di IW2LBR » domenica 11 aprile 2010, 18:27
Covenant of Mayor.. Valle Brembana
Aanalisi territoriale per la verfica delle potenziali Risorse Energetiche del Territorio
e l'Utilizzo Ecocompatibile delle Risorse Montane
L’Unione Europea ha di recente destinato importanti fondi per rilanciare l’economia in questo momento di grave crisi. Tra gli strumenti individuati c’è il Covenant of Mayors. Prima di arrivare al Covenant è opportuno fare alcune premesse. Praticamente tutti gli stati che controllano l’economia mondiale (G8, G20 ecc.) hanno ormai accettato e stabilito che il protocollo di Kyoto è una possibile via per la rinascita economica perché rappresenta il cosiddetto “Sviluppo Sostenibile”. Cito ad esempio il presidente degli Stati Uniti che nel salvare le banche e le aziende in fallimento ha impegnato le stesse ad investire in modo importante nelle fonti di energia alternative e nel risparmio energetico. Si intende che un’economia è sostenibile se vengono rispettati alcuni concetti che ormai sono una costante delle Direttive Europee.
Non può esserci uno sviluppo reale dell’economia se le attività che si svolgono non sono sostenibili dal punto di vista Ambientale, Economico, Sociale e Istituzionale. Ambientale perché le risorse naturali non sono infinite e vanno pertanto conservate e mantenute perché le future generazioni ne possano altrettanto godere. Economico perché se un attività non produce ricchezza, non svolge la sua funzione essenziale, che è quella di sostenere i nostri bisogni. Sociale, perché lo sviluppo deve essere equilibrato e garantire il massimo grado possibile di distribuzione della ricchezza. Istituzionale perché siamo tutti sulla stessa terra che ci offre risorse non sempre dislocate omogeneamente su tutto il pianeta, ci vuole unità di intenti da parte di tutte le organizzazioni. In tal senso è nato il cosiddetto protocollo di Kyoto che nasce per dare una risposta al problema ambientale del Global Warming (effetto serra), ma che è ormai diventato un esempio di applicazione dei concetti di sviluppo sostenibile spiegati sopra.
In Europa in protocollo di Kyoto è stato tradotto nella Direttiva cosiddetta “20-20-20” che vuol significare che entro il 2020 il 20% dell’energia consumata in Europa sia prodotta da fonti rinnovabili e che vi sia un abbassamento delle emissioni di CO2 del 20%. Quando si parla di fonti rinnovabili si intende quella risorsa che non si consuma o che si consuma ad un ritmo tale che la natura possa nello stesso tempo rigenerarla (sostenibilità ambientale). E’ il caso dell’energia solare, dell’energia eolica, dell’energia idroelettrica e dell’energia derivante dalle biomasse. La CO2 è invece un gas che si produce sempre durante la combustione di sostanze organiche quali il gas, il gasolio, la benzina e la legna e che è considerato il principale responsabile dell’effetto serra. La riduzione di questo gas si può ottenere oltre che utilizzando le cosiddette fonti rinnovabili, soprattutto attraverso il risparmio energetico. Dal punto di vista sociale la sostenibilità delle fonti rinnovabili sta insita nel fatto che sono di natura locale. Tutti abbiamo a disposizione sole, vento, acqua e biomasse vegetali e pertanto utilizzando queste risorse ci rendiamo maggiormente liberi rispetto per esempio al petrolio che è controllato da pochi e che genera molte tensioni al livello internazionale.
Dal punto di vista Economico il sistema regge in virtù di 2 concetti fondamentali:
1 - il risparmio;
2 – i sistemi di incentivazione.
Questi sistemi sono già abbastanza diffusi, ma aumenteranno ulteriormente in quanto si basano su un semplice concetto: chi inquina paga ed i soldi vanno nella direzione del protocollo di Kyoto. Basti notare che noi tutti nella bolletta elettrica paghiamo una quota per le energie rinnovabili. Il livello di sostenibilità istituzionale è quello si propone attraverso il Covenant of Mayors. Ovvero l’Unione Europea ha deciso di destinare specifici fondi per gli enti locali che per primi scelgono di attivare sul proprio territorio un sistema virtuoso che porti al superamento degli obiettivi del protocollo di Kyoto. Per dirla alla JFK: “non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, ma chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”.
