Passo San Marco - Impianti Eolici

Favorire lo sviluppo di energie sostenibili in Valle Brembana.

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SIETE FAVOREVOLI PER L'IMPIANTO EOLICO AL P.SSO SAN MARCO?

SI
54
46%
NO
58
49%
NON SAPREI
6
5%
 
Voti totali : 118

Re: Passo San Marco - Impianti Eolici

Messaggiodi pluto » domenica 17 maggio 2009, 7:42

Skiador ha scritto:A prescindere dall'essere d'accordo o meno con la realizzazione delle pale al Passo San Marco, mi chiedo se sia giusto che sia sufficiente il consenso della parte valtellinese per costruirli dato che, pur sorgendo in territorio valtellinese, per le loro dimensioni imponenti possono avere impatto visivo (e forse anche acustico) gia' dal versante bergamasco (almeno questo e' quello che si evince dalle notizie finora riportate).

La mia e' una domanda tecnica, c'e' qualcuno che e' in grado professionalmente di dare una risposta in tal merito? Almeno cosi' in linea teorica credo che possa essere questo un elemento che, se tenuto in considerazione, possa dare degli elementi a supporto degli enti e dei comuni bergamaschi (in pratica tutti quelli coinvolti) che si sono mostrati contrari a tale progetto al Passo, ma potrei anche sbagliarmi... a_45

le dichiarazioni riportate sul giornale sgombrano il campo da questioni tecniche ambientaliste.
Pare sia solo una questione di soldi.
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Re: Passo San Marco - Impianti Eolici

Messaggiodi Skiador » domenica 17 maggio 2009, 16:53

pluto ha scritto:
Skiador ha scritto:A prescindere dall'essere d'accordo o meno con la realizzazione delle pale al Passo San Marco, mi chiedo se sia giusto che sia sufficiente il consenso della parte valtellinese per costruirli dato che, pur sorgendo in territorio valtellinese, per le loro dimensioni imponenti possono avere impatto visivo (e forse anche acustico) gia' dal versante bergamasco (almeno questo e' quello che si evince dalle notizie finora riportate).

La mia e' una domanda tecnica, c'e' qualcuno che e' in grado professionalmente di dare una risposta in tal merito? Almeno cosi' in linea teorica credo che possa essere questo un elemento che, se tenuto in considerazione, possa dare degli elementi a supporto degli enti e dei comuni bergamaschi (in pratica tutti quelli coinvolti) che si sono mostrati contrari a tale progetto al Passo, ma potrei anche sbagliarmi... a_45

le dichiarazioni riportate sul giornale sgombrano il campo da questioni tecniche ambientaliste.
Pare sia solo una questione di soldi.


Bene, se le dichiarazioni riportate sul giornale dicono cosi' significa o significherebbe che le pale non avrebbero ne' impatto visivo ne' men che meno acustico, e che inoltre non sarebbe un problema per i flussi migratori degli uccelli e per il passaggio di fauna selvatica nell'area della loro dislocazione...e che non sarebbe assolutamente un problema per quel poco di turismo che transita dal passo (e di gia' piccolo e sacrosanto ritorno turistico-economico per le popolazioni locali....sicuramente piu' bergamaschi che valtellinesi data la maggiore vicinanza dei rifugi e dei comuni bergamaschi)....e piu' in generale che i vantaggi (e non solo per i valtellinesi) supererebbero di gran lunga i (pochi e trascurabili???) svantaggi.....e che non ci sarebbero altri punti su tutta la provincia di Sondrio e/o Bergamo piu' consoni e con minore impatto (non solo ambientale appunto)....e chi piu' ne ha piu' ne metta....!

Ma mi chiedo se siano sufficienti le dichiarazioni su un giornale per esserne cosi' certi? L'esperienza basata sulle dichiarazioni sui giornali mi suggerirebbero che non sia proprio sempre cosi'....ma come sempre potrei sbagliarmi.....tutto cio' senza polemica ma giusto per portare degli elementi a favore del mio personalissimo parere, sempre confutabile se ci sono gli elementi pratici per farlo.

