Da L'Eco di Bergamo - 25-06-2006
Parco delle Orobie, sì con polemica
La Comunità montana approva lo statuto. La Lega Nord abbandona l'aulaVALLE BREMBANA Dopo il sì della Valle di Scalve, anche la Comunità montana della Valle Brembana ha approvato lo statuto del Parco delle Orobie, ma non senza qualche polemica. Il documento è passato all'unanimità con un voto trasversale; a creare scompiglio, però, ci ha pensato la Lega: i consiglieri padani, al momento di esprimersi, hanno abbandonato l'aula. A loro parere nella seduta si doveva solo esaminare lo statuto, e non metterlo ai voti. Prima dell'uscita dalla sala, il dibattito tra i «lumbard» e il resto del parlamentino ha raggiunto anche toni molto aspri. Ma andiamo con ordine.
Il primo punto saliente all'ordine del giorno era l'approvazione del consuntivo 2005, presentato dall'assessore Livio Ruffinoni. I dati: il 90% del programma è stato realizzato e i circa 80 mila euro di avanzo hanno già trovato collocazione nel bilancio preventivo 2006. L'approvazione - 47 voti favorevoli, 16 astenuti e 5 contrari - è arrivata dopo l'intervento del consigliere Enzo Salvini, che ha denunciato la troppa burocratizzazione dell'ente, invitandolo ad attivarsi per la manutenzione dei prati e dei boschi e l'istituzione di una scuola edile in valle. Gli hanno risposto il presidente Piero Busi, chiedendogli di presentare formalmente le sue proposte nella prossima seduta, e l'assessore all'Agricoltura Alessandro Balestra, che ha ricordato i recenti impegni per la lotta al bostrico, insetto nocivo. In seguito, ci sono volute due votazioni per la nomina del difensore civico, incarico che è stato affidato all'avvocato Romina Russo di Bergamo.
Fino a questo punto nessuno scossone in aula. Le parti hanno iniziato a scaldarsi quando è stato il turno dello statuto del
Parco delle Orobie. La discussione è stata introdotta dal presidente Busi, che ha espresso parere favorevole al documento, sottolineando «le opportunità per il territorio che il Parco offre». Il progetto è stato illustrato dal commissario del Parco Franco Grassi, con una precisazione:
«Il Parco non è uno strumento urbanistico e neppure si occupa degli aspetti legati alla caccia. È uno strumento di governo dell'ambiente, necessario per poter fruire degli incentivi per la montagna». E ancora, Grassi ha chiarito:
«Il Parco avrà sedi decentrate presso le Comunità montane, sarà quindi molto vicino al territorio, e non avrà costi per i Comuni, che saranno comunque chiamati a partecipare alla sua gestione». Ma ad agitare le acque ci ha pensato la Lega. A prendere la parola i consiglieri Lazzaro Pellegrinelli, Ivan Pesenti e Alberto Maria Pellegrinelli. «Il nostro no - hanno detto - non è affatto pregiudiziale, i leghisti in altre zone si sono addirittura mobilitati a favore del Parco. Quello che temiamo è che non ci sia una garanzia del controllo e dei finanziamenti». Enzo Galizzi, sempre della Lega, ha poi fatto notare che nell'ordine del giorno si parlava «di esame della proposta e non di approvazione»: da qui la decisione del gruppo di abbandonare l'aula al momento del voto.
Queste le altre dichiarazioni: Carlo Gianni Salvi e Franco Zani hanno espresso il voto positivo della maggioranza; favorevoli anche Vittorio Milesi (Margherita) e Paolo Maurizio (Insieme per la Valle Brembana), pur facendo notare i ritardi; sì anche da Patrizio Musitelli di Forza Italia indipendente, Mentre Renato Magnati ha espresso dubbi sull'efficacia del nuovo strumento.
Lo statuto del Parco delle Orobie è comunque passato, pur con delle astensioni anche nella maggioranza. Si è chiusa così, in Valle Brembana, una questione ventennale. Tra il pubblico una rappresentanza di cacciatori, con il presidente del Comprensorio alpino di Valle Brembana e consigliere provinciale Enrico Bonzi.
Sergio TiraboschiE martedì tocca alla Valle SerianaOra tocca alla Comunità montana della Valle Seriana superiore, poi non ci sono più scuse per non porre fine ai quasi vent'anni di commissariamento. L'assemblea seriana è convocata per martedì alle 20,30, all'ordine del giorno l'esame e l'approvazione dello statuto del Parco delle Orobie. Passo già compiuto dalla Valle di Scalve e più recentemente dalla Valle Brembana.
Il documento applica la legge regionale di istituzione del parco, che risale al 1989, dando vita al consorzio che dovrà gestirlo. Il consorzio è composto dalla Provincia e dalle tre Comunità montane - Valle Brembana, Valle Seriana superiore e Val di Scalve - ciascuna con il 25% delle quote. I sindaci dei 44 Comuni (13 fanno capo alla Comunità della Valle Seriana superiore, con un territorio pari a 26 mila 350 ettari, il 57,31% della superficie del Parco; 27 i Comuni della Comunità montana di Valle Brembana e quattro della Comunità montana di Scalve) interessati non partecipano al consorzio, ma lo statuto prevede che essi costituiscano la «Comunità del parco», un organismo che darà parere obbligatorio e vincolante sul piano territoriale di coordinamento e sui regolamenti aventi rilevanza esterna, mentre avrà funzioni consultive e propositive sul resto.
Il Parco passerà quindi da una gestione di commissariamento a una gestione delle forze politico-amministrative locali, avrà una sede centrale a Bergamo e sedi distaccate nelle Comunità montane. I finanziamenti saranno erogati da Regione e Provincia: nessun esborso da parte delle Comunità montane, che contribuiranno mettendo a disposizione le sedi staccate e il personale necessario.