L’Unione Europea vuole che le istituzioni si convincano che questo tipo di sviluppo è un investiment o solido e pertanto aiuta coloro che per primi si adoperano con le proprie scelte politiche a raggiungere l’obiettivo. Al paragrafo 49 della Caritas in Veritate il Papa ci dice che “le società tecnologicamente avanzate possono e devono diminuire il proprio fabbisogno energetico”. In tal senso la Comunità Montana si è attivata per coinvolgere tutti i comuni della Valle Brembana. Il Covenant of Mayors è praticamente un Patto tra Sindaci Europei che si deve sottoscrivere a Bruxelles e che impegna gli amministratori a superare l’obiettivo del protocollo di Kyoto. Dalla firma del Patto i comuni sottoscrittori dovranno entro 1 anno presentare un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (SEAP in inglese) in cui verrà inserita una cosiddetta baseline dei consumi di energia sul territorio e l’elenco degli interventi e delle iniziative che verranno messe in atto per raggiungere gli obiettivi appunto di andare oltre al 20% di energia da fonte rinnovabile e oltre il 20% di risparmio della CO2.
Gli interventi possibili possono essere molteplici, dall’installazione di campi solari, alla raccolta ed utilizzo delle biomasse, all’utilizzo dei salti idraulici presenti nelle nostre vallette, ma anche interventi di ristrutturazione edilizia, interventi sulla mobilità sostenibile, sostituzione di elettrodomestici ecc. Tutto quanto stabiliremo di realizzare sarà prima verificato ed approvato da un Centro di Ricerca Europeo in modo che ne sia valutata la sostenibilità anche economica e la fattibilità. A questo punto tutti gli interventi saranno finanziati direttamente dalla Banca Centrale Europea con mutui ventennali a tassi molto agevolati. Nella redazione e nella realizzazione di quanto stabilito dal SEAP sarà importante la partecipazione di tutti i cittadini ed anche delle imprese piccole e grandi. Infatti attraverso questi strumenti l’Europa prevede che nascano nuove attività lavorative incentrate sulla produzione di energia o sulla produzione di beni e di servizi collegati. E’ vero che sembra un progetto molto ambizioso, ed in effetti lo è, ma credo anche che sia alla portata della storia, delle tradizioni e delle capacità imprenditoriali, turistiche e culturali della Valle Brembana.
PIANO D’AZIONE LOCALE PER L’ENERGIA SOSTENIBILE
Diversi comuni della Comunità Montana Valle Brembana hanno aderito in questi mesi al Covenant of Mayors, organizzazione di enti locali che si impegnano a superare gli obiettivi fissati dalla direttiva europea 20-20-20. Ovvero riduzione delle emissioni di CO2 di almeno il 20%, utilizzo di energia per almeno il 20% da fonti rinnovabili entro l’anno 2020. Per raggiungere questo importante obiettivo comunitario, dal momento della firma del Patto tra Sindaci a Bruxelles, gli enti locali che aderiscono hanno tempo 1 anno per redigere un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (SEAP) in cui inserire tutti gli interventi possibili e necessari per il raggiungimento dell’obiettivo.
In tal senso la Regione Lombardia tra il 2006 ed il 2008 ha sviluppato il progetto “Accompagnamento e Formazione degli Enti Locali nella predisposizione di Piani d’Azione Locale per l’attuazione del Protocollo di Kyoto” promosso e coordinato dalla Direzione Generale Qualità dell’Ambiente di Regione Lombardia, in collaborazione con il Coordinamento Regionale Agende 21 locali e con il supporto tecnico di Cestec spa (Direzione Energia) ed il contributo scientifico e formativo dell’Associazione Kyoto Club.