In amicizia. a_45
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Re: Passo San Marco - Impianti Eolici

Messaggiodi bashir.it » lunedì 18 maggio 2009, 9:55

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Re: Passo San Marco - Impianti Eolici

Messaggiodi sghefiro » mercoledì 20 maggio 2009, 12:25

Dopo la decisione del comune di Averara , in merito alla mancata autorizzazione alla possibile posa di pale eoliche ,che non conosco nello specifico , mi trovo però ,come spesso accade ,ad avere l'IMPRESSIONE che in val brembana siamo sempre gli ultimi ,confrontandosi con le realtà simili e vicine :
-ultimi ad avere una rete matanifera
-ultimi ad avere una pista ciclabile ,ancora da completare da zogno in giù
-ultimi ad avere un collettore fognario ed un depuratore...non ancora in funzione e non per tutti i comuni
-ultimi ad avere una tramvia...se si farà

diciamo sempre no a tutto ,mentre gli altri hanno probabilmente una visione più lungimirante ;
mi permetto una battuta che non vuole essere offensiva , ma qualche amico della val seriana mi butta ogni tanto : "oter dela val brembana a sì pio ndre dela cua del porcel" ...
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Re: Passo San Marco - Impianti Eolici

Messaggiodi Skiador » mercoledì 20 maggio 2009, 20:28

Tutto cio' puo' essere vero se si parte dall'assunto che per non essere ultimi bisogna installare per forza gli impianti eolici proprio sul Passo San Marco....ma siccome non e' detto sia necessariamente cosi', o per lo meno risulta difficile parlare di bianco o nero per questa decisione....ci andrei piano ad associare quelle frasi colorite al fatto del rifiuto alle pale eoliche da parte dei comuni bergamaschi limitrofi, frasi colorite che potrebbero al limite essere applicabili ad altre situazioni (anche se preferirei personalmente non utilizzrle mai)....tipo le iniziative spesso deficitarie per attirare turismo (che tra l'altro verrebbe appunto danneggiato dalle pale) o le questioni millenarie sulla viabilita', etc....a_45
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Re: Passo San Marco - Impianti Eolici

Messaggiodi eleunamme » lunedì 25 maggio 2009, 15:28

Ciao, mi incuriosice capire per bene il perchè ritieni che un impianto eolico possa danneggiare il turismo al passo S. Marco.
Purtroppo l'unico turismo che vedo al Passo, a parte chi va nei due rifugi a mangiare (andandoci in macchina) sono i motociclisti del Week end che rumoreggiano e sfrecciano lungo i tornanti.
Le chiacchiere non fanno farina !
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Re: Passo San Marco - Impianti Eolici

Messaggiodi Lemine » sabato 5 settembre 2009, 15:09

eleunamme ha scritto:Ciao, mi incuriosice capire per bene il perchè ritieni che un impianto eolico possa danneggiare il turismo al passo S. Marco.
Purtroppo l'unico turismo che vedo al Passo, a parte chi va nei due rifugi a mangiare (andandoci in macchina) sono i motociclisti del Week end che rumoreggiano e sfrecciano lungo i tornanti.

Beh...un impianto eolico non è invisibile, quindi è ingiusto rovinare il paesaggio e lo so che non interessa, ma finora l' unica amministrazione che ha sottolineato questo aspetto è quella di Volterra, tanto è vero che è stata subito oggetto di critica anziché essere presa in considerazione
Ultima modifica di Lemine il martedì 6 ottobre 2009, 19:16, modificato 1 volta in totale.
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Re: Passo San Marco - Impianti Eolici

Messaggiodi losamanuel » lunedì 14 settembre 2009, 16:28

non saprei a me personalmente non dispiaciono le pale eoliche molto meno dei tralicci in disuso e altre oscenita architettoniche che riempiono le nostre valli...
secondo me il discorso e` c`e` sufficenza di vento x garantire il corretto uso, ci sono spazi abbastanza nascosti alla vista dove poteri mettere che beneficio darebbero? ne ho visti parecchi di impianti eolici in giro per l`europa e per l`italia alcuni installati in modo da non infastidire il territorio altri invece delle vere oscenita`... per quanto riguarda il rumore e` abbastanza basso ma fastidioso...
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Re: Passo San Marco - Impianti Eolici

Messaggiodi Subiot » martedì 3 novembre 2009, 16:57

Giusto per ravvivare la discussione ....

