Uffici Postali nei Paesi di Montagna verso la "CHIUSURA

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Messaggiodi president » martedì 19 dicembre 2006, 20:47

si bella idea....ma il problema è quello della sicurezza,della privacy e poi non riescono a tenere aperto nemmeno i negozi!!!!


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Messaggiodi fantasia » martedì 19 dicembre 2006, 20:54

si bella idea....ma il problema è quello della sicurezza,della privacy e poi non riescono a tenere aperto nemmeno i negozi!!!!

infatti l'idea è che una attività sostiene l'altra e tutte e due riescono a fare andare avanti un negozio.
sicurezza: non ho detto che non ci siano problemi, ma tra lo svaligiare un luogo che propone un'attività e uno che ne propone due, non vedo la differenza.
invece non ho ben capito il discorso della privacy.
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Messaggiodi Tatanka » giovedì 21 dicembre 2006, 0:35

Sono nuovo del Forum e mi permetto di dire due parole su questo tema..

Basta fare una breve ricerca su internet per vedere che è necessario andare oltre Manica per trovare esperienze positive rispetto agli uffici postali di montagna.
Solo per citare alcuni esempi:
Provincia di Reggio Emilia:
Prestito Interbibliotecario Provinciale tramite l'uso degli Uffici Postali della Montagna.
Regione Piemonte:
“Possibilità di costruire accordi con i Comuni per salvaguardare e migliorare i servizi ai cittadini
...Servizio piccoli Comuni: sportello comunale, accettazione e consegna di documentazione comunale, servizi amministrativi relativi alle utenze, sportello Utility base standard. Comunicazione e informazione: mailing comunali, comunicazioni istituzionali; comunicazione e informazione turistica.”
Diversi sono i comuni della valle i cui uffici sono aperti solo per 3-4 giorni a settimana… guardando ad un futuro non molto lontano fatto di continui tagli alle piccole amministrazioni, gli uffici postali potrebbero risultare utili anche per svolgere alcune pratiche amministrative quando gli uffici comunali sono chiusi.

Ci sono poi altre importanti esperienze che potrebbero essere replicate anche nella nostra valle, come il recapito a domicilio di referti medici e diagnostici o nelle stesse medicine (progetto sperimentale da anni in Valsesia).

Alcune amministrazioni contribuiscono finanziariamente per lasciare aperti i piccoli uffici in cambio di nuovi servizi (Provincia Verbano Cusio Ossola, Regione Friuli…)
… Il problema vero è vedere se c’è la volontà politica da parte dei nostri amministratori locali di proporre ai dirigenti di Poste Italiane servizi alternativi che possano evitare la chiusura per adesso parziale dei nostri uffici…

Un invito a non limitarsi alle sole proteste ma a proporre nuove idee per migliorare

W le Poste!
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Messaggiodi bashir.it » giovedì 21 dicembre 2006, 15:31

Tratto da L'eco di Bergamo del 21 dicembre 2006

Posta solo per un'ora Bracca protesta

Dal 10 dicembre ufficio con orario super ridotto Il sindaco: «È una situazione inaccettabile»

BRACCA No alla riduzione del servizio postale: né all'apertura a giorni alterni, né a una sola ora di servizio quotidiano dello sportello, seppure da lunedì a sabato. La protesta arriva dal Comune di Bracca, dove le Poste, dal 9 dicembre scorso, hanno drasticamente ridotto gli orari di apertura del servizio.

«Il 9 dicembre - spiega il sindaco Oscar Berlendis - l'ufficio postale è rimasto chiuso, per problemi "tecnico-organizzativi", come ci è stato comunicato, mentre successivamente è stato aperto ogni giorno una sola ora, dalle 8,30 alle 9,30 rispetto alle tradizionali sei ore quotidiane. Una riduzione del servizio che è arrivata dopo il nostro no alla proposta di apertura dell'ufficio a giorni alterni». Così il sindaco ha scritto al direttore della filiale Bergamo 2 delle Poste Italiane, Perla Gobbi, al direttore generale Gino Frastalli e all'amministratore delegato Massimo Sarmi, al ministero delle Comunicazioni, al presidente della Provincia, Valerio Bettoni, al presidente della Comunità montana Piero Busi e al procuratore della Repubblica.

