di IW2LBR » lunedì 26 marzo 2012, 9:22
Dal Corriere della Sera - Bergamo e Provincia di Anna Gandolfi
Il fotovoltaico fiorisce nei campi - Boom più veloce delle regole
In Valle Brembana un raro esemplare d'alta quota, nella bassa bergamasca se ne trovano in ogni dove!!
La fioritura ormai è al picco: non c'entra la primavera, semmai l'economia, con gli incentivi statali a trascinare il mercato in una corsa che è stata molto più veloce delle regole. Parliamo dei parchi fotovoltaici - suggestivo nome che si dà alle «piantagioni» di celle al silicio -, finiti nelle zone agricole con una contropartita di consumo di suolo e danno al paesaggio che li rende ben più problematici dei pannelli «buoni» che stanno sopra case e capannoni.
I numeri del fotovoltaico a terra, anche nella Bergamasca, sono da boom: più 500% nelle autorizzazioni rispetto al 2009. Nell'ultimo mese le richieste si sono fermate: potere del blocco degli incentivi statali. Anche il ministro delle Politiche Agricole Mario Catania ha constatato: «Il reddito garantito dall'incentivazione al solare fotovoltaico a terra ha gonfiato gli affitti degli appezzamenti e creato impatto sul paesaggio. Troppi danni. Ora si punta a incentivi più elevati per installazioni su serre ed edifici rurali». In fatto di «paletti», Comuni e Provincia hanno le mani legate. La Regione lavora sulle aree da escludere con un piano che sarà portato la prossima settimana in Giunta, ma il problema scaturisce più in alto. Lo Stato - alle prese con il fabbisogno energetico e la legittima promozione di fonti rinnovabili - dal 2003 definisce «strutture di pubblica utilità» i pannelli, i quali per essere installati non hanno bisogno di variante urbanistica.
Le tracce del boom si vedono: sul paesaggio, ma anche nelle polemiche. Basti pensare ai casi opposti di Camerata Cornello, dove il Comune stesso ha fatto realizzare a 1.100 metri di quota un impianto contestatissimo, e di Calusco, dove il primo cittadino Roberto Colleoni si è visto recapitare dai privati una richiesta danni personale di oltre sette milioni di euro per aver «semplicemente tentato (e ci è riuscito) di tutelare la conca verde di Baccanello, seguendo vie legittime, fra cui un ricorso al Tar contro l'autorizzazione provinciale». A maggio si approda in tribunale. Camerata? La polizia provinciale aveva fatto una segnalazione in procura perché pareva che il montaggio dei pannelli fosse partito prima della conclusone dell'iter autorizzativo, il pm ora ha chiesto l'archiviazione. «E poi il parco non si vede così tanto: l'abbiamo studiato da 40 prospettive», dice il sindaco Giampietro Lazzarini. Diverso il parere di Alex Galizzi, dell'opposizione consiliare: «Quello è uno scempio. È lì da vedere. Oltretutto a poche centinaia di metri dal limite del Parco delle Orobie».
Nel mezzo, Comuni per il sì (come Isso) o per il no (a Castelli Calepio il parco è arrivato dopo la polemica): tanto che oggi i campi fotovoltaici sotto il Megawatt sono oltre 20. La Regione sta lavorando al quadro normativo. «Un lavoro complesso, riguarda anche altre fonti rinnovabili. Nella diffusione dei parchi fotovoltaici - fa notare l'assessore all'Ambiente Marcello Raimondi - la vera differenza l'hanno fatta gli incentivi statali. Noi però abbiamo già dato regole: la valutazione ambientale strategica è diventata obbligo sui parchi sopra il Megawatt. Ora stabiliremo la cornice per le aree d'esclusione, ma ricordo che la Lombardia è la seconda regione per produzione di energia da fonti rinnovabili, con 23 mila impianti, per 372 mila metri quadri, ma solo il 12% sono a terra. In Puglia sono l'84%. Significa che, quanto era possibile, noi l'abbiamo fatto».