Linea diretta............ a qualcuno interessa?

Situazione impianti, nuovi progetti e sviluppi delle stazioni sciistiche di Foppolo, San Simone, Carona, Piazzatorre e Valtorta/ Piani di Bobbio.

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Messaggiodi Mzzdelta il Mer 06 Dic, 2006 6:57 pm

Sig. Quarti, perchè non pubblicate on-line il vostro progetto, tramite la creazione di un sito internet? Indicando tutte le strutture con la loro collocazione ed i metri cubi, sia per quanto riguarda gli impianti che gli hotel, residence, appartamenti. Almeno si spazzerebbero via i molti dubbi e lo scetticismo che via via si è creato in questi anni. Si darebbe l'opportunità alla gente di poter valutare di testa sua, un progetto del quale credo che molti non sappiano nemmeno in cosa consista.

Saluti.
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Messaggiodi Franco_Quarti il Mer 06 Dic, 2006 7:13 pm

Mzzdelta
Credo che possa essere un suggerimento utile e valuteremo le modalità per poter effettivamente comunicare il progetto.

Credo però che sia anche utile fare una cronistoria dei fatti riferiti esclusivamente al progetto in modo da capire da dove sono sorti i problemi, quali sono state le reazioni, a quali si è cercato di ovviare e quali ad oggi sembrano insormontabili.
Ribadisco inoltr che ci sono situazioni assolutamente differenti tra San Simone e Foppolo, quindi andrebbero probabilmente trattate separatamente.

Ringrazio tutti per l'accoglienza.
Franco_Quarti
 
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Messaggiodi personeni il Gio 07 Dic, 2006 2:33 am

Ciao a tutti, sono nuovo del forum. Vi seguo da circa 3 mesi e trovo che siete di una potenzialita comunicativa non indifferente, belli,informativi e divertenti i servizi sulla nuova triposto di sansimone. bella trovata quella della grappa agli operai. Non vi nascondo che quando vado in ufficio i colleghi mi dicono che ne so piu' io che il diavolo e tutto grazie a voi, continuate sempre cosi' e forza ai ragazzi della seggiovia, come li chiamate voi.

Dopo questo doveroso preliminare vorrei chiedere alcune cose al sig. Quarti approfittando della sua presenza sul forum. Ma non crede visto il suo osteggiare in tutti i modi la nuova costruzione della seggiovia, che alla maggior parte dell'opinione pubblica e a noi amanti sciatori la cosa e' sembrata eccessiva e controproducente anche per se stesso? Mi spiego meglio, sono anni che stiamo aspettando qualche segno di ammodernamento a sansimone e ora che c'e' questa opportunita e impegno, proprio lei cerca in tutti i modi di fermare?!

Lei che avrebbe tutti gli interessi che la seggiovia si facesse, andrebbe anche a valorizzare tutta l'intera area della stazione, e un ultima cosa: come puo' pretendere che il comune di valleve le conceda il permesso di edificare sul proprio territorio quando fra comune e la sua societa continuano ad esserci cause e ricorsi al tar?

grazie e scusate il disturbo.
personeni
 
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Messaggiodi Franco_Quarti il Gio 07 Dic, 2006 11:41 am

gentile sig. personeni,
credo sia necessario a volte descrivere fatti ed avvenimenti che hanno portato a questa situazione.

Nel 1973 il sig. Bono, allora proprietario della stazione sciistica di San Simone e sviluppatore degli appartamenti, dell'hotel e degli impianti, acquistava dal Comune l'area dove oggi sorge il rifugio Camoscio ed il pianoro di fronte. Nell'atto del notaio, pur specificando che non vi era all'epoca un piano di lottizzazione già approvato, si individuava l'area come di sviluppo turistico e infatti si dichiarava che il privato acquirente avrebbe dovuto dotarla di opere di urbanizzazione primaria. Strada, Cabina elettrica, acquedotto.
Il progetto era quello di completare la stazione di San Simone costruendo un piccolo borgo dove oggi c'è il Camoscio.
A conferma di cioè vi è il prezzo pagato per l'area, venduta non certo al valore agricolo bensi ad un valore di sviluppo di £.27.000.000 (lire) nel 1973.

Il progetto da noi presentato in questi anni, ha seguito esattamente le linee di sviluppo approvate dai comuni.
Non mi dilungo ora nello spiegare i rapporti avuti con i comuni ed i motivi e le modalità per cui poi il progetto di sviluppo si è bloccato, resta però il fatto che la localizzazione di un borgo al Camoscio non è nè un'idea nuova (1973) nè al Comune sconosciuta (piano di fattibilità comunale approvato) nè irrealizzabile essendo quella l'unica area senza alcun rischio idrogeologico.

Detto questo, nel 2005 abbiamo presentato un progetto di sviluppo, solo per il Comune di Valleve, che prevedeva la realizzazione della parte turistico-alberghiera sui piazzali e sull'area del Camoscio e la realizzazione di 3 nuovi impianti contestualmente alla realizzazione dei borghi.
I tre nuovi impianti avrebbero sostituito il Forcella Rossa, il Sessi ed il Camoscio.
Il comune non ci ha più risposto.

Non volendo aggiungere altre considerazioni in merito alle requisizioni, agli espropri, alla revoca delle concessioni di cui magari parleremo più avanti, il comune ha deciso di realizzare un nuovo impianto senza confrontarsi con noi.
Siamo venuti a conoscenza del progetto solamente quando è stata avviata la procedura di esproprio delle aree.
E quali aree??? Proprio quelle acquistate nel 1973 e sostanziali per lo sviluppo del borgo del Camoscio.

