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Re: Villa d'Almè Dalmine - Tangenziale Sud di Bergamo

MessaggioInviato: lunedì 19 novembre 2018, 18:25
di Lino70
Oggi i mezzi operatrici della Vitali, erano nuovamente all'opera tra Mozzo e Curno... Bene Così, avanti a tutta!!

Re: Villa d'Almè Dalmine - Tangenziale Sud di Bergamo

MessaggioInviato: martedì 11 dicembre 2018, 11:52
di gianvalle22
Lavori fermi o quasi .... osservazione di ieri 10 dicembre.....

Re: Villa d'Almè Dalmine - Tangenziale Sud di Bergamo

MessaggioInviato: martedì 11 dicembre 2018, 17:42
di enkuz
... a me sembra che siano sempre allo stesso punto... non si notano cambi evidenti dello stato dei lavori.
Ci aspetta un duro inverno caotico.

Re: Villa d'Almè Dalmine - Tangenziale Sud di Bergamo

MessaggioInviato: martedì 11 dicembre 2018, 17:46
di enkuz
Lino70 ha scritto:Via il «tappo» tra l’Asse e Curno La Dalmine-Villa d’Almè si allarga

Tra i centri commerciali e la Briantea il traffico passa da 47 mila a 30 mila veicoli. La strada verrà ampliata raccordando le corsie di entrata e uscita già presenti sulla strada.
Il punto sta tutto in quei numeri: 47mila veicoli al giorno per entrambi i sensi di marcia nel tratto della 470 dir (la Villa d’ Almè-Dalmine, per capirci) che va da Curno a Treviolo e 30mila in quello da Curno a Paladina. Il che vuol dire solo una cosa, che il calo delle auto si ha tra Briantea, Asse interurbano e svincoli per i centri commerciali.
Non a caso il tratto più soggetto a incolonnamenti, un autentico «tappo» creato dal passaggio da due corsie della Treviolo-Stezzano alla corsia singola.
L’amministrazione provinciale ha deciso di provare a risolvere la situazione con un’escamotage, perchè tecnicamente un raddoppio era impossibile, per l’aggravio di costi, per le lungaggini burocratiche dovute alla variazione del progetto originale e non per ultimo per l’ottenimento di una serie di autorizzazioni. Si tratta di raccordare le corsie di accelerazione e decelerazione poste ai lati della strada così da ampliarla di fatto fino alla Briantea.

L'eco di Bergamo


Maggio-dicembre... dopo 7 mesi le corsie di raccordo non sono ancora pronte... ma è possibile ??? a_11
Avevo capito che questo step sarebbe stato fatto subito... permettendo ai 2 raccordi di essere attivi presto diventando priorità del progetto.
Insomma: sono 2 pezzi di strada a_19

Re: Villa d'Almè Dalmine - Tangenziale Sud di Bergamo

MessaggioInviato: mercoledì 12 dicembre 2018, 17:56
di Lino70
Diciamo che i lavori procedono se pur in modo tranquillo, ma procedono e sicuramente x motivi che noi non sappiamo, essi potrebbero essere dovuti da ulteriori deroghe, concesse x complicazioni ed intoppi lavorativi e questo ne deduce uno spostamento sulla fine dei lavori, chissà... intanto ieri a Sanpellegrino cè stato l'incontro x verificare il progetto del completamento della tangenziale sud tra Paladina e Villa D'almè!!

Re: Villa d'Almè Dalmine - Tangenziale Sud di Bergamo

MessaggioInviato: sabato 22 dicembre 2018, 12:01
di Lino70
Treviolo-Valbrembo, tutti contro tutti. Cantiere fermo, già un anno di ritardo.

I lavori dovevano chiudersi a marzo del 2020, ma finora è stato realizzato meno del 20%.


Accuse incrociate tra Vitali, Uniacque e la Provincia su progettazione e rimozione interferenze.
Tutti contro tutti e tutti in coda. Almeno per un anno in più rispetto al previsto. I lavori di adeguamento della Dalmine-Villa d’Almè nel tratto tra Treviolo e Valbrembo sono in ritardo. Praticamente fermi.

Appalto alla mano sarebbero dovuti finire a marzo del 2020 dopo 685 giorni di cantiere: «Abbiamo fatto poco meno del 20% di quanto dovevamo fare: un anno di ritardo, settimana più settimana meno» spiegano dalla Vitali di Cisano, l’impresa che ha rilevato la Fabiani, ditta di Dalmine che si era aggiudicata i lavori nel 2014 prima di finire in concordato preventivo. E qui comincia il florilegio di accuse incrociate senza rete: Vitali, Uniacque e Provincia. Una tonnara.

L'eco di Bergamo

Re: Villa d'Almè Dalmine - Tangenziale Sud di Bergamo

MessaggioInviato: giovedì 27 dicembre 2018, 12:05
di enkuz
Allucinante.
Maledetti.

