Sedrina: teleriscaldamento a legna

Favorire lo sviluppo di energie sostenibili in Valle Brembana.

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Sedrina: teleriscaldamento a legna

Messaggiodi francesca il Dom 21 Ago, 2005 7:08 am

Dall'Eco di Bergamo riprendo l'articoletto che segue.

L'iniziativa sembra buona, che sia l'inizio di una valorizzazione di una risorsa che in Valle non manca, cioè il legname?

Teleriscaldamento a Sedrina - A settembre partono i lavori.
Riprenderanno a settembre i lavori di realizzazione della rete di teleriscaldamento a legna a Sedrina. Conclusi i collegamenti alle abitazioni, al completamento dell'impianto manca l'installazione della caldaia dove sarà bruciata la legna, la turbina per la produzione di energia elettrica e i motori a gas metano che entreranno in funzione in caso di emergenze. Finora la rete di collegamento in paese è stata completata all'80%. I lavori per la centrale dovrebbero concludersi la prossima primavera.

Dal prossimo autunno-inverno, la rete di teleriscalmendo potrebbe entrare in funzione. A scaldare le case dei Sedrinesi, quindi, sarà come una volta, la legna. Nel grande forno verranno bruciati i ceppi per scaldare acqua fino a 95°. Questa sarà indirizzata nella rete del paese fino a raggiungere le singole abitazioni. Ma non sarà l'acqua del cogeneratore a scaldare direttamente le case:il vapore andrà a contatto con i normali impianti domestici scaldando l'acqua già in circolo nelle normali tubazioni. In caso di mancato funzionamento dell'impianto a legno per qualsiasi motivo, inoltre, entrerà in funzione il motore a gas metano, in modo da garantire sempre il riscaldamento alle abitazioni. E oltre all'acqua per il teleriscaldamente la centrale produrrà energia elettrica che potrà essere venduta all'Autorità per l'energia.

La centrale, che produrrà energia elettrica per 2.000 chilovattora, verrà a costare quasi 11 milioni di euro. La rete di teleriscaldamento consentirà un risparmio economico sulle spese di riscaldamento (finora hanno aderito circa il 65% dei cittadini), in un paese, peraltro dove i costi sonoelevati, visto che da novembre a gennaio il sole, a Sedrina, a causa dell'orografia, non fa capolino.
francesca
 

Messaggiodi callon il Dom 21 Ago, 2005 2:17 pm

Alcune info sul teleriscaldamento a legna che ho trovato in rete.

Teleriscaldamento, e la legna?
Dopo il finanziamento di 950 mila euro ottenuto dalla Comunità Europea procede celermente il progetto di costruzione della centrale di teleriscaldamento a legna in alcuni comuni italiani. L'idea stessa dell'impianto, destinato a riscaldare parte delle abitazioni civili mediante la fornitura diretta di acqua calda prodotta dalla combustione di legname, presuppone però la disponibilità di grandi quantità di materiale. In Alto Adige vi sono alcuni impianti di teleriscaldamento che, però, funzionano soprattutto con i residui di produzione di molte aziende che lavorano il legno – si legge nella richiesta. Restano molto interrogativi e perplessità per un'analoga struttura che nelle nostre montagne dovrebbe funzionare bruciando ogni anno migliaia di faggi, col rischio di essere ecologicamente incompatibile con la tutela del suolo ed economicamente non conveniente».

dal Resto del Carlino del 23 agosto 2002
Per il teleriscaldamento 'i boschi non corrono pericoli'
Almeno per questa volta i boschi dell'Appennino non correranno pericoli. Lo assicura il presidente della Comunità Montana della valle del Reno, Andrea De Maria, che risponde in questo modo ai dubbi a proposito dell'impianto di teleriscaldamento a legna previsto nel comune di Lizzano in Belvedere. Riguardo, infatti, all'approvvigionamento del materiale legnoso il responsabile dell'ente montano ricorda che il progetto è nato proprio dall'esigenza di valorizzare ed utilizzare le grandi quantità di biomasse legnose che giacciono oggi inutilizzate nei boschi e reperibili anche attraverso gli interventi di miglioramento forestale (conversione all'altofusto dei cedui invecchiati) eseguiti dalla stessa Comunità Montana sulla base delle disposizioni emanate dalla regione Emilia-Romagna. Il trenta per centro del fabbisogno della centrale verrà garantito poi dal conferimento degli scarti della lavorazione delle segherie operanti nel bacino. «Dal punto di vista economico la realizzazione della centrale consentirà agli utenti un risparmio medio variabile fra il 10 ed il 20 per centro sulla spesa annua di riscaldamento, mentre da quello ambientale una centrale di questo tipo, che sfrutta energia rinnovabile, contribuisce a ridurre in modo significativo l'emissione di gas serra nell'atmosfera». Ultimo punto i costi di gestione, per i quali è già stata avviata una valutazione economica, all'esame dei possibili partner privati della futura società di gestione con risultati confortanti che indicano una previsione di un utile annuo di circa 250.000 euro.

