luvaltol ha scritto:se le acque si sono calmate vorrei un attimo fare una osservazione, niente affatto sorprendende visto che ormai sappiamo come la pensa chi ha aperto questo topic. "Turismo di massa? No grazie..." cioè apre un discorso e lo chiude subito dando la risposta già nel titolo, quindi che discutiamo a fare? In effetti la domanda, lasciando perdere l'auto risposta, pur non essendo in se provocatoria, è un vero dilemma profondo per la valle. Abbiamo parlato di occupazione in crisi, di turismo da rilanciare e tempo fa domandai: ma la val Brembana vuole davvero il turismo di massa? Se la risposta è SI allora molte discussioni su viabilità, impianti, costruzioni, impatti ambientali, risorse, ecc... devono essere affrontate con un ottica diversa. Se la risposta e NO allora ci si deve chiedere in che modo potrà vivere la valle, se non diventerà una terra di pendolari, un quartiere dormitorio. Insediamenti industriali? Turismo elitario sulla base di che offferta? Sappiamo tutti che se non si lavora sulla quantità si deve lavorare sul prezzo alto. Le implicazionia sono tante ma, per rimanere in topic, i "seriani" (e a quanto pare anche altre valli e località della lombardia) hanno pensato bene di portarsi avanti... forse hanno capito che il turismo E' una risorsa, un'industria, e se vuoi lavorare vicino a casa tua e per la tua terra forse è la strada da percorrere. PS Orobikus i "turisti" non ti vogliono male, non vengono ad invadere la tua terra... vengono perchè a loro piace la tua terra e portano anche qualche soldino... ;-)
luvaltol sai cosa vuol dire "TURISMO DI MASSA"??
Vuol dire creare le strutture per attirare e ricevere una MASSA di TURISTI che invadono la valle. E quindi: nuovi impianti da sci, nuove strade, nuovi villaggi vacanze, nuovi hotel ecc. ecc. ecc. Vogliamo tutto questo? Vogliamo continuare a violentare i pochissimi spazi selvaggi che ci sono rimasti? Io no caro luvaltol.
Io preferisco vivere nel disagio, fare il (semi) pendolare, non avere il centrobenessere fuori casa, ecc. ecc. ma vedere i "miei" prati e i miei boschi ancora intatti come la natura li ha fatti 100 milioni di anni fa.