Re: Villa d'Almè Dalmine - Tangenziale Sud di Bergamo

MessaggioInviato: venerdì 4 gennaio 2019, 16:38
di Lino70
Treviolo-Paladina, lavori in super ritardo E l’azienda presenta un extra conto da 21 milioni

Sul tracciato 150 interferenze, molte non erano state segnalate. Lavori indietro di otto mesi su poco più di due anni previsti. La Vitali Spa e Uniacque schierate contro la Provincia


Chi passa in auto sulla provinciale Villa d’Almè-Dalmine, sfilando a passo d’uomo tra le barriere del cantiere, è sicuro: i lavori della Tangenziale fra Treviolo e Paladina sono in pieno svolgimento. Invece no. Non solo procedono a strappi o a parti scollegate, ma sono anche in ritardo di otto mesi, per una serie di problemi che potrebbero portare al raddoppio dei costi.
Colpa delle interferenze e delle sottosezioni: in 150 punti sotto la strada scorrono fogne, reti idriche, cavi elettrici, tubi del gas, che vanno spostati. Quasi tutte sorprese per la Vitali, l’impresa di Cisano che ha ereditato dalla Fabiani di Dalmine l’appalto da 21 milioni di euro. «Devi fare uno scavo di mille metri e dopo cento ti fermi perché trovi un cavo, allora devi scoprire di chi è e chi deve per spostarlo. Risultato: abbiamo lavorato a macchia di leopardo, ci sono pezzi di cantiere realizzati qua e là e dovremo poi collegarli». Lo sfogo è di Michele Comi, che come responsabile di commessa per la Vitali è colui che deve far quadrare i conti.
cantiere è stato consegnato il 1° febbraio 2018 per essere terminato il 1° marzo 2020. Invece finora è stato eseguito solo il 22% dell’opera e su 760 giorni di lavoro previsti ce ne sono già 206 giorni di mancata produttività. E otto mesi di ritardo per l’opera. «Sempre che sorgano poi altri ulteriori problemi», precisa Comi.
Su 5 chilometri di strada si calcolava di risolvere prima i 3,2 di riqualificazione e ampliamento fra Treviolo e Mozzo, per poi dedicarsi alla parte più complicata, gli 1,8 in trincea a Paladina. Ma nella prima parte la Vitali è ferma: stanno lavorando soprattutto quelli che Comi definisce «i cantieri e cantierini» di chi deve spostare gli impianti. Finora ne sono stati risolti 80. Dodici su 28 sono di Uniacque: «Ci siamo dovuti mettere due mesi in piena estate a fare solo quello con appalti per 1 milione e 400 mila euro — spiega il presidente Paolo Franco —. Ci siamo scontrati anche con i Comuni per i permessi, perché le aree per i lavori non erano state bloccate». Anche l’ampliamento del ponte sulla Briantea c’è andato di mezzo. È stato trovato un fascio di fibre ottiche di Telecom, per il cui spostamento sarebbe servito un appalto lungo un anno (ma anche la presenza di un cavo dell’esercito ha complicato le cose). Alla fine si è fatto prima a cambiare il progetto. Altre volte si sono trovate centraline di privati, «e siamo dovuti andare a suonare al citofono per avvisare che dovevano spostarle — continua Comi —. In più ci scontriamo con richieste di modifica in corso d’opera ed espropri di aree non portati a termine».
Impresa e Uniacque accusano la Provincia, che come stazione appaltante avrebbe dovuto risolvere interferenze ed espropri prima di consegnare il cantiere. «Già nel 2007 in conferenza di servizi avevamo segnalato i sottoservizi da spostare ma ci hanno risposto solo il giorno dopo l’assegnazione», punta il dito Franco. «Sono cose che andavano fatte nei cinque anni precedenti — rincara Comi —. La stessa Uniacque a noi ha risposto: parliamo solo con il proprietario della strada. E in effetti il nostro mestiere non è trattare con gli enti, è quello di fare le strade».
L’assessore provinciale alla Viabilità in quel periodo era Pasquale Gandolfi: «Il compito di verificare se ci sono sottoservizi, dove sono e come spostarli non spetta alla parte politica ma a chi ha fatto il progetto esecutivo: la Fabiani e quindi la Vitali — è la replica —. Al massimo noi possiamo agevolare i premessi. E per gli espropri c’è il decreto di messa a disposizione delle aree». «Il nostro progetto esecutivo è la semplice ingegnerizzazione di quello definitivo della Provincia, che dovrebbe essere cantierabile», replica Comi. Franco gli dà ragione: «Il progetto esecutivo non l’ha fatto la Provincia, ma chi lo ha approvato?».
Nel frattempo la Vitali ha fatturato 2 milioni su 9, calcola 15 mila euro al giorno di costi non previsti e maggiori oneri. E soprattutto ha iscritto riserve per 21 milioni di euro, somma in più che potrebbe chiedere alla Provincia in considerazione dei costi aumentati rispetto all’appalto risalente ormai al 2012 e dei successivi problemi. «Le riserve verranno valutate — commenta Gandolfi —. Ma sia noi che loro vogliamo concludere l’opera al più presto, quindi cerchiamo di chiuderla in fretta».

Corriere della Sera Bergamo/cronaca

Re: Villa d'Almè Dalmine - Tangenziale Sud di Bergamo

MessaggioInviato: sabato 5 gennaio 2019, 13:37
di enkuz
Io ho perso la speranza

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