Pale eoliche, allarme degli ornitologi

Le pale eoliche e gli uccelli, un allarme degli ornitologi
Lo scorso 19 ottobre gli ornitologi italiani hanno approvato una risoluzione sul rapporto tra gli impianti eolici e l’avifauna, che segnala le criticità delle localizzazione degli impianti lungo le rotte migratorie. La mozione degli esperti sottolinea che una adeguata programmazione in materia è assolutamente indispensabile, mentre finora ci si è appoggiati solo al “fai da te” delle regioni. Il paradosso è che in questo modo una fonte rinnovabile, come l’eolico, rischia di diventare una minaccia per la biodiversità. Problemi analoghi potrebbero nascere a breve con gli impianti industriali solari, per i quali – come per l’eolico – giacciono decine se non centinaia di progetti nei cassetti.

Di seguito si riporta in anteprima il testo integrale della mozione, appena reso disponibile dal CISO (Centro Italiano di Studi Ornitologici) e dalla SROPU (Stazione Romana Osservazione e Protezione Uccelli), che verrà pubblicato insieme agli atti del Convegno sulla rivista specializzata “Avocetta”.
“Risoluzione sull’impatto degli impianti eolici industriali sull’avifauna. I partecipanti al XV Convegno Italiano di Ornitologia tenutosi a Sabaudia (LT) il 14-18 ottobre 2009, premesso il proprio convinto sostegno allo sviluppo di produzioni energetiche attraverso fonti rinnovabili, ritenendo che le relative tecnologie non possano essere applicate acriticamente e senza attenta valutazione dell’impatto sull’ambiente naturale e sulle sue componenti nonché sul paesaggio,
esaminati documenti, fonti bibliografiche, dati scientifici e considerazioni tecniche circa l’impatto degli impianti eolici sull’avifauna, constatato

