Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Situazione impianti, nuovi progetti e sviluppi delle stazioni sciistiche di Foppolo, San Simone, Carona, Piazzatorre e Valtorta/ Piani di Bobbio.

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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi Daniele bovisio » domenica 13 maggio 2018, 19:51

Il prossimo anno andate ai piani di bobhio a sciare.
La valle sta morendo
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi Daniele bovisio » domenica 13 maggio 2018, 19:52

Noi a cambrembo è da natale che abbiamo l acqua non potabile .
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi IW2LBR » mercoledì 16 maggio 2018, 7:36

Martedi' 15 Maggio 2018 - PIAZZA BREMBANA - Alta Valle Brembana - Alpi Orobie - Alberghi, ristoranti - Affitto appartamenti Piazza Brembana - News

Assemblea Comunita Montana Valle Brembana sui fondi BIM a Foppolo

Il commissario prefettizio di Foppolo, Letterio Porto, ha chiesto tempo per cercare di chiarire se il Comune sarà ancora in grado o no di realizzare la cabinovia. Tre mesi di tempo, solo allora la Comunità Montana potrebbe decidere se confermare o no i fondi BIM stanziati due anni fa a tale scopo. Fino ad allora i fondi saranno sospesi.

reportage by Claudio e Gino Galizzi



Reportage completo:
http://forum.valbrembanaweb.com/comuni-della-valle-brembana-f80/assemblea-comunita-montana-sui-fondi-bim-foppolo-t10865.html
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi IW2LBR » mercoledì 16 maggio 2018, 8:04

da L'Eco di Bergamo

Già spesi due milioni, cantiere fermo dal 2016 - La Comunità chiede chiarezza sulle risorse

I soldi per la telecabina ci sono o no? Ci saranno o no? La Comunità montana, ieri sera, nella sostanza ha chiesto al commissario prefettizio Letterio Porto di fare chiarezza sui fondi e sulle effettive possibilità che i lavori (fermi dal dicembre 2016) possano ripartire. Cantiere, per il quale, finora, il Comune avrebbe speso circa due milioni di euro (parte edile). Stando a quanto sempre dichiarato dall’Amministrazione comunale, per far girare l’impianto, servirebbero ancora 1,5 milioni di euro. Altri fondi andrebbero a coprire interventi (come il magazzino delle cabine) o finiture, considerati non necessari alla messa in funzione. Questione fondi, quindi. La Regione a febbraio ha revocato il prestito ventennale di 2,5 milioni, ma Foppolo ha fatto istanza per la riconferma. Gli altri fondi che andavano a coprire i costi dovevano arrivare da imprenditori di Bergamo e operatori turistici locali (circa 1,7 milioni di euro), da un vecchio accordo di programma regionale (un milione) e, infine, da BimComunità montana (750 mila euro). Tutti soldi che, nel caso, ora dovranno essere riconfermati. Ma la mancata ripresa dei lavori, di fatto, è dovuta anche al fallimento della Brembo Super Ski nel febbraio 2017: da allora si attende che le 54 cabine e la parte elettromeccanica siano messe all’asta. Diversamente il Comune non ne potrà disporre. E, sul tavolo dei curatori fallimentari, mancherebbe anche l’ok definitivo dal ministero al riposizionamento della telecabina. Proseguire o rinunciare? Per il commissario un bel dilemma. Anche perché - ieri in assemblea è stato detto - in caso di rinuncia ai lavori, la Graffer, la società che ha vinto l’appalto (sul quale indaga la procura), potrebbe chiedere i danni.
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi CadeSpi » mercoledì 16 maggio 2018, 8:53

Penso che le parole del commissario abbiano un significato che va oltre anche forse quello che il commissario stesso intendeva dare.
Ora che la bomba è esplosa e la polvere comincia a depositarsi è il tempo di meditare ogni mossa e ponderare ogni scelta, lasciando da parte l'emotività.
Che Foppolo sia figlia di un modello di sviluppo turistico vecchio e insostenibile è oramai evidente. Ma è lì, con le sue centinaia di seconde case, con gli impianti, quelli vecchi e a fine vita e quelli nuovi, con le piste ben ridisegnate e mantenute del comprensorio per buona parte rinnovato.
Non mantenere vitale il comprensorio non significa soltanto distruggere quel che di buono è stato fatto in questi anni, ma avviare uno spropositato (per le aree su cui insiste) complesso edilizio a un progressivo abbandono ed inevitabile degrado.
Le conseguenze possono essere devastanti, non solo per l'economia della valle e per la vita dei paesi, ma anche a livello ambientale.
Le Orobie sono già fin troppo piene di scheletri di stazioni abbandonate attorno a cui si è fatto strada il dissesto idrogeologico.