«L'Amministrazione di Bracca - scrive Berlendis - per garantire l'importante servizio ai propri cittadini e in particolare alla popolazione anziana ospita gratuitamente nei propri locali la sede delle poste e ha opposto un netto rifiuto alla proposta di apertura a giorni alterni, ritenendo che il servizio debba essere garantito quotidianamente. Nei giorni scorsi, dopo una serie di "insistenti pressioni" ad accettare la soluzione prospettata dalla dirigenza delle Poste come unica proposta per garantire il mantenimento del servizio a Bracca, ci è stato comunicato che il 9 dicembre l'ufficio sarebbe restato chiuso per "motivi tecnico-organizzativi" e che dall'11 al 16 dicembre sarebbe stato aperto dalle 8,30 alle 9,30».

«Ma l'apertura di una sola ora proseguirà fino a sabato prossimo, come ci è stato di nuovo comunicato - prosegue Berlendis -. È una situazione inaccettabile e chiediamo il ripristino immediato del normale servizio».
Il sindaco, inoltre, chiede ai destinatari della lettera di valutare la «sussistenza dell'interruzione di pubblico servizio per la chiusura dell'ufficio postale il 9 dicembre».

«Ma c'è di più - prosegue Berlendis - perché da circa un anno e mezzo lo sportello di Bracca è diventato una sorta di "satellite" rispetto a quello di Algua; in pratica la linea principale è ad Algua e quindi il segnale per le operazioni postali non è sempre disponibile, con i conseguenti disagi di chi deve attendere allo sportello. Le Poste hanno risposto che è colpa della linea telefonica inadeguata. Ora ho chiesto a Telecom la linea Adsl e vedremo se la situazione si risolverà».

Ma i disagi legati al servizio postale in Valle Brembana non interessano solo Bracca. La riorganizzazione, infatti, ha toccato anche altri Comuni, come segnala l'interpellanza presentata alla Comunità montana dal consigliere della Margherita, Vittorio Milesi.

Il vicesindaco di San Pellegrino ricorda come la riduzione del servizio sia stata attuata o sia prevista anche nei Comuni di Averara , Mezzoldo , Valtorta , Ornica , Foppolo, Valleve, Carona, Isola di Fondra, Roncobello, Botta di Sedrina, Valnegra, Dossena, Vedeseta, Peghera, Gerosa, Moio de' Calvi (Comuni dove il servizio è in funzione solo a giorni alterni), Ubiale Clanezzo, Camerata Cornello e Dossena. Chiede, quindi, alla Comunità montana, quali siano «le iniziative attuate o che si intende attuare, anche alla luce dell'ordine del giorno approvato nell'assemblea del 23 dicembre, per scongiurare questo ennesima inaccettabile riduzione dei servizi postali in Valle Brembana».
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Messaggiodi cllocate » mercoledì 3 gennaio 2007, 10:57

Lettera del Vice Sindaco di Camerata Cornello
pubblicata su l'Eco di Bergamo.

Uffici postali in montagna, una proposta di legge per salvarli

Spettabile redazione, ho letto con piacere e attenzione su questo giornale le interrogazioni parlamentari presentate al ministero delle Comunicazioni dai deputati bergamaschi Giovanni Sanga, Antonio Misiani ed Ezio Locatelli, relative alle preoccupazioni di numerosi piccoli comuni per la riduzione dell'orario di apertura degli uffici postali decisi o in corso di attuazione da parte di Poste italiane spa.

I tre parlamentari chiedono al Governo di conoscere quali iniziative urgenti intenda adottare per evitare che queste riorganizzazioni dei servizi penalizzino ancor di più la qualità della vita dei cittadini che abitano in comuni di piccole dimensioni quali quelli di montagna. Anche l'Uncem (l'Unione dei Comuni montani) ha sollecitato al ministro Paolo Gentiloni l'avvio di un tavolo di lavoro congiunto per la soluzione di un problema che rischia di scaricare sulle aree più deboli le logiche del profitto, dimenticando quelle del sociale e delle pari opportunità per i cittadini.

Nei mesi scorsi i sindacati di categoria, con scioperi e raccolta di firme, hanno denunciato i cronici disservizi postali relativi al recapito della corrispondenza e alle ricorrenti carenze di organico che per le modeste realtà si ripercuotono sulla riduzione dell'apertura degli uffici, anche a giorni alterni.

