Passo San Marco - Impianti Eolici

Favorire lo sviluppo di energie sostenibili in Valle Brembana.

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SIETE FAVOREVOLI PER L'IMPIANTO EOLICO AL P.SSO SAN MARCO?

SI
53
45%
NO
58
50%
NON SAPREI
6
5%
 
Voti totali : 117

Re: Passo San Marco - Impianti Eolici

Messaggiodi mucili » mercoledì 16 giugno 2010, 9:08

Tutta questa vicenda dimostra che oltre ad una parte di "sistema" che fa schifo cè ne una che è attenta e
responsabile.

Questa parte con il suo operato ci restituisce quella dignità persa e l'orgoglio di sapere che le battaglie
vanno sempre combattute per noi e per i nostri figli...
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Anche ad Albaredo si levano voci contro lo scempio eolico

Messaggiodi IW2LBR » giovedì 17 giugno 2010, 8:39

Anche ad Albaredo si levano voci contro lo scempio eolico

(16.06.10) La Pro Loco di Albaredo scrive una lettera aperta al sindaco prendendo posizione contro il Parco eolico
che dovrebbe sorgere sul territorio dei comuni valtellinesi di Albaredo e Bema al confine con la provincia di Bergamo.


Sollecitati anche dalla stampa locale e dal web, nel corso dell’annuale Assemblea dei Soci e nella successiva seduta di Consiglio, la scrivente Pro Loco “Valle del Bitto di Albaredo” ha dibattuto il tema relativo al ventilato progetto di costruzione di un impianto eolico al Passo S.Marco. Con la presente ribadiamo con forza la nostra posizione di netta contrarietà a tale progetto convinti della valenza e potenzialità di un territorio integro in tutte le sue componenti.

Nell’anno dichiarato “della Biodiversità” siamo molto preoccupati circa la possibilità che lì, sul crinale della nostra valle nei luoghi della storia, della memoria, delle fatiche dei nostri avi, della transumanza, delle malghe e del formaggio Bitto, all’interno dei due parchi regionali delle Orobie, in un ambiente unico ed irripetibile, si vuole installare un parco eolico. Tante ad oggi le prese di posizione di associazioni ambientaliste come Lega Ambiente e WWF, del Parco delle Orobie Bergamasche, di Amamont....

A fronte di tantissime contrarietà, a quello che sarebbe un manifesto massacro ai danni del territorio, della nostra Valle del Bitto, con una posizione decisamente favorevole all’impianto, il comune di Albaredo (con Bema , CM Morbegno e Parco delle Orobie Valtellinesi, da quello che si evincerebbe dalle cronache). Siamo molto rammaricati ma non sorpresi dalla posizione assunta dal comune di Albaredo, che seppur legittimamente, ancora una volta, si schiera apertamente a favore di un progetto che presenta caratteristiche di un potenziale scempio ambientale (non dimentichiamo il sostegno al progetto di captazione sul torrente Bitto -fortunatamente non concretizzatosi grazie anche all’entrata in vigore di normative ad hoc e sostenute dalla formazione spontanea di vari comitati locali sorti a difesa delle acque nei vari ambiti locali-Albaredo compreso- per la realizzazione di una “centralina idroelettrica in loc. Vesenda”) in luogo di una forte, reale, convinta tutela a difesa del patrimonio ambientale, storico, culturale della Valle del Bitto di Albaredo.

Neppure stupisce anche il modo disinvolto, ancorchè superficiale, certamente interessato, con il quale taluni personaggi parlano di difesa e salvaguardia del territorio, di salute dell’ambiente attribuendosi la patente di buoni ambientalisti per far passare qualunque tipo di intervento in qualsiasi ambito, con qualsiasi collocazione in nome della positività delle energie verdi, rinnovabili, pulite. Tutto invece fa credere che tali progetti siano sola, mera speculazione, dove per pochi megawatt si vanno a devastare ambienti tutelati e protetti. La contraddizione ed il paradosso delle Leggi che da una parte riconoscono le potenzialità di un territorio e ne tutelano la biodiversità e dall’altra permettono scempi e offese a quel medesimo territorio.

