Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Situazione impianti, nuovi progetti e sviluppi delle stazioni sciistiche di Foppolo, San Simone, Carona, Piazzatorre e Valtorta/ Piani di Bobbio.

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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi IW2LBR » giovedì 31 maggio 2018, 5:21

da L'Eco di Bergamo

Seggiovie Brembo Ski, Moretti rinuncia

Foppolo-Carona. L’imprenditore: «La Curatela fallimentare vuole gestire tutto il comprensorio?
Lascio fare a loro se io sono un ostacolo. Farò l’operatore turistico, occupandomi del Belmont e del progetto per le scuole della valle»


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Colpo di scena: Moretti mette da parte l’idea di gestire le seggiovie di Foppolo e Carona. Ma a Foppolo resterà come operatore turistico, come imprenditore, occupandosi del Belmont, degli appartamenti, del progetto per far sciare migliaia di ragazzi della valle. «La parola la mantengo», dice. La decisione è arrivata ieri, nel giorno in cui, commenta, «finalmente la Curatela fallimentare ha fatto chiarezza sulle proprie intenzioni». Sia la scorsa stagione sia per la prossima, la proposta di Moretti e della Devil Peak era di poter gestire l’intero comprensorio di Foppolo-Carona (garantendo alla Curatela di versare il 50% in più dell’utile dell’ultima stagione). L’anno scorso, però, le gestioni restarono divise, seppure con la possibilità di sciare su un unico comprensorio.

«Meglio per il commissario» «I curatori ora hanno detto che tra luglio e agosto ci sarà l’asta per vendere le seggiovie di Val Carisole – spiega l’ex direttore generale dell’Inter –. Se però, a dicembre, nessuno avrà presentato un’offerta, si sono detti pronti a un nuovo esercizio provvisorio degli impianti, rassicurando, quindi, gli operatori turistici». Ma l’anno scorso anche la Curatela della Brembo Super Ski nominata dal tribunale avrebbe proposto al Comune di Foppolo di poter gestire Quarta Baita e Montebello. Il Fallimento Brembo Super Ski, però, non partecipò alla gara per la gestione (i criteri l’avrebbero esclusa) e gli impianti andarono alla Devil Peak di Martignon e Moretti . «Se è andata così, allora mi faccio da parte – continua Moretti –. Non voglio essere di ostacolo allo sviluppo di Foppolo polo: la scorsa stagione siamo arrivati a novembre ancora nell’incertezza su gestione impianti e tariffe skipass, con conseguenze negative per tutta la stazione. Io voglio semplificare le cose, non voglio mettermi di nuovo in mezzo e trovarmi ancora nella stessa situazione della scorsa stagione.

Vogliono fare gli imprenditori? Hanno garantito che faranno funzionare loro gli impianti? Benissimo, un problema in meno per me. Ma il mio impegno su Foppolo non viene meno: tornerò a occuparmi delle seggiovie quando il Fallimento Brembo Super Ski avrà concluso il suo compito. Nel frattempo farò l’operatore turistico, occupandomi del Belmont (il complesso residenziale-alberghiero al piazzale Alberghi, ndr), degli appartamenti e del progetto per far sciare i ragazzi della valle. Già ora inizio a preparare le iniziative per l’estate 2019». «Così anche il Commissario prefettizio di Foppolo – continua Moretti – avrà meno problemi: per la gestione degli impianti di Foppolo potrà trattare direttamente con la Curatela fallimentare. Io, a un eventuale bando per la gestione, non parteciperò. Almeno così abbiamo fatto chiarezza: mancano sei mesi all’avvio della stagione, bisogna fare presto, avranno tutto il tempo per stabilire tariffe skipass, organizzarsi, fare marketing sulla stazione». E l’asta per le seggiovie in Val Carisole? L’asta per Val Carisole «Sono loro stessi a dire che probabilmente ci vorranno tre aste prima di arrivare a un possibile acquirente – continua Moretti –. Io, come detto, per ora non partecipo, e auguro alla Curatela il maggior successo possibile». Ma chi eventualmente si aggiudicherà le seggiovie di Carisole dovrà, comunque, fare i conti con la Devil Peak, considerato che la seggiovia del Valgussera è posta su terreni di proprietà della società di Moretti e Martignon. Infine la querelle sulla proprietà di Quarta Baita e Montebello, seggiovie che il Comune aveva espropriato, ma senza versare il previsto indennizzo prima a Quarti e poi alla subentrante Devil Peak. «Anche su questo chiediamo chiarezza – dice Moretti –. Ne parleremo con il Commissario prefettizio».
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi ilbelo » giovedì 31 maggio 2018, 7:27

