Da L'Eco di Bergamo di oggi, forse il cerchio si chiude.
Parco Orobie Ok allo statuto con polemicaDalla Provincia sì al regolamento An e Lega: Comuni poco coinvolti
Sì allo statuto del
Parco delle Orobie anche da parte del Consiglio provinciale, ma con molte perplessità, che si sono tradotte ieri nel voto contrario da parte della Lega Nord, nell'abbandono dell'aula di via Tasso da parte del consigliere di Alleanza nazionale Enrico Bonzi, e nei dubbi espressi dallo stesso presidente provinciale di An Mario Gandolfi.
Lo statuto del Parco segna un passaggio storico per le Orobie bergamasche, consentendo agli enti che partecipano al consorzio di gestione del Parco, a 17 anni dalla sua costituzione, di avere gli strumenti per promuovere politiche attive a favore della realtà montana bergamasca. Quarantaquattro i Comuni coinvolti, tre le Comunità montane - Valle Brembana, di Scalve e alta Valle Seriana - oltre alla Provincia di Bergamo. Per l'assessore all'Ambiente di via Tasso Alessandra Salvi il nuovo statuto «rappresenta un'ulteriore possibilità di rilancio e di valorizzazione delle Orobie bergamasche, garantendo finalmente una presenza adeguata del consorzio di gestione sul territorio.
E sarà garantita anche la partecipazione dei Comuni e delle associazioni». «Ma i Comuni si trovano a far parte dell'assemblea consultiva del consorzio e allo stesso tempo sono finanziatori del Parco – ha ribattuto Alberto Piccioli Cappelli, capogruppo della Lega Nord –: questo è un paradosso che dipende dallo scarso coinvolgimento dei Comuni. Ne è prova il fatto che nell'ambito delle Comunità montane hanno partecipato al voto sullo statuto meno del 50% degli aventi diritto. Le cose andavano fatte meglio e con più calma».
Altro paradosso del Consiglio, forse, è che le perplessità sul nuovo statuto sono state sollevate più da An che non dai gruppi di minoranza. Oltre all'intervento di Flora Fiorina (in maggioranza con l'Udc) «sulla faziosità della Lega che non vuole uno statuto davvero utile», è poi toccato a Sergio Piffari, per l'Italia dei Valori, parlare di «una nave che va fatta partire, anche perché l'Unione europea è pronta a mettere in mora la Regione per i ritardi accumulati sulle Orobie». «Uno statuto così importante deve partire con più calma – ha dichiarato invece Enrico Bonzi, di An –: non c'è stato il coinvolgimento non solo dei Comuni, ma anche di molte associazioni, come quelle venatorie. Abbandonerò l'aula al momento dell'approvazione».
«Nonostante il nostro voto favorevole, esprimiamo comunque delle perplessità – ha aggiunto per An Mario Gandolfi –: il consorzio, in base allo statuto, avrà un consiglio d'amministrazione, un'assemblea del consorzio, una comunità del Parco, e mi sembra davvero abbastanza per creare confusione, visto tra l'altro che i Comuni avranno parere vincolante solo su certi argomenti. Il nostro voto favorevole, necessario come quello di altri gruppi per evitare un nuovo commissariamento, sia il punto di partenza per dare più attenzione agli enti locali». Per rafforzare la posizione di appoggio al nuovo statuto da parte di Forza Italia, il capogruppo azzurro Antonio Martinelli ha presentato un ulteriore ordine del giorno sull'argomento, nel quale si chiedono stanziamenti immediati, circa 4 milioni di euro, alla Regione Lombardia, per l'attuazione del Progetto integrato regionale sui boschi. L'ordine del giorno «Martinelli» è passato con 26 voti favorevoli, e due astensioni (Italia dei Valori e Rifondazione comunista).
Ventotto voti a favore, e quattro contrari da parte della Lega, per l'approvazione dello statuto, con l'assenza di Bonzi. «Al di là delle polemiche – ha affermato il presidente della Provincia Valerio Bettoni –
bisogna ringraziare il commissario regionale Franco Grassi (presente in aula, ndr) che ha fatto un grande lavoro per permetterci di compiere questo passo importante. Posso garantire che per l'elaborazione di questo statuto sono stati cercati i punti d'incontro tra le parti, non certo di divisione».
Via libera definitivo anche all'ingresso della Provincia in Porta Sud Spa, società per la riconversione dell'ex scalo merci di Bergamo.
Armando Di Landro