Pertanto, in riferimento a quanto sopra crediamo non sia fuori luogo, Sig. Sindaco, far notare qualche contraddizione nell’ amministrazione comunale di Albaredo che nelle affermazioni dice di puntare sulla sostenibilità ambientale e si fa paladina in campo ambientale, dichiarando tra l’altro di essere “buoni ambientalisti” ed “esempio di chi opera per la tutela del proprio territorio” giusta la presenza nell’ambito locale di un S.I.C. di Rete Natura 2000, di un’area Z.P.S. di tutela e protezione dell’avifauna migratoria, del Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi, della struttura “Porta del Parco” e dell’Ecomuseo Valle del Bitto che rimarca la necessità “… di vivere nelle Alpi secondo dei criteri di sostenibilità e di rispetto ambientale” e contestualmente si dichiara favorevole alla captazione di corsi d’acqua, per la realizzazione di centraline idroelettriche ed alla installazione di un impianto eolico con torri, alte 100 metri, sul crinale del Passo S.Marco.

Allargando il discorso tutti siamo concordi sulla necessità di disporre di nuove fonti energetiche, alternative e rinnovabili, ma impianti estemporanei, localizzati in ogni dove e non inseriti in un razionale, complessivo sistema energetico ci fa condividere in pieno il pensiero di un noto personaggio pubblico italiano il quale dalle pagine dell’Espresso si esprime sull’eolico selvaggio come di un vettore di deturpamento di paesaggi e beni ambientali e culturali e rafforzamento della mafia in merito agli interessi che girano attorno al settore delle energie rinnovabili, ai certificati verdi.

In riferimento alle peculiarità del paesaggio del Passo S.Marco abbiamo anche letto delle dichiarazioni che indicano nella presenza di tralicci e linee dell’alta tensione il vero problema ambientale. Noi siamo convinti che le linee dell’alta tensione, presenti così massicciamente al Passo e lungo i versanti della valle, costituiscono un reale problema che mal si coniuga con la valenza ambientale, storica e culturale della nostra Valle e crediamo che un piano di interramento e/o di razionalizzazione degli elettrodotti, almeno nei pressi del Passo S.Marco, apporterà all’ambiente complessivo valore aggiunto. Non ci piace quando si cerca di giustificare un eventuale intervento invasivo come il polo eolico affermando che lo si inserirà in un contesto già degradato. Noi vogliamo, da sempre, un territorio libero, pienamente fruibile in funzione delle sue risorse: ambientali, storiche, culturali che riteniamo valori veri da difendere e preservare sempre, senza se e senza ma, e non qualità da sbandierare solo e sempre a ragion veduta.

Ci permetta, infine, Sig. Sindaco, di chiederLe di provare a valutare fino in fondo gli effetti nefasti prodotti dagli impianti eolici realizzati, costi quel che costi in termini ambientali, in contesti territoriali non adatti e per solo mero sfruttamento di interessi che non sono quelli della collettività e visiti il sito http://www.viadalvento.org. od altri simili per capire che la via del vento non è quasi mai, certamente non in Italia paese classificato “con carenza di vento sostenuto”, la risposta giusta ad una giusta causa.

http://www.ruralpini.it/Inforegioni16.06.10.htm
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Re: Passo San Marco - Impianti Eolici

Messaggiodi andrea.brembilla » sabato 19 giugno 2010, 12:51

Benissimo, approvo in toto la bella lettera della Pro Loco di Albaredo...allora anche ai valtellinesi interessa il San Marco, buono a sapersi, d'ora in poi ci aspettiamo maggiore impegno nella valorizzazione di questo passo storico.

Sembra che in questa vicenda alla fine sia prevalso il buonsenso, anche se, appunto, tramite cronache giudiziarie che danno sempre tristezza, soprattutto quando accadono nel nostro disastrato mondo politico.
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Re: Passo San Marco - Impianti Eolici

Messaggiodi irbis » domenica 22 agosto 2010, 14:20

In Italia la ricerca e la progettazione di impianti eolici non esiste (progettazione e ricerca in Italia sono un po' maltrattate in tutti i campi). Ci limitiamo ad acquistare ed assemblare soluzioni progettate ALTROVE, in questo caso valide per il mare del nord.
Io penso che avremmo potutto pensare qualcosa di più idoneo per le nostre montagne, ma appunto non si è fatto niente.

