Anche ad Albaredo si levano voci contro lo scempio eolico(16.06.10) La Pro Loco di Albaredo scrive una lettera aperta al sindaco prendendo posizione contro il Parco eolico
che dovrebbe sorgere sul territorio dei comuni valtellinesi di Albaredo e Bema al confine con la provincia di Bergamo.Sollecitati anche dalla stampa locale e dal web, nel corso dell’annuale Assemblea dei Soci e nella successiva seduta di Consiglio, la scrivente Pro Loco “Valle del Bitto di Albaredo” ha dibattuto il tema relativo al ventilato progetto di costruzione di un impianto eolico al Passo S.Marco. Con la presente ribadiamo con forza la nostra posizione di netta contrarietà a tale progetto convinti della valenza e potenzialità di un territorio integro in tutte le sue componenti.
Nell’anno dichiarato “della Biodiversità” siamo molto preoccupati circa la possibilità che lì, sul crinale della nostra valle nei luoghi della storia, della memoria, delle fatiche dei nostri avi, della transumanza, delle malghe e del formaggio Bitto, all’interno dei due parchi regionali delle Orobie, in un ambiente unico ed irripetibile, si vuole installare un parco eolico. Tante ad oggi le prese di posizione di associazioni ambientaliste come Lega Ambiente e WWF, del Parco delle Orobie Bergamasche, di Amamont....
A fronte di tantissime contrarietà, a quello che sarebbe un manifesto massacro ai danni del territorio, della nostra Valle del Bitto, con una posizione decisamente favorevole all’impianto, il comune di Albaredo (con Bema , CM Morbegno e Parco delle Orobie Valtellinesi, da quello che si evincerebbe dalle cronache). Siamo molto rammaricati ma non sorpresi dalla posizione assunta dal comune di Albaredo, che seppur legittimamente, ancora una volta, si schiera apertamente a favore di un progetto che presenta caratteristiche di un potenziale scempio ambientale (non dimentichiamo il sostegno al progetto di captazione sul torrente Bitto -fortunatamente non concretizzatosi grazie anche all’entrata in vigore di normative ad hoc e sostenute dalla formazione spontanea di vari comitati locali sorti a difesa delle acque nei vari ambiti locali-Albaredo compreso- per la realizzazione di una “centralina idroelettrica in loc. Vesenda”) in luogo di una forte, reale, convinta tutela a difesa del patrimonio ambientale, storico, culturale della Valle del Bitto di Albaredo.
Neppure stupisce anche il modo disinvolto, ancorchè superficiale, certamente interessato, con il quale taluni personaggi parlano di difesa e salvaguardia del territorio, di salute dell’ambiente attribuendosi la patente di buoni ambientalisti per far passare qualunque tipo di intervento in qualsiasi ambito, con qualsiasi collocazione in nome della positività delle energie verdi, rinnovabili, pulite. Tutto invece fa credere che tali progetti siano sola, mera speculazione, dove per pochi megawatt si vanno a devastare ambienti tutelati e protetti. La contraddizione ed il paradosso delle Leggi che da una parte riconoscono le potenzialità di un territorio e ne tutelano la biodiversità e dall’altra permettono scempi e offese a quel medesimo territorio.
Pertanto, in riferimento a quanto sopra crediamo non sia fuori luogo, Sig. Sindaco, far notare qualche contraddizione nell’ amministrazione comunale di Albaredo che nelle affermazioni dice di puntare sulla sostenibilità ambientale e si fa paladina in campo ambientale, dichiarando tra l’altro di essere “buoni ambientalisti” ed “esempio di chi opera per la tutela del proprio territorio” giusta la presenza nell’ambito locale di un S.I.C. di Rete Natura 2000, di un’area Z.P.S. di tutela e protezione dell’avifauna migratoria, del Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi, della struttura “Porta del Parco” e dell’Ecomuseo Valle del Bitto che rimarca la necessità “… di vivere nelle Alpi secondo dei criteri di sostenibilità e di rispetto ambientale” e contestualmente si dichiara favorevole alla captazione di corsi d’acqua, per la realizzazione di centraline idroelettriche ed alla installazione di un impianto eolico con torri, alte 100 metri, sul crinale del Passo S.Marco.
Allargando il discorso tutti siamo concordi sulla necessità di disporre di nuove fonti energetiche, alternative e rinnovabili, ma impianti estemporanei, localizzati in ogni dove e non inseriti in un razionale, complessivo sistema energetico ci fa condividere in pieno il pensiero di un noto personaggio pubblico italiano il quale dalle pagine dell’Espresso si esprime sull’eolico selvaggio come di un vettore di deturpamento di paesaggi e beni ambientali e culturali e rafforzamento della mafia in merito agli interessi che girano attorno al settore delle energie rinnovabili, ai certificati verdi.
In riferimento alle peculiarità del paesaggio del Passo S.Marco abbiamo anche letto delle dichiarazioni che indicano nella presenza di tralicci e linee dell’alta tensione il vero problema ambientale. Noi siamo convinti che le linee dell’alta tensione, presenti così massicciamente al Passo e lungo i versanti della valle, costituiscono un reale problema che mal si coniuga con la valenza ambientale, storica e culturale della nostra Valle e crediamo che un piano di interramento e/o di razionalizzazione degli elettrodotti, almeno nei pressi del Passo S.Marco, apporterà all’ambiente complessivo valore aggiunto. Non ci piace quando si cerca di giustificare un eventuale intervento invasivo come il polo eolico affermando che lo si inserirà in un contesto già degradato. Noi vogliamo, da sempre, un territorio libero, pienamente fruibile in funzione delle sue risorse: ambientali, storiche, culturali che riteniamo valori veri da difendere e preservare sempre, senza se e senza ma, e non qualità da sbandierare solo e sempre a ragion veduta.
Ci permetta, infine, Sig. Sindaco, di chiederLe di provare a valutare fino in fondo gli effetti nefasti prodotti dagli impianti eolici realizzati, costi quel che costi in termini ambientali, in contesti territoriali non adatti e per solo mero sfruttamento di interessi che non sono quelli della collettività e visiti il sito
http://www.viadalvento.org. od altri simili per capire che la via del vento non è quasi mai, certamente non in Italia paese classificato “con carenza di vento sostenuto”, la risposta giusta ad una giusta causa.
http://www.ruralpini.it/Inforegioni16.06.10.htm