l'utente delle linee aeree low cost è molto differenziato (come risulta da diversi studi - ne era stato pubblicato uno sul sito dell'aereoporto, si dovrebbe andarlo a recuperare) e non esiste alcun assioma:
utente linee aere low cost = utente low cost tutto
Oggi si incomincia ad utilizzare infatti il tremine "right cost" per sottolineare questa tipologia di viaggiatori che cercano il costo giusto per il servizio offerto e non il costo basso e basta. In definitiva l'utenza considera eccessivo il costo delle linee "tradizionali" comparandolo con il servizio offerto dalle stesse.
Questo spiegherebbe il successo delle molte rotte offerte, che rendono possibili scelte che altrimenti non avrebbero senso. Per esempio:
- la rotta per Londra Stansed (da tutta europa) dove un biglietto aereo A/R può costare molto menodi quello del treno per raggiungere il centro di Londra, che è una delle città europeee più care in assoluto;
- l'utilizzo di queste linee per andare a fare la spesa e tornare in giornata (molti inglesi atterrano ad Orio per andare a fare spesa a Milano o all'Orio Center e per tornare in inghilterra il giorno stesso);
- la possibilità di fare il sabato sera in una discoteca in un altro paese (ed in questo caso che se ne frega dell'etilometro);
- sta nascendo inoltre una categoria di pendaolari aerei, cioè di gente che lavora a X e vive a Y - tempo fa era uscito sull'Eco un articolo riguardante un pompiere londinese che vive in Città Alta.
Quindi la presenza di Orio al Serio, tra i primi posti in Europa come aereoporto low cost, rappresenta un enorme opportunità per qualunque operatore turistico (rimanendo nell'ambito turistico) da quello nazional popolare fino ad arrivare all'offerta lussuosa. Non a caso a breve nascerà un nuovo vettore low cost (o meglio right cost) di base a Dubai la patria del lusso esasperato.