Nei piccoli Comuni, la maggior parte in area montana, gli uffici postali rappresentano un'esigenza insopprimibile alla fruizione di servizi essenziali sia da parte dei cittadini che delle imprese. Se alle difficoltà logistiche e di trasporto si associa poi l'età anagrafica media della popolazione che risiede in questi territori, solitamente avanzata, risulta evidente come la persistenza dei servizi, e di quelli di comunicazione in primo luogo, rappresenti un'esigenza fondamentale per tali aree. Questi impegni seri e convinti, finora espressi da singoli o da enti, sono lodevoli ma privi di efficacia pratica. Occorre senza dubbio contrastare la riorganizzazione degli uffici postali prevista dal progetto External che prevede il riordino e l'accorpamento della gestione contabile dei piccoli uffici a quelli più grandi con riduzione del servizio nei comuni con meno di 500 nuclei familiari penalizzando di conseguenza circa 1.250 piccoli comuni italiani.

Necessita certamente bloccare il modo di decidere unilateralmente la chiusura o il ridimensionamento degli uffici postali con ripercussioni gravi nei confronti dei cittadini, anche alla luce della nuova programmazione del Governo nazionale che ha messo fra le priorità del programma la salvaguardia e lo sviluppo della montagna italiana.

Ma per modificare la riorganizzazione in atto basterebbe intervenire a livello legislativo sui rapporti tra Stato e Poste italiane approvando una semplice legge di un solo articolo e di questo tenore: «Gli uffici postali nei Comuni classificati montani e in quelli con popolazione inferiore ai 500 nuclei familiari svolgono sul territorio un servizio sociale e Poste italiane spa garantisce la loro apertura giornaliera, da lunedì a sabato, per un numero di ore congrue alle singole esigenze locali e comunque non inferiori a 3,50 ore/giorno».

Avranno voglia i nostri parlamentari di presentare e far approvare una simile proposta che ovvierebbe a tutti i problemi che conosciamo? Che l'anno nuovo porti nuove buone.

Gianfranco Lazzarini
vicesindaco di Camerata Cornello
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Ultime news da Poste Italiane.

Messaggiodi giovmarko » martedì 17 aprile 2007, 22:32

Ultime notizie sul servizio postale. Dalla lettura deL'Eco di Bergamo di sabato 14 Aprile apprendiamo che per la prossima estate sono state programmate ulteriori riduzioni dell'apertura degli Uffici Postali in Valle Brembana e precisamente:

- CAMERATA CORNELLO apertura a gi a_11 orni alterni dal 18 giugno al 15 settembre;
- OLTRE IL COLLE apertura a giorni alterni dal 18 giugno al 15 settembre;
- PIAZZATORRE apertura a giorni alterni dal 18 giugno al 30 giugno;
- UBIALE CLANEZZO apertura a giorni alterni dal 18 giugno al 15 settembre;
- SAN PELLEGRINO T. soppressione del turno pomeridiano dal 16 luglio al 7 settembre.

Nella seduta dell'Assemblea della Comunità Montana del 13 aprile siamo stati messi a conoscenza delle innumerevoli iniziative assunte dal Presidente della Comunità Montana e dal Presidente Regionale dell'Uncem sull'argomento e dei brillanti risultati conseguiti e cioè il consolidamento del dimezzamento del servizio nei Comuni di Averara, Mezzoldo, Ornica, Valtorta, Foppolo, Valleve, Carona, Isola di Fondra, Moio de' Calvi, Valnegra, Vedeseta, Peghera, Bracca, Gerosa, Botta di Sedrina.

Non preoccupiamoci quindi del problema e attendiamo fiduciosi.... di conoscere a quali Uffici e Comuni toccherà la prossima volta!

saluti a tutti
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Re: Ultime news da Poste Italiane.

Messaggiodi IZ2QPE » mercoledì 18 aprile 2007, 21:32

giovmarko ha scritto:- CAMERATA CORNELLO apertura a giorni alterni dal 18 giugno al 15 settembre;
- OLTRE IL COLLE apertura a giorni alterni dal 18 giugno al 15 settembre;
- PIAZZATORRE apertura a giorni alterni dal 18 giugno al 30 giugno;
- UBIALE CLANEZZO apertura a giorni alterni dal 18 giugno al 15 settembre;
- SAN PELLEGRINO T. soppressione del turno pomeridiano dal 16 luglio al 7 settembre.


Escludendo Ubiale sono tutti comuni a vocazione turistica, Camerata patria dei Tasso promotori del servizio postale in europa!! San Pellegrino, megaprogetti di rilancio turistico!!