Il partito verdista ha il difetto di dire NO senza indicare mai una soluzione alternativa percorribile. Sarebbe bello che lo facesse..sarebbe più credibile e più corretto. Fate qualcos'altro, fatelo ALTROVE non è una proposta.
Purtroppo tutte le scelte in campo energetico hanno sempre pesanti risvolti negativi.
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Da Roma no all’eolico al passo San Marco

Messaggiodi IW2LBR » giovedì 14 ottobre 2010, 21:24

Da Roma no all’eolico al passo San Marco

La proposta di un parco eolico al passo San Marco, al confine tra Valle Brembana e Valtellina, sbarca a Roma. Ma incassa nuovi no. Dopo quelli di Provincia di Bergamo e Sondrio, Parco delle Orobie, Comuni di Averara e Mezzoldo e Legambiente, la bocciatura arriva anche dal ministero dei Beni e delle Attività culturali e dalla sovrintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio. E la stessa sovrintendenza Archeologica per la Lombardia ha sottolineato il grande interesse archeologico rivestito dall’area in questione e l’ingente costo che un simile progetto comporterebbe.

L’idea di un parco eolico al passo San Marco, ovvero nei comuni in provincia di Sondrio di Bema e Albaredo per San Marco, risale a quattro anni fa. La proposta arriva dalla società Centuria di Milano e le pale – con le modifiche successive al progetto da sei sarebbero diventate quattro – sono alte (tra palo e elica) circa 90 metri. Subito si levano i no dalla parte bergamasca, in particolare del Parco delle Orobie, ma anche di Provincia, Legambiente e dei Comuni confinanti di Averara e Mezzoldo. Favorevoli restano, invece, i Comuni valtellinesi, Bema, Albaredo e il Parco delle Orobie valtellinesi, sui cui territori le pale dovrebbero sorgere. Pale che, nel frattempo, però, ottengono l’autorizzazione paesistica della Regione. Nel corso di questi quattro anni lo scontro tra gli enti coinvolti si inasprisce e, nonostante le conferenze di servizio e la richiesta di ridimensionamento del progetto a Centuria, non si arriva a un accordo. Da qui lo spostamento del confronto nella Capitale, al dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei ministri che, ieri, ha cercato invano di trovare una soluzione condivisa.... CONTINUA

http://news.valbrembanaweb.com/index.php/da-roma-no-alleolico-al-passo-san-marco/
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Re: Passo San Marco - Impianti Eolici

Messaggiodi gagaliz » venerdì 22 ottobre 2010, 17:28

Il parco eolico al passo San Marco stoppato dal Consiglio dei ministri

Parco eolico al passo San Marco, il Consiglio dei Ministri ha detto stop. Nel Consiglio dei Ministri tenutosi oggi è stato deciso lo stop definitivo del progetto di realizzazione di un parco eolico nel comune di Albaredo (Sondrio) nelle vicinanze del Passo San Marco (sul confrine con la provincia di Bergamo). «Finalmente - commenta il presidente della Provincia di Bergamo, on. Ettore Pirovano - ha prevalso il buon senso ed è stato scongiurato una volta per tutte il rischio che il passo San Marco venga deturpato irrimediabilmente da pale eoliche alte oltre 80 metri».

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cron ... etto_stop/

Io sono molto sollevato. a_2 a_2
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Re: Passo San Marco - Impianti Eolici

Messaggiodi IW2LBR » domenica 24 ottobre 2010, 17:25

Ora pensiamo a far interrare gli elettrodotti e
a creare il Parco degli alpeggi storici del Bitto e dei formaggi orobici


di Michele Corti

L'ostinazione di un politico direttamente interessato al progetto (Patrizio del Nero) ha portato sino al Consiglio dei Ministri una vicenda che poteva essere chusa da un pezzo. Facendo fare ai lombardi la figura di quelli che si fanno risolvere le loro beghe da Roma. Pietra tombale sul progetto che prevedeva lo scempio del Passo di San Marco tra la val Brembana e la Valtellina, un passo simbolo che ora può divenire l'elemento catalizzatore di un progetto in grado di valorizzare, in Lombardia e nel mondo, le grandi tradizioni di caseificazione e di allevamento. Con ricadute importanti per il turismo, le filiere alimentari di qualità, la cultura e l'identità delle nostre comunità. Lo abbiamo chiamato 'Parco degli alpeggi storici del Bitto' (con buone chance per divenire Patrimonio dell'umanità dell'Unesco) ma oggi può essere allargato ai 'formaggi storici' delle Orobie che recentemente hanno gettato le fondamenta di una inedita 'Unione casearia' proprio in nome di una storia che unisce ciò che i confini amministrativi dividono (quelli tra Bergamo, Sondrio e Lecco).


