l'idrogeno necessario a muoverli si devono impiantare delle centrali per la produzione che, se alimentate a fonti fossili, un poco dovranno pur inquinare.
Ovvio che una ciminiera di una grossa centrale inquina molto meno che 10.000 Auto, magari smarmittate!
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Messaggiodi willy » giovedì 28 settembre 2006, 9:08

Ultimamente si parla molto di biomasse, bioenergie, biocarburanti ecc.

Qualcuno di voi ne sa qualcosa in merito?
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Messaggiodi luvaltol » giovedì 28 settembre 2006, 9:51

trevbg ha scritto:Solito errore: l'idrogeno NON è una fonte di energia, è un vettore di energia, ne più ne meno che l'energia elettrica. Per produrre idrogeno serve energia, che venga dal petrolio, dal nucleare o dalle rinnovabili non ha importanza, ma comunque è necessaria. Di idrogeno non ci sono giacimenti e quindi non è prelevabile da nessuna parte. Il problema quindi resta. Casomai con l'idrogeno, prodotto in modo efficiente, si potrebbe risolvere il problema dei mezzi di trasporto che alimentati con questo gas non inquinerebbero 'direttamente'. Rimane il fatto che per fare l'idrogeno necessario a muoverli si devono impiantare delle centrali per la produzione che, se alimentate a fonti fossili, un poco dovranno pur inquinare. Ovvio che una ciminiera di una grossa centrale inquina molto meno che 10.000 Auto, magari smarmittate!

quoto tutto, mi hai anticipato.

La bilancia tra risorse necessarie per la liquefazione dell'idrogeno e l'energia prodotta dallo stesso è leggermnte attiva ma di poco.
Poi le case automobilistiche sono anni che prendono per il c..o facendo finta di sostenere ricerche per sviluppare motori a "cella combustibile", ma è solo una finta "markettara" sotto la spinta dei movimenti ambientalisti.

ATTENZIONE POI CHE l'energia per i mezzi di trasporto è solo una piccola parte di tutta quella necessaria

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Messaggiodi trevbg » giovedì 28 settembre 2006, 11:48

ATTENZIONE POI CHE l'energia per i mezzi di trasporto è solo una piccola parte di tutta quella necessaria


Peccato che in termini di inquinamento, soprattutto dato da diesel e mezzi pesanti, è quella che pesa più di tutte sulla nostra povera PP!
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Messaggiodi luvaltol » giovedì 28 settembre 2006, 12:32

trevbg ha scritto:Peccato che in termini di inquinamento, soprattutto dato da diesel e mezzi pesanti, è quella che pesa più di tutte sulla nostra povera PP!

si e no !

Gli scarichi degli impianti di riscaldamento, delle centrali termoelettriche e delle lavorazion industriali sono enormemente superiori: perchè i blocchi del traffico li fanni d'inverno? a_20
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Messaggiodi trevbg » giovedì 28 settembre 2006, 14:15

si e no !

Gli scarichi degli impianti di riscaldamento, delle centrali termoelettriche e delle lavorazion industriali sono enormemente superiori


A parte che impianti di riscaldamento, centrali termoelettriche e lavorazioni industriali, in Lombardia, per il 90% dei casi consumano oramai solo metano (che è il combustibile più pulito in assoluto) mentre automobili e camion vanno a derivati del petrolio (gasolio o benzina che sia), molto più inquinante.

In ogni caso citiamo le fonti: se vai sul sito dell'ARPA Lombardia, e cerchi del progetto 'Inemar', che altri non è che l'inventario delle fonti inquinanti nella regione, vedrai che il traffico è responsabile, da solo di:
- 52% di tutte le emissioni di NOx, contro il 20% circa dell'industria, il 12% della produzione di Energia elettrica, e l'8% per il riscaldamento domestico
- 61% di tutte le emissioni di CO, contro il 23% riscaldamento domestico, solo l'8% dell'industria e percentuali risibili per la produzione di energia elettrica
- 39% di tutte le emissioni di PM10, contro 22% del riscaldamento, il 9% della produzione di EE e il 5% dell'industria

Altri dati li trovi in:

http://www.arpalombardia.it/inemar/regione.htm

In ogni caso per tutti gli inquinanti principali come vedi il maggior indiziato è solo ed esclusivamente la combustione nei mezzi di trasporto.
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