Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Situazione impianti, nuovi progetti e sviluppi delle stazioni sciistiche di Foppolo, San Simone, Carona, Piazzatorre e Valtorta/ Piani di Bobbio.

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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi IW2LBR » martedì 6 marzo 2018, 6:19

da L'Eco di Bergamo

Valleve, nuovo scontro sulle seggiovie - Acquisiti i terreni, ma Quarti non ci sta

San Simone. Una delibera di giunta «requisisce» le aree alla partenza del Sessi e del Camoscio oggetto di causa al Tar del proprietario, che replica: «Aggressione grave, danno alla stazione»

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La saga continua. Infinita. Incessante. Estenuante. Come un match di Rocky Balboa la lotta tra il Comune di Valleve e la San Simone Evolution di Franco Quarti sui terreni e gli impianti di San Simone prosegue con l’ennesimo round. È la delibera della giunta numero 12 del primo marzo (ma pubblicata sul sito solo ieri, ultimo giorno utile), oggetto l’acquisizione sanante dei terreni alla partenza degli impianti «Sessi-Cima Siltri» e «Camoscio», approvata con i voti del sindaco Santo Cattaneo e dell’assessore Pietro Midali. «Alla data odierna rimane la necessità di acquisizione delle aree in quanto di evidente interesse pubblico, poiché... insistono le partenze dei due impianti di risalita che qualificano il territorio come località sciiistica con le ovvie ricadute in tema di richiamo turistico del Comune», si legge nella delibera. Espropri e Pgt Ma la questione non è così lineare. Il Comune vuole acquisire i terreni per poi tentare di comprare le due seggiovie della società di leasing attraverso il comitato di cittadini e addetti della Pro Loco che aveva stanziato 20 mila euro. Ma i terreni «acquisiti» sono gli stessi già oggetto di una lunga battaglia legale tra il Comune e la San Simone, proprietaria delle aree. Tra il 2006 e il 2008 il Comune requisisce i terreni con un’occupazione d’urgenza per motivi di pubblica utilità ma non porta a compimento l’esproprio entro i termini previsti (il 2013). Nel 2014 il Comune inserisce però di fatto nella previsione del Pgt gli stessi terreni oggetto di controversia, indicandoli come fascia a cessione gratuita e comprendendo anche zone di proprietà dell’Alpe Sessi. La San Simone fa causa al Comune davanti al Tar reclamando la restituzione dei terreni e i danni per il periodo precedente al 2013, essendo venuto meno col mancato esproprio il requisito del provvedimento, l’occupazione d’urgenza per motivi di pubblica utilità. Chi paga? La Pro Loco La controversia è ancora in atto, ma questa nuova iniziativa del Comune è un capitolo decisamente più anomalo. L’indennizzo alla San Simone, fissato in 6.088,41 euro «di cui 5.646,03 a titolo d’indennità e 442,38 a titolo di risarcimento danno», lo verserebbe la Pro Loco perché la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, il 7 febbraio scorso, ha vietato al Comune l’attuazione di programmi di spesa «non obbligatori», censurando l’ammontare crescente delle spese per consulenze. E ovviamente una nuova vertenza con la San Simone non farebbe che aumentare la spesa delle «consulenze legali». «Aggressione irregolare» Infatti l’apertura di un nuovo fronte è pressoché scontato. «Questa ulteriore azione del Comune nei confronti della San Simone è più un’aggressione che una regolare procedura – contrattacca Quarti –. Valuteremo nelle sedi opportune, ma questo è un nuovo strappo ai rapporti e uno schiaffo alla stazione sciistica, chiusa da due anni, non dimentichiamo, per colpa del Comune».
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi willy » martedì 6 marzo 2018, 9:19

manca una seggiovia nella foto a_2
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi IW2LBR » martedì 13 marzo 2018, 8:18

da L'Eco di Bergamo

Valleve, trattativa fallita «Acquisiamo i terreni»
La vicenda. In Consiglio ok all’atto contestato dal proprietario delle aree alla base delle seggiovie, che ha aperto un dialogo in extremis. Polemiche coi villeggianti

