Le Zecche nei Boschi

Le numerose specie di animali selvatici nelle Alpi Prealpi Orobie e specificatamente in Valle Brembana

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Le Zecche nei Boschi

Messaggiodi Subiot » lunedì 2 giugno 2008, 23:43

In questo topic ho avuto modo di constatare come i frequentatori abbiano espresso le proprie opinioni in merito alla presenza della fauna selvatica in Valle Brembana. Ottima impressione hanno fatto camosci , caprioli , cervi , scoiattoli , cedroni e picchi. Qualche perplessità sui mufloni. Parecchie preoccupazioni sono emerse alla vista della "bestia nera" ovvero il cinghiale.....

C'è un elemento in comune, un filo che lega fra loro tutti questi animali e che rappresenta, per l'uomo, un insidia (ben piu del cinghiale....) Sto parlando di ZECCHE

La gran quantità di animali presenti sulle nostre montagne comporta inevitabilmente anche la presenza di questi minuscoli e apparentemente innoqui insettini. Beh, tanto innoqui non sono, e la loro presenza non è da sottovalutare in quanto veicolano alcune malattie, malattia di Lyme fra tutte.
Cos'è la Malattia di Lyme ?
Ecco una spiegazione ...
http://it.wikipedia.org/wiki/Malattia_di_Lyme

La possibilità di beccarsi qualche zecca è comune a tutti i frequentatori delle Orobie.
Ieri, ad esempio,il sottoscritto terminato il giro delle trappole fotografiche, ha avuto la "piacevole" sorpresa di constatare di essere rientrato "accompagnato" da un paio di ospiti assolutamente indesiderati: una zecca piantata nel braccio desto ed una piantata nel braccio sinistro......

NB: le braccia erano le uniche parti scoperte del corpo. Ecco quella sul sinistro... per staccarla ci sono volute le pinzette ....

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Re: Le Zecche nei Boschi

Messaggiodi Subiot » giovedì 5 giugno 2008, 9:49

Ieri sera ho fatto un giro a resettare la macchinetta piazzata più vicino a casa mia (è a circa 70 m. dall'uscio di casa....). L'avevo ripiazzata Sabato scorso per raccogliere delle foto migliori di quelle fatte fino ad oggi su questo punto. Arrivo e ci trovo 63 scatti . Ottimo!

Dalla visione salta fuori un contributo interessante: il giorno 2 giugno fotografo una femmina che ha due belle zecche piantate in faccia e due sul resto del corpo. Probabilmente la stessa femmina si presenta 12 ore più tardi ( alle 4.30 del 3 giugno) sempre nello stesso punto, e sembra che le zecche non ci siano più. O si tratta di un'altra femmina ( lo escludo ) oppure le zecche del giorno prima avevano chiuso il ciclo e si sono lasciate cadere a terra. il contributo fotografico testimonia comunque l'ampia diffusione che questi "insettini" hanno fra gli ungulati...

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Ultima modifica di Subiot il venerdì 6 giugno 2008, 9:28, modificato 2 volte in totale.
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Cosa fare se si viene punti da una zecca

Messaggiodi bashir.it » giovedì 5 giugno 2008, 10:19

fonte ULSS 2 di Feltre - http://www.ulssfeltre.veneto.it/Piani/Zecche/

- Bisogna rimuoverla al più presto, rivolgendosi eventualmente al medico. Si è osservato infatti, che più resta attaccata alla pelle e maggiori sono le possibilità che venga trasmessa qualche infezione. L'asportazione può essere effettuata anche da soli: la si afferra con una pinzetta (tenuta il più possibile vicino alla pelle) e la si stacca con una leggera trazione e torsione senza strapparla; la zona della puntura va poi disinfettata.Eventuali residui del corpo della zecca rimasti nella pelle di solito non comportano conseguenze particolari.

- Bisogna segnare sul calendario la data e nei successivi 40 giorni osservare se nella sede del morso compare l'Eritema Migrante. Se si nota questo arrossamento che si allarga pian piano o altri sintomi, bisogna andare subito dal medico. Se non si manifesta l'Eritema Migrante, dopo 40 giorni, è comunque possibile, eventualmente, consultare il medico di base perché solo nella maggior parte dei casi di infezione da Borrelia è apprezzabile l'eritema. Per essere quindi del tutto certi di non aver contratto la Borreliosi di Lyme, potrà eventualmente essere utile un esame del sangue per la ricerca anche degli anticorpi contro la Borrelia; qualora essi venissero evidenziati, si potrà eventualmente iniziare un trattamento antibiotico per guarire l'infezione, se il medico lo riterrà opportuno.