Il completamento della cabinovia non è sicuramente la soluzione a tutti i mali, ma è un tassello importante se non indispensabile per conservare un germe di vitalità quantomeno a Foppolo, per dare una speranza al comprensorio, per offrire una prospettiva a quanti desiderassero investire nel rilancio.
Di contro le strutture abbandonate al degrado sarebbero un ulteriore chiodo martellato non sulla tomba di una società di impianti in fallimento, ma sull'ecosistema dell'alta Valle, oltre che uno spreco ingiustificabile.
L'interesse pubblico in questo caso è preminente. In altre regioni esistono società regionali ad hoc che intervengono sugli impianti delle stazioni di sci con interventi di lease back, rilevandone le proprietà e affittandoli ai gestori e ai concessionari. Sulla stampa si è visto spesso citare Pontedilegno-Tonale come modello di sviluppo, proprio con questa strutturazione sono stati effettuati gli ultimi investimenti su Paradiso e Presena.
Non si tratterebbe quindi di erogare finanziamenti ma di acquisire beni.
Se si trattasse di ovviare soltanto alla cattiva gestione di un privato l'intervento sarebbe ingiustificabile. Ma qui si tratta di tutelare in primis il patrimonio ambientale che è bene di tutti.
Oltretutto se una cosa emerge con chiarezza dalle carte processuali è che gli impianti rappresentano un potentissimo strumento di potere e ricatto.
Sottrarlo per un periodo alla contesa locale potrebbe contribuire a normalizzare la situazione.
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi IW2LBR » sabato 26 maggio 2018, 4:06

…..
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Brembo Ski non si ferma, Impianti aperti anche in estate

Messaggiodi IW2LBR » sabato 26 maggio 2018, 4:07

da L'Eco di Bergamo

Brembo Ski non si ferma, Impianti aperti anche in estate
Foppolo e Carona. L’ok dai gestori per luglio e agosto. E il commissario: due ipotesi per farli girare in inverno

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Foppolo e Carona non si fermano. Dopo la rassicurazione dalla Devil Peak che quest’estate le seggiovie Quarta Baita e Montebello avrebbero regolarmente girato, ieri è arrivata anche la comunicazione del Fallimento di Brembo Super Ski per quanto riguarda la seggiovia di arroccamento Alpe Soliva: girerà anch’essa nei fine settimana di luglio (forse già da sabato 30 giugno), quindi tutti i giorni di agosto. «Chiederemo l’ok per l’esercizio provvisorio al comitato dei creditori e al giudice», spiegano i curatori fallimentari della società. Ma, come già successo lo scorso anno, non dovrebbero esserci ostacoli al funzionamento. Con l’Alpe Soliva si potrà raggiungere la Val Carisole da Carona, quindi il rifugio Terre Rosse (aperto in estate) e partire per altre mete. Con Quarta Baita e Montebello di Foppolo (la gestione è della Devil Peak di Massimo Moretti fino al 31 agosto) si arriva alla Terrazza Salomon del Montebello (anch’esso aperto in estate) e da qui partono una serie di itinerari, verso i laghetti sopra Foppolo o alcune cime tra le più classiche delle Orobie, tra cui il Cornostella. Sul tavolo della Curatela fallimentare anche la prevista asta dei beni della Brembo Super Ski (in particolare seggiovie e terreni in Val Carisole), dopo il fallimento del febbraio 2017. «Il bando sarà a breve», ripetono i curatori. Ma i tempi potrebbero non essere sufficienti per arrivare a novembre-dicembre con un acquirente certo. «In quel caso valuteremo cosa fare - continuano -. Il nostro auspicio è di vendere, non di dover chiedere un altro esercizio provvisorio. Ma, di fronte alla necessità, valuteremo la soluzione migliore». Attendista pure il commissario prefettizio di Foppolo Letterio Porto: «Il mio impegno sarà per far funzionare le seggiovie di Foppolo anche per la prossima stagione invernale - spiega -. Due le soluzioni: o un bando per affittare la gestione, come lo scorso anno, oppure un affidamento alla Curatela fallimentare. C’è comunque tutta l’intenzione di far funzionare gli impianti». Ciò che operatori turistici e clienti auspicano è che la decisione arrivi quanto prima e che la gestione dei due comprensori sia il più possibile unitaria. Per evitare le polemiche e tutte le conseguenze negative che ne sono derivate nell’ultima stagione.
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi IW2LBR » martedì 29 maggio 2018, 5:57