Sembrava la solita seduta super-fast, della serie veni, vidi, vot(a)i. «Tutti favorevoli? Sì. Approvato con immediata esecutività». Sei consiglieri in aula, compreso il sindaco Santo Cattaneo, sei minuti per approvare i due punti all’ordine del giorno, nessuna domanda, nessuna richiesta di spiegazione e la seduta del consiglio comunale di Valleve è tolta.
L’acquisizione «sanante» Anche se il secondo punto all’odg era di quelli bollenti e discussi: la votazione della delibera di giunta del primo marzo con la proposta di «acquisizione sanante» dei terreni alla base delle seggiovie Sessi-Cima Siltri e Camoscio. Di proprietà della San Simone Evolution di Franco Quarti e con i soldi della Pro Loco e del comitato cittadino Cima Siltri. Bollente, perché i fatidici terreni sono oggetto di una disputa legale al Tar col ricorso della San Simone sul provvedimento d’occupazione d’urgenza dei terreni tra il 2006 e il 2008, vanificato dal mancato esproprio entro il 2013. Discussa perché l’eventuale indennizzo alla San Simone, poco più di 6 mila euro, lo pagherebbe la Pro Loco con l’aiuto del comitato Cima Siltri perché la Corte dei Conti ha imposto al Comune di non mettere soldi per spese straordinarie. E questo è il caso.

«Ma perché insistete?»
Ma il succo di questa seduta è quanto avviene prima e dopo il consiglio. Il dopo gira attorno a una domanda che innesca un incendio. «Ma perché avete votato questa delibera, chi sostiene le spese legali di questo nuovo atto aggressivo nei confronti della San Simone, il nuovo contenzioso rientra nelle spese ordinarie? A noi pare di no», incalzano il consiglio marito e moglie, villeggianti del Comitato San Simone coordinato da Paolo Bossini. Vogliono sapere perché «il Comune e solo il Comune non riesca a dialogare con la San Simone». Perché, replicano il sindaco e alcuni dei consiglieri, «Quarti non ha mai voluto gestire gli impianti, anzi ha comunicato al leasing la volontà di smantellare la seggiovia, noi vogliamo solo che gli impianti girino». Ma dove è la prova, il documento, la carta della presunta richiesta dello smantellamento della seggiovia? «Non lo sappiamo, non siamo noi gli interlocutori» risponde il consiglio e non si capisce a che titolo venga estratta questa vicenda del leasing. Spiega il sindaco che il Comune con la Brembo Super Ski ha «sprecato soldi per 10 anni», poi si corregge, precisando che non intendeva parlare di sprechi e in ogni caso la questione è semplice: «Se Quarti viene qui domani mattina con un progetto serio, noi gli diamo gli impianti subito e congeliamo il voto sulla delibera». La questione assume invece contorni paradossali. Perché da un lato il consiglio ha appena approvato l’acquisizione sanante, «altro fronte di guerra con Quarti», lo definiscono gli esasperati villeggianti. Dall’altra apre apparentemente a un clamoroso dietrofront: «Se Quarti viene con un progetto serio, gli diamo gli impianti subito. Certo, se non chiede milioni di danni...».

La mail del mistero
La questione che fa da sfondo, è esattamente questa: la richiesta danni della San Simone al Comune per la mancata restituzione del ramo d’azienda (impianti, mezzi, uffici), oggetto di una sentenza e di un accertamento tecnico preventivo in corso che dovrà attestare se e come il ramo d’azienda della società sia stato mal utilizzato dal Comune (attraverso la fallita Brembo Super Ski). Ma la novità, dice a consiglio finito l’ex sindaco Leandro Eroini in veste di mediatore con la Pro Loco, è la mail che il proprietario della San Simone ha inviato alla Pro Loco prima del consiglio, come spiraglio per un possibile dialogo. «Se l’avessimo ricevuta prima», sospirano in Comune. Anche se la mail è arrivata e sarebbe prima dell’inizio della seduta. «Apertura ignorata» Di che mail si tratta? Quale fronte avrebbe aperto? Con quali effetti sull’approvazione della delibera? «Ancora una volta siamo dispiaciuti, speravamo che il Comune e i consiglieri si fossero resi conto della gravità di quest’ultimo atto (l’approvazione della delibera di acquisizione sanante dei terreni, ndr) – replica Franco Quarti – che vanifica il tentativo che ancora una volta oggi (ieri, ndr) abbiamo fatto per aprire un canale di dialogo. Ora valuteremo come tutelarci». Sul contenuto della mail silenzio da entrambe le parti. Ma da quanto filtra, la San Simone avrebbe ribadito alla Pro Loco il doppio binario della questione: la società è disponibile a gestire gli impianti della stazione come unica proprietaria, aprendo il dialogo con tutti gli attori in causa, ma senza dare un colpo di spugna alla querelle con il Comune sulla restituzione del ramo d’azienda e sugli eventuali danni. E l’ultimo atto della querelle, l’acquisizione dei terreni, non sembra un passo in direzione «sanante».
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi Valerie » venerdì 16 marzo 2018, 12:56

