di IW2LBR il Dom 27 Mag, 2007 5:27 pm
dal L'Eco di Bergamo del 27 Maggio 2007
I rintocchi della campana per salutare Pier
L'omaggio del paese allo scalatore disperso sull'Everest. Il parroco: gesto chiesto dai parenti, siamo loro vicini
OLTRE IL COLLE Ha suonato a lungo ieri sera la campana della chiesa parrocchiale di Oltre il Colle. Il primo rintocco alle 20 e poi una lunga serie che si è sparsa nella conca oltrelcollese ritornando in eco dal Menna, dall'Arera, dal Grem, dall'Alben, le «case naturali» di Pier, Pierangelo Maurizio, lo scalatore di 52 anni scomparso sull'Everest durante la spedizione bergamasca Spirito Libero. Molti in quel rintocco hanno voluto ascoltare il saluto di commiato che, rimbalzando di vetta in vetta, arriverà fino all'amico rimasto in Himalaya, sul tetto del mondo.
«È stata la famiglia a chiedermi di suonare la campana – ha spiegato il parroco, don Manuel Lodetti – e io ho ritenuto di accogliere questa loro richiesta. Tutti in paese sapevano che alle 20 sarebbero arrivati i rintocchi dal campanile e per qualche momento su Oltre il Colle è sceso il silenzio. Sono certo che in quell'istante tutta la comunità ha pensato all'amico fisicamente tanto lontano, ma ben presente nel cuore del paese».
«Tutti abbiamo pensato a Pier ascoltando il rintocco della campana – ha continuato don Manuel – e soprattutto al dolore della moglie Manuela e della piccola Benedetta, il tesoro di papà Pier».
In paese nulla più si dice sulla tragica conclusione della spedizione sull'Everest, neppure si parla troppo della tornata elettorale che oggi e domani tocca il Comune: è passata decisamente in secondo piano.
Il pensiero di tutti è rivolto all'Everest da dove, purtroppo, non giunge più alcuna notizia sul loro compaesano. Le ricerche infatti sono state sospese. Intanto Marco Epis, di Oneta, colpito da edema cerebrale mentre si trovava a 8.300 metri, ha già lasciato il campo base per dirigersi a Kathmandu. Presto lo seguirà David Borlini, pure di Oneta. Nadia Tiraboschi, di Oltre il Colle, invece si è trattenuta ancora nella speranza di poter ricavare qualche indizio utile sulla scomparsa del compaesano.
«Aspettiamo qualche novità – affermano alcune persone incontrate nel centro del paese – ma soprattutto stiamo attendendo con ansia il ritorno di Nadia e di tutti gli altri per sapere cosa è successo. Soltanto allora si chiarirà la situazione che in alcuni aspetti ha avuto interpretazioni diverse».
«Cerchiamo tutti – ha concluso don Manuel – di essere vicini a Manuela e Benedetta con discrezione e affetto, per aiutarle ad affrontare una prova che sarà per loro lungamente dolorosa. Può essere di sostegno pure un silenzio che esprima comunque vicinanza e condivisione del dolore, vogliamo far capire ai parenti che la comunità è loro vicina, che sono nel cuore di tutti. Poi, quando la situazione sarà chiarita, si deciderà cosa fare. Ancora stasera sarò a casa di Pier per stare vicino, a nome di tutto il paese, a Manuela e Benedetta e ai loro parenti».
Del dolore degli alpinisti bergamaschi si fa interprete il presidente del Cai, Paolo Valoti: «Abbiamo accolto con profonda tristezza la difficile comunicazione giunta dal campo base l'altro ieri – sottolinea Valoti – e non possiamo che unirci al cordoglio della famiglia e di tutta la comunità degli alpinisti bergamaschi, condividendo questo momento di grande dolore».