da L'Eco di Bergamo

Foppolo: Vado avanti, e farò sciare i bambini
L’imprenditore Moretti: non abbandono la valle, il prossimo inverno lezioni per mille studenti «Ho proposto ai curatori di gestire Val Carisole, offrendo il 50% in più di quanto hanno incassato l’anno scorso.

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«Mi sono preso un impegno morale con la valle e lo porto avanti. Non abbandono Foppolo, perché resto convinto che abbia le potenzialità per ripartire. E l’inchiesta in corso non mi ha fatto cambiare idea». Massimo Moretti, l’ex direttore generale dell’Inter impegnato (insieme alla Devil Peak di Giacomo Martignon) nel rilancio della stazione turistica dell’alta Valle Brembana, ribadisce il suo impegno. Lancia nuovi progetti, ne accantona (per ora) altri ancora più ambiziosi nell’attesa che la situazione amministrativa e quella gestionale delle seggiovie si definiscano, e invita alla collaborazione la Curatela fallimentare della Brembo Super Ski (che, a breve, dovrebbe mettere all’asta le seggiovie di Val Carisole). Pressing sulla Curatela «La scorsa stagione abbiamo dovuto cedere alla loro folle politica dei prezzi - dice Moretti - .Perché è stato folle far pagare 30 euro il giornaliero in settimana: abbiamo avuto una perdita del 50%. Al contrario, noi dobbiamo proprio puntare sui giornalieri feriali: Foppolo, il sabato e la domenica, non può ospitare più di 6.000-7.000 auto. Se vogliamo fare concorrenza ad altre stazioni dobbiamo fare un marketing aggressivo sul feriale, proporre prezzi vantaggiosi, pacchetti turistici con gli appartamenti, offrire servizi e opportunità aggiuntive. Dovremmo però partire in queste settimane, avere già le tariffe skipass pronte: perché buona parte della clientela, soprattutto quella straniera, programma le vacanze invernali già da ora. Invece non sappiamo ancora chi avrà in mano gli impianti: l’asta non c’è ancora, probabilmente arriveremo a novembre senza un proprietario. Con tutte le conseguenze negative che ne deriveranno. La Curatela fallimentare vuole ancora gestire in esercizio provvisorio la Val Carisole? Sarebbe il terzo anno, allora si trasformino in imprenditori».