Questi sono fatti.

Quindi è vero che, come dice Lei, non è nostro interesse bloccare la realizzazione di un nuovo impianto o continuare una sterile lotta con i comuni, ma se a lei espopriassero delle aree, se quelle aree fossero fondamentali per il progetto di sviluppo presentato, se il progetto della seggiovia cosi come localizzato rovinasse quelle aree precludendo di fatto qualsiasi altro sviluppo e se ci fosse comunque una sua proposta alternativa che non è stata nemmeno presa in considerazione, Lei cosa farebbe? Non credo che farebbe finta di nulla.

Questo sono scelte.
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Messaggiodi cllocate il Gio 07 Dic, 2006 12:45 pm

Un invito a Franco_Quarti fin dove possibile a citare i fatti da Lui a conoscenza senza riportare Nomi e Cognomi di persone terze che non sono tenute ad essere a conoscenza di questa discussione , e quindi impossibilitate a confermare e contraddire.
Queste sono semplici regole sempre adottate dal forum che sicuramente comprenderai.

Una considerazione personale
sull'arco alpino, trentino escluso i danni maggiori sono stati compiuti proprio tra gli anni 60/70, il fatto che quel terreno nel 73 fosse edificabile non mi meraviglia , mi stupirebbe che lo fosse ancora oggi, e soprattutto per costruirci delle seconde case.
Che poi la cosa sia stata rivista è forse anche segno di una mutata visione "ecologica" del problema nei decenni a seguire.
Francamente ritengo che ci sia spazio per costruire attività che restino però aperte tutto l'anno come meuble/BB/agriturismo etc ma a quote meno invasive, pensare di costruire nei pressi del rif. Camoscio cosi come in Torcola mi sembra sana follia che i nostri amministratori stiano tenendo in dovuto conto, spero!

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Messaggiodi Franco_Quarti il Gio 07 Dic, 2006 4:40 pm

Scusate la citazzione di altre persone, non conoscevo le regole del forum

n.1_Resta il fatto che sono atti notarili regolarmente registrati e quindi accessibili a richiesta.E che il sig. Bxxx non ha realizzato poichè è venuto a mancare.

n.2_Forse mi sono spiegato male, ma non ho certo detto che il terreno fosse edificabile nel 1973. Piuttosto che era stato identificato come terreno di sviluppo turistico già allora.

n.3_Noi non abbiamo mai parlato di seconde case, anzi, abbiamo presentato un progetto con una percentule del 90% di alberghiero!

n.4_Considerando la mia disponibilità a discutere senza problemi, eviterei aggettivi tipo "follia" o simili. grazie

n.5_Scusate, ma sbaglio o a Foppolo l'ultimo intervento realizzato di costruzione non è ancora solo ed esclusivamente di seconde case??? e non sono forse queste che non garantiscono la presenza settimanale dei turisti???

n.6_in ultimo andate a farmi dare il documento "Piano di fattibilià, linee guida per uno sviluppo sostenibile dei comuni di Foppolo, Carona, Valleve" e guardate dove avevano previsto la costruzione alberghiera.

Grazie
Franco_Quarti
 
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Domande al Dott. Quarti

Messaggiodi Elle il Gio 07 Dic, 2006 6:11 pm

Egr. Dott. Quarti,

complimenti per la volontà di confrontarsi con le persone interessate direttamente o indirettamente dai progetti futuri di sviluppo della sua Società.

Mi permetto porgerle alcune domande:

a) Sono stati fatti degli studi in merito all'impatto ambientale che le opere eventualmente costruite potrebbero arrecare alle aree interessate dai progetti?

b) I progetti prevedono degli accordi operativi con altre società ad esempio Tour Operator, Compagnie Aeree, ecc. utili per sviluppare e destagionalizzare l'offerta turistica dell'area?

c) Quanti posti di lavoro prevedete di creare diretti / indiretti e quale sarà l'indotto per gli esercizi privati pubblici della Valle Brembana?

d) La sua Società ha già attuato progetti simili a quello/i previsto/i in Valle Brembana?

e) Quali sono gli aspetti positivi, e perchè no, negativi degli interventi previsti?

f) Quali sono le cause che non permettono lo sviluppo dei progetti previsti e quali sono le azioni conseguenti che la sua Società ha deciso di attuare?

La ringrazio per la disponibilità e per l'attenzione.

Distinti Saluti.
Elle
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Messaggiodi president il Gio 07 Dic, 2006 6:23 pm

Gentile Arch. Quarti

Una sola domanda, ma perchè c'è stato questo "muso duro" con gli amministratori, cosa non convinceva del vostro grande( forse troppo) progetto?? Ma nel futuro potranno presentarsi altre possibilità ?

Grazie president
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Messaggiodi trevbg il Ven 08 Dic, 2006 1:10 pm

Io non citerei Foppolo, ed in particolare gli ultimi interventi, come dimostrazione del fatto che in valle ancora si costruisce (ed in modo inadeguato). Foppolo è la MADRE di tutti gli scempi che sono stati realizzati sulle Orobie e dovrebbe essere l'esempio sul cosa NON fare per il futuro, sia esso residenziale che alberghiero...
...anzi, io ci vedo (forse ingenuamente) gli spazi per un tentativo di recupero e di riduzione del costruito nel tentativo di mitigarne un minimo l'impatto. a_12
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