Dal Passo di San Marco possono esser lanciati messaggi importanti

San Marco, 'tetto' della val Brembana, è importante perché le grandi tradizioni di allevamento e caseificio lombarde hanno un epicentro proprio qui, in alta val Brembana, in un ambito 'orobico' occidentale. Per secoli, sin dal passaggio tra medioevo ed età moderna, il termine 'bergamaschi' (poi 'bergamini') significò, per antonomasia, 'allevatori', 'formaggiai'. Da Verona, a Milano a Novara (dove le aziende del Gorgonzola hanno salde radici orobiche). Dalla val Brembana (e dalla limitrofa, ma strettamente legata, Valsassina lecchese) sono venute le dinastie che hanno dato vita ai primi caseifici industriali italiani alla fine del XIX secolo. Una storia di lunga durata, di tradizioni di livello mondiale che si sono sedimentate lentamente, di saperi affinati, da una comunità di pratica, di saperi e di cibo. Che non ha molti eguali.

Ma noi lombardi non sappiamo 'vendere' la nostra storia, preferendo menar vanto per la concretezza dei fiumi di latte prodotti attualmente da un sistema sin troppo industrializzato, non prestando adeguata attenzione al fatto che i valori immateriali e l'economia, alla lunga, sono inscindibili e che è il valore aggiunto a contare sempre di più e non le quantità fisiche di prodotto o i fatturati. E l'immagine e la storia di un territorio, di un sistema produttivo, con tutto ciò a cui rimanda, diventano componente importante del valore aggiunto. Ma forse qualcosa sta cambiando.

Organizziamo una grande Festa del Passo

Con la vicenda del Parco eolico il Passo di San Marco ha catalizzato nuove attenzioni. Bene. E' l'occasione per sfruttarle. Bisogna dimostrare che la sollecitudine per i valori paesaggistici, storici, simbolici non era stata chiamata in causa stumentalmente solo per dire NO ad un determinato progetto (e nell'ambito di quelle che rischiavano di apparire come beghe a carattere locale) ma per una ferma convinzione strategica.

L'opposizione al Parco eolico ha avuto modo di saldare due istituzioni: la Provincia di Sondrio e Provincia di Bergamo. Va mantenuta e valorizzata questa sintonia che proprio a Sam Marco trova una bella espressione simbolica. A primavera sarebbe auspicabile organizzare una grande Festa del Passo di San Marco con i presidenti Pirovano e Sertori cui va il grosso del merito di aver scongiurato lo scempio eolico, ma anche con l'assessore regionale all'agricoltura De Capitani. Non solo perché quest'ultimo è lecchese ma perché, anche quest'anno, non ha fatto mancare la sua presenza alla Fiera di San Matteo a Branzi proprio in occasione dell'annuncio della nascita dell'Unione dei formaggi delle Orobie (Bitto storico compreso). Una presenza, quella di de Capitani, che sottolineerebbe il nuovo interesse del governo regionale per la valorizzazione dei grandi valori storico-culturali di cui l'agricoltura lombarda è portatrice e per una tutela di specifici ambiti territoriali non solo dal punto di vista, sempre più anacronistico, della 'conservazione ambientale' ma anche dei valori antropici, culturali e produttivi che hanno plasmato (e continuano a plasmare) il paesaggio. Del resto che cibo e agricoltura non siano solo un settore con il 2% di addetti ma che, proprio in una società avanzata 'psotmoderna' tornino ad essere centrali nella vita sociale e culturale è ormai un fatto acquisito.

La Festa potrebbe lanciare chiari messaggi politici e culturali circa il nuovo ruolo dei sistemi agroalimentari e il loro legame stretto con la cultura e la storia di un territorio. Si deve chiarire che un paesaggio degli alpeggi, come quello dell'area del Passo di San Marco, è un paesaggio culturale e non c'entrano nulla con la wilderness, che i calec' e la capra Orobica hanno altettanto titolo ad essere tutelati degli ucceli migratori e degli stambecchi (cosa che non è scontata nel contesto della gestione di un Parco delle Orobie largamente intriso di quella ideologia conservazionistica che è espressione del colonialismo (duro a morire) della città nei confronti della montagna e che va ad interferire pesantemente con le esigenze delle attività tradizionali agrosilvopastorali.

Alla Festa, per non limitare l'evento alla celebrazione di uno 'scampato pericolo' dovrebbero essere poste le basi per dei progetti di interramento degli elettrodotti e per la nascita del Parco degli alpeggi.

http://www.ruralpini.it/Inforegioni24.10.2010No_definitivo_al_Parco_eolico.htm
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