News - Cronaca dalla Valle Brembana

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Re: News - Cronaca dalla Valle Brembana

Messaggiodi IW2LBR » martedì 22 maggio 2018, 15:18

da L'Eco di Bergamo

Incidente a Zogno, traffico bloccato - Coinvolta anche una bambina di un anno

Lo schianto è avvenuto in territorio di Ambria verso le 14.35 ma le conseguenze sul traffico sono ancora evidenti. Uno schianto che ha coinvolto diversi veicoli e che ha visto intervenire tre ambulanze e un’automedica si è verificato a Zogno sulla statale 470 della Valle Brembana intorno alle 14.35 di martedì 22 maggio. I feriti sono quattro tra loro anche una bambina di un anno. Non sarebbero gravi ma sono stati trasportati in ospedale in codice giallo. Forti ripercussioni anche sulla viabilità, il traffico sulla statale è bloccato in entrambe le direzioni per permettere ai soccorsi di agire.
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Re: News - Cronaca dalla Valle Brembana

Messaggiodi IW2LBR » giovedì 21 giugno 2018, 16:35

Pronti 40 milioni per la Montagna!!

Rigettato il ricorso dei produttori idroelettrici contro l’estensione del sovracanone.


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BIM FederBim - Comunicato stampa – 21 giugno 2018

Rigettato il ricorso dei produttori idroelettrici contro l’estensione del sovracanone. Il Presidente di Federbim Carlo Personeni: “Risultato ottenuto esclusivamente grazie al nostro operato”.
“Viva la montagna, la nostra tenacia è stata premiata”. Questo il commento di Carlo Personeni, presidente di FederBim, in merito alla recente sentenza della Cassazione che ha rigettato i ricorsi promossi da Enel Green Power (EGP) contro la legge 228/2012 art.1 co.137 della Legge di Stabilità del 2013, che prevede l’estensione del sovracanone a tutti gli impianti che hanno opere di presa nei territori dei Comuni compresi in un Bacino Imbrifero Montano, a prescindere dal rilievo altimetrico; quindi, anche agli impianti posti nei Comuni rivieraschi non montani. Dopo cinque anni di contenzioso, quindi, la Legge di Stabilità 2013 riprende appieno il suo corso, abolendo le limitazioni al pagamento del sovracanone ottenute dalle forti pressioni esercitate dopo l’approvazione della legge 959/1953 dai produttori elettrici e proseguite per decenni.

L’eliminazione della barriera altimetrica concessa nel 1956 dal Governo di allora, a favore dei produttori idroelettrici, è stata un’intuizione del 2011, fortemente voluta da Carlo Personeni, presidente nazionale di Federbim e presidente del Bacino Imbrifero Montano del Lago di Como e fiumi Brembo e Serio: “Federbim, quale sindacato dei Consorzi BIM, nell’interesse di tutti i Comuni rivieraschi coinvolti, ha creduto fortemente nell’abrogazione di un privilegio nato temporaneo e durato più di 50 anni. Infatti, erano limitazioni e parametrazioni “provvisorie”, mai confermate e rese ufficiali da una legge successiva. E proprio cavalcando questa provvisorietà ci siamo lanciati in una forte battaglia politica, per rivendicare il pieno riconoscimento del sovracanone. Grazie alle nostre pressioni e sollecitazioni, siamo riusciti a far presentare a diversi parlamentari nel 2012 un emendamento ad hoc alla Legge di Stabilità 2013, che poi è diventata legge dello Stato, decretando così che “i sovraccanoni idroelettrici sono estesi a tutti gli impianti di produzione di energia idroelettrica che rientrano nel perimetro dei Consorzi BIM, a prescindere dalle loro altezze”. Per i territori del nostro Bacino Imbrifero Montano del Lago di Como e fiumi Brembo e Serio, per esempio, tutti gli impianti posti sotto la soglia dei 500 metri sul livello del mare risultavano esenti da sovraccanone. La Legge di Stabilità 2013, invece, poneva termine a questa limitazione e, quindi, tutti gli impianti che rientrano nel perimetro del nostro Bacino Imbrifero Montano concorrono alla determinazione del sovraccanone, a compensazione dell’utilizzo delle risorse naturali presenti nei territori del Bacino Imbrifero”.

“Già nel 2013 tutto questo rappresentava un traguardo storico per i Consorzi BIM e i loro Comuni – continua Personeni - Ma il grido di gioia si era subito strozzato, per i ricorsi presentati dai produttori privati contro la norma, contenuta nella Legge di Stabilità 2013 e confermata in via interpretativa con il Collegato ambientale del 2015. I ricorsi vedevano coinvolti il Consorzio BIM Brembo Serio Lago di Como di Bergamo, il Consorzio dell'Adda di Sondrio e il Consorzio Adige di Verona. E la Federbim è intervenuta in tutti e tre i casi ad adiuvandum. Ora, però, la Cassazione li ha rigettati, ponendo dunque la parola fine sulla vicenda e sancendo definitivamente la legittimità – sotto il profilo costituzionale e comunitario – della norma che ha introdotto i sovracanoni anche per gli impianti posti al di fuori del perimetro (quindi nei Comuni rivieraschi). In forza di tale pronuncia i Consorzi BIM devono ora provvedere a richiedere a EGP il pagamento dei sovracanoni a far data dal 2013, quando cioè questa vicenda ha avuto inizio con i ricorsi prima al TRAP di Milano poi al TSAP di Roma”.