Un applauso ai ministeri delle pptt e del turismo, coi pochi spiccioli risparmiati risaneremo il mega debito pubblico, o potremo investirli in qualche inutile convegno sulla promozione del turismo.

ba_45 ba_45 ba_45
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Messaggiodi IW2LBR » domenica 22 aprile 2007, 13:53

Tratto dal L'Eco di Bergamo di Domenica 22 Aprile 2007

Piccoli Comuni: No alle chiusure estive delle Poste

I piccoli Comuni alzano la voce sugli orari ridotti negli Uffici postali. Gli amministratori, ma anche i cittadini che ora scendono in campo con un comitato contro la chiusura estiva a giorni alterni degli uffici postali. La decisione delle Poste, che coinvolgerà 34 paesi della provincia e 4 uffici di Bergamo, prenderà il via a partire dal 18 giugno.

L'obiettivo del comitato di protesta, che vorrebbe coinvolgere tutti i paesi interessati al provvedimento, è quello di far tornare Poste Italiane sui suoi passi. Cercare quindi di far nascere una mobilitazione «dal basso», che si aggiunga all'interrogazione che è stata presentata al ministro delle Comunicazioni dal sindaco di Oltre il Colle , il senatore Valerio Carrara.

Il tema è stato oggetto di un incontro che si è tenuto ieri a Oltre il Colle, promosso dal consigliere comunale di minoranza Paolo Maurizio. Infatti, anche le Poste di questo paese sono coinvolte e saranno chiuse a giorni alterni dal 18 giugno al 15 settembre.

«Il nostro obiettivo – ha detto Maurizio – deve essere quello di mantenere aperte le Poste perché è un servizio pubblico di basilare importanza. È fondamentale che l'iniziativa coinvolga tutti i Comuni interessati e che si crei un unico blocco per la salvaguardia degli sportelli».

La proposta è quella di organizzare, partendo da Oltre il Colle, una raccolta firme che venga estesa anche agli altri paesi, in modo da creare una posizione unitaria contro la decisione delle Poste. «Ipotizziamo un incontro tra tutte le istituzioni – ha proseguito Maurizio – che coinvolga i Comuni, i parlamentari bergamaschi e la Provincia per studiare cosa attuare».
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Uffici Postali: Interrogazione scritta On. STUCCHI

Messaggiodi sonzogn » martedì 3 luglio 2007, 18:18

Interrogazione a risposta scritta 4-00323 presentata da ON. GIACOMO STUCCHI martedì 27 giugno 2006 nella seduta n.014

STUCCHI. - Al Ministro delle comunicazioni.
- Per sapere - premesso che: la «Comunità Montana Valle Brembana» segnala il disagio provocato dalla chiusura a giorni alterni degli uffici postali di molti comuni della stessa, nonché dal perdurare per più giorni della mancata distribuzione della corrispondenza; la chiusura degli uffici è causa, specialmente nei piccoli comuni, di forte disagio nei residenti, specialmente in quelli anziani, per i quali la posta funge da sportello bancario, oltre che per la riscossione della pensione.

Inoltre, gli uffici postali di, comuni ubicati in aree montane particolarmente disagiate rappresentano un'insostituibile risorsa di comunicazione per le necessità non solamente del cittadino ma anche delle aziende; la mancata consegna della posta può arrecare un grave danno al cittadino, trattandosi a volte di notifiche di atti o telegrammi; la riduzione dell'orario di apertura del servizio postale durante il periodo estivo nei centri montani, che sono in gran parte mete turistiche, non favorisce, ma penalizza, lo sviluppo economico locale; a fronte di ripetute segnalazioni dei disagi effettuate dal «Presidente della Comunità Montana della Valle Brembana» il 1o giugno 2006, la direttrice della filiale di Bergamo di Poste italiane ha inviato una lettera a tutti i Comuni della Valle in cui veniva garantita l'apertura degli uffici, grazie ad una razionalizzazione degli orari, nonché la puntuale consegna della corrispondenza; nulla è cambiato, ma i disagi sembrano persistere ed aumentare, visto l'approssimarsi della stagione estiva, il Presidente della Comunità montana della Valle Brembana ha effettuato un sopralluogo scrupoloso su 38 comuni della Valle, riscontrando in 22 ritardi nelle consegne (quotidiani che portano la data di giorni passati), mancati recapiti, lunghe code presso gli sportelli, giorni di totale black out;già nella passata legislatura l'interrogate aveva segnalato, senza ricevere risposta, le difficoltà di cui sopra con atto n. 4-16027 -:
quali iniziative intenda adottare affinché si salvaguardi il mantenimento e l'efficiente funzionamento degli uffici postali nelle aree montane della Valle Brembana;
quali misure intenda adottare affinché il Gruppo Poste Italiane non discrimini i piccoli comuni, seppur popolosi, a favore della sola logica economica e non sociale, come invece attiene all'etica di un'azienda che svolge un servizio indispensabili. (4-00323).