Le seggiovie di Foppolo
Da qui la proposta. «Tramite il sindaco di Carona ho chiesto di poter gestire io le seggiovie di Val Carisole: le prendo in affitto, garantendo di versare alla Curatela il 50% in più di quanto hanno incassato la scorsa stagione, peraltro già eccezionale, considerate le nevicate. Se poi qualcuno acquista le seggiovie, bene: il contratto sarà stracciato. Non ho ancora ricevuto risposta». «Ho girato la proposta ai Curatori - informa il sindaco di Carona Giancarlo Pedretti - . Ma loro hanno già spiegato che possono affittare a chi contestualmente presenta anche un’offerta irrevocabile di acquisto. Siamo, comunque, in attesa dell’asta, l’auspicio è che arrivi quanto prima». Ma i terreni su cui poggia la seggiovia del Valgussera? «Sono di proprietà della Devil Peak», tiene a precisare Moretti. A ricordare che l’eventuale acquirente dovrà comunque fare i conti con lui. Poi le seggiovie di Foppolo, Quarta Baita e Montebello, che il Commissario prefettizio dovrebbe dare in affitto. «Vero, il Comune le ha espropriate alla Foppolo Evolution di Quarti - ricorda - alla quale è poi subentrata Devil Peak. Sono quindi di proprietà del Comune di Foppolo. Ma, a oggi, la Devil Peak non ha avuto ancora un euro per quell’esproprio (da 1,8 a 3 milioni di euro secondo alcune stime, ndr). Ergo, o la Devil Peak ne è ancora proprietaria e quindi il Comune di Foppolo non può fare un bando per la gestione, opure se ne è proprietario inizi a restituirci i soldi per l’esproprio, per esempio non facendoci pagare un eventuale affitto per la gestione». I ragazzi prima di tutto Moretti invoca chiarezza, certezze sulle proprietà e sulla gestione degli impianti, per poter realmente dare il via al suo progetto quinquennale. «Con il sindaco di Carona avevamo scritto anche un progetto per l’estate: un parco divertimenti naturale che sarebbe stato il più grande d’Europa, su 600 mila metri quadrati. Ma in questo quadro di incertezza come si può andare avanti? Se avessi badato solo all’aspetto economico era il momento giusto per andarsene». E invece? «Invece ciò che più di ogni altra cosa mi ha convinto a proseguire è un progetto sui ragazzi della valle che presenteremo nei dettagli a settembre – prosegue l’imprenditore -. L’80% degli studenti brembani non sa sciare, perché costa troppo. Ho incontrato sindaci e dirigenti scolastici: l’anno prossimo iniziamo con i primi mille studenti delle elementari. Con 80 euro, a loro garantiremo trasporto, noleggio attrezzature, skipass, cinque lezioni con maestri di sci e altre attività sulla neve». «E le famiglie che non potranno permettersi neppure quegli 80 euro - continua - ci saranno segnalate da Comuni e scuole: istituiremo dei fondi di solidarietà, e in questo, per esempio, ho avuto piena disponibilità da parte di Luca Gotti dirigente di Ubi banca e Roberto Perico per il Creberg. Se non dovessi essere io il gestore delle seggiovie? Garantirò, comunque, che il progetto per i ragazzi parta ugualmente».

«Nasce Belmont
Foppolo» L’altro rischio per Foppolo era il fallimento del Belmont, il complesso alberghiero-immobiliare inizialmente di proprietà della «Foppolo risorse» (Devil Peak e Comune). Con conseguenze negative per le ditte fornitrici della valle. Moretti era già entrato con un milione e centomila euro. Da novembre si è costituita «Belmont house», la nuova proprietà che (grazie a 5,9 milioni di Moretti) sarà al 51% di Moretti e al 49% della Devil Peak. «Avrei potuto lasciarla fallire e acquistare tutto a molto meno – dice Moretti - . Ho incontrato, e ho trovato piena disponibilità, Giampaolo Gatti e Roberto Perico del Credito Bergamasco: mi hanno convinto a proseguire. E così facendo saranno salvate diverse ditte della valle». Moretti va avanti, quindi. A breve nascerà anche «Belmont Foppolo» (presidente Moretti, amministratore Martignon) che farà da regia a tutte le iniziative legate allo sviluppo della stazione turistica. E la cabinovia, i fondi ritirati dalla Regione e forse dal Bim per la sua costruzione? «Il problema sono i 300 milioni di euro di debiti delle società di impianti lombarde, non la cabinovia di Foppolo».
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi IW2LBR » mercoledì 30 maggio 2018, 3:36

da L'Eco di Bergamo

Comprensorio rivitalizzato, ce la farà
Foppolo. Parlano i tre curatori fallimentari di Brembo Super Ski: partenza a ostacoli, ma il fatturato è quasi 2 milioni L’asta in arrivo tra luglio e agosto. «Gli operatori possono stare tranquilli, il prossimo inverno gli impianti ripartono».