Molto soddisfatto il Presidente di Federbim Carlo Personeni, che sottolinea: “Il risultato è un memorabile successo ottenuto esclusivamente grazie all’operato di Federbim. Dopo una vicenda giudiziaria lunga 5 anni, oggi il diritto dei Comuni montani - singoli o associati in consorzi - di percepire i sovracanoni in relazione a tutti gli impianti presenti, a prescindere dal rilievo altimetrico, non può più essere messo in discussione. Ma ciò che più conta è che ora i Consorsi BIM interessati hanno nuove ed importanti risorse da destinare alle loro comunità. Secondo un nostro conteggio approssimativo la piena estensione del sovracanone dovrebbe far entrare nelle loro casse, considerato anche gli arretrati, quasi 40 milioni di euro. In particolare, per il Consorzio BIM di Bergamo, da una prima stima effettuata dai nostri uffici, dal 2013 risulterebbero esigibili sovraccanoni, per gli impianti dei territori sino ad oggi esclusi, per un valore non inferiori a 1,7 milioni di euro all’anno: oltre ad arretrati, poco meno di 8 milioni: importo notevolissimo, di esclusiva competenza dei Comuni, da destinare in conto capitale per lo sviluppo socio-economico dei territori di montagna e delle comunità locali che fanno parte del nostro Consorzio. Ancora una volta, è stato determinante il lavoro svolto dalla nostra Federazione Nazionale, per far riconoscere ai nostri territori quanto ad essi spetta di diritto da oltre 60 anni”.
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Re: News - Cronaca dalla Valle Brembana

Messaggiodi IW2LBR » venerdì 7 settembre 2018, 5:21

Da L'Eco di Bergamo di Silvia Salvi

Sale sul Sornadello poi lancia l’allarme ma di lui non c’è traccia
Valle Brembana. Bruno Pesenti, 70 anni, ex funzionario dell’Ats mercoledì è uscito di casa per un’escursione Mentre parlava con i soccorritori si è scaricato il telefono

Doveva essere un intervento «tranquillo», un soccorso di persona: seppur partito tardi il disperso era comunque in contatto telefonico e questo dava buone speranze. Poi però le cose sono cambiate, il telefono si è scaricato, il disperso si è spostato da dove aveva detto di trovarsi e così l’intervento si è tramutato in una ricerca con grande dispiegamento di mezzi. L’escursionista scomparso era uscito mercoledì mattina per raggiungere il monte Sornadello e nella discesa si è smarrito. Da mercoledì, quindi, ad essere sulle tracce di Bruno Pesenti, classe 1949 di Cassano d’Adda, sono circa una cinquantina di soccorritori, tra tecnici del soccorso alpino, vigili del fuoco (tra cui specialisti speleo-alpinofluviale), volontari di protezione civile e carabinieri. Ma anche i cani molecolari dei carabinieri, l’elicottero del 118, dei vigili del fuoco e quello della Regione. Ciò nonostante di Bruno Pesenti, ex funzionario dell’Ats (settore infortuni), nemmeno l’ombra. Il monte Sornadello si trova tra Val Brembilla e Val Brembana e presenta un ambiente severo e impervio. Stando a quanto è stato possibile ricostruire il 70enne è uscito di casa a Cassano verso le 11,30. Alle 12,30 circa l’arrivo in località Forcella di Bura, passo che unisce la Val Brembilla con la Val Taleggio. Lì ha lasciato il mezzo e si sarebbe incamminato lungo un sentiero deciso a raggiungere la vetta: Pesenti è noto per essere un escursionista esperto, un grande frequentatore della montagna. Una volta sulla cima avrebbe quindi cominciato a discendere.

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La chiamata di soccorso A questo punto qualcosa è andato storto: erano ormai quasi le 21 quando ha chiamato a casa avvisando di essere in difficoltà. Di seguito la chiamata al 112 per richiedere l’intervento dei soccorsi. Soccorsi con cui è rimasto in contatto fino all’1,20 tra mercoledì e giovedì. Poi il telefono si è scaricato ed è calato il silenzio. Ieri, giovedì, le ricerche sono proseguite per tutta la giornata: il centro coordinamento ricerche è stato allestito nella casetta del Soccorso alpino a Briolo di San Giovanni Bianco, e proprio su questo versante sembrava trovarsi Pesenti al momento della perdita di orientamento. Pare che l’escursionista si sia spostato dopo aver parlato con i soccorsi, cosa che ha «sviato» le ricerche, generando confusione sulla sua localizzazione. Battuti i sentieri Durante i contatti telefonici Pesenti diceva di trovarsi verosimilmente su un sentiero di quelli sul monte, e a sostegno della sua tesi la presenza di segnali di colore rosso che diceva di vedere. Per questo motivo ieri i soccorritori hanno battuto tutti i sentieri, ma senza successo. «Abbiamo fatto un debriefing (un intervento psicologico-clinico, condotto da uno psicologo esperto di situazioni di emergenza), con gli enti impegnati nell’intervento di ricerca - spiega Gianni Gamba, vicedelegato della sesta delegazione orobica oltre ad aver fatto il punto della situazione abbiamo deciso le operazioni per il giorno seguente, stabilendo le aree che domani (oggi per chi legge, ndr) passeremo al setaccio».