Just skied from Montebello over to Carona. Why the barriers, we have a lift pass for the whole area?
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi IW2LBR » venerdì 23 marzo 2018, 8:30

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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi IW2LBR » venerdì 23 marzo 2018, 8:30

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San Simone: acquisto delle seggiovie Valleve getta la spugna

Messaggiodi IW2LBR » venerdì 23 marzo 2018, 8:32

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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi IW2LBR » venerdì 23 marzo 2018, 8:33

da L'Eco di Bergamo

San Simone: acquisto delle seggiovie, Valleve getta la spugna
San Simone. La Corte dei conti annulla l’esproprio delle aree di partenza «Non c’è copertura». Il Comune: ci abbiamo tentato, ce lo chiedeva il paese

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Il Comune di Valleve rinuncia all’acquisto delle seggiovie Sessi e Camoscio. La Corte dei conti ha annullato le delibere con cui il Consiglio comunale aveva espropriato i terreni di partenza alla San Simone Evolution di Franco Quarti. La motivazione, a quanto pare, sarebbe la mancata copertura finanziaria (per sostenere l’esproprio o per eventuali contenziosi successivi). Ieri pomeriggio, così, in un incontro tra i consiglieri comunali, è arrivata la decisione: troppi ostacoli, abbandoniamo. Niente esproprio dei terreni di Quarti e niente acquisto dalla Mediocredito Italiano della seggiovia Sessi. A fine novembre scorso, infatti, la comunità di Valleve – dal piccolo commerciante al parroco – si era detta disposta a sborsare 20 mila euro per l’acquisto della seggiovia Sessi. A fare da referente la Pro loco che avrebbe poi ceduto i soldi al Comune, a cui, in qualità di ente pubblico, il leasing di Mediocredito era disposto a vendere, di fatto a una cifra quasi simbolica, l’impianto di risalita (costato 1, 6 milioni di euro, inaugurato nel 2007 dalla Brembo Super Ski).

I soldi della Pro loco c’erano
Nei progetti della Pro loco, poi, ci sarebbe stato l’intervento di un imprenditore che avrebbe potuto acquistare gli altri impianti di risalita della stazione, in particolare la seggiovia Colla (della San Simone Evolution), necessaria per l’accesso alla Sessi e alla Camoscio. «La Corte dei conti ha annullato le nostre delibere con cui venivano espropriati i terreni di partenza delle seggiovie - spiega l’assessore Pietro Midali -. Fare ricorso? Non conviene. Rinunciamo all’acquisto delle seggiovie. Lo scorso autunno avevamo raccolto l’appello del paese e della Pro loco: la comunità ci aveva chiesto un tentativo, quello di non lasciare morire San Simone, di provare ad acquisire almeno la seggiovia Sessi, visto che la banca era disposta a cederla per soli 20 mila euro. Ci abbiamo provato. I soldi per l’esproprio? Sono arrivati dalla Pro loco proprio oggi (ieri per chi legge, ndr), ma contemporaneamente anche la comunicazione della Corte dei conti che annullava le delibere. A questo punto lasciamo campo libero a Quarti, ma ci crediamo poco che voglia realmente rilanciare la stazione».

Il Comune, quindi, getta la spugna.
L’ultimo tentativo solo pochi giorni fa con le delibere in Consiglio comunale per espropriare i terreni su cui poggiano le partenze delle seggiovie Sessi e Camoscio (quest’ultimo impianto di Alba Leasing). Atto fondamentale per poter procedere poi anche all’acquisto delle seggiovie. Ma proprio sui terreni delle partenze c’era ed è ancora in essere un contenzioso tra Comune e la proprietà, la San Simone Evolution di Quarti. Quarti e il rilancio I terreni sono oggetto di una disputa legale al Tar col ricorso della San Simone sul provvedimento d’occupazione d’urgenza dei terreni avvenuto tra il 2006 e il 2008, ma vanificato dal mancato esproprio entro il 2013. Cosa succederà ora? Impossibile capirlo. In un contatto con la Pro loco la San Simone avrebbe ribadito nei giorni scorsi la disponibilità a gestire gli impianti della stazione come unica proprietaria, aprendo il dialogo con tutti gli attori in causa, ma senza dare un colpo di spugna alla querelle con il Comune sulla restituzione del ramo d’azienda e sugli eventuali danni.
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi Valerie » martedì 27 marzo 2018, 15:22

It is always very hard to understand the reports in L'Eco di Bergamo using Google translate. Where do I find the agenda and minutes of the council meeting?
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