________________________________________________


Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 2 luglio 2007 nell'allegato B della seduta n. 181 All'Interrogazione 4-00323 presentata da ON. GIACOMO STUCCHI

Risposta. - Al riguardo si fa presente che per quanto concernente la specifica situazione del bacino territoriale della Valle Brembana la società Poste Italiane - interessata al riguardo - ha comunicato di aver attuato, a partire dal 14 giugno 2006, una riorganizzazione degli orari di apertura di 18 dei 38 uffici presenti nella suddetta zona.

Tale rimodulazione degli orari ha coinvolto 7 uffici per il solo periodo estivo, mentre per i rimanenti 11 uffici la modifica dell'orario di apertura ha carattere permanente essendo legata al superamento della figura dell'operatore polivalente che, come è noto, svolgeva nell'arco della giornata lavorativa sia mansioni di sportelleria, sia di recapito ed al passaggio ad un part time verticale, con apertura a giorni alterni con orario 8.30/14.00, degli uffici interessati. La razionalizzazione suddetta ha necessariamente comportato - stando a quanto precisato dalla società Poste Italiane - l'accorpamento del servizio di recapito in uffici di maggiori dimensioni (Uffici di recapito) determinando un miglioramento della qualità del servizio erogato che, tuttavia, nel periodo iniziale, ha fatto registrare momentanei rallentamenti nei tempi di consegna del corriere. Nel periodo maggio/luglio 2006, ha concluso Poste Italiane, qualche ulteriore disagio è stato procurato dall'avvicendamento non sempre immediato del personale assunto con contratto a tempo determinato oltre che dall'adesione dei lavoratori ad una iniziativa promossa dal sindacato locale per l'interruzione delle prestazioni aggiuntive; la situazione è tuttavia tornata alla normalità in tempi brevi, secondo quanto assicurato dalla medesima società.

Dal canto suo il Ministero ritiene opportuno rammentare che le strategie organizzativo-gestionali della società Poste Italiane spettano agli organi statutari della società medesima, la quale individua il tipo ed il numero delle risorse ritenuti necessari a garantire il rispetto degli obblighi connessi alla fornitura del servizio universale: dislocazione degli uffici, numero degli sportelli, modalità tecniche considerate idonee a soddisfare la richiesta di servizi da parte dell'utenza. Il Ministero delle comunicazioni è legato alla società Poste Italiane da un contratto di programma che assicura al Ministero stesso - quale Autorità di regolamentazione del settore postale - una potestà di vigilanza per verificare il corretto espletamento del servizio universale, ma non consente al Governo di intervenire nella gestione dell'azienda.

Il Ministero, sulla base di quanto indicato dalla società, ha sottolineato che il contenimento dei costi, pur costituendo uno strumento fondamentale per la riduzione dell'onere del servizio postale universale sostenuto da Poste Italiane spa non esclude la necessità che il Ministero delle comunicazioni sia messo al corrente preventivamente dei piani e dei criteri generali relativi alla razionalizzazione degli orari di apertura e/o alla chiusura degli uffici postali, su tutto il territorio nazionale. In tale prospettiva, tenuto conto che le iniziative di razionalizzazione degli uffici postali non possono essere demandate alla esclusiva ed incondizionata iniziativa di Poste italiane spa, è intendimento del Ministero prevedere, non solo nel nuovo contratto di programma attualmente in corso di definizione ma anche in provvedimenti ad hoc, impegni più stringenti per la società Poste Italiane in termini di qualità, utilizzando indicatori oltre che per i tempi di recapito della corrispondenza, anche per la diffusione e l'accessibilità degli uffici postali sul territorio nazionale, al infine di implementare l'efficienza del servizio postale universale senza intaccare la rete postale, soprattutto nei centri più piccoli e nelle aree geograficamente disagiate, in coerenza sia al contesto territoriale di riferimento sia alle concrete prospettive economiche di crescita.

Il Ministro delle comunicazioni: Paolo Gentiloni Silveri.
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