Non lo posto in "Sviluppo di energie sostenibili in Valle Brembana", poichè mi sembra un vero e proprio scempio.
Tratto da L'Eco di Bergamo del 15 gennaio 2007
Eliche per l'energia sul passo San Marco
In progetto un parco eolico, torri alte 50 metri sul lato valtellinese Il sindaco di Mezzoldo: impatto da valutare, la zona va tutelata
ALTA VAL BREMBANA Un parco eolico per produrre energia elettrica pulita al passo San Marco, al confine tra provincia di Bergamo e Sondrio. L'ipotesi non è poi così remota; anzi, visti i pareri favorevoli, in alcuni casi entusiasti, degli enti pubblici interessati, le grandi pale meccaniche che sfruttano il vento per produrre energia - tipo quelle che si vedono in Danimarca ma anche al Sud Italia - potrebbero fare la loro comparsa sugli alpeggi tra Val Brembana e Valtellina. E, stando ai dati diffusi dall'Enel, sarebbero le prime in Lombardia e tra le poche nel Nord Italia (piccoli parchi si trovano in Piemonte, Trentino, Liguria ed Emilia Romagna).
Per ora i cosiddetti aerogeneratori dovrebbero essere installati sul territorio dei Comuni valtellinesi di Albaredo per San Marco, il primo paese che scendendo dal passo si incontra sul versante di Sondrio, e il confinante Bema. Ma non è escluso che le società possano chiedere di installare analoghi impianti anche ad Averara e Mezzoldo, i due Comuni brembani, che hanno territori al passo San Marco.
IL PROGETTO Il progetto è di due società specializzate, la «Energia Ambiente» di Ravenna, che ha già avanzato richiesta di autorizzazione alla Provincia di Sondrio, e la «Centuria» di Milano, che, invece, pare abbia già l'accordo con i proprietari dei terreni. E sarà proprio la Provincia a dover dare l'ok principale all'installazione, mentre alla Regione spetterà la valutazione di impatto ambientale, ai Comuni e al Parco delle Orobie valtellinesi solo un parere non vincolante.
E proprio dagli enti pubblici arriva un coro di adesioni ai progetti, naturalmente con tutta la cautela del caso, soprattutto sull'impatto estetico che l'impianto potrebbe avere sui pascoli del passo San Marco. Nel progetto è prevista l'installazione di 6-8 aerogeneratori, alti 50 metri con pale del diametro di 40 metri, con una potenza che potrebbe arrivare a 12 megawatt: gli elettrodotti già presenti al passo San Marco, inoltre, favorirebbero la conduzione dell'energia prodotta. Le torri verrebbero installate a ridosso del confine, in una zona molto ventosa.
Proprio le due società recentemente hanno installato alcuni anemometri per la misurazione del vento: ebbene, qui la velocità media supera i 5/6 metri al secondo per un monte ore annuo di oltre duemila. L'IMPATTO Condizioni ideali, dicono gli esperti, per la produzione di energia eolica, anche per l'accessibilità della zona, sia dal versante valtellinese sia da quello brembano, e per l'assenza, nelle vicinanze, di abitazioni.
«Non abbiamo alcuna pregiudiziale sulla realizzazione di un impianto eolico - ha spiegato l'assessore della Provincia di Sondrio, Ugo Parolo - perché si tratta di energia pulita. Prima, comunque, andranno fatte tutte le valutazioni ambientali».
Ma sugli eventuali problemi di impatto del parco eolico i sindaci interessati, ovvero Patrizio Del Nero di Albaredo e Giacomo Lanza di Bema, sembrano non avere dubbi di sorta. «Il vero impatto ambientale devastante al passo San Marco - spiega Del Nero - è provocato dagli elettrodotti che corrono per diversi chilometri, senza, peraltro che vi sia alcun vantaggio per i Comuni. Siamo favorevoli ai progetti, la cosa importante è che per i paesi vi sia una contropartita in termini economici».
Analoghe considerazioni arrivano dal presidente del Parco delle Orobie valtellinesi Walter Raschetti: «I tralicci d'alta tensione sono ben peggiori delle pale eoliche - afferma il presidente del Parco -. Stiamo comunque valutando, con i nostri tecnici, l'eventuale impatto, ma non abbiamo pregiudiziali. Obiettivo del Parco è anche quello di favorire lo sviluppo economico e sociale, non solo la difesa dell'ambiente. E il parco eolico consentirebbe al nostro ente e ai Comuni di avere introiti economici importanti».
Proprio l'aspetto guadagno che dall'operazione potrebbe derivare alle Amministrazioni comunali sembra essere uno dei motivi principali dei pareri favorevoli che arrivano unanimi. A breve, quindi, ci dovrebbe essere una conferenza di servizi che coinvolgerà tutti gli enti interessati all'iniziativa, per il via libera al progetto.
I SINDACI E l'alta Val Brembana? Per ora resta a guardare l'evolversi del progetto sul terreno valtellinese, in attesa di eventuali richieste. Il versante orobico del passo San Marco è amministrativamente diviso in due: la zona Ovest (dove c'è la storica Cantoniera di San Marco di proprietà della Provincia) è territorio di Averara, quella Est (dove c'è il nuovo rifugio «San Marco 2000») è nel Comune di Mezzoldo, l'ultimo paese che si incontra salendo dalla strada provinciale.
Il sindaco di Averara, Ettore Baschenis, poiché non vi sono ancora richieste ufficiali, preferisce, per ora, non rilasciare dichiarazioni in merito. Da indiscrezioni, comunque, sembra che le due società sarebbero interessate anche al territorio di Averara, e, in futuro, potrebbero bussare alle porte del piccolo centro brembano.
Rilevazioni sulla zona ideale per impianti eolici, comunque, sono già state effettuate anche sul versante orobico: la maggiore produzione sarebbe garantita da pale posizionate vicino al passo di Verrobbio (dove ci sono i resti delle trincee di guerra, ndr), in territorio di Averara. Nessun contatto con società specializzate, per ora, ha avuto anche il Comune di Mezzoldo. Il sindaco Raimondo Balicco, peraltro, sottolinea come «sarà importante valutare bene l'impatto ambientale di impianti del genere», e ricorda come «la zona del passo San Marco è stata inserita dall'Unione europea nei siti di importanza comunitaria per il passaggio di selvaggina da un versante all'altro. È quindi un'area di particolare tutela ambientale».
Giovanni Ghisalberti