Teleriscaldamento a legna in Alta Badia, un'iniziativa di grande valore ecologico
In Alta Badia tutta la popolazione è molto sensibile ai problemi ambientali ed ecologici, e di conseguenza molto attenta alle iniziative di politica ambientale volte a preservare il più possibile l'equilibrio naturale. L'amministrazione della località dolomitica è impegnata in questo senso da diversi anni e sta investendo molte energie per tutelare l'ambiente affinché sia gli abitanti sia i turisti possano godere di una natura incontaminata e rispettata. Tra le interessanti iniziative intraprese a questo scopo, ne segnaliamo una in particolare: "Teleriscaldamento a La Villa: riscaldiamoci senza inquinare". L'idea di riscaldare quasi un intero paese con l'aiuto della legna era nata all'inizio degli anni novanta, e ora, dopo quasi tre anni di lavoro, funziona una centrale che raggiunge circa 200 utenze attraverso una rete di 11.800 metri, grazie a una potenza di 7mila chilowatt che permettono di portare acqua nella rete a 85 gradi. I pregi ecologici di questa iniziativa sono evidenti: l'impianto di teleriscaldamento diminuisce la dipendenza dal petrolio e rende l'ambiente molto più vivibile, riducendo le emissioni di sostanze nocive nell'atmosfera. In sostituzione del gasolio si usa la legna, e per essere più precici il "cippato" che è lo scarto della lavorazione del legno delle segherie. Un'operazione geniale, perché in questo modo si riesce a recuperare una risorsa che prima rimaneva inutilizzata e un'ottima premessa per garantire che abitanti e turisti in Alta Badia possano respirare quell'aria pulita di cui tutti abbiamo terribilmente bisogno.
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Messaggiodi StracchinoPolentoso il Lun 22 Mag, 2006 9:40 pm

Scusate la mia ignoranza ma anche bruciando legname si emette anidride carbonica nell'atmosfera. No?
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Messaggiodi daniele10 il Mar 23 Mag, 2006 8:53 am

StracchinoPolentoso ha scritto:Scusate la mia ignoranza ma anche bruciando legname si emette anidride carbonica nell'atmosfera. No?


SI.

come dicevano un po' di tempo fa: "nulla si crea nulla si distrugge tutto si trasforma"

Bruciando qualsiasi cosa di emette anidride carbonica la questione è la valutazione COMPLESSIVA dell'impatto ambientale e delle risorse disponibili.
L'anidride carbonica è solo uno TANTI dei fattori.


Faccio degli esempi banalizzando al massimo:

1) costruisco una mega centrale a legna a milano dove non ci sono boschi e alberi, abbatto mezza val brembana per alimentarla e trasporto la legna con i tir = PESSIMA SCELTA

1b) faccio la stessa centrale in un luogo dove non arrivano già altre reti e dove ho materia prima "naturalmente" in abbondanza e magari anche da smaltire = OTTIMA SCELTA

2) costruisco una centrale a gas in una valle dove non c'è la rete e per portare i tubi del gas impiego molti materiali (tubi) ed energie (gasolio, elettricità, ecc) e magari traforo i monti trovando materiali "delicati" da smaltire, il tutto per alimentare 10.000 abitazioni = PESSIMA SCELTA

2b) faccio la stessa cosa in piena pianura padana dove ci sono già tutte le reti di distribuzione e dove non ho materie prime utilizzabili provenienti dal territorio = OTTIMA SCELTA
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Messaggiodi trevbg il Mar 23 Mag, 2006 10:23 am

Quello che cambia è il bilancio complessivo.

Se brucio combustibili fossili, prelevati sottoterra, immetto nell'atmosfera carbonio che non era più in circolo da ere geologiche.

Se invece continuo a bruciare legna (o comunque materiale organico) che poi ripianto, non faccio altro che riutilizzare lo stesso carbonio che già era in circolo sotto forma di CO2.
Le piante, ricrescendo, non fanno altro che riassorbire la CO2 che avevo precedentemente emesso bruciando le loro predecessori.

Per quanto riguarda l'effetto serra è un gioco a 'somma zero'.
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Messaggiodi fantasia il Mar 23 Mag, 2006 1:26 pm

una centrale simile è già in funzione a tirano.
è sicuramente un'ottima soluzione per comunità montane, non troppo numerose, con grande disponibilità di biomassa.
inoltre un grande incentivo a tener puliti i boschi!!!!!!!!!
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Messaggiodi StracchinoPolentoso il Mar 23 Mag, 2006 2:52 pm

Vi ringrazio per le risposte. Inizio a farmi un'idea. :D
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Messaggiodi sghefiro il Lun 22 Gen, 2007 9:30 pm

Invito chi fosse interessato a capire ed ad approfondire ,cosa che ho fatto in quanto residente a Botta di Sedrina e per altri motivi , a dare una sbirciatina al sito della FIPER (http://www.fiper.it ) ,la federazione che raccoglie il maggior numero delle società che gestiscono centrali a biomassa .
E' indicato in vari documenti come le centrali di questo tipo sono "vantaggiose" se :
- NON esistono reti di distribuzione alternative ,metano su tutte ; a Sedrina abbiamo il metano da anni , quindi la realizzazione di un duplicato è altamente costosa .
-deve essere semplice e vicina la possibilità di approvigionamento delle biomasse per ridurre i costi di trasporto ed i coseguenti inquinamenti .
-è altresì piuttosto evidente come tali centrali siano sottoposte a regolamenti/leggi (certificati verdi -bianchi p.e.) che possono svantagiarle rispetto ad altre forme meno inquinanti (polveri sottili p.e.)


Penso che le conclusioni a cui si è giunti relative alla nuova realizzazione di queste particolari centrali ,e cioè che possono essere utili in piccole realtà di montagna non metanizzate sia la più saggia , mentre altre ,come quella di Sedrina siano un controsenso sia economico che ecologico .
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