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Re: News - Cronaca dalla Valle Brembana

Messaggiodi IW2LBR » sabato 8 settembre 2018, 14:30

Ritrovato vivo Bruno Pesenti

Era disperso in montagna da mercoledì
È stato ritrovato Bruno Pesenti, 70enne di Cassano d’Adda, ex funzionario di Ats Bergamo. Era disperso da mercoledì tra la Val Taleggio dalla Valle Brembana.
Negli ultimi giorni decine di uomini hanno al setaccio il monte Sornadello e i loro sforzi sono stati premiati sabato mattina, quando finalmente Pesenti è stato ritrovato. Non sono ancora state rese note le sue condizioni, sul posto l’équipe medica del soccorso alpino per gli accertamenti. Lo stesso 70enne aveva chiamato i soccorsi mercoledì, giorno in cui sono scattate le ricerche, ma il suo cellulare si è spento: i soccorritori hanno stretto il cerchio in base alle informazioni raccolte.
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Re: News - Cronaca dalla Valle Brembana

Messaggiodi IW2LBR » sabato 24 novembre 2018, 19:46

Distrutta una casa dall'incendio a Baresi di Roncobello

Una distrutta e l'altra sventrata a Baresi di Roncobello, all'una e mezza di notte, Causata dalla canna fumaria, i 2 abitanti illesi sono riusciti a chiamare i vigili del Fuoco di Zogno.
... alcune immagini


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Re: News - Cronaca dalla Valle Brembana

Messaggiodi IW2LBR » giovedì 6 dicembre 2018, 0:36

da L'Eco di Bergamo

Scivola dal sentiero sul Cancervo. Trovato morto dai soccorritori

San Giovanni Bianco. La moglie lo aveva sentito al telefono alle 12, quando era sulla cima
Poi non vedendolo più rientrare ha lanciato l’allarme. Scivolato in un canalino. Aveva 64 anni


Un escursionista di 64 anni è morto ieri sul monte Cancervo, la montagna che separa la Val Taleggio dalla Valle Brembana. L’uomo, che si chiamava Maurizio Piavani e abitava a Ranica, pare fosse un abituale frequentatore della montagna: con la moglie, soprattutto d’estate, ma col freddo anche da solo. E così aveva fatto pure ieri mattina, approfittando della bella, anche se fresca, giornata di sole. Il 64enne è partito di buon’ora da Ranica per raggiungere la frazione Pianca di San Giovanni Bianco, da dove parte il sentiero 102 che porta sulla cima del monte.

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Lasciata l’auto, si era incamminato lungo il sentiero 102 e aveva raggiunto la vetta. Dalla cima del monte, dove è arrivato poco dopo le 12, ha chiamato la moglie per avvisarla del buon esito della salita, ignaro che sarebbe stata l’ultima volta che la sentiva. Dopo essersi rifocillato con un panino che si era portato da casa avrebbe poi cominciato la discesa per il rientro. Invece, qualche ora più tardi, non essendo il marito ancora arrivato a casa e non avendo più notizie sue notizie, la moglie avrebbe provato a chiamarlo sul cellulare. Invano, poiché l’avviso dell’operatore di telefonia spiegava che il numero chiamato non era raggiungibile. Verso le 17,45 la signora ha dunque chiamato preoccupata il numero unico di emergenza per chiedere l’invio dei soccorsi. È scattata così la «ricerca persona» sul Cancervo, con impegnati 10 tecnici del Soccorso alpino, i Vigili del fuoco di Zogno con gli specializzati Speleo alpino fluviale (saf ), e i carabinieri. In particolare è stato passato al setaccio il sentiero che porta sul Cancervo da Pianca e infatti nel giro di un’ora, verso le 18,50, l’uomo è stato individuato sotto il sentiero, a circa 1.200 metri di altitudine, in località «Canalone Corna Torella». Si tratta di una zona abbastanza impervia, anche se molto battuta, da dove l’escursionista è precipitato. Da quanto è stato possibile ricostruire sul posto, avrebbe fatto un volo di almeno trenta metri. Il magistrato ha concesso il nulla osta e i tecnici hanno recuperato la salma mediante tecnica del contrappeso e l’hanno poi caricata sulla barella portantina per il trasporto a valle. Una volta rientrati alla Pianca il corpo è stato poi trasferito nella camera mortuaria del cimitero di San Giovanni Bianco, dove sono arrivati anche i parenti dell’uomo.
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