In effetti in questo periodo stagionale l'innevamento è anomalo, con un alto rischio di valanghe, tuttavia anche in queste condizioni non mancano di certo itinerari scialpinistici di soddisfazione, magari cambiando valle. L'alta Val Brembana si presenta dirupata e incassata, e richiede in genere neve ben stabile, ma in altre zone si trovano percorsi quasi sempre sicuri. Ricordo spledide gite con metrate di neve fresca: i Campelli di Schilpario, in Val di Scalve; il versante nord del Pizzo Formico in Val seriana, alcuni versanti del Grem con i suoi "satelliti" (Cime di belloro etc.).
In altri termini, in certe zone ci si può andare anche con un metro di neve fresca, in altre bastano cinque centimetri per fermarsi. In questo senso, penso che gite scialpinistiche siano sempre possibile, anche con gli innevamenti più critici, purchè si scelga la zona giusta.
Il problema è quindi nella "scelta giusta", e qui occorre "occhio", esperienza e meglio ancora una conoscenza estiva del territorio. Un criterio può essere quello di "eccedere in prudenza": spesso mi capitava di compiere scialpinistiche in solitaria, e in questi casi è ovvio che si deve essere "sicuri" della stabilità della neve. Quindi, sceglievo i percorsi con un ampio margine di sicurezza, rimandando magari una gita di uno-due mesi in attesa delle condizioni giuste, prediligendo nel frattempo percorsi del tutto sicuri.
Poi, è chiaro che il "rischio zero" non esiste, ma sicuraemnte è possibile ridurlo di moltissimo, a livello di una normale gita estiva.

e buon anno