popi ha scritto:Da quel che leggo vorremmo trovare in Valle: Poche case e molti servizi, ma per fa vivere i servizi ci vogliono i turisti, poi però troppi turisti danno fastidio perchè tolgono pace ai residenti e agli stessi turisti, i residenti vorrebbero gestire i servizi ma non permettere ad altri (e questo succede in valle e/o è successo tempo fa) di gestire questi ultimi. Poi vorremmo piste ben innevate e ben servite, ma senza rovinare l'ambiente, e se possibile che costino poco.
Credo che qualcuno debba "mollare" la presa e tutti pretendere qualcosa in meno altrimenti otterremo solo esercizi chiusi e case vuote per 9/10 mesi l'anno....
Quest'ultimo intervento sintetizza in modo chiaro le duplice visione e le duplici aspettative di chi vorrebbe e non vorrebbe...E ha ragione Popi.
Eppure esistono anche da noi esempi luminosi di "turismo sostenibile": il processo dell'industria dell'ospitalità non necessariamente deve essere onnivoro, aggressivo, duro, distruggente, cementificante e via dicendo. Ci sono altre possibilità: qualcuno sul forum ha parlato di "nicchia". Bene: le Orobie Occidentali (non così la Val Seriana, almeno fino a Rovetta/Castione) hanno un ambiente naturale tra i più affascinanti nella cerchia alpina; sono caratterizzate da paesi ancora molto ben tenuti e ricchi del loro orgoglio architettonico (Cornello dei Tasso, Piazza Brembana, Branzi, Carona, Valleve, Roncobello, Valleve, Olmo al Brembo, Valtorta...cito esempi che potrebbero essere fatti per tutti gli altri, compresi i piccoli bellissimi nuceli sparsi sulle montagne). Ha antiche vie di collegamento, ha musei e rifugi; ha possibilità di sviluppare attività sportive "impegnative" (il Mountain bike non è per tutti, il Parravicini non è per tutti, il percorso dei rifugi non è per tutti, la pesca nei torrenti d'alta montagna non è per tutti e via dicendo). E' già, questa zona, una "nicchia" di bellezze. La scelgono coloro che non amano la gazzarra organizzata, il pandemonio onnivoro festaiolo e presenzialista, coloro che stanno bene con gli altri anche se non sono in moltissimi. La "nicchia" di cui si parla non necessariamente deve essere un "eremo": quando in un rifugio e nelle sue adiacenze ci sono un'ottantina di persone siamo portati a dire che c'era gente come sul Sentierone...
Ma pochi metri più in là ci sono solo anemoni leggeri e qualche marmotta distratta. Lo stesso si può dire per le piste invernali: la grande ressa c'è sempre stata alla partenza di impianti "vecchi" ( a portata ridotta e a struttura obsoleta): ma da quando ci sono impianti più moderni anche la ressa si è ridotta (caso a parte invece è l'inverno che ci lasciamo alle spalle...). La Val Brembana, le sua megnifiche valli laterali, la sua bellezza naturale, storica, artistica, artigianale, la generosità rude e concreta della gente, la genialità di alcune iniziative (Ferdy non vi dice nulla?) fa di tutta l'alta Valle (da Lenna in poi) un "ecomuseo" e un "albergo diffuso" di grande potenzialità.
Non vuol dire, con questo, che si devono concentrare 3.000 persone in una località (non esiste questa potenzialità fuori da Bergamo): ma singifica che si può costruire un programma comune, integrato, omogeneo, funzionante e funzionale, per muovere 3.000 persone in tante realtà simili, vicine, coordinate, organizzate, con programmi e iniziative idonee. Cortina è un'altra cosa, Campiglio anche. Fortunatamente, però, la Val Brembana ha potenzialità che altri non possono avere. Si chiamano: Bergamo, Orio al Serio, Milano, il suo hinterland, autostrade comode che possono fare la differenza nella scelta del turista che ama la natura. Chi ama l'aperitivo nel bar chic soffiando sul collo all'onorevole potente di turno ha sbagliato zona. Ma i turisti italiani sono potenzialmente 50 milioni, senza contare gli stranieri. Perchè dobbiamo cercare a tutti i costi il turista "da Cortina"? I turisti da "Val Brembana", probabilmente, sono molti, ma molti di più di quelli che si pensa. Basta cercarli e far scoprire loro la "nichcia" di bellezza in cui possono ritrovare un senso alla vacanza, riapproprirsi del proprio tempo, vivere in modo genuino, riscoprire un profumo antico e lontano nel tempo...
Questo è il turismo "di nicchia" (centinaia di nicchie fanno però un bel numero) che aiuta la Valle a mantenere la sua bella e orgogliosa identità, aiuta i giovani a rimanere nella propria terra, aiuta le famiglie a vivere. C'è da ragionarci e costruire assieme, sapendo che è più facile cementificare con eco-mostri piuttosto che amare una baita lontana. Ma la Val Brembana ha oggi questa vocazione: aiutare la gente a riscoprire la bellezza della natura e della montagna. Chi ama Jesolo come il "massimo" della vacanza (senza nulla togliere a Jesolo) evidentemente non è turista da Val Brembana.
Chi ama la Val Brembana è già turista "di nicchia": è sicuramente anche uno "schic", dal gusto raffinato ceh sa vivere bene la montagna e sa amare la natura. Chi non ama queste cose non è turista adatto a questa terra. E stop.