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fonte ULSS 2 di Feltre - http://www.ulssfeltre.veneto.it/Piani/Zecche/

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Se le Zecche attaccano l'uomo

Messaggiodi kenny » giovedì 5 giugno 2008, 10:26

se ti si atacca una zecca è sempre meglio:

1) farla togliere da un pronto soccorso così da essere assolutamente certi che non rimanga nella pelle un pezzo dell'insetto

2) xxxxxxx Mess dei mod. è vietato consigliare terapie mediche sul forum

Penso qualunque medico sottoscriva:purtroppo non si scherza.

ciao
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Acari e zecche i nemici dei boschi

Messaggiodi IW2LBR » venerdì 6 giugno 2008, 9:49

Acari e zecche i nemici dei boschi
Sopravvivono a inverni sempre più miti

di Cesare Scuri - dal L'Eco di Bergamo del 5 giugno 2008

Quando si parla di pericoli del bosco, la mente corre subito alle vipere o ad altri serpenti velenosi e in quest'ultimo periodo anche a lupi e a orsi. Invece gli animali più pericolosi che abitano i boschi sono paradossalmente molto piccoli.
Stiamo parlando di alcuni insetti che le evidenti variazioni climatiche sembrano favorire, il cui ritorno in massa, è costantemente segnalato soprattutto da cacciatori, fungaioli ed escursionisti che frequentano le vallate orobiche. I rigidi inverni e i prolungati periodi di gelo di una volta svolgevano una efficace disinfestazione degli ambienti forestali e alpini provocando la morte della maggior parte di artropodi e delle loro larve e ninfe.

Il nuovo andamento termico che sembra caratterizzarsi più per le miti temperature non disinfesta più i boschi e i pascoli favorendo la proliferazione di due particolari acari, che provocano un crescente allarme tra i fruitori degli ambienti boschivi. Si tratta della trombicola o acaro della mietitura e delle zecche.

Il primo, il cui nome scientifico è trombicula autunnalis è un acaro che come dice il nome dovrebbe essere presente nella tarda estate e nell'autunno tra le graminacee di prato pascoli esposti a meridione, che crescono su suoli calcarei.
Questo acaro è invece già presente in abbondanza, già all'inizio della primavera, se ne sono accorti i cacciatori di selezione che indaffarati con i loro binocoli a effettuare censimenti primaverili di camosci e caprioli, si erano sdraiati sulle erbe dei prati. Il risultato delle aggressioni subite dall'acaro, rilevate solo il giorno successivo, era inequivocabile: papule contornate da un alone violaceo e forte prurito per alcuni giorni, le lesioni una volta guarite lasciano una cicatrice pigmentata per lunga durata. La trombicola ha già cominciato a colpire, le sue larve, a stento invisibili a occhio nudo, nascoste tra le erbe secche, oltrepassano gli indumenti di tessuto e si fissano in prossimità dei peli e affondano nella pelle il loro rostro introducendosi nello spessore dell'epidermide dove rimangono per pochi giorni, quanto basta per rendere necessario, nei casi più gravi, il ricovero al Pronto soccorso.

Più grosse e più pericolose sono invece le zecche, parassiti esterni delle dimensioni di qualche millimetro che necessitano di pasti di sangue per completare il loro sviluppo e ciclo riproduttivo. Attendono pazientemente l'ospite da parassitare che può essere un animale domestico, un capriolo, un cervo una volpe uno scoiattolo un uccello oppure l'uomo. Con l'inizio della bella stagione le zecche abbandonano lo stato di letargo invernale e si avviano alla ricerca di un animale o di un uomo cui succhiare il sangue.

Questi piccolissimi dracula individuano l'ospite da parassitare grazie all'anidride carbonica emessa e al calore dell'organismo ospitante, che questi acari avvertono immediatamente, e vi si insediano conficcando il loro rostro nella cute, succhiandone il sangue. Il loro morso è indolore perché inoculano preventivamente una sostanza contenente principi anestetici. Quando si va per boschi occorre dunque vestirsi con abiti chiari, coprire le estremità inferiori con calze chiare o stivali, utilizzare pantaloni lunghi ed evitare di addentrarsi nelle zone con l'erba alta, alla fine dell'escursione controllare collo, dietro le ginocchia e lungo i fianchi, spazzolare gli indumenti, trattare costantemente i propri animali domestici con sostanze acaro repellenti.
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Re: Le Zecche nei Boschi

Messaggiodi IW2NGG » venerdì 6 giugno 2008, 9:59

kenny ha scritto:e se io fossi un medico?