• che i risultati di studi condotti in molte parti del mondo evidenziano spesso pesanti effetti negativi degli impianti eolici su comunità ornitiche nidificanti e svernanti e sui migratori in termini di perdita di habitat, effetto barriera e consistente incremento della mortalità per collisione,
• che l’impatto negativo sull’avifauna è determinato non solo dalla collisione con i generatori eolici ma anche dal rumore da essi prodotto, dalla realizzazione di elettrodotti, di strade e di altre infrastrutture di servizio, nonché dalla facilitata accessibilità di aree in precedenza poco o nulla frequentate,
• che la maggior parte delle regioni italiane è sprovvista di piani energetici o è dotata di piani energetici del tutto o in gran parte inapplicati e che ciò conduce ad una totale assenza di programmazione quanto a localizzazione e tipologia degli impianti eolici,
• che, a differenza di quanto previsto per i Chirotteri, non esiste un protocollo ufficiale a livello nazionale per la redazione di studi di impatto sull’avifauna,
considerato
• che gran parte degli impianti eolici realizzati o in progetto insiste su aree sensibili per la conservazione dell’avifauna italiana e paleartica, quali praterie montane, crinali, principali fondovalle, promontori, stretti, zone umide costiere, tratti di mare lungo rotte migratorie o interessati dalla presenza di forti concentrazioni di uccelli marini,
• che una frazione rilevante di queste specie risulta già rara e/o minacciata da altri fattori ed è oggetto di interventi di conservazione finanziati dall’Unione Europea, dallo Stato italiano e dalle Amministrazioni locali, sulla base di norme internazionali, comunitarie e nazionali,
identificano la realizzazione di impianti eolici nei contesti sensibili come una delle più gravi minacce per l’avifauna, capace di determinare estinzioni su tutto o su gran parte del territorio nazionale, declino di popolazioni anche in vaste aree e conseguente perdita di biodiversità.
Pertanto,considerando che il ricorso alla produzione energetica da fonte eolica risulta recare un contributo irrilevante alla soluzione del problema delle emissioni dei gas serra e più in generale al fabbisogno energetico nazionale, stante anche la realtà della ventosità quale rilevata nel nostro Paese, esprimono forte preoccupazione per la proliferazione di impianti eolici in numerosi ambiti di notevole pregio ambientale e di importanza strategica per l’avifauna, chiedono
• che nella fase preparatoria dei piani energetici nazionali e regionali la Valutazione Ambientale Strategica verifichi gli impatti significativi sull’avifauna e quantifichi l’effetto complessivo cumulato dalla presenza di più centrali eoliche e delle infrastrutture connesse su area vasta e che, inoltre, una appropriata Valutazione di Incidenza verifichi i potenziali effetti specificatamente sulla rete Natura2000 e i suoi valori,
• che nel testo unico ambientale gli impianti eolici siano spostati dalla tabella di opere sottoposte alla sola verifica di assoggettabilità a VIA (screening) a quella di opere assoggettate obbligatoriamente a VIA,
• che sia urgentemente ritirata la recente norma nazionale che deregolamenta ulteriormente le macchine eoliche singole da 1 MW, escludendole anche dalla fase di screening ambientale,
• che gli studi di impatto ambientale e di incidenza siano svolti da tecnici competenti, secondo linee guida emanate dal Ministero dell’Ambiente ed anche sulla base di indicazioni fornite dall’Organo Scientifico e Tecnico di riferimento dello stesso Ministero, rappresentato dall’ISPRA,
• che l’installazione di impianti eolici sia comunque sempre esclusa in tutte le IBA, le zone umide di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar, le aree protette nazionali e regionali nonché in un’adeguata fascia di protezione, mai inferiore a 5 km (15 km nel caso di siti di nidificazione, di sosta regolare e di rilascio di avvoltoi), attorno alle suddette aree ed alle ZPS e in tutte le altre aree soggette alla presenza regolare di specie di interesse conservazionistico suscettibili di impatto significativo (incluse nell’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE, migratori e altre specie inserite in Convenzioni o Accordi internazionali, in Liste rosse o considerate prioritarie a livello regionale),
• che l’installazione di ogni singolo impianto eolico possa essere autorizzata solo in ambiti di scarso o nullo interesse per l’avifauna e non interessati dalla presenza di flussi migratori significativi,
• che tutti gli impianti eolici soggetti all’obbligo dell’uso di luci fisse per la sicurezza dei voli aerei siano autorizzati esclusivamente in aree non soggette al transito di significativi flussi migratori,
• che le valutazioni dell’impatto sull’avifauna siano basate su indagini conoscitive sia bibliografiche sia sul campo nel corso delle quattro stagioni, al fine di conoscere gli aspetti quantitativi e qualitativi delle comunità nidificanti, svernanti e migratrici, considerando un’area interessata dalle indagini del raggio di almeno 5 km attorno alle centrali eoliche in progetto (15 km nel caso dei rapaci) e comunque secondo le indicazioni delle linee guida ufficiali di cui sopra,
• che la valutazione della presenza di migratori diurni e notturni sia obbligatoriamente studiata, oltre che con rilievi a vista, mediante strumenti (come ad esempio radar e termocamere) in grado di fornire tutte le indispensabili indicazioni circa fenologia e caratteristiche dell’eventuale flusso migratorio (altezza e direzioni di volo, intensità ed ogni altro parametro),
• che l’inizio dei rilievi sul campo venga preventivamente e debitamente reso pubblico,
• che i Ministeri competenti e le Regioni adottino adeguate moratorie sulle centrali eoliche fino a quando non sarà stata effettuata un’adeguata valutazione dell’impatto cumulativo su scala regionale e non saranno state precisamente individuate le aree dove potranno essere installate centrali eoliche come più sopra indicato,
• che, ove necessario, la valutazione dell’impatto cumulativo venga realizzata congiuntamente da più regioni,
• che lo Stato assuma la responsabilità del controllo sulla dinamica reale del fenomeno (impianti realizzati ma soprattutto già autorizzati e in attesa di realizzazione), avviando anche un serrato confronto in sede istituzionale sulle situazioni di pesante criticità che si stanno determinando in estese aree di estrema importanza ornitologica del Paese.

La presente risoluzione è stata discussa ed approvata per acclamazione dai partecipanti al Convegno


Tratto da http://magazine.quotidianonet.ilsole24ore.com
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