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Da una parte il passato: «La stagione appena conclusa, nonostante tutti gli ostacoli alla partenza, ha dato risultati positivi: il fatturato ha sfiorato i 2 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente, il comprensorio si è rivitalizzato e ha dimostrato di avere redditività». Dall’altra il futuro: «La prima asta degli impianti sarà tra luglio e agosto, se dovesse andare deserta ce ne sarà una seconda a fine settembre. In ogni caso gli operatori possono stare tranquilli: gli impianti ripartiranno nella prossima stagione». A fare il punto della situazione del comprensorio sciistico di Foppolo sono Federico Clemente, Albero Carrara e Annamaria Angelino, curatori fallimentari della Brembo Super Ski, la società fallita che gestiva gli impianti di risalita di Foppolo. Parole che arrivano all’indomani delle dichiarazioni (critiche nei confronti dei curatori) dell’imprenditore Massimo Moretti, impegnato insieme alla Devil Peak di Giacomo Martignon nel rilancio della stazione turistica. «Per valutare gli esiti della stagione passata bisogna partire da lontano – evidenziano i curatori –. Fin dalle prime battute del fallimento, ad aprile 2017, abbiamo proposto al Comune di Foppolo di concedere in gestione i propri impianti alla Procedura per l’esercizio estivo e quello invernale, ma la proposta non ha avuto riscontro. Nell’autunno 2017 Foppolo ha indetto una gara per l’affidamento impianti, con un bando che conteneva elementi che impedivano alla Procedura di partecipare: un requisito, infatti, era quello di non avere debiti con il Comune. Da qui l’aggiudicazione a terzi».

Partenza rallentata
I tempi si sono allungati: «Si è aperto un percorso tardivo con trattative, ostacoli burocratici, vandalismi, abbiamo avuto l’acqua per le prove di innevamento a inizio dicembre. Tutto questo ha ritardato il decollo della stagione, il recupero è stato possibile grazie alla gestione oculata del direttore Salusso e agli sforzi del personale». A risentirne anche gli incassi infrasettimanali, uno dei temi su cui Moretti li ha criticati, definendo «folle» far pagare 30 euro il giornaliero in settimana. «I prezzi – spiegano – erano concordati, inoltre gli avventori di giornata non rappresentano la parte “forte”, e le direttive sulla concorrenza non consentirebbero differenziazioni: i 30 euro erano in linea con altre stazioni. Siamo anche stupiti che Moretti parli di “una perdita del 50%” con questi prezzi, anche perché noi abbiamo gestito un comprensorio più ampio».

«Stagione positiva»
Il fatturato ha sfiorato i 2 milioni e gli accordi prevedono che il 55% dei ricavi vada alla «Dp Invest» di Moretti e Martignon. L’avanzo di cassa è circa 250 mila euro, definito «interessante» dai curatori, che aggiungono: «Speriamo che questo risvegli l’interesse degli investitori». Investitori che potranno farsi avanti con il bando in arrivo, che prevederà diversi lotti, di cui il principale è il «ramo d’azienda», cioè il pacchetto di impianti e attrezzature che permetterà all’acquirente di partire subito. Una parte dell’impianto di innevamento, però, è di una società di leasing, con la quale i curatori stanno trattando per un nuovo leasing: «Nella trattativa – spiegano i curatori – si sono inseriti dei privati, non sappiamo chi, che hanno proposto alla società un nuovo leasing. Chiunque sia il soggetto, non ha la disponibilità di tutti gli altri beni del comprensorio: è un interessamento che lascia perplessi e amareggiati, il segno ancora una volta di una visione non organica del comprensorio. Comunque stiamo proseguendo il dialogo con la società di leasing, speriamo a breve di poter concludere». Se ci sarà l’accordo sul leasing, «tra fine luglio e inizio agosto ci sarà la prima asta del lotto principale, che partirà da un valore di 7 milioni, basato sulle perizie», dicono i curatori. Verranno valutate offerte con una riduzione non superiore al 25%, quindi fino a 5,2 milioni circa, e lo stesso accadrà con l’eventuale seconda asta (se andrà deserta la prima): il prezzo potrebbe dunque scendere a 3,9 milioni. Se andrà deserta anche la seconda, «fatte salve tutte le autorizzazioni - spiegano i curatori - ci accingeremo ad un altro esercizio provvisorio e predisporremo nel contempo una terza asta». Sulla proposta di Moretti di prendere in affitto le seggiovie di Val Carisole «abbiamo detto fin dal primo giorno che l’affitto è possibile solo se c’è anche un’offerta irrevocabile di acquisto cauzionata, a valori adeguati».

E i creditori?
«Ad oggi - spiegano i curatori – il numero dei creditori che si sono insinuati è molto più basso, di circa un terzo, rispetto a quanto rilevato contabilmente: i termini di deposito delle domande sono vicini ormai e ci stiamo domandando come mai così tanti non si siano fatti avanti. Di certo ci sarà la disponibilità a pagare, in qualche misura, anche i creditori chirografari».
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