Non indicheresti una terapia da un forum ma consiglieresti di venire nel tuo studio per una visita.

Sinceramente... un medico che consiglia qualcosa di diverso da una visita/esame/controllo senza avere davanti il paziente secondo me è da evitare come la peste... poi... ognuno decida per se.
Salvo diversa indicazione ciò che scrivo è mia personale opinione e non rappresenta necessariamente la posizione ufficiale del forum.
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Re: Le Zecche nei Boschi

Messaggiodi Subiot » venerdì 6 giugno 2008, 10:17

In merito alla presenza in Valle Brembana di zecche portatrici della malattia di Lyme, sono in attesa di ricevere i risultati condotti sui Caprioli della Bassa Valle Brembana effettuate nella stagione 2006/07.

I dati dovrebbero giungere dall'Istituto Bruno Umbertini (ci vorrà qualche giorno) ed appena a disposizione le metterò nel forum con le relative considerazioni ...

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Re: Le Zecche nei Boschi

Messaggiodi kenny » venerdì 6 giugno 2008, 14:08

Sconsiglio chiunque a seguire i miei consigli di terapie mediche precedentemente scritti su questo forum: se venite punti da una zecca andate dal vs. medico.

non sono un medico ma ahimè un ingegnere e pertanto d'ora in avanti credetemi credibile solo per consigli meccanici/tecnici. a_45

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Re: Le Zecche nei Boschi

Messaggiodi arkypita » venerdì 4 febbraio 2011, 17:40

se venite punti da una zecca andate dal vs. medico


Sono stato recentemente in zone con alto rischio zecche (Friuli) e confermo l'indicazione che è stata data, ma voglio aggiungere due indicazioni:

PRECAUZIONI

Le zecche si arrampicano sui fili d'erba e sui rametti degli arbusti "lanciandosi" letteralmente sulla preda. Per questo è consigliato rimanere sui sentieri piuttosto che inoltrarsi nei boschi evitando di sfiorare la vegetazione che cresce ai bordi. Bisogna inoltre evitare di camminare nell'erba alta, è più prudente e riduce il rischio di essere punti.

In zone ad alto rischio oltre a queste precauzioni è consigliabile vestirsi opportunamente, con abiti chiari che rendono più facile l'individuazione delle zecche, coprire le estremità, soprattutto inferiori, con calze chiare (meglio stivali) e utilizzare pantaloni lunghi. Al rientro poi, terminata l'escursione, effettuare un attento esame visivo e tattile della propria pelle, e dei propri indumenti.
Le zecche tendono a localizzarsi preferibilmente sulla testa, sul collo, dietro le ginocchia, sui fianchi.

COSE DA NON FARE

Finora si è detto cosa bisogna fare (andare dal medico, o al pronto soccorso) ma vorrei aggiungere cosa NON bisogna proprio fare. Bisogna evitare tutti quelli che sono i "rimedi della nonna" del tipo: ungerla con l'olio, metterci sopra l'alcool, scottarla con la punta di una sigaretta, stuzzicarla in qualche modo etc etc... Quello che si rischia è che la zecca rigurgiti il sangue ingerito e, se infetta, che ci trasmetta l'infezione. Se proprio volete cimentarvi da soli nella rimozione è valida l'indicazione che è già stata data e che integro:

L'asportazione, se la zecca è piccola, può essere effettuata anche da soli: la si afferra saldamente con una pinzetta (tenuta il più possibile vicino alla pelle) e la si stacca con una leggera trazione e torsione (antioraria, come per "svitarla") senza strapparla; la zona della puntura va poi disinfettata.


Se la zecca si rompe, lasciando il rostro nella pelle, è possibile usare un ago da siringa sterile per rimuoverlo, come si fa con le spine. Suggerisco anche di segnare con un pennarello la zona del morso in quanto normalmente non lascia alcun segno, quindi diventa difficile ritrovare il "punto" per vedere eventuali arrossamenti.


Infine segnalo che l'anno scorso ho portato un gruppo scout in val del Giongo, zona canto alto, e metà di noi è tornata a casa con le zecche!

Linko un .pdf integrativo: http://www.codroipo1.it/foto/directory/avvisi_Zecche/27_Documentazione_completa_ASS_4.pdf
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