di ititensimir » giovedì 21 febbraio 2008, 0:43
Non sono bergamasco di nascita, conosco san-pellegrino semplicemente perché da piccolo trascorrevo le vacanze nella vicina cornalba e ogni tanto ci facevo qualche capatina con la nonna. Una delle tante nonne che affolla il lungo-brembo nei mesi estivi. Mi ricordo con piacere il Mini-Golf e soprattutto un negozio di carte (parlo di oltre vent'anni fa) sotto i portici liberty. E la funicolare, che per me costituiva una fonte d'interesse. Un po' meno il Grand Hotel ammuffito,
costantemente sede di aste.
Lo stato delle pareti malconce del Grand Hotel mi davano l'impressione di proiettarsi sugli articoli all'incanto, scoraggiando, anziché incoraggiare l'eventuale compratore. Altrettanto ammuffita era la villa, d'inizio secolo, nella quale avevamo un giorno fatto visita a un amico di papà. Ammuffito pure lui (del resto se n'è andato di lì a poco), ma che, con autista e cameriera, cercava di mantenere i fasti dell'epoca che ora si vuole restaurare. Quel che mi ricordo della casa, che aveva tutte le caratteristiche per una certa eleganza, era il televisore dal quale non si riusciva a ricevere che pochi canali, e quelli di Mediaset con i cartoni animati erano proprio quelli che peggio si captavano. Ora il negozio di carte da gioco non c'è più, ma quando passo per Cornalba (o ci passano i miei, mentre la nonna è dipartita una decina d'anni orsono), chiedo sempre una sosta dal Bigio per le irraggiungibili tortine alla polenta e usei.
Forse non saranno indicate per una dieta equilibrata, ma le trovo splendide. Forse i miei dolci preferiti, che non baratterei per nulla al mondo con i cioccolatini di Godiva o le torte dell'Hotel Sacher. Mi sembra di aver esposto il bello e il brutto di San Pellegrino, quello che a una persona di trenta-quarantanni potrebbe piacere e quello che invece troverebbe repellente. La cittadina ha tutte le carte in tavola per ritornare a essere un polo d'attrazione. Alcuni elementi architettonici sono di fatto nel complesso unici, almeno per l'Italia. Alcune offerte gastronomiche meriterebbero sicuramente di essere valorizzate. Quanto ai burattini del Bigio, a Milano si è ripetuto con successo il Festival Europeo delle Marionette che, seppur non una moda, iniziano a riattirare una certa attrazione.
Perché non riproporre qualcosa di analogo, nel periodo estivo, nelle sale del restaurando teatro? Quanto alle Terme, i fitness, welness e quant'altro center non sono certo una novità. La maggior parte delle ragazze di mia conoscenza ne va matta, e affollano luoghi ben più sperduti pur di farsi, nel week end, un bagno alle alghe rare. Non ci vorrebbe molto, solo evitare di scivolare su pacchianate o proposte che pretendono di assomigliare a quelle di alta qualità e invece non ci si avvicinano neppure. E cercare di puntare non solo sul turismo per vecchietti, sicuramente simpatici, ma che se trasportati in massa nei mesi estivi danno l'impressione di un enorme gerontocomio. Dopotutto loro stessi sarebbero felici di incontrare qualche giovanotto. A mia nonna, negli ultimi anni, veniva quasi la noia di incontrare le stesse persone armate di stampella e con mille aneddoti sui medicinali del giorno. Era invece tutta felice se vedeva qualche gruppetto di fanciulli e fanciulli armati di mountain bike. Si sentiva ringiovanire anche lei. In ultimo, ho scoperto solo oggi la presenza dell'osservatorio di Aviatico e penso già di farci una capatina, un venerdì sera che non finisco di lavorare alle 22:00 e riesco a essere per tempo in valle. Speriamo che il Percassi ce la faccia.
E speriamo ce la facciano tutti coloro che, per enorme o piccolo profitto, od anche per semplice affezione alla valle, desiderino riportare un po' di ottimismo,
Ititensimir