Io sta cosa non la capisco, fai il curatore fallimentare devi minimizzare i rischi e portare all'asta i beni cercando di massimizzare l'introito.
Se fissi un prezzo fuori mercato e pianifichi le aste in modo da non riuscire a farle tutte prima dell'inverno successivo vuol dire che vuoi gestirti un'altra stagione, ma non stai massimizzando gli introiti ma solo aumentando i rischi (se non dovesse nevicare che introiti avresti?)
Oltretutto fissando i prezzi dei giornalieri infrasettimanali così poco competitivi, non invogli la gente a salire in settimana o a fare settimane bianche...
Dall'altra parte c'è un imprenditore che, anche per soldi già spesi, ci sta credendo è forse ha qualche idea di rilancio ma che viene ostacolato o limitato.
Mi sembra che si prosegua sulla via del proprio orticello che ha portato a poco e alla lunga porta a nulla.
La gente una volta "persa" è dura farla tornare e tutte queste diatribe unite a quanto già successo, lasciano dubbi e fanno sì che la gente prenoti o guardi da altre parti dove magari con un pacchetto unico ti danno albergo servizi e skipass.
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi brignuca » giovedì 31 maggio 2018, 9:56

luvaltol ha scritto:Se c'è un imprenditore che ci crede, dovrebbero spianargli la strada, altro che temporeggiare.

quotone ma credo che più che orticelli separati il problema sia nella miriade di leggi e nel pregresso durante il quale ogni cavillo è stato utilizzando peggiornado una situazione già di per se intricata per la frammentazione degli operatori in gioco.
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi elio.biava » giovedì 31 maggio 2018, 12:44

Evidentemente c'è un bel margine di guadagno, utile per risanare i conti. Entrambe le iniziative sono lodevoli! a_2 a_2
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi IW2LBR » giovedì 31 maggio 2018, 21:43

Salusso torna a Foppolo? Pare di si.
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi IW2LBR » venerdì 1 giugno 2018, 5:44

…….
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi IW2LBR » venerdì 1 giugno 2018, 5:45

da L'Eco di Bergamo

Seggiovie di Foppolo - Servono tempi veloci e certezze
Brembo Ski. Gli operatori alla Curatela dopo il passo indietro di Moretti. «Si parta quanto prima con la promozione della stagione

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«Fondamentale è che le seggiovie funzionino anche la prossima stagione. Quindi, va bene che sia anche la Curatela fallimentare a farle funzionare. Purché non si arrivi ancora a novembre senza sapere se vi sarà o meno un comprensorio unico e senza conoscere le tariffe degli skipass». In sintesi è questo l’auspicio degli operatori turistici e del presidente della Comunità montana Val Brembana Alberto Mazzoleni, all’indomani della rinuncia da parte dell’imprenditore Massimo Moretti di chiedere la gestione degli impianti di risalita di Foppolo e Carona. Il Fallimento Brembo Super Ski che, dal febbraio 2017, ha in mano i beni della vecchia società degli impianti di Carona e Foppolo, diventa, quindi, almeno per la prossima stagione, il soggetto più papabile per la gestione unica del comprensorio di Brembo Ski (a esclusione di San Simone, dove gli impianti sono dell’imprenditore Franco Quarti e di due banche). Sia l’anno scorso sia per la prossima stagione Moretti aveva chiesto di gestire lui il comprensorio. Dal Fallimento Brembo Super Ski è però arrivato il no: «Se l’affitto non è accompagnato da una proposta irrevocabile di acquisto delle seggiovie, non si può fare». Ergo, Moretti ha deciso di farsi da parte: finché il Fallimento Brembo Super Ski non esaurirà il suo compito, non avanzerà più alcuna proposta per la gestione delle seggiovie di Foppolo e Carona. Quest’estate è prevista la prima asta dei beni di Brembo Super Ski (in particolare le seggiovie di Val Carisole) ma, come sostenuto dagli stessi Curatori, è probabile che servano due o tre gare prima di arrivare a un’aggiudicazione. Molto probabile, quindi, che a dicembre sia ancora la Curatela fallimentare nominata dal tribunale a gestire quanto meno le seggiovie di Carona.

