Quel vallone senza nome sotto i Corni di Sardegnana

Itinerari e discese di sci-alpinismo invernale ed estivo
Valle Brembana - Alpi Orobie Bergamasche

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Quel vallone senza nome sotto i Corni di Sardegnana

Messaggiodi Un passante » lunedì 9 maggio 2016, 9:45

Quel vallone senza nome sotto i Corni di Sardegnana

Di sicuro un nome ce l'ha. Qualcuno una volta mi aveva detto "Vallone della Pioggia". Sicuramente qui qualcuno saprà confermarlo o dirmi il nome giusto.
Sulle mappe tecniche regionali non è segnato, così come sulle escursionistiche. Dagli impianti di Foppolo e Carona, in inverno, è costantemente sotto gli occhi, incastonato tra la valle di Sardegnana e la cresta che nasconde "Il Vallone". In condizioni di scarso innevamento e ad inizio stagione presenta due fasce rocciose che lo interrompono. Una meno accentuata in alto e una circa a metà. In anni nevosi diventa bianco uniforme, segno che di grandi salti non si doveva trattare. E' da un po' che lo punto anche perchè, salendo da "Il Vallone" ho notato spesso che camosci e stambecchi preferiscono salire di lì per prendere quota, spuntando poi in alto, sulla cresta in prossimità della cima dei Corni. Sabato ho poco tempo e non posso andare lontano e metto quindi mano a questo piccolo "progetto" esplorativo. Il menù prevede il pagamento di un dazio iniziale, spallando gli sci fino al lago di Sardegnana per poi calzarli fin quasi al passo. Lo zaino è quindi quello "esplorativo". Leggero il più possibile ma con 3 assetti: scarpe da running, scialpinismo e canali.

In verità la salita alla diga di Sardegnana in scarpe leggere mi sembra sempre molto meno faticosa di quanto si senta raccontare.
Alla diga cambio assetto e metto gli sci ai piedi. Nel pianoro sotto il passo gli sci vanno nello zaino e si tirano fuori picca e ramponi per risalire il canale nevoso che porta alla cima dei Corni di Sardegnana. Il canale è non troppo ripido, eccettuato un breve tratto di una quindicina di metri sui 60°. In prossimità dell'uscita è presente un bivio. Sulla destra si sale ancora per canale fino a giungere a pochi metri dalla vetta dei corni e con semplici passi su roccia (II°) si è in vetta. Sulla sinistra si giunge a una splendida "piattaforma" naturale ai piedi della guglia rocciosa del corno settentrionale, proprio al vertice ultimo del mio "misterioso" valloncello. Un breve e semplice canalino, volendo, permette di scendere al culmine del "Vallone", ed è la strada che seguono gli animali. Dalla piattaforma è possibile calzare subito gli sci. Qualche metro di cresta e poi una decina di metri ripidi (sui 50°) possono essere eventualmente fatti a piedi. Poi le pendenze diminuiscono portandosi su quelle ottimali di una bella pista rossa. La prima fascia rocciosa si attraversa al centro, per un canalino. Seguono 300 metri di velluto fantastico e liscio da affrontare a curvoni. La seconda fascia è più consistente e chiusa sulla sinistra. Io l'ho superata tutta a destra, con il giusto gusto di 3 metri di colatina di ghiaccio vivo su cui le lamine mordevano invano. Ma è proprio un attimo. Poi, tornato sui pendii al sole in cerca del remollo, altri 300 metri di velluto, questa volta da farsi a curvette, per godersi appieno il piacere dello sci "primaverile" con vista sui verdi pendii del Masoni. La stagione oramai è avanzata, gli ultimi 100 metri sci ai piedi si fanno attraversando una fitta macchia di cespugli fino a un pianoro con un al centro un grosso masso piatto. Da lì si vede subito un sentiero marcato, che dovrebbe essere quello che porta dalla diga di Sardegnana a quella di Fregabolgia e al Calvi. Ultimo cambio di assetto, gli sci tornano nello zaino e ai piedi ritornano le scarpe da running. Io ho seguito il sentiero per una cinquantina di metri verso il Calvi, per poi abbassarmi per bosco fino al pianoro sottostante dove si trovano delle baite diroccate. Seguendo il limite del bosco verso Carona (sinistra faccia a valle), proprio dove il pianoro finisce, si trova un'altro ampio sentiero non segnato che in breve porta all'estivo per il Calvi e di lì a Carona.

Gita breve e plasir (disl. 1350 metri, quota massima 2420, BSA) ma davvero completa e, per i miei gusti, di grande soddisfazione, anche per la bella sciata.
Materiale consigliato: sci, 1 picca, ramponi, casco e..indispensabili scarpe leggere.
Ultima modifica di Un passante il lunedì 9 maggio 2016, 10:07, modificato 2 volte in totale.
Un passante
 

Re: Quel vallone senza nome sotto i Corni di Sardegnana

Messaggiodi Un passante » lunedì 9 maggio 2016, 9:45

Qualche foto:

Il primo sole sui Corni, noto subito che c'è uno scarso innevamento per la stagione.
Il traverso del canale Nord Ovest del Becco è già su erba.

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Riflessi sul lago ancora ghiacciato

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Re: Quel vallone senza nome sotto i Corni di Sardegnana

Messaggiodi Un passante » lunedì 9 maggio 2016, 9:45

Poca neve anche sulla nord del Becco. Si nota al centro la goulotte di accesso di "Arcigno Macigno". Formata ma magra e parecchio "cattiva".

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Risalendo verso il passo.

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Re: Quel vallone senza nome sotto i Corni di Sardegnana

Messaggiodi Un passante » lunedì 9 maggio 2016, 9:46

Nel canale che porta in cresta.

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La strettoia e il suo "soffitto", meglio avere in testa il casco.

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Re: Quel vallone senza nome sotto i Corni di Sardegnana

Messaggiodi Un passante » lunedì 9 maggio 2016, 9:46

Ai piedi delle guglie dei Corni di Sardegnana

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Re: Quel vallone senza nome sotto i Corni di Sardegnana

Messaggiodi Un passante » lunedì 9 maggio 2016, 9:46

Finalmente riesco ad affacciarmi al vallone di discesa e...si può fare!

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Bella vista sulla cima dei Frati dal versante del "Vallone".

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Re: Quel vallone senza nome sotto i Corni di Sardegnana

Messaggiodi Un passante » lunedì 9 maggio 2016, 9:47

Pronti...partenza...via!

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La parte alta della discesa, le cime dei Corni sono quelle meno evidenti, leggermente a sinistra del centro foto. Si parte da lì.

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Re: Quel vallone senza nome sotto i Corni di Sardegnana

Messaggiodi Un passante » lunedì 9 maggio 2016, 9:47

La parte centrale, appena sopra la fascia rocciosa.

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La parte bassa.

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Re: Quel vallone senza nome sotto i Corni di Sardegnana

Messaggiodi Un passante » lunedì 9 maggio 2016, 9:47

Preso il sentiero la discesa è veramente veloce e su bel sentiero "morbido", ottimo per le scarpe leggere.

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Da Pagliari conviene tenere la strada estiva che porta all'orto botanico e a chiudere il cerchio.



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