di IW2LBR » mercoledì 28 marzo 2007, 9:54
tratto dal L'Eco di Bergamo del 28-03-2007
Valle in ripresa - Siamo poveri ma in crescita
Redditi bassi però qualcosa si muove Natura e sicurezza le carte vincenti
Nel leggere le statistiche relative ai redditi del 2004 dei Comuni bergamaschi la prima impressione è quella di un «già visto», di una ripetizione più o meno identica dei numeri e soprattutto delle peculiarità che questi numeri fanno emergere. Da una parte la «cintura d'oro» che abbraccia la città capoluogo dove vivono i benestanti, dall'altra le periferie montane, i piccoli paesi che via via si spopolano e rimangono «insediati» soltanto dai pensionati con redditi decisamente bassi. Ma questa impressione, se da un lato è certamente veritiera presa nel suo insieme, ha lasciato spazio invece a una sorpresa, a una novità che stupisce e che lascia intravedere probabilmente un cambiamento di rotta nella ricerca della qualità della vita.
Già, perché gli amministratori dei municipi più poveri, quelli che hanno bene il polso della situazione locale soprattutto nei micro-Comuni e in quelli di montagna, segnalano un'inversione di tendenza rispetto al pur recentissimo passato: una voglia di tornare a vivere laddove una serie di condizioni, quali la sicurezza, la tranquillità, la dimensione umana e la salute sono valori vivi e vegeti.
Non è ancora così dappertutto, non è la regola e siamo proprio ai primissimi segnali. Per esempio a Valtorta , che naviga al penultimo posto della classifica sui redditi 2004 con una media di 14.535 euro all'anno, il sindaco Silvano Annonazzi mette a fuoco tutti quei problemi che da anni i paesi di montagna lamentano: «I giovani se ne vanno, restano gli anziani che ogni anno vengono meno. Ma è difficile per tutti decidere di metter su casa da queste parti. Certo, il turismo potrebbe attrarre come risorsa economica, ma anche i nostri progetti di ampliare gli impianti vengono stoppati dagli eventi naturali. Quest'anno l'inverno non si è visto e chi garantisce gli operatori se la neve non c'è?». Il sindaco di Valtorta sottolinea che i servizi essenziali lì non mancano: c'è l'asilo e c'è la scuola elementare... «Ma per fare la spesa la gente scende e fa i 25 chilometri che la separano da San Giovanni Bianco. Perché qui qualche negozietto c'è, ma per ovvi motivi i prezzi sono più alti». Insomma, servizi, distanze, scarse certezze economiche: gli arcinoti punti dolenti dei paesi d'alta quota.
Eppure qualcosa si muove. Lo annuncia Luciano Manzoni, vicesindaco di Brumano , paese che ottiene la palma del reddito medio peggiore di tutta la Bergamasca: una media di soli 14.396 euro. «Ma lo sa - racconta - che nel nostro piccolo stiamo aumentando? Ma lo sa che qualche giovane si ferma e decide di metter su casa proprio qui?». Forse il vicesindaco è il primo a stupirsi, ma il trend in quel di Brumano che conta solo un centinaio di abitanti è in crescita: «Penso che l'aria respirabile, la tranquillità, la sicurezza siano la spinta che invita anche i giovani a decidere di vivere in un piccolo comune come il nostro. Sì, qualcuno scappa dalla frenesia della città e magari decide di "pagare" con un po' di pendolarismo per il lavoro, la qualità migliore di questa esistenza rilassante».
L'analisi di Luciano Manzoni è condivisa dal primo cittadino di quello che è un paese di collina più che di montagna, un paese della collina del Sebino: Parzanica che pure registra redditi decisamente bassi, 15.572 euro di media all'anno. La premessa di Battista Cristinelli, il primo cittadino, è tranchant , a dire il vero: «Il mio parere è che la gente di qui guadagni molto di più. Temo una forte evasione». Sincerità dei residenti a parte però, anche questo sindaco ha notato un risveglio nel suo mini paese: «Dobbiamo ringraziare la strada nuova che ci collega al lago: per noi è stata una manna. Al punto che adesso ci sono nuove famiglie che decidono di mettere su casa proprio qui. C'è gente di Tavernola che si sposa e viene ad abitare a Parzanica, tanto in cinque minuti a Tavernola ci arriva e qui si sta davvero bene». Cristinelli parla proprio di un ritorno, che sarà ancora più corposo ed evidente, per il paesino di 380 anime, nel prossimo futuro: «Abbiamo messo a punto dei piani di lottizzazione per creare aree residenziali. Saranno il volano per le nuove famiglie che ringiovaniranno Parzanica».
Già, la rinascita dell'edilizia è davvero un traino per un cambiamento di tipologia dei residenti. Lo sa bene anche un altro primo cittadino, Giuseppe Cecchi, che guida Pumenengo , un centro non montano, anzi della Bassa, l'unico centro della pianura i cui redditi si collocano tra la dozzina dei più poveri con una media di 15.712 euro. «Fino a ieri forse la gente di Pumenengo sceglieva di andarsene e cercar casa in altri lidi, anche perché il piano regolatore non consentiva di creare nuove residenze. Adesso abbiamo invertito la rotta e ci siamo già accorti che la popolazione sta crescendo: siamo a 1.600 abitanti ed entro sei-sette anni vogliamo toccare quota duemila». Giuseppe Cecchi sottolinea con orgoglio che l'anno scorso a Pumenengo sono nati 25 bambini: «Molti sono figli di immigrati che si stanno ben inserendo. I neonati mostrano chiaramente che la tendenza si è ribaltata e che il nostro paese non è più solo la patria dei pensionati».
Rosella del Castello