«Non facciamo fuggire i privati» «È anomalo che sia una Curatela fallimentare a gestire un comprensorio sciistico - dice il presidente della Comunità montana Val Brembana Alberto Mazzoleni – ma può anche essere la soluzione migliore. L’auspicio è che, oltre a garantire tempi celeri nella promozione, tale scelta non faccia desistere gli imprenditori privati interessati a uno sviluppo a lungo termine della stazione. E che collaborino con commissari e sindaci per garantire quelle certezze che serviranno a chi vorrà investire dopo di loro». Torna sulle difficoltà della scorsa stagione sciistica Pietro Midali, gestore del rifugio Mirtillo, sulle piste di Val Carisole: «Con i ritardi dell’anno scorso abbiamo perso centinaia di sciatori che sono andati in altre stazioni - spiega -. Avrei preferito la gestione di un imprenditore vero come Moretti, sicuramente più attento anche all’indotto e a una programmazione a lungo termine, ma vanno bene anche i Curatori fallimentari. Purché, a questo punto, facciano gli imprenditori fino in fondo. Non si perda tempo: si arrivi quanto prima a una decisione sulla gestione unica del comprensorio e magari non si applichino le tariffe degli skipass feriali dello scorso anno». C’è chi si appella alla Curatela affinché nella probabile gestione degli impianti ci si affidi anche a personale della valle. «Abbiamo personale in valle che ha gestito per tanti anni la stazione, parlo di tecnici - spiega Loredana Salvetti, titolare della Locanda dei Cantù di Carona - . Non c’è bisogno di andare a prendere all’esterno persone che, al momento delle decisioni, non conoscono il contesto territoriale. Certo, resta il fatto che una gestione per tamponare una situazione di emergenza non semina nulla per il futuro, tutto resta molto superficiale». «Seggiovie subito alla Curatela» «Ora anche il commissario prefettizio di Foppolo dovrebbe avere una strada più facile - aggiunge Beppe Carletti, direttore della Scuola sci 90 ed ex consigliere comunale –. Va dato atto a Moretti di un grande senso di responsabilità: si è messo da parte, momentaneamente, solo per il bene di Foppolo. E a questo punto, per evitare ancora l’allungarsi dei tempi, piuttosto che una gara per l’affitto, meglio l’affidamento diretto delle seggiovie di Foppolo alla Curatela. Sarà ancora una stagione di transizione, ma se ognuno, nei propri ruoli, tiene alta l’attenzione sul comprensorio, tra un anno si potrà ripartire con una buona base».
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi IW2LBR » domenica 24 giugno 2018, 6:47

da L'Eco di Bergamo

Impianti S. Simone: Causati danni per un milione
Valleve. Il consulente tecnico d’ufficio ha stimato le condizioni dei beni affittati da Quarti al Comune L’appello dei villeggianti a Regione e commissario

«Abbiamo cercato il dialogo con tutti, sindaci, assessori, comunità montana, curatori fallimentari, proprietari degli impianti: l’ascolto è stato modesto, i risultati miseri». Parla di «tristezza, umiliazione, vergogna», una sensazione di abbandono che ha spinto Paolo Bossini, rappresentante del Comitato dei villeggianti di San Simone, a rimettersi a scrivere. Lettere, appelli. L’ultimo sos ha una novità nei destinatari. «Gentile dottor Iannotta, gentile assessore Sertori», scrive Bossini rivolgendosi al commissario prefettizio di Valleve, Andrea Iannotta, e all’assessore regionale Massimo Sertori, uomini nuovi dopo lo scempio. Il tema è sempre quello: come evitare che la stazione resti chiusa per un altro anno ancora, il terzo consecutivo, come far sì che San Simone escadal buco nero che l’ha inghiottito con il fallimento della Brembo Super Ski (Bss), come tornare a vedere le stelle, dopo aver attraversato l’inferno.

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Tempo scaduto?
«Il tempo non aspetta», è il grido d’allarme di Bossini e in effetti il tempo a San Simone potrebbe essere già virtualmente scaduto. La pietra tombale sulle speranze di riapertura della stazione potrebbe averla messa la relazione del Ctu (il consulente tecnico d’ufficio) del Tribunale civile di Bergamo nell’accertamento tecnico preventivo sulle condizioni dei beni del ramo d’azienda della San Simone Evolution di Franco Quarti. È la società proprietaria degli impianti a suo tempo dati in affitto al Comune di Valleve, e da questo in gestione alla partecipata Bss. Nell’ambito del contenzioso sulla restituzione del ramo d’azienda di proprietà, la relazione finale del Ctu, depositata in tribunale un mese fa, è la fotografia di una stazione lasciata andare allo sfascio, a partire dai danni causati alla San Simone secondo la stima del perito: una cifra compresa tra 700 mila euro e 1,1 milioni di euro, in ogni caso sensibilmente vicina al milione di euro. Un macigno sulle finanze disastrate del Comune, ma anche un atto d’accusa ufficiale sulla gestione da parte degli ex amministratori dei beni ricevuti in gestione, dagli impianti di risalita, ai mezzi, dalle attrezzature dell’officina agli uffici della biglietteria. Impianti, mezzi e locali lasciati in uno «stato di totale abbandono» dall’aprile 2016, scrive il consulente del tribunale, con la sistematica omissione della manutenzione ordinaria ma anche, e più gravemente, degli interventi di revisione generale sulle seggiovie previsti per legge, con effetti deleteri. È il caso degli skilift Arale 1 e Arale 2, da sostituirsi con impianti nuovi se non fosse più possibile fare la revisione generale (chiesta ma poi non eseguita dalla Bss nel novembre 2016) per sopravvenuta scadenza dei termini. Costo della sostituzione: mezzo milione per ciascun impianto. Ma è anche il caso della seggiovia Colla, lasciata senza manutenzione dall’aprile 2016, e dello skilift Capriolo, per il quale non risulta documentata la revisione generale del 2016 che sarebbe stata a carico del Comune.

I mezzi spariti
Ma c’è dell’altro. Nella relazione il Ctu sottolinea che mancano all’appello alcuni mezzi consegnati dalla San Simone al Comune. Dove sono finiti? «Forse sono stati venduti», ha spiegato uno degli ex amministratori durante i sopralluoghi. Tra i mezzi «spariti» anche una pala caterpillar targata. Venduta a ignoti, senza documentazione contabile e senza autorizzazione del proprietario. Un pastrocchio, al punto da indurre i legali della San Simone a sporgere denuncia per appropriazione indebita, aprendo un nuovo fronte anche dal punto di vista penale. Che cosa succederà ora? Molto dipenderà dalla possibilità di manovra, per ora assai ridotta, del commissario Andrea Iannotta (che ieri ha preferito non commentare la notizia). Al momento la situazione pare un circolo vizioso: per poter essere riaperti gli impianti dovranno essere restituiti dal Comune integri e funzionanti, ma i costi per la restituzione lieviterebbero fino a quasi il doppio della stima se per esempio la revisione degli skilift Arale 1 e 2 non fosse più eseguibile e gli impianti, per funzionare, dovessero essere rimessi a nuovo. Il Comune, a rischio dissesto, ha i soldi per rifondere i danni? Una tegola gigantesca sullo scenario prossimo di San Simone e l’ennesimo capitolo della «mala gestio» della cosa pubblica descritta dal gip nell’inchiesta penale che ha investito l’Alta Valle Brembana. Chi paga, per ora, sono i soliti noti.
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Re: Sciare a Foppolo, Carona e San Simone

Messaggiodi Valerie » venerdì 